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lunedì 31 marzo 2025

DIO HA DAVVERO REALIZZATO LE SUE PROMESSE DI PACE? / Lunedì IV sett. di Quaresima, 2025.



Nella prima lettura, attraverso il profeta Isaia, Dio promette pace e prosperità. Che senso hanno queste promesse e come reagiamo? 

Ci sono due gruppi tra coloro che non vedranno mai realizzate queste promesse, perché fondamentalmente cercano la pace come la da il mondo, vogliono una pace esterna, la tranquillità, vogliono vedere "segni e prodigi" senza convertirsi.

Il primo gruppo è formato da quelli che “non pregano”. Sono scettici perché, dopo tanto tempo, non si vede la pace nel mondo. I cristiani proclamano che il Messia è venuto e ha instaurato il Regno di Dio sulla Terra ma non è vero. Concludono che quelle promesse sono false. Altri pensano che il Messia sia l’uomo stesso, personalità carismatiche oppure il popolo (eletto) stesso. Tutto dipende quindi dall’uomo e dal suo impegno e non da Dio. Dicono: se tutti saranno buoni, sinceri, dediti al bene, tutto andrà bene. Certamente! Ma non succede mai. 

Poi ci sono quelli che “pregano”. Alcuni sfruttano la credulità popolare: “oggi il Signore (la Madonna) ha scelto di visitarti. Scrivi Amen. Scomparirà da te ogni maledizione e malanno”. Sono solo truffatori, eppure molte persone si lasciano ingannare. E c'è chi prega, prega, e prega ancora, aspettandosi che il Signore faccia il miracolo della Pace senza alzare un dito. Sono degli illusi.

Certamente la preghiera è fondamentale. La Pace è dono di Dio: è lui che crea “nuovi cieli e terra nuova”. Ma bisogna preparare le sue vie per accoglierlo con i suoi doni. Ma soprattutto, con l’Incarnazione e la Risurrezione, siamo membra del suo Corpo, siamo il Cristo totale che continua la sua missione nella nostra generazione. Quindi è vero che : “Senza di me non potete far nulla”. (Giovanni 15,5) ma anche insieme: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch`io mando voi". (Giovanni 20, 21).

Ma senza una fede matura, senza conoscere Cristo, la sua parola, i suoi sentimenti, come potrò agire in suo nome? Negli USA, Massimo Fagioli, storico e teologo, dice che Trump predica un Vangelo falso della vendetta e del disprezzo. E si meraviglia come molti leader religiosi siano acquiescenti di fronte alla sua politica, per non parlare del popolo che non sa nulla del Vangelo (Faggioli: "Trump es el predicador de un evangelio falso de venganza y desprecio"). Non “basta che si preghi!”. Il Vangelo non è qualsiasi cosa. Per sostituire Giuda, gli apostoli chiedono a Dio di scegliere tra Mattia e Giuseppe Giusto. Ma i due candidati sono stati selezionati con un criterio insieme semplice e rigoroso: tutt'e due conoscono molto bene Gesù! Lo hanno seguito “per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi” dal battesimo di Giovanni al Giordano fino all’Ascensione! (Atti 1,21-22). Come posso predicare il Vangelo, voler guidare un gruppo cristiano se non conosco Gesù e la Scrittura o la interpreto a modo mio? 

La Pace e la Giustizia esistono perché Gesù è venuto ed è presente nel mondo. Questa Pace non è come la dà il mondo. Chi è in Cristo la sperimenta. Dove c'è Cristo risorto trionfa la vita : "tuo figlio vive".


Prima Lettura  Non si udranno più voci di pianto e grida di angoscia.

Dal libro del profeta Isaìa  Is 65,17-21

domenica 30 marzo 2025

COSA SALVA IL FIGLIOL PRODIGO DALLA DISPERAZIONE? LA PARABOLA DEL PADRE MISERICORDIOSO / IV Dom di Quaresima, C, 2025.


San Paolo supplica in nome di Dio: approfittate della fortuna immensa che vi viene offerta, essere riconciliati con Dio. C'è forse cosa più desiderabile? Sembra strano dover supplicare. Eppure, anche nella parabola il Padre supplica suo figlio maggiore di entrare per fare festa. Ma lui rifiuta.

Cosa può impedirmi di vivere con gioia una vita di amicizia e amore con Dio?

Gli idoli, l’inganno che facendo di testa mia sarò più felice, approfitterò di più della vita. La vergogna di dover riconoscere che ho sbagliato e dovrò chiedere perdono. La non conoscenza di Dio e la paura di essere accolto male. E, infine, l’impressione che Dio è mio debitore e mi tratta male. In fondo i due fratelli, in modi diversi sono uguali: il più giovane pensa che il Padre non gli propone una vita veramente felice con i suoi comandamenti che gli pongono limiti, il maggiore pensa che in cambio della sua obbedienza ai comandamenti, il Padre non gli propone una ricompensa (una vita) che lo renda realmente felice, soddisfatto. Sono due egoisti e materialisti.

Solo la constatazione di aver fallito e di non avere altre soluzioni spinge il più giovane a ritornare. Ma poteva disperarsi e morire lontano dal padre. Lo salva la coscienza di avere un padre. Direttamente o indirettamente, egli menziona 5 volte il suo legame con lui. L’altro figlio nemmeno una volta. 

Impariamo ancora. Dio ama in un solo modo: assoluto, incondizionato. Previene il figlio perduto correndogli incontro appena lo vede in lontananza. … Corre incontro all’altro figlio (perduto anche lui) e lo supplica, loda il suo lavoro, gli ricorda i suoi diritti all’eredità, gli fa capire che è convinto che abbia buoni sentimenti nel cuore…

Ma per stare nella casa del padre bisogna in qualche modo aprirsi al suo modo di vedere e di amare. Il figlio più giovane non ha più pretese e si lascia amare, lascia da parte la sua idea della giustizia, la sua ultima giustificazione: “Trattami come uno dei tuoi salariati”. Il figlio maggiore entrerà se lascia da parte la sua idea della giustizia e accetta quella del padre: “bisognava far festa e rallegrarsi… “.



Prima Lettura Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.

Dal libro di Giosuè Gs 5,9a.10-12  

venerdì 28 marzo 2025

IL MONOTEISMO SIGNIFICA VIOLENZA? / Venerdì III sett. di Quaresima, 2025.


Quando ogni popolo aveva molti dèi, si afferma in un popolo la presenza di un Dio unico che non tollera altri nella sua alleanza con Israele. Pian piano emerge la coscienza rivoluzionaria che non ci possono essere altri dèi ma uno solo, creatore e onnipotente, invisibile, di cui non si può fare immagine o scultura, ma solo ascoltarne la voce che ispira i cuori, e dona ad alcuni di parlare in suo nome, i profeti. 

Il monoteismo che ha costruito la civiltà che ha abolito la schiavitù e rafforzato sentimenti e strutture di misericordia è spesso accusato oggi di essere fonte di violenza proprio perché presentandosi come unica verità sarebbe dittatura che esclude la libertà di pensiero e di azione, di ricerca, mentre la Storia dice il contrario.

