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mercoledì 30 giugno 2021

LA LORO FEDE ERA PIU' VITA DELLA LORO STESSA VITA / I santi primi martiri romani, 30 giugno.

 


Agar e Ismaele cacciati nel deserto.

Agar andava bene quando Abramo e Sara decisero di usarla per fare un figlio, Ismaele. Certo, per loro, rimase solo una schiava, e quando volle fare la signora scoppiò il conflitto con Sara. Quando nasce Isacco, Sara vede il pericolo e non esita ad allontanare Ismaele che è comunque anche lui figlio di Abramo che gli vuole bene, l’ingenuo, ma adesso non è più suo figlio come prima, ma di “questa schiava”. La mia grande amica Alberta Temin, ebrea, era desolata per come era stata trattata Agar. Ma ecco che Dio, invece, dà ragione a Sara e invita Abramo ad obbedirle in tutto. Dio non ha antipatie, anzi, nella sua generosità, assicura che anche Ismaele sarà benedetto e fatto grande. Eppure segue la linea di Sara perché tutto sia chiaro: l’Alleanza è un dono di Dio, non è una cosa pasticciata dall’uomo. Il bambino appena nato dall'adulterio tra Davide e Betsabea si ammala e muore, malgrado le preghiere e penitenze di suo padre. Una volta che Davide ha sposato Betsabea, hanno un altro figlio, Salomone, e questo diventerà re dopo suo padre Davide.

Beato chi non si scandalizza, non fa moralismo, ma comprende l’agire di Dio, e l’importanza della purezza della radice in ogni realtà ecclesiale. Il Papa ha appena sciolto il “Movimento apostolico” sorto più di 40 anni fa a Catanzaro e che, nel corso del tempo, si è ramificato nel mondo, ”ha trovato adesioni tra i fedeli laici, ha visto nascere vocazioni”, ricevendo anche approvazione ufficiale diocesana nel 2001, ma il problema è che "le presunte rivelazioni che hanno originato il Movimento attraverso la fondatrice, signora Maria Marino, sono da ritenersi non di origine soprannaturale” (cito il decreto di soppressione).

Siamo tutti peccatori e fragili, e si può anche perdere la vocazione iniziale, come Salomone alla fine della sua vita, ma Dio, da parte sua, è fedele alla sua chiamata. Dio non ha paura della nostra fragilità e del nostro peccato e Davide che ritorna sempre a chi l’ha scelto quando era solo un pastorello ignorato dalla sua stessa famiglia, sarà "il re secondo il cuore di Dio", e dalla sua discendenza, tanto peccatrice a volte, nascerà il Salvatore. Ci sono purtroppo nella Chiesa delle iniziative che nascono dalla buona volontà umana, o da uno spirito di vanità, talvolta di orgoglio, ed è buono che la Chiesa faccia pulizia quando non finiscono da sole, esaurita la spinta di entusiasmo iniziale.

I martiri, invece, danno la prova che la loro chiamata veniva da Dio. Oggi celebriamo i primi martiri di Roma, evangelizzati da Pietro e Paolo ed altri, che hanno sperimentato così forte l’incontro con il Signore risorto che la loro fede era più preziosa della loro stessa vita, era più vita della loro stessa vita.

 

Prima Lettura   Gn 21, 5. 8-20
Il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco.

martedì 29 giugno 2021

IL GRANDE SOGNO DI AMORE DI DIO PER OGNI UOMO / Festa dei SS Pietro e Paolo, 29 giugno.

Hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa.


Festa dei Santi Pietro e Paolo. Pensiamo subito al primato di Pietro. Dono grande, indispensabile … Ma la Parola ci indica altre dimensioni indispensabili: “hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa: …  e sono diventati gli amici di Dio.” Non esercitavano solo una funzione ma erano testimoni intimi del Signore, che vivono il Vangelo e spendono la vita per cambiare il mondo intero. Hanno messo in gioco tutto, morendo nella povertà estrema di un paese straniero, rigettati dalla società di cui curavano le ferite. La Chiesa va avanti per la santità dei suoi membri, più che per la sua struttura.

