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mercoledì 21 ottobre 2020

IL PROGETTO DI DIO INGLOBA TUTTI GLI UOMINI / mercoledì XXIX sett. T.O.

 





La nostra vita personale è una storia che si sviluppa nella Storia. Per primi gli Ebrei hanno pensato la Storia come un cammino verso una realizzazione piena. Con loro, essa diventa Storia della Salvezza. Questa visione è nata dall’Alleanza col Dio di Abramo. Finora i popoli antichi vedevano la Storia come Cicli che si succedevano,
ripetendo il già vissuto senza novità sostanziale. Un’eco di questa mentalità si trova nella famosa frase del Qoélet (1:9): “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole”. Infatti è vero che molte cose si ripetono, molte altre si assomigliano fino a sembrare uguali. E ognuno di noi, anche gli atei, ha una coscienza che dice di fare il bene ed evitare il male. Ma la Storia è nelle mani di Dio e guidata da Lui. Abramo si è fidato e questo ha cambiato il corso dell’Umanità. Il segreto di questo corso però è stato svelato solo in Cristo, “centro del Cosmo e della Storia”.

Quindi abbiamo tutti due dimensioni: quella personale, con la coscienza – chi è fedele sarà ricompensato, a chi è stato dato di più sarà chiesto di più – e quella del mio inserimento nella Storia della Salvezza. Vivere dopo Cristo non è la stessa cosa che vivere prima di Cristo. La Chiesa è stata istituita per essere missionaria, per illuminare tutti sulla attuazione nei nostri giorni del mistero. Se i cristiani non conoscono questo mistero, non conoscono le “impenetrabili ricchezze di Cristo”, la Chiesa si snatura. Se perde lo zelo per l’annuncio del Vangelo, scade. Quando una comunità perde l’urgenza della sua missione, cominciano a nascere problemi interni nella comunità. La regola deve essere quella indicata dall'Apostolo: “L’Amore di Cristo ci spinge!” (2 Cor 5,14).

Paolo introduce un cambiamento radicale per la mentalità del tempo: l’appartenenza a un gruppo etnico, a una condizione sociale, o a una razza, è ormai meno importante dell’appartenenza al progetto universale di Dio in Cristo. Leggendo il Nuovo Testamento, scopriamo che i primi cristiani sono per lo più gente molto ordinaria, e le difficoltà per farli entrare nella visione del Vangelo sono tante. Ma è la loro stessa Comunità che è per natura un progetto di frontiera. E in questo progetto c'è l’accesso a Dio. Per facilitare la nascita di una comunità di fratelli tutti uguali, Dio nella sua Sapienza ha fatto sperimentare a tutti una vita di disobbedienza alla giustizia, affinché nessuno si possa porre da maestro nei confronti degli altri, ma tutti ascoltino l’Unico Maestro, cioè il Cristo, e i suoi apostoli, cioè coloro che egli ha mandato in suo nome. Ormai santificati, i fratelli sono figli dell'obbedienza.

 

Prima Lettura   Ef 3, 2-12
Il mistero di Cristo è stato manifestato: le genti sono chiamate a condividere la stessa eredità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza.
A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.    

Salmo Responsoriale  
 Is 12
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.   
 
Canto al Vangelo 
  Mt 24,44
Alleluia, alleluia.

Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.

Vangelo
   Lc 12, 39-48
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».  

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