Chi accusa il monoteismo di violenza dimentica che la caratteristica di Abramo è la Hesed, una parola ebraica che significa grazia, amore solido, benevolenza, misericordia, dono inaspettato, amore della reciprocità nell’alleanza, e il nome di Dio più usato è “ha-rahman”, il misericordioso. 

Gesù, alla domanda: qual è il primo dei comandamenti risponde : «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi». Non è una sorpresa per lo scriba che lo interroga. Sa che la prima parola dei Dieci Comandamenti è "anokhi” (io, cioè Dio che parla) e l’ultima “reeka” (prossimo tuo) e che Dio non ha mai dissociato l’amore a lui dall’amore al prossimo. Gesù lo porterà a compimento, amando il Padre fino alla morte di croce e dando la vita per gli uomini. L’unione tra i due comandamenti diventa, con l’incarnazione, unione della natura divina e della natura umana: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”. (Matteo 25, 40). L’azione e l’insegnamento di Gesù al riguardo è costante. 

Il Dio unico violento non è il Dio giudeo-cristiano, non è il Dio vivente, ma un’ideologia. Il pericolo esiste anche tra i credenti di seguire ideologie religiose e il ritorno a Dio fa esclamare: “ Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani”. Esistono anche religioni ideologiche o che comunque non vanno alla radice della violenza. Unendo in sé Stato e Religione sacralizzano il potere politico con risultati disastrosi. Certi populismi odierni con etichette religiose dimenticano del tutto il secondo comandamento, la Hesed e la compassione verso i deboli. Ma le ideologie senza Dio hanno prodotto e producono totalitarismi infinitamente più violenti. La fede sincera nel Dio unico giudeo cristiano è il massimo antidoto contro la violenza e apre all’accoglienza dell’altro nella sua diversità. Vedi l'ottimo articolo: Recalcati sbaglia: l’odio di oggi non nasce dalla religione - Tempi .


Prima Lettura  Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani.

Dal libro del profeta Osèa  Os 14,2-10  

giovedì 27 marzo 2025

QUANDO LA DISINFORMAZIONE È AL SERVIZIO DEL DEMONIO / Giovedì III sett. di Quaresima, 2025.


Il Signore cerca il dialogo col suo popolo, e la sua felicità. Con il peccato originale e la degradazione ulteriore, l’uomo non sa più cosa sia la verità e il vero bene. Lo deve imparare da Dio che è Verità e anche un Padre capace di educare in un cammino progressivo, appoggiato fin dall’inizio sulla sua fedeltà indefettibile e onnipotente. Non ci sono altre vie, altre voci da ascoltare anche se il Signore parla per mezzo di numerose persone, mandando “con assidua premura tutti i miei servi, i profeti”. Per cui  Gesù può - e deve - dire parole che rassicurano totalmente chi lo segue, e possono apparire molto pesanti e minacciose per chi vuol seguire “ispirazioni” più o meno “mistiche”, “dettate dalla Madonna”, dalle “anime del purgatorio” e via dicendo ma che contraddicono la Scrittura e le indicazioni della Chiesa. Gesù dice : “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde”.

Quindi ciò che non è in Cristo viene dall’avversario.

Ma appunto il demonio non rimane zitto e fa disinformazione, travolge la verità e propone la sua propaganda, calunnia usando i suoi servi e profeti più o meno consapevoli. Tutti i mezzi sono buoni per seminare il dubbio: “Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo”.

Vediamo che la storia della disinformazione è vecchia e siamo invitati a non lasciarci sviare in nessun modo, specialmente oggi dai messaggi sui Social.

Raccomandava già san Paolo : “Ora vi preghiamo, fratelli, …  di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, ….. Nessuno vi inganni in alcun modo! … ” (2 Tessalonicesi 2, 1-3).  “Esaminate voi stessi se siete nella fede, mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi!” (2 Corinzi 13, 5). “esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”. (1 Tessalonicesi 5, 21). “Non lasciatevi sviare da dottrine varie e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato per mezzo della grazia,... ” (Ebrei 13, 9).

State attenti fratelli, camminate con la Chiesa e la Dottrina sicura. Non serve a nulla sapere “segreti” o accumulare candele benedette o altri mezzi e “preghiere potenti”. Serve invece raccogliere con Cristo, convertirsi e camminare umilmente con la Chiesa.


Prima Lettura  Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio. 

Dal libro del profeta Geremìa Ger 7,23-28 

mercoledì 26 marzo 2025

GLI EBREI, IL SOLO POPOLO SAGGIO E INTELLIGENTE? / Martedì III sett. Quaresima, 2025




Come popolo, gli ebrei sanno di aver dato all’umanità un contributo enorme, in tutti i campi della civiltà e della scienza e i dati storici lo confermano. Uno su tutto la percentuale di Premi Nobel in proporzione al numero degli ebrei, ma non solo. E sanno che questo essere “il solo popolo saggio e intelligente" o il più intelligente o almeno uno dei più intelligenti per non offendere nessuno, viene dalla loro alleanza con il Dio di Abramo e il metodo trasmesso di generazione in generazione di scrutare con libertà la Scrittura e le tradizioni di saggezza che ne sono derivate. Tramite la Chiesa i popoli pagani - cioè noi - hanno ricevuto questa saggezza ma sembra che ne facciamo poco uso nella vita delle nostre famiglie, nell’educazione dei figli e nelle comunità cristiane. Eppure anche per noi vale questa ingiunzione: “Ma bada a te e guàrdati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli”. Non si tratta di fare di tutti intellettuali, ma di istruire nel Signore. Certamente gli ebrei hanno sempre insegnato a tutti quelli che potevano, a leggere e scrivere anche in tempi in cui grandi re e sovrani erano analfabeti (Carlo Magno era analfabeta). D’altra parte c'è posto nel popolo di Dio e nelle sue Assemblee per il neonato e per il minorato mentale come lo sottolinea il rito della Pasqua. Però Jean Marie Lustiger, benché nato in una famiglia ebrea non praticante, aveva chiaro i punti essenziali della sua identità di ebreo, le promesse di Dio e la missione del suo popolo. Quando ha letto un Nuovo Testamento ha potuto comprendere subito che questi annunciava che le promesse fatte ai Padri si erano compiute. L’impegno nel formare le nuove generazioni a istruirsi è soprattutto però educazione del cuore. La Scrittura, la Storia della Salvezza hanno dei punti cardini, delle chiavi che tutti devono conoscere ma sono un oceano di ricchezza e si tratta del pane di cui vive l’uomo, si tratta di nutrire il cuore. La Bibbia non fa corsi biblici! È una parola viva ed efficace che ti cerca perché tu sappia che non sei solo, è Dio che vuole fare alleanza con te.


Prima Lettura  Osserverete le leggi e le metterete in pratica. 

martedì 25 marzo 2025

FIGLI E FRATELLI DI MARIA, PELLEGRINI CON LEI NELLA FEDE / Annunciazione del Signore, 2025.