La certezza della vita eterna di Paolo ormai giunto alla fine della sua vita e confrontato con la condanna capitale è impressionante. Lui, l’atleta di Dio, ci assicura però che la corona è anche per tutti quelli che hanno atteso con amore la sua manifestazione”.

Ha conservato la fede in molte prove e in molte situazioni in cui il discernimento non era facile. Nella Chiesa stessa trovava opposizioni potenti e numerose. Per tutti oggi san Paolo è l’ufficialità, è la dottrina della Chiesa, è Parola di Dio. Difficilmente ci rendiamo conto delle situazioni di minoranza in cui è vissuto assieme alle sue comunità e le tentazioni, le divisioni, che già esistevano all’interno delle comunità. Abbiamo scoperto meglio ultimamente come il nostro santo Patrono Castrese fosse stato anche lui un vescovo di minoranza, perseguitato perché fedele ai Concili ecumenici. E mi ha sempre colpito questa riflessione nel Corano parlando dei cristiani: “ma le sette erano discorde tra loro”. Ancora dopo secoli, la Chiesa dava questa impressione di confusione. L’islam a modo suo vuole essere una risposta di unità alle “discordie” su Dio. Ma dei quattro primi successori di Maometto, i cosiddetti “califfi ben guidati”, solo uno morì nel suo letto, Abu Bakr, perché già estremamente vecchio, gli altri furono assassinati in lotte interne. Questo ci dà un idea dell’efficacia di questo tentativo di unità! Le acque burrascose che attraversa la Chiesa oggi non significano che Cristo non sia la roccia certa. Ma egli ci chiama sempre alla conversione perché il suo sogno di amore per ogni uomo è molto più grande di tutto quello che riusciamo a fare e perfino a pensare.

Dio stesso salva la sua Chiesa! (Vangelo, prima lettura). Grande festa dunque, grande gioia, grande fiducia, con grande impegno per far risplendere l’amore che ci salva.

 

Antifona d'Ingresso    
Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

 

lunedì 28 giugno 2021

FEDELTA' ALLA COMPASSIONE E ALLA VERITA': NON SEPARARE CIO' CHE IN DIO E' UNO / sant'Ireneo, 28 giugno.

 

Abramo e i tre angeli - Alberto Elia.

Il peccato di Sodoma e Gomorra è in una situazione ormai cancrenata, ma Abramo, forse pensando anche alla famiglia di Lot che abita lì, intercede per tutta la città in nome di alcuni giusti. Egli comincia con cinquanta giusti, e continua a pregare scendendo fino a dieci. Non osa andare oltre. Gesù offrirà se stesso affinché tutti abbiano la possibilità di salvarsi perché nessun vivente davanti a te è giusto” (Sal 142,2). Altri salmi incalzano: “Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti; più nessuno fa il bene, neppure uno” (Sal 13,3; Sal 52,4).

È impressionante che già con Abramo si interceda per i peccatori!

Questo non cancella né il peccato né la sua gravità (uno dei peccati gli abitanti della città ha preso il nome di “sodomia”), né l’obbligo fatto ai credenti di crescere i figli “nell’educazione e nella disciplina del Signore”(Efesini 6,4), senza inasprirli. Dice Dio di Abramo: Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso”.

Gesù salva il peccatore condannando il peccato : “neanch’io ti condanno, va e d’ora in poi non peccare più” dice alla donna adultera (Giovanni 8,11; vedi Gv. 5,14; ecc.). Dio ama tutti senza riserve e volendo la felicità per i suoi figli, fa obbligo a tutti di convertirsi ogni giorno, anche ”alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri” (Luca 18,9). Gesù, pur non finendo di spezzare la canna già incrinata, invita alla radicalità totale. Nel Vangelo, seguirlo significa non avere “dove posare il capo”, significa mettere il Regno di Dio prima di ogni cosa, anche prima del sacro dovere di seppellire il proprio padre! È così che il vescovo Ireneo ha seguito Gesù, martire come il suo predecessore Potino. Prima del sangue, Ireneo, “uomo di pace”, ha dato la vita per spiegare e difendere le verità della fede, dialogando con la cultura del tempo ma combattendo gli errori molto diffusi allora tra i cristiani (gnosticismo, ecc.). Così si fa opera di pace, perché non esiste pace senza giustizia, senza verità.

