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lunedì 19 ottobre 2020

ERAVAMO ANCHE NOI NEL NUMERO DEGLI UOMINI RIBELLI / lunedì XXIX sett. T.O.

 


San Paolo gioisce perché molti pagani, che vivevano nei vizi e peccati vittime dello “spirito che opera negli uomini ribelli”, hanno trovato la salvezza in Cristo. Ma secondo lui, pur commettendo peccati oggettivamente meno gravi perché guidati dalla Legge, anche tutti quelli di origine ebraica sono vissuti un tempo nel numero di questi uomini ribelli.

Com'è possibile? Perché vivevano per sé stessi.

Per vivere per  stessi non c'è bisogno di possedere molte ricchezze. Basta “non fare male a nessuno” senza vivere per Cristo. Come si vive per Cristo? Bisogna riconoscerlo come Unico Signore della propria vita. Cioè nessun campo della mia vita deve stare fuori dalla sua influenza e signoria. In concreto ci sono due approcci: avere l’insegnamento di Cristo come punto di riferimento affinché mi conformi in tutto ad esso. Ma ci sono due scogli da evitare. Uno: fare di Cristo un libro. Il libro stesso del Vangelo benché scritto, non è un manuale di procedure. Due: scoraggiarmi vedendo che nessun aspetto della mia vita si conforma totalmente a Cristo. Se fosse una legge, Cristo non sarebbe una buona notizia, perché se la Legge di Mosè era difficile da osservare quella di Cristo è molto più esigente. Infatti, fin dall’inizio ne sono coscienti gli Apostoli. Dice san Pietro alla Chiesa radunata in Concilio a Gerusalemme: “Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro”. (Atti 15,10-11). L’unica soluzione è quindi abbandonarsi al Signore risorto perché sia la mia guida e l’anima della mia anima. Per questo ci vuole la comunione con Dio nella preghiera continua e il silenzio interiore, il distacco da sé stessi e dai propri beni.

Non fa così l’uomo ricco della parabola di oggi. Magari avrà detto: guarda che bel raccolto mi ha dato Dio quest’anno, avrà pure ringraziato ridendo di gusto. Ma poi il raccolto è tutto suo ed egli “ragiona tra sé” su cosa è meglio fare. Anche se tra i beneficiari di questa ricchezza sono inclusi i suoi famigliari, quell’uomo vive per sé. Ma lo fa anche l’uomo che si rivolge a Gesù perché derubato della sua parte di eredità dal fratello.  Ben diversamente fa il Saggio: “Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto... Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile. Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida. (Sapienza 7,7-8. 11-12).

 

Prima Lettura   Ef 2, 1-10
Ci ha risuscitati con Cristo e con lui ci ha fatti sedere nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 
Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri. 
Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. 
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. 
Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.   

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 99
Salvàti dall'amore, cantiamo un canto nuovo.

Acclamate al Signore, voi tutti della terra, 
servite il Signore nella gioia, 
presentatevi a lui con esultanza. 

Riconoscete che il Signore è Dio; 
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, 
suo popolo e gregge del suo pascolo. 

Varcate le sue porte con inni di grazie, 
i suoi atri con canti di lode, 
lodatelo, benedite il suo nome.

Buono è il Signore, 
eterna la sua misericordia, 
la sua fedeltà per ogni generazione.  

Canto al Vangelo 
  Cf Mt 6,19.20 
Alleluia, alleluia.

Non accumulate tesori sulla terra, ma nel cielo,
perché è là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
Alleluia.

Vangelo 
  Lc 12, 13-21
Quello che hai preparato di chi sarà?

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla gli disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni». 
Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? 
Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».   

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