Annunciazione del Signore. La visita dell’Angelo sconvolge e condizionerà tutta la vita di Maria. Esprime quanto Lei è preziosa per Dio e anche per noi.  Si trova con la sua libertà al centro di una svolta totale per l’umanità. Ma più importante è il contenuto di questo Annuncio: la volontà di Dio di salvarci e il modo della sua presenza tra noi. E questo riguarda tutti noi. Se possiamo e dobbiamo, come ci ha chiesto Gesù dall’alto della croce, prendere Maria come Madre e Maestra, come rifugio, il tutto è ordinato al progetto di Dio: farci diventare suoi figli in Cristo, crescendo fino alla sua piena maturità. Maria, Oceano delle Grazie, è totalmente funzionale a Gesù e nostra sorella pellegrina nella fede. Lei è “figlia del suo Figlio!” Come Lei, anche noi accogliamo il Verbo di Dio nel più profondo della nostra vita. In questo cammino Gesù ci chiama prima servi, poi amici, poi fratelli! San Paolo ci dice che “siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria”. (Romani 8,16-17). Assieme a Maria, anche Lei redenta da Cristo, il Dio con noi.  


Prima Lettura  Ecco, la vergine concepirà.

Dal libro del profeta Isaia  Is 7,10-14;8,10c

SENSO CIVICO E PIACERE DELLO SPORT / 25 Marzo 2025.




Grazie a Dio ritorna la primavera e anche qualche meno coraggioso, passato l’inverno, ritrova il piacere salutare del jogging di mattina. Specialmente se stiamo vicini per la seconda volta alla bella iniziativa di “Corri per San Castrese”. Però riappare tra i benemeriti sportivi che si godano le giornate più lunghe e il piacere della corsa, il fenomeno di alcuni comportamenti incivili e anche pericolosi che dovrebbero scomparire del tutto. Ciò che crudelmente manca nella nostra società e nella nostra città, non sono le palestre ma i valori morali, sono il senso civico e la responsabilità per il bene comune. Ecco un piccolo richiamo con l’articolo 190 del Codice Stradale, forse la legge che più di tutte è a vantaggio di ciascuno di noi. 


Comportamento dei pedoni

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, e' fatto obbligo di marciare su unica fila.

lunedì 24 marzo 2025

NON SI PUÒ METTERE LE MANI SU DIO! / Lunedì III sett. di Quaresima, 2025.


Naamàn sperimenta che non può far entrare Dio nei suoi schemi ma si deve lasciar guidare, si deve lasciar spogliare dei suoi punti di forza, non può comprare la grazia con la sua ricchezza o altro impegno e ingegno umano. La forza e il coraggio erano le doti reali, positive, sulle quali ha costruito la sua carriera ma erano diventate la sua prigione. La sua personalità ci ispira simpatia, oltre che per il dramma della lebbra che l’ha colpito, ma perché sentiamo l’uomo giusto, il leader e motivatore, che sa rispettare gli altri e riceve dagli altri rispetto. E Dio lo fa entrare in una nuova dimensione, quella della gratuità.

Gli abitanti di Nazareth pretendono anche loro di ingabbiare Dio, con lo svantaggio di averlo già ingabbiato nella loro religiosità abitudinaria - già sanno tutto, sono già convertiti -, mentre Naamàn si rivolge ad un Dio straniero, sconosciuto. Però hanno Mosè e i Profeti, la Scrittura. Dovrebbe essere un vantaggio immenso su Naamàn. Eppure …. Il Dio che si manifesta nel loro compaesano di cui credono di sapere tutto e hanno già valutato, che gli appartiene, questo Dio deve servirli. Quando Gesù dice che non si può mettere le mani su Dio (vedi le tante “preghiere particolarmente efficaci”, medaglie e immagini speciali, messe gregoriane e via dicendo che stanno in giro), non accettano che si concretizzi per loro quello che ascoltano ogni sabato, si arrabbiano, come Naamàn, ma nessuno li fa riflettere, rientrare in sé stessi. Solo il silenzio, il vuoto nel quale li lascia Gesù potrà aprire le loro menti e i loro cuori.   


Prima Lettura C'erano molti lebbrosi in Israele, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro (Cf. Lc 4,27).

Dal secondo libro dei Re 2Re 5,1-15a 

OSCAR ROMERO E I MISSIONARI MARTIRI: AGITATORI POLITICI? / 24 marzo, memoria dei missionari martiri.



"Un Vangelo che non tenga conto dei diritti degli uomini, un cristianesimo che non costruisca la storia della terra, non è l’autentica dottrina di Cristo, ma semplicemente uno strumento del potere". (Oscar Romero).


Oscar Romero non era un vescovo convertito alla teologia della liberazione marxista, ma un prete e vescovo che predicava la conversione a tutti, incarnava il Vangelo e leggeva con assiduità i testi del Concilio Vaticano II per comprendere dove lo Spirito Santo guidava la Chiesa attraverso il Concilio, “la più grande grazia spirituale ricevuta dalla Chiesa nel XX secolo” (Giovanni Paolo II). 

domenica 23 marzo 2025

SE NON TI CONVERTI, FARAI UNA BRUTTA FINE! / III Dom di Quaresima, C, 2025.



Mosè, adottato dalla figlia del Faraone, era un principe d’Egitto. Ma aveva nel cuore un grande senso di giustizia e sapeva di essere figlio di ebrei. In un impeto di collera, per una sua decisione istintiva, senza consultare Dio ma seguendo solo se stesso, difende un suo fratello ebreo e uccide l’aggressore egiziano. Risultato: gli ebrei lo vedono come un intruso nella loro vita, con la pretesa di dominarli, la notizia dell’uccisione dell’egiziano si diffonde e Mosè si ritrova solo e indifeso. Deve fuggire. Il suo senso di giustizia non lo abbandona. Guidato da Dio arriva ad un pozzo nel deserto dove difende il diritto di pastorelle che, arrivate le prime per abbeverare il loro gregge, sono aggredite da pastori che intendono imporre il diritto del più forte. Viene accolto dalla famiglia di queste ragazze e si ritrova ridotto a fare il pastore nel deserto. I suoi sogni, di gloria forse, di giustizia sicuramente, sono naufragati in una vita anonima e passano i decenni. Probabilmente ci vuole molto tempo affinché lo accetti del tutto. Non a caso chiama suo figlio “Gherson”, straniero. Inoltre è balbuziente e non si libererà mai della sua difficoltà a trasmettere agli altri il suo mondo interiore. A ottant'anni ecco che Dio lo chiama. Ciò che Mosè da solo non poteva fare, Dio lo farà con lui e attraverso di lui partendo dal suo senso di giustizia rimasto viscerale, ardente. Colui che voleva raddrizzare il mondo partendo da sé, diventa servo di Dio, l’uomo di Dio, ‘ysh ‘adonai, che si può tradurre anche “uomo Dio”! Discesa e risalita verso la gloria ma con l’umiltà e la mansuetudine proprie di Dio, ha-rahman, il misericordioso. 

Anche Giuseppe, figlio di Giacobbe, pur essendo sempre obbediente, sperimenta questa discesa drammatica. Obbedisce al padre che lo manda dai fratelli benché sappia che lo odiano, e gli va malissimo: spogliato dalla sua tunica è venduto schiavo. Fedele in tutto come schiavo risale come uomo di fiducia. Forse spera conquistare la libertà e tornare da suo padre!? Ma viene concupito dalla moglie del padrone e il rimanere integro gli va malissimo: la donna respinta lo fa incarcerare. Ma è da questo abisso che sperimenta la potenza di Dio e diventa viceré d’Egitto coperto di onori. È  la consapevolezza di essere parte di un progetto di Dio e amato da Lui che gli permette di accogliere con cuore aperto i suoi fratelli e beneficarli. Questa è la conversione: aprirsi alla presenza di Dio nella mia vita.  