I cristiani intercedono per gli altri, difendendo la verità (che li spinge per primi alla conversione). Compassione e fedeltà alla verità sono due pilastri indispensabili. Non separiamo “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” da “va e non peccare più”. Non separiamo “chi sono io per giudicare” da “se è sincero nel suo seguire Gesù”. Il diabolos (divisore) vuole separare, spezzare il Vangelo. Chi invoca rispetto per i LGBTQ, per favore, dimostri rispetto per gli altri. Chi segue Gesù e si sente offeso da alcune manifestazioni, non ricambi con la stessa moneta, proprio perché il Vangelo gli traccia una via diversa dall’ “occhio per occhio”. Solo la testimonianza di una vita di piccole comunità realmente evangeliche sarà l’antidoto autentico a tutte le strumentalizzazioni alle quali assistiamo da una parte all’altra.

 

Si fa fatica a capire il nesso razionale
tra lotta alle discriminazioni,
e certe manifestazioni.



Prima Lettura   Gn 18, 16-33
Davvero sterminerai il giusto con l'empio?

domenica 27 giugno 2021

KUM: ALZATI. IL DIO DELLA VITA INCONTRA IL POPOLO SEDUTO NELL'OMBRA DELLA MORTE / Domenica XIII T.O. Anno B

Talità, kum!

 

Nella prima lettura il libro della Sapienza afferma che Dio non ha creato la morte! Ci porta ottimismo, ma sembra infrangersi contro la realtà quotidiana. Ma in Cristo risorto sappiamo che Dio è il Dio della vita e non della morte, è il “Dio dei vivi e non dei morti”. In Cristo perfino la morte in croce non ha più il potere di distruggere la vita.

Infatti il Vangelo ci presenta in Gesù il Dio della vita che risana e risuscita. Invece, in tanti modi la gente attorno a lui è “seduta nell’ombra della morte”, vive nelle tenebre in attesa della grande luce annunciata dai profeti.

Ma la gente desidera veramente questa grande luce?

Nel Vangelo un padre supplica Gesù di venire a salvare la sua bambina che sta morendo. Ma prima che arrivino, essa muore. Dando al suo povero padre la brutta notizia, la gente però aggiunge un'espressione che appesantisce solo il dolore di quest'uomo: Perché disturbi ancora il Maestro?” Quanta negatività in questa frase che vorrebbe forse essere educata, segno di rispetto per Gesù, ma finisce di distruggere lo spirito di questa famiglia. Infatti essa significa: la morte ha vinto, siete sconfitti, forse non meritavate la grazia della guarigione di vostra figlia, ecc... Gesù vuole essere vicino al dolore di chi soffre. Invocare la sua presenza non lo disturba, né è mai inutile. Tante volte aggiungiamo gratuitamente giudizi temerari, commenti, frasi negative … che vengono dall’abbondanza del cuore. Essi dicono che non siamo pronti all’accoglienza della Buona Notizia, siamo chiusi nella morte. 

Il Vangelo nota che la gente faceva “trambusto e … piangeva e urlava forte”. Era disperata. Ma oggi, nei funerali, celebriamo con chiarezza la Risurrezione? Il dolore di fronte alla morte e al distacco che essa provoca è naturale e anche Gesù l'ha provato, ma si tratta di avere una fede viva che vada al di là, che sia più forte del buio della morte! “Non disperatevi più come fanno i pagani” dice san Paolo. Siamo tutti battezzati nella morte e la risurrezione di Gesù! Invece, quando Gesù annuncia alla gente che la bambina dorme soltanto, invece di rianimarsi, essi “lo deridevano”. Il loro spirito era chiuso nella morte. Così diamo noi stessi potere alla morte.