E il popolo di Israele salvato dalla schiavitù? Anche loro vedono il progetto di Dio ma molti rimangono al di fuori. “Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto” dice san Paolo. E i fratelli di Giuseppe? Hanno eliminato il loro "nemico" ma il senso di colpa riemerge ad ogni difficoltà (Genesi 42, 21-22). E anche quando Giuseppe spiega loro il disegno di Dio (Genesi 45,5) non si fidano del tutto. Alla morte del padre risorgono tutti i loro timori. Pensano che allora Giuseppe si vendicherà (Genesi 50, 15 ss.). Conviene aprirsi a Dio.

Mosè matura con difficoltà passando dal suo senso di giustizia a quello di Dio. Giuseppe che si comporta sempre bene, deve anche lui fare una profonda discesa per poter servire il Signore. Molti altri che stanno a contatto con le opere di Dio, non entrano però col cuore in questo progetto, non si convertono. Se il progetto di Dio fosse solo di fare di te una brava persona, onesta e dedita alla famiglia, gli bastava che tu fossi un pagano retto, o al massimo ti mandava Maometto. Convertiti dunque al Regno di Dio per non perire come gli altri.  

 

Dal libro dell'Èsodo  Es 3,1-8a.13-15 

sabato 22 marzo 2025

PERCHÉ SI FANNO ALTERAZIONI E TAGLI ALLA SCRITTURA? / Sant'Ireneo, Trattato Contro le Eresie (2025).


Nell’Ufficio delle Letture del venerdì II sett. di quaresima, la seconda lettura è presa dal  Trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo (122 - 202) e riflette sul Decalogo (metto in corsivo le citazioni di Ireneo).  

Sant’Ireneo constata che mentre i padri erano giusti, l’oppressione della schiavitù e l’apparente trionfo degli dèi d’Egitto sui discendenti di Abramo, fecero sì che ”giustizia e amore verso Dio caddero in dimenticanza anzi si estinsero del tutto in Egitto”. Ma Dio li salvò  e diede loro nel deserto i comandamenti affinché rimanessero liberi e crescessero come popolo libero. Così “comandò l’amore verso Dio e suggerì la giustizia che si deve al prossimo perché l’uomo non fosse ingiusto e indegno di Dio". Così predisponeva, per mezzo del decalogo, l’uomo alla sua amicizia e alla concordia con il prossimo. Tutto questo giovava all’uomo stesso, senza che di nulla Dio avesse bisogno da parte dell’uomo. Queste cose poi rendevano ricco l’uomo perché gli davano quanto a lui mancava, cioè l’amicizia di Dio, ma a Dio non apportavano nulla, perché il Signore non aveva bisogno dell’amore dell’uomo”.

Qual è la situazione oggi? 

venerdì 21 marzo 2025

SALVA IL TUO MONDO!



"Non ti chiediamo di salvare il pianeta ma il tuo mondo sì".

Questa frase su un breve video del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) mi sembra molto utile per risvegliarci dallo scoraggiamento e dal cinico torpore. Il video mostra una scelta di mobilità sostenibile (la bicicletta), una gestione responsabile dei rifiuti (la raccolta differenziata e altro), il comprare frutta e verdura dalla filiera corta, senza imballaggio, con la tua sporta riutilizzabile, e il non usare l’acqua in bottiglia né le bottiglie di plastica ma la borraccia. 

Questi gesti (ed altri) si incontrano, si uniscono e creano un ambiente prossimo più pulito, sostenibile, creano cultura. 

giovedì 20 marzo 2025

QUESTA FIAMMA MI TORTURA / Giovedì II sett. di Quaresima, 2025.



Chi legge con attenzione la Scrittura ma soprattutto il Vangelo si rende conto che la fede viene dall’ascolto in un cuore aperto, disposto a fare spazio alla verità. Ma Gesù con la parabola del ricco e del povero Lazzaro lo mette in scena in modo drammatico: il ricco sta all’inferno, nei tormenti senza fine (“gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue”. Marco 9, 47-48), e supplica per la conversione dei suoi fratelli - anche se sappiamo che questi sentimenti di pietà non esistono nell’inferno - chiedendo per loro un segno affinché possano ravvedersi e cambiare vita. “Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».

Quanti vorrebbero un segno nel cielo, una luce, un’apparizione. Anch’io quando cercavo la fede andavo nelle chiese e pregavo perché una luce, un angelo mi apparisse, per rendermi tangibile la realtà dell’ “altro mondo”. Dio si è manifestato a me - davvero si è manifestato - ma in modo diverso. Non ho ancora visto angeli, né luci speciali in cielo, né nubi che sembrano la statua della Madonna o di Gesù… Si è manifestato nell’ascolto della Parola e specialmente nell’ascolto fatto in due o più radunati nel Nome del Signore, direttamente e anche negli avvenimenti della mia vita di cui potevo comprendere il senso grazie all’ascolto della Parola. Ultimamente mi ha colpito la testimonianza di un domenicano che, ragazzo, ragionava su questo Dio buono che non si vedeva da nessuna parte mentre nel mondo c'era la morte e tanto male. Poi pensò che invece di dubitare a vuoto doveva “riprendere la mia Bibbia e confrontarmi” (sicuramente aveva ricevuto una educazione in una famiglia cristiana). Aprì “a caso” e trovò il centurione che chiedendo la guarigione del suo servo a Gesù gli dice che gli basta la sua parola, non si deve disturbare, perché: “io non son degno che tu entri sotto il mio tetto” . “Gesù restò ammirato” di quell’uomo! (Luca 7,1-10). Vide quel Dio così grande e ammirevole capace di ammirare una sua creatura. Nella luce dello Spirito Santo credete in quel Dio. Mi ricordo anche la conversione durevole di un ragazzo in carcere. Il cappellano gli porta la Bibbia che non conosceva, apre e trova la storia del re Davide. Si chiamava anche lui Davide ed esclamò: “Ma in questo libro si parla di me!” Le conversioni non sono sempre così istantanee e devono consolidarsi con l’assiduità e una solida formazione catechetica e pratica. La parabola di Lazzaro fa appello alla coscienza che ha ognuno e ricorda ciò che è giusto contro la trappola del proprio egoismo. Se preghi la tua coscienza viene illuminata dallo Spirito Santo mentre la Parola di Mosè e dei Profeti è viva e frutto dello Spirito di verità. 

È l’unica via per non andare all’inferno. 

Forse può interessare il commento del 2023 La Gioia del Vangelo: MA DIO AIUTA DAVVERO I POVERI, I SOFFERENTI, GLI ESCLUSI ? / giovedì II sett. Quaresima, 2023.


Prima Lettura Maledetto chi confida nell'uomo; benedetto chi confida nel Signore.

mercoledì 19 marzo 2025

IL COSTO DELLA PACE / 18 marzo, novantesimo della nascita di don Tonino Bello.



"La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.

Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale “vita pacifica”.

Sì, la pace, prima che traguardo, è cammino. E, per giunta, cammino in salita. Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia, i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali e i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste. 

Se è così, occorrono attese pazienti. E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte”. (Don Tonino Bello).

Rubo da Facebook questa citazione di don Tonino Bello che ritengo autentica e comunque condivido, e aggiungo una frase che all'epoca mi colpì molto:

martedì 18 marzo 2025

DIFESA DELLA VITA: ATTENTI A QUEI DUE!

Trump, Vance, Prolife ma non troppo... 


Dal 1974 i movimenti Prolife organizzano la Washington March for Life, una marcia annuale in favore della vita non nata, e contro l’aborto. Quest’anno vi hanno partecipato direttamente sia il Presidente Trump che suo Vice J.D. Vance.

La lotta contro l’aborto è sempre stato un argomento forte di D. Trump. E da cattolico non posso che essere profondamente felice di questo. Ma il chiudere gli occhi di molti Prolife americani o anche nostrani sostenitori di Trump su altri aspetti delle sue politiche, come se la vita fosse sacra solo nel grembo materno, mi ha sempre sorpreso e addolorato. 

COME MAI C'È CHI CONOSCE LE SCRITTURE E FA IL CONTRARIO? / Martedì II sett. di Quaresima, 2025.

I vostri peccati diventeranno bianchi come neve.


«Su, venite e discutiamo - dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra».

Il profeta Isaia promette ai peccatori più incalliti - li chiama capi di Sodoma - la misericordia totale e i benefici riservati ai giusti!  Questo è il messaggio costante di Dio, della Bibbia. Come non essere affascinati e attratti da questa promessa? Perché allora Gesù trova proprio tra coloro che meglio conoscono le Scritture, gente che fa esattamente il contrario?

C'è chi, infatti, non conosce le Scritture e in un impulso spontaneo, da ignorante, pensa di fare bene, di essere nel giusto perché nessuno gli ha indicato la volontà del Signore. Ma certamente lo Spirito mette inquietudine nel cuore di chi è sincero, moltiplica gli aiuti affinché impari la Sapienza. In particolare, avvicinandosi in modo retto alle Scritture, lo Spirito Santo nutre la sua anima ed egli comincia a conoscere Cristo attraverso di esse. Se dopo tanto tempo però nulla è cambiato, significa che ha cattivi maestri o che nel suo cuore c'è resistenza alla conversione: non è più ignoranza semplice, incolpevole, ma decisione profonda di mettere da parte Dio per seguire altri scopi, altri idoli. 

Gesù mette quindi in guardia il popolo semplice contro i cattivi maestri, affinché non si lasci ingannare. Ecco come riconoscerli: 

Si presentano come maestri ispirati e guide prestigiose, “siedono sulla cattedra di Mosè”.

Danno indicazioni alla gente che sembrano ispirate da zelo per Dio, ma trovano scuse per non mettere in pratica loro stessi queste indicazioni.

Per loro conta molto essere riconosciuti, messi in luce, avere i primi posti. Per questo adorano portare vestiti o segni distintivi che possano dire chi sono. Indica per lo più mancanza di personalità, inconsistenza interiore. Ho tanto più bisogno di apparire esternamente che interiormente non ho personalità, e soprattutto sono vuoto spiritualmente, non porto in me quel “tesoro in vaso di creta”, cioè la presenza del Signore che diventa mia stessa vita ed è gloria, dinamismo, protezione e difesa, per cui non ho bisogno di altro (vedi 2 Corinzi 4,7-12). Invece se Dio non è con me, non mi ama, cercherò amore dalla gente. Però il mondo che non conosce l’amore lo scambia con l’ammirazione, i saluti, l’essere riverito. Posso anche essere preso dal demonio del potere, dal credere di esistere attraverso il dominio sugli altri. È comunque segno di una grave immaturità umana.

Ma come essere al sicuro nel guazzabuglio dei miei sentimenti e delle circostanze, nella mia sete di esistere, di realizzarmi? Non abbiamo forse detto ieri che il cristiano deve desiderare molto? Certamente. Allora Gesù dice: «Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».


Dal libro del profeta Isaìa  Is 1,10.16-20 

lunedì 17 marzo 2025

COME RAGGIUNGERE LA PIENEZZA: BUDDISMO O CRISTIANESIMO?


 “L’ultima tentazione del Cristianesimo sarà il Buddismo” (Padre Henri De Lubac, 1896-1991). “Devo dire ai miei amici buddisti che le vie di salvezza che propongono Buddismo e Cristianesimo sono opposte” (Giovanni Paolo II). Appoggiandomi a questi due autori, citati a memoria, ecco qualche riflessione su un argomento d’attualità per il bisogno di autenticità che sentono alcuni e che porta alcuni a vedere nel Buddismo la religione più vera e per un problema comune nelle nostre parrocchie: la mancanza di interiorità nelle persone ma anche nelle proposte pastorali. 

È vero che la società attuale non facilita il conoscere e sviluppare la propria interiorità. L’intervista del vescovo Cesar Franco (La Gioia del Vangelo: DOLORE, POESIA, VUOTO INTERIORE DEI GIOVANI, MISSIONE DEI CRISTIANI / Un'intervista al vescovo Cesar Franco su Religiòn en Libertad.) mette in evidenza con alcuni esempi tragici di suicidi di giovani “normalissimi”, questo problema generale di oggi. Ma anche nelle parrocchie dove si prega, siamo sicuri che si insegna la preghiera fondata sulla fede autentica e cosa è veramente la preghiera cristiana oppure si moltiplicano le preghiere e le celebrazioni senza verificare le motivazioni di chi prega, la disponibilità o meno ad essere messo in discussione dall'incontro con Dio, il desiderio stesso di incontrare Dio? 

sabato 15 marzo 2025

ABRAMO, PIETRO, LA SALVEZZA È INNANZITUTTO UN'ESPERIENZA / II Dom di Quar., C, 2025



Quando Dio si avvicina un torpore cade su Abramo, pieno di terrore e grande oscurità. Giacobbe al guado dello Iabbok  vive una notte di angoscia, assalito da un uomo che lo colpisce alla sciatica. Ma Giacobbe si aggrappa con tutte le forze per essere da lui benedetto. Quando incontra il Signore risorto, Paolo cade a terra e diventa cieco. Così anche gli Apostoli sul monte sono oppressi dal sonno durante la trasfigurazione e "all'entrare nella nube ebbero paura". Persino Maria è molto turbata quando è visitata dall’angelo Gabriele. 

La risposta del Signore è sempre: “non temere”, e di affidare una missione, assieme alla forza necessaria per compierla. Ma comprendiamo che assieme alle consolazioni (“Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne,...”) e alle grazie che fanno nobile la vita, l’incontro con Dio è una prova che scava dentro l’uomo. 

Inoltre l’iniziativa è sempre di Dio anche quando l’uomo con la sua attività si predispone a questo incontro. È Dio che si rivela, è lui che guida la vita dei suoi eletti. La rivelazione di Dio non è un spiegazione teorica ma un’esperienza, un suo passaggio nella vita degli uomini e dei popoli per salvarli. Siamo stati troppo abituati a cercare di comprendere, ad imparare la risposta giusta del catechismo invece di vivere con Dio e di ascoltarlo, di lasciarci guidare da lui. Il voler dare la risposta giusta, commentare la Parola non è forse spesso un'incapacità ad incontrare Dio, un fuggire da questo incontro? Ma così il Cristianesimo è sterile, non salva!