Gesù invece guarisce in modo integrale: cioè guarisce, risuscita fisicamente, ma si preoccupa anche dello ristabilire le relazioni, della pace del cuore di Giairo, di questa donna con perdite di sangue, del bisogno di cibo di questa bambina, della fede di tutti.

Lasciamoci guidare dallo spirito di vita di Gesù e non dallo spirito di morte del nemico che ci suggerisce pessimismo, fatalismo, scoraggiamento, giudizi negativi, ecc.,...

 

 

Prima Lettura  Sap 1,13-15; 2,23-24
Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo.

sabato 26 giugno 2021

RALLEGRATI! CIO' CHE NON HAI OSATO IMMAGINARE, DIO HA PREPARATO PER TE! / Sabato XII sett. T.O.

 

All'ora più calda del giorno...

Il testo del Vangelo e la prima lettura ci ricordano che per Dio nulla è impossibile. Il centurione pagano non ne dubita. Abramo e specialmente Sara fanno fatica a crederci. Li comprendiamo. Hanno creduto alla promessa del Signore ma egli non aveva fissato un termine e gli anni sono passati … Come avere un figlio in queste condizioni? Sperimentiamo che le vie del Signore sono diverse da quelle che vorremmo prendere noi, da come riteniamo giuste le cose. Ma questa differenza non è solo frustrazione per l’uomo. Infatti, se Dio ci fa passare per la porta stretta, egli vuole fare grandi cose in noi. San Paolo lo ricorda ai credenti di Corinto : “Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.. (1 Cor 2:9; Isaia 64,3). Noi tendiamo a cercare la porta larga e facile, il tutto e subito, ma i nostri progetti sono molto meno grandi e belli di quelli di Dio.

 

Prima Lettura   Gn 18, 1-15
C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Tornerò da te e Sara avrà un figlio.

DDL ZAN: ECCO IL TESTO DELLA "NOTA VERBALE" DELLA SANTA SEDE. DOVE STA LO SCANDALO?

 


Andare alle fonti! Sapere di che cosa si parla realmente! È un atteggiamento che dobbiamo tutti coltivare per non parlare (e condannare eventualmente) senza sapere di che cosa parliamo. Nella morale cattolica i "giudizi temerari" sono un peccato, per il buon senso comune sono segno di superficialità, a meno che non siano fatti di proposito per nuocere …

Ecco il testo della Nota Verbale che ha suscitato tante polemiche. Altre volte il Vaticano ha fatto osservazioni via "nota verbale" su un progetto di legge italiano. Solo che le altre volte la cosa è rimasta riservata come deve essere, essendo soltanto un mezzo di dialogo tra partner diplomatici per il bene comune. Il rendere pubblica questa nota è la vera anormalità di questa volta. L’autore di questa iniziativa si nasconde ancora.

Ognuno legga il testo e arrivi da sé stesso alla propria conclusione: il modo (riservato) della Santa Sede di rilevare le criticità di questo disegno di legge, invitando a migliorarne il testo, non a sopprimerlo, era una "ingerenza inaccettabile", era senza fondamento? La Santa Sede, assieme a tutti noi, non deve forse difendere “la piena libertà di svolgere la sua missione (della Chiesa)  pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale, nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica», e anche che rimanga « garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»?

 

NOTA VERBALE

La Segreteria di Stato, sezione per i Rapporti con gli Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di fare riferimento al disegno di legge N.2005, recante «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità», il cui testo è stato già approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica.

Al riguardo la Segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa legislativa — particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere» — avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario. Ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina.

venerdì 25 giugno 2021

ABRAMO, SARA, ISACCO, ISMAELE, L'IMPORTANZA DEI SEGNI E DEI NOMI / venerdì XII sett. T.O.