La Storia della Salvezza, con Gesù in particolare, è un’esperienza fatta di eventi e parole. Solo dopo, l’uomo elabora come dottrina questa esperienza. È il caso del Concilio di Nicea del 325 di 1700 anni fa. Paragonando il Credo degli Apostoli a quello Niceno Costantinopolitano che usiamo ogni domenica vediamo come l’arricchimento tra una formula e l’altra rende sicure verità di fede che allargano la nostra coscienza di essere amati da Dio e aprono orizzonti nuovi alla vita cristiana. La Dottrina è importante. Però proprio il IV secolo viene a coronare tre secoli di una Chiesa testimone fino al martirio di sangue, che viveva unita al suo Signore. Meno concetti ma non meno luce e grazia! Santa Teresa d'Avila dice che ci sono tre livelli di grazia non sempre tutti presenti insieme: il primo è che Dio mi faccia una grazia, il secondo è che io possa comprenderla, il terzo è che io possa parlarne, esprimerla. Papa Francesco dice che la realtà è sempre più grande dell'idea.


Dal libro della Gènesi  Gn 15,5-12.17-18 

venerdì 14 marzo 2025

DOLORE, POESIA, VUOTO INTERIORE DEI GIOVANI, MISSIONE DEI CRISTIANI / Un'intervista al vescovo Cesar Franco su Religiòn en Libertad.


Riprendo in una mia traduzione dal sito Religiòn en libertad un'intervista del vescovo emerito di Segoviasulla giovinezza, la vocazione... o il suicidio

"Ci sono tanti cristiani con le braccia incrociate eppure il loro ruolo è essenziale, è essere luce, essere sale". "Bisogna integrare la sofferenza, bisogna saperne scoprire il significato".

REL  13/03/2025 | 09:54  Aggiornato: 13/03/2025 | 10:18  In:  Vescovi

Mons. César Franco è stato ausiliare della diocesi di Madrid dal 1996 al 2014, e dal 2014 al 2024 è stato vescovo titolare di Segovia. È stato coordinatore generale della storica Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid nel 2011. 

Nei suoi interventi, sempre chiari e allo stesso tempo profondi, Mons. Franco ha offerto un'intervista a Isidro Catela, nel programma "Eméritos" di Trece TV. Riassumiamo qui le interessanti parole dell'emerito di Segovia in cinque punti:


1-Poesia e dolore:

"Le prime poesie che ho scritto seriamente sono state quando è morto mio fratello, morto in un incidente in montagna. Per me è stato uno shock molto forte. Ho dovuto interrompere il collegio, ho continuato a fare il seminarista ma ero a casa. Ha avuto un grande impatto su di me, avevo 15 o 16 anni, e mio fratello 19. La morte di mio fratello mi ha travolto a tal punto che i primi sonetti che ho scritto sono stati dedicati a lui. Per me la sofferenza e il dolore sono un percorso molto chiaro di maturità. Di Cristo si dice che fu «perfezionato con le sofferenze», il che è un'affermazione che fa tremare i teologi. Dobbiamo integrare la sofferenza, dobbiamo saperne scoprire il significato e non c'è dubbio che è anche una via per la poesia.

2- Vocazione e gioventù: 

SFORZARCI DI FARE O ABBANDONARCI A DIO ? / Venerdì I sett. di Quaresima, 2025.



«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.»

Siamo abituati a ragionare in termini di quantità: fare di più. E inevitabilmente l’ammonizione di Gesù ci arriva come una minaccia. Già faccio fatica, come potrò fare di più?

Ma Gesù vuole solo farci uscire dalla logica quantitativa che dice: non fai abbastanza, devi fare di più! Ma fin dove devo arrivare?, già ho fatto troppo, dove mi posso fermare? …. La logica quantitativa ci lascia impotenti e comunque insoddisfatti perché con tutto lo sforzo non ci riempie il cuore. Gesù vuole farci rinascere dallo Spirito. Allora quello che è impossibile con lo sforzo diventa abbandono e rinascita, opera di Dio. È la differenza tra il compromesso nei conflitti, il cessate il fuoco, e la riconciliazione. Il compromesso con l'avversario non ci risana la ferita del cuore, la riconciliazione sì. La riconciliazione profonda è impossibile all’uomo ma non a Dio perché tutto è possibile a Dio, persino far risorgere i morti, dare vita alle “ossa inaridite”: "Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell`uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano". (Ezechiele 37,9; vedi da 1 a 14).

Dopo tanti anni com'è il tuo abbandono allo Spirito Santo? Quante persone hai conosciute veramente guidate interiormente dallo Spirito Santo? “Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui”. Mentre camminate e cercate di mettervi d’accordo, Gesù cammina con voi e aggiunge la sua grazia al vostro sforzo umano. 


Dal libro del profeta Ezechièle  Ez 18,21-28 

giovedì 13 marzo 2025

PERCHÉ CHIEDO E NON OTTENGO CIÒ CHE CHIEDO? È FALSO IL VANGELO? / Giovedì I sett. Quaresima, 2025.


Uno degli ostacoli alla fede per molti è non comprendere il rapporto che ha (deve avere) la ragione umana con il Mistero di Dio. 

L’uomo vuole comprendere la fede, vuole comprendere Dio e i perché della propria storia. Nel senso che vuole mettere tutto Dio e il mistero della propria vita nella sua ragione. Ma questo non è possibile. Sant’Agostino racconta del bambino che voleva mettere il mare nel buco che ha scavato nella spiaggia. Impossibile, il mare è troppo grande e il buco fatto nella sabbia con la palettina troppo piccolo! Ma questo non significa che non c'è rapporto tra la mia intelligenza e il mistero di Dio. Camminando sulla spiaggia, so dove inizia il mare e finisce la terra ferma. Alcuni si fidano solo di emozioni sentite o meno nella preghiera. È insufficiente. Altri, per paura di ritrovarsi nel vuoto si aggrappano in modo irrazionale: “bisogna credere in qualcosa!”. Questo si chiama “fideismo” e non è fede. Invece la fede è compatibile con la ragione, accoglie con rispetto prudente le emozioni provate in esperienze religiose, scruta con attenzione l’azione di Dio nella Storia, anche quella particolare di ognuno. Ragione, emozioni, sentimenti, eventi concreti si uniscono nella ricerca del credente per aiutarlo ad accogliere il Mistero di Dio. La mia ragione mi porta al Mistero di Dio. Anzi, gli sviluppi della scienza rafforzano sempre di più la conclusione che l’esistenza di una intelligenza straordinaria e creatrice - cioè Dio - è la più sensata per rispondere alle scoperte che facciamo (“Dio, la Scienza, le Prove”, Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies, ed Sonda 2024). Non solo la scienza astrofisica e biologica, ma anche la Storia… Ma ecco che per conoscere Dio come si conosce una persona devo entrare in relazione con lui e accettare che egli si riveli. Solo lui mi potrà dire chi Egli è. L’errore di molti scienziati o storici atei è spesso doppio: ridurre tutto alla loro unica scienza. Come se tutto fosse biologia per esempio. Ma soprattutto commettono l’errore imperdonabile di non pregare, come se Dio fosse un oggetto. È una contraddizione in sé. Chi ti ha creato è un soggetto e ti trascende, cioè è di un altro livello.

Ma ecco che il Vangelo di oggi ci viene in aiuto:  «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.»

C'è bisogno però di una ultima precisazione. Se Dio come Padre buono non può dare cose cattive ai suoi figli che lo pregano, non significa che egli darà esattamente ciò che gli sto chiedendo. Per questo motivo il passo parallelo di Luca precisa: "Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!". (Luca 11,13). Dobbiamo lasciarci guidare. Questa logica è quella costante della fede: “Il Signore disse ad Abram: "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò”. (Genesi 12, 1). Molti rimangono prigionieri dei perché della loro esistenza, rimangono fermi invece di camminare come Abramo che “partì senza sapere dove andava” (Ebrei 11,8). Se non posso capire Dio, come una pentola può capire una certa quantità di acqua, perché Dio è infinito, posso averne una "intelligenza" sempre più profonda nel senso di “leggere in” man mano che cammino con Dio nella mia vita.


Prima Lettura  Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

13 MARZO 2013-2025: DODICI ANNI DI PONTIFICATO. AUGURI PAPA FRANCESCO!

Fonte: Religiòn digital


- La situazione è questa: Lei è debole e non sta fuori pericolo. Ha sofferto molto e non è giovane. L'hanno danneggiato molto gli agenti esterni, ma confidiamo nella sua forza e la sua capacità di resistenza. 

- È  che voglio assomigliare alla nostra amata madre terra. 


 

mercoledì 12 marzo 2025

COSA SIGNIFICA CHE LA PAROLA DI DIO È VIVA ED EFFICACE, SE FACCIO TANTA FATICA A COMPRENDERLA? / Mercoledì I sett. di Quaresima, 2025



Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede. E Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. (Atti degli Apostoli 15, 7-9)

Qual è  la missione della Chiesa? La condivisione e la cura dei poveri esprime l'autenticità della fede ma questo è secondario. La missione essenziale è dedicarsi “alla preghiera e al ministero (diakonia) della parola" (Atti 6,4). La preghiera è indispensabile per avere lo Spirito di discernimento e che questa Parola sia viva (“E` lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” Giovanni 6,63). 

Troviamo decine e decine di volte queste espressioni: “La Parola cresceva e si diffondeva”. “Dopo aver annunciato loro la parola (Parola del Vangelo, Parola di salvezza, o Parola di Dio, o semplicemente la Parola)”, “annunciavano la Parola con franchezza”; “insegnando e annunziando, la parola del Signore”. Qual è questa parola? È la Buona Notizia. Quando riguarda Gesù non è mai “Notizia” da sola ma una parola composta unica “Evangelo”, Buona Notizia. 

Ma qual è il contenuto di questa Parola, di questa Parola del Vangelo? Noi abbiamo tendenza sempre a identificare Vangelo con un libro che riporta gli insegnamenti e le azioni di Gesù, mentre si tratta di una Parola viva, di un messaggio che viene consegnato oralmente da chi ha visto la sua vita cambiata quando lui stesso l'ha ricevuto, e arriva agli orecchi e al cuore, suscitando la fede e cambiando il cuore e la vita di coloro che  l’accolgono come vero. Comprendiamo che senza lo Spirito Santo si tratterebbe di un fatto, anche interessante, ma che non cambia dentro le persone. Invece, portato dallo Spirito Santo, questo annuncio REALIZZA il perdono dei peccati, la comunione con Dio, la benedizione col dono dello Spirito Santo che passa attraverso un’opera di Dio che è offerta ormai a tutta l’umanità, a chiunque crede e invoca il nome di Gesù, costituito Signore e capace di salvare coloro che si rivolgono a lui, perché è stato in tutto fedele al Padre, persino nella morte e la morte di croce. Questo messaggio non è del passato ma è vivo, risuona anche per te, oggi. 

Non c'è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale possiamo essere salvati. Gesù può salvare perfettamente coloro che si accostano al trono della gloria per mezzo di lui  perché è stato provato in tutto come noi. 

Come fare? Prega! Prendi come esempio la Regina del Sud che aveva sete della Sapienza e fa un lungo viaggio per apprenderla dalla bocca di Salomone. Se tu chiedi al Signore di guidarti, se hai sete di incontrarlo, egli ti prenderà per mano. Sii solo perseverante: "Signore voglio la fede degli Apostoli, voglio una fede viva, aiutami!" 


Dal libro del profeta Giona  Gio 3,1-10 

martedì 11 marzo 2025

UN'AUTENTICA CONVERSIONE RICHIEDE TEMPO E ACCOMPAGNAMENTO, CAMBIAMENTO DI VITA 02 / "El Contraste Paciente"



I vescovi del Paese Basco e di Navarra mettono in evidenza che i cristiani sono chiamati ad essere sale e luce e, convinti che Dio è il Signore assoluto, lasciarsi guidare da lui per essere suoi strumenti con la parola umile e soprattutto per la qualità della loro testimonianza, non solo individuale ma anche comunitaria. Dal modo come escono dalle loro Assemblee e dall‘importanza che ci danno, i pagani comprendono che i cristiani dicono il vero quando affermano che Gesù risorto è presente in mezzo a loro radunati nel suo nome. 

Ma tutto questo si ottiene attraverso l’incontro con Gesù risorto, con la purificazione dello spirito e dei costumi, con una solida formazione prima di arrivare ad essere accolto nella comunità attraverso il Battesimo. Quante volte nelle nostre Assemblee invece si sente il vuoto di fede, e in alcuni gruppi, solo una forte emotività che non corrisponde alla presenza reale dello Spirito Santo, oppure una spettacolarizzazione illudendo i fedeli che sia questo il segno di una comunità viva. 

lunedì 10 marzo 2025

CHIAVI PREZIOSE PER RIPENSARE LA NOSTRA PRESENZA CRISTIANA NEL MONDO DI OGGI. 01 / El contraste paciente, Lettera pastorale dei vescovi della Regione Basca e de Navarra



I vescovi del Paese Basco e della Navarra spagnoli hanno scritto una corposa lettera per la Quaresima che analizza il tramonto ormai compiuto della cristianità in tutte le società europee e le conseguenze che deve trarne la Chiesa per la sua struttura generale e ogni sua comunità locale: non cercare più di plasmare la società dall'alto, magari con grandi piani pastorali e organizzazioni, ma dal basso con la semplice fede in Dio secondo la Via aperta da Gesù di Nazareth, ripartendo dal kerigma e dall'autenticità di una profonda conversione alla vita cristiana individuale e comunitaria. (2025_carta_pastoral_conjunta_el_contraste_paciente.pdf). Vedono nel catecumenato per adulti la chiave per incarnare queste esigenze. 

Do una mia traduzione in italiano di alcuni paragrafi significativi: 


... chiavi preziose per ripensare la nostra presenza cristiana nel mondo di oggi.

La rapida crescita del cristianesimo

55. Uno dei fenomeni più sorprendenti nella storia del cristianesimo è la sua rapida espansione nell'impero romano, prima ancora di divenire religione ufficiale con Costantino e Teodosio. Il periodo più significativo di questa crescita va dall'inizio del mandato di Marco Aurelio (161 d.C.), fino all'avvento al potere di Costantino (306 d.C.).