 


Dio sta per realizzare la sua promessa: il figlio promesso nascerà direttamente da Sara. Dio prepara questo evento straordinario stabilendo una Alleanza più stretta con Abramo, in due modi:

-dando un segno distintivo al popolo eletto: la circoncisione. Chi non sarà circonciso non vi entrerà, o, se figlio di madre ebrea, ne sarà escluso. Comprendiamo le resistenze e i timori di tanti giudei quando Paolo e altri predicano di fare comunione con gli incirconcisi e l’inutilità in Gesù della circoncisione per ricevere lo Spirito Santo. È di un’audacia folle, di un’apertura di spirito senza precedenti, oppure è segno di un tradimento puro e semplice dell’Alleanza! Ma questa audacia e apertura di spirito è l’essenza del cristianesimo. Prendiamone coscienza! È vero, ci voleva una grande docilità alla parola dei profeti per comprendere la logica meravigliosa e la continuità con Abramo e Mosè di un Messia umiliato fino alla croce e di un messaggio che, di colpo, si apre nella fede a tutti i popoli. Infatti Gesù indica come segno di appartenenza al nuovo popolo il battesimo, che significa: mi converto. Mentre prima il segno principale era: faccio parte di un popolo speciale e rimango fedele all’Alleanza, con l’arrivo del Messia il segno è: mi converto ogni giorno, da  “testimone colpevole” (Thomas Merton) ), da peccatore giustificato per grazia. La conversione, da sempre presente tra i figli di Abramo diventa il segno distintivo, fondamentale.

- cambiando i nomi: Abram diventa Abramo, Sarai diventa Sara. L’italiano non rende la forza di questo cambiamento. In ebraico ʾavrām diventa ʾavrāhām, śārāy diventa śārāh. Dio dona ad ognuno la stessa lettera “h”, presa dal suo nome yəhh. Sono sempre più suoi perché Egli li fa partecipi della sua natura (yəhh, nella traduzione italiana viene reso con “Signore” perché non si può pronunciare il nome di Dio e gli ebrei stessi leggono yəhh “Adonai” “Signore”. Molti ebrei moderni rendono il nome impronunciabile con D-O ).

Ci sono ancora due nomi importantissimi in questo brano. Isacco e Ismaele. Abramo sentendo Dio promettergli che Sara gli partorirà un figlio a 90 anni, “allora si prostrò con la faccia a terra e risewayyiẕẖāq”. E Dio gli chiede di chiamare questo figlio proprio “yiẕẖāq” (egli) rise.  Isacco è il figlio del riso, prima incredulo di Abramo e di Sara, poi di gioia di tutto il clan. Dio è il Dio della risurrezione e della gioia.

Ismaele è il figlio delle soluzioni umane, dell’incredulità. Dio permette che Agar rimanga subito incinta come desideravano Abramo e Sara. E allora questa gravidanza e la nascita sembrano una risposta di Dio. Essi decidono quindi di chiamarlo “Dio ha ascoltato”, in ebraico yišmāʿēʾl. Si tratta però solo di una illusione anche se Dio benedice Ismaele. Dio è generosità, ma non assocerà Ismaele alla Promessa. Dio vuole una fede pura: Gesù chiede al lebbroso di non divulgare ai quattro venti la sua guarigione.

 

Prima Lettura  Gn 17, 1.4-5.9-10.15-22
Sia circonciso ogni maschio in segno di alleanza. Sara ti partorirà un figlio.

giovedì 24 giugno 2021

DDL ZAN, UNA LETTERA DI SUOR ANNA ALFIERI A "FEDEZ"