56. Questo straordinario sviluppo ha generato numerosi studi che offrono interpretazioni diverse, anche se c'è consenso su due aspetti: la sua unicità storica e la necessità di considerare l'interazione di molteplici fattori sociali, culturali e religiosi per capirlo. I ricercatori indicano principalmente tre ragioni che spiegano questa crescita: 

SAINT FRANÇOIS ÉTAIT-IL PACIFISTE?


Avec le conflit russo-ukrainien, des réflexions « évangéliques » complètement absurdes et diaboliques ont immédiatement émergé et continuent d’émerger, même si elles apparaissent apparemment « angéliques ». Du genre : "les Ukrainiens ne devraient-ils pas tendre l'autre joue comme le dit l'Évangile ?" « S'ils voulaient la paix, ils pourraient déposer les armes ». Il est beau et facile de tendre la joue de l’autre alors que soi-même on ne tolère aucune injustice et que personnellement on ne baisse jamais la garde face à ceux qui pourraient nous faire du mal. « Arrêtons d'envoyer des armes en Ukraine. Sans armes, la guerre prend fin. » Cette idée ingénieuse m'a été proposée il y a quelques jours par un prêtre. Il y a malheureusement un abîme entre la capitulation et la paix, entre être livré à la merci d'un ennemi qui entend détruire mon peuple, sa culture, ses traditions, son patrimoine, enlève ses enfants par dizaines de milliers pour les russifier (le mandat d'arrêt international contre V. Pout ine et sa déléguée pour crimes de guerre est fondé sur les preuves de ces enlèvements présentées à la CIJ) et parvenir à un accord qui donne aux deux peuples la garantie qu'ils pourront reconstruire en toute sécurité leur vie, leur pays, leurs familles. Quand j'ai dit à ce prêtre qu'il était un rêveur sur un nuage, il s'est étonné qu'« un franciscain renie le rêve de paix de Dieu pour suivre la mentalité du monde qui ne veut que le réarmement et les guerres ». Je ne pense pas vouloir le réarmement et les guerres ….

Mais saint François ayant été mis en cause, que sait-on de ses positions sur la guerre ?

domenica 9 marzo 2025

INIZIA LA LOTTA DELL'UOMO CONTRO L'UOMO / I DOM DI QUARESIMA, 9 MARZO 2025.



“Se non c'è Dio tra l’uomo e l’uomo inizia la lotta dell’uomo contro l’uomo” scriveva Giovanni Paolo II. L’uomo è fatto per l'infinito, cioè per Dio. Ma se non conosce Dio, se gli volta le spalle, non per questo si spegne in lui la sete di infinito. Allora cerca di essere grande in altro modo e si scaglia contro le creature di Dio pensando di trovare in esse la possibilità di appagare la sua sete di felicità. Però si scontra allora con la sete di infinito dell’altro o almeno la sua resistenza alla mia ricerca di dominio sugli altri. Infatti credo di poter essere sicuro di avere la vita solo dominando la vita di un altro, di altri, degli altri. Nascono così i vari bracci di ferro a tutti i livelli, i partiti e le divisioni, le torri di Babele fondate sulla potenza, le complicità e gli schieramenti e tutte le guerre e i tradimenti.  

Nei progetti di potere non contano le persone, non contano i piccoli, non conta l’amicizia sincera, non conta Dio anche se mi vesto degli orpelli della religione. 

sabato 8 marzo 2025

TERRA DOVE SCORRE LATTE E MIELE? / I DOM QUARESIMA, C, 2025



"Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”

Vediamo oggi una frenesia insensata di appropriarsi delle risorse della terra e di sfruttarle, senza nessun riguardo per le popolazioni di oggi e le generazioni che verranno e gli equilibri del vivente plasmati da milioni di anni di evoluzione e da millenni di lavoro paziente dell’uomo nella natura. L’ebreo invece è grato a Dio e riconosce che la terra è sua e deve essere coltivata in obbedienza al suo legittimo proprietario e creatore, come deve essere tutta la sua vita personale famigliare, la vita della sua comunità, di quel popolo in mezzo a quale abita Dio stesso con la sua saggezza. 

C'è un particolare. “Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele!” Certo uscendo dal deserto la terra di Canaan poteva sembrare un paradiso. Ma sappiamo che Giacobbe mandò i suoi figli in Egitto per la forte carestia che portava tutta la tribù alla fame. Abramo stesso, a parte la valle del Giordano che era irrigata ed era gelosamente difesa da contadini locali, doveva cercare l’erba per le sue pecore correndo nella steppa. Nel Delta del Nilo in Egitto scorreva latte e miele. Nella terra tra i due fiumi, la Meso Potamia, da dove proveniva, si era sviluppata una civiltà prospera perché abbondava l’acqua e il limo. Dio, se voleva dare una terra ricca doveva dare al suo popolo il possesso di quelle zone. E invece l’ebreo è grato, benedice il dono di Dio. E … ne fa un paradiso. La saggezza della Legge, le qualità che l’obbedienza a Dio sviluppa nell’uomo e nelle tradizioni di un popolo, fanno che dove le capre distruggono tutto sotto l’occhio passivo del pastore, l’ebreo fa “fiorire il deserto”. 

Le devastazioni della guerra per impossessarsi delle ricchezze degli altri popoli, l’avidità che tutto inaridisce, sono il segno di un ateismo profondo, di una mancanza di comunione con il Dio della Vita. Il nostro trasformare poco a poco le nostre terre in discariche diffuse e sterili, sono il segno della nostra profonda disobbedienza a Dio, anche se facciamo tanti gesti religiosi. Questi gesti non vengono da Dio ma dal grande spirito di Distruzione e di Inganno. 


Dal libro del Deuteronòmio  Dt 26,4-10 

venerdì 7 marzo 2025

QUARESIMA: RISCOPRIRE IL BATTESIMO.


Continuando ad attingere dall’ottima lettera del Cardinale di Madrid, chiediamoci cosa fare per animare questo tempo di salita verso la Pasqua? Come sempre ci si accorge che è più facile la denuncia che la proposta. Prendere coscienza di ciò che non va è già un grande dono che purifica il nostro spirito, ma come fare per non rimanere solo navigatori nel porticciolo e invece “prendere il largo”? Il problema è tanto più difficile che ci si rivolge a battezzati “amorfi”, non caratterizzati da un’esperienza e di un vocabolario comuni, ma soprattutto che sono entrati nella Chiesa per motivi disparati. Cosa rappresenta davvero il battesimo per la gente? Per la seconda volta ho incontrato il caso di una madre che dice: “il padre del bimbo è battezzato, ma io no. Non è che potrei approfittare per essere battezzata anch’io assieme al mio bambino?” In quel caso il battesimo era sinceramente desiderato, ma senza nessuna coscienza di ciò che rappresenta come conversione, appartenenza a una comunità, professione di fede… Vedeva solo un rito semplice, una cosa bella ma piccola, piccola, da adempiere perché richiesta da Gesù. E noi, senza indagare, avremmo detto: “Ti impegni ad essere la catechista del vostro bambino, sei consapevole di questa responsabilità?” Chiaramente avrebbe risposto: “Sì!”.