Penso di aver chiarito ieri che la Santa Sede si è proprio ben guardata da ogni ingerenza nella vita politica interna italiana. Ha solo messo in evidenza, come partner dell'Italia, il rischio che l'Italia violi un trattato internazionale firmato tra la Santa Sede e il Governo italiano e ratificato dal Parlamento italiano nel non così lontano 1984. Essa rileva il rischio di vedere cambiati unilateralmente i rapporti stabiliti insieme con l'Italia. Nulla di più normale. Se dopo accordo con qualcuno che soddisfa le due parti una di esse cambia unilateralmente le condizioni, è normale che l'altra parte abbia da ridire, oppure no... ? Il Ddl Zan  nello stato attuale cambierebbe unilateralmente i rapporti stabiliti con la Santa Sede e l'Italia entrerebbe in contraddizione con sé stessa. Anzi, rischia di entrare in contraddizione con la sua propria Costituzione (e con altri Trattati Internazionali, vedi ONU ecc.). Ma questo la Santa Sede non lo dice, proprio per evitare ogni ingerenza nella politica interna italiana. Il Premier Draghi ieri ha riaffermato un'evidenza: l'Italia è uno Stato Laico e non ha nessun dovere di obbedienza alla Chiesa. Ma la Chiesa non chiedeva nessuna obbedienza; solo coerenza ai patti definiti tra contraenti liberi. Bisogna eliminare le discriminazioni, non spostarle da una parte all'altra. Questo è l'unica giustificazione delle prese di posizione della Chiesa e delle mie personali. 
QUINDI NESSUNA INGERENZA DELLA SANTA SEDE, TANTOMENO  "INACCETTABILE", MA AL CONTRARIO RISCHIO DI INFEDELTA' UNILATERALE DA PARTE DELL'ITALIA AI SUOI IMPEGNI. 
Sarà utile a livello del voto? Speriamo, ma ne dubito. E non si può parlare di manovra della Santa Sede perché finora nessuno sa chi ha reso pubblica questa nota. Un vantaggio c'è: anche se la Chiesa e Papa Francesco sono sempre stati chiari, il grande pubblico e i fedeli cattolici che seguono solo i mezzi di comunicazione comuni, sapranno qual è la posizione della Chiesa e i suoi motivi.

Ho anche accennato ieri al fatto che Fedez e altri attaccano la Chiesa senza nessuna logica di ragionamento. E questo non aiuta ad una vita ordinata e pacifica, democratica, che difenda le persone da ogni discriminazione.. 

Qualcuno mi ha comunicato, assieme ad una sua personale introduzione, copia di una lettera di Suor Anna Monia Alfieri a "Fedez" e la rilancio. 


Spero che la diffusione della lettera diventi "virale" perché "l'evangelico silenzio" dei cristiani o il "non ti curar di loro  ma guarda e passa" di quelli che si nascondono ( gli ignavi, ossia i cosiddetti "struzzi") oggi non è più accettabile. Siamo (già) diventati schiavi di una minoranza che, nel nome della "democrazia", vogliono IMPORRE la loro visione (distorta) del mondo.

Un forte abbraccio a tutti 


"Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante delle scuole Marcelline italiane e membro della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI, indirizzata al cantante Fedez e riferita ad alcune esternazioni di quest’ultimo:

CHE SARA' MAI QUESTO BAMBINO? CERTEZZE APERTE / Nascita di san Giovanni Battista, 24 giugno

 


«Che sarà mai questo bambino?» si chiede la gente a proposito del piccolo Giovanni nato ad Elisabetta. Molto probabilmente, la gente avrà dato anche risposte, ipotesi, giudizi. Come si fa oggi. Probabilmente, allora come oggi, si è parlato tanto e nessuno ha azzeccato. La Parola di Dio invece preferisce lasciarci su una domanda aperta: «Che sarà mai questo bambino?». Ci sono stati tanti segni ma non conosciamo il futuro di questo bambino. Lo stesso Giovanni Battista adulto non sa tutto. Obbedisce, fa la sua parte, sa ciò che gli serve al momento. Dice:Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele” (Giovanni 1,31). Abramo si gioca la vita senza sapere dove va. Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava” (Ebrei 11:8). È vero, era già vecchio e disperato, ma partire così è un rischio totale. Maria si giocò tutto, affrontando una minaccia di morte immediata, senza sapere tutto. E lungo tutta la sua vita continuò a non sapere tutto: Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui” (Luca 2, 33; vedi anche Luca 2,18-19; 2,50-51). E così tutti i profeti e i santi. Partono su una chiamata certa (si dice “certezza morale”) tante volte su una promessa per il futuro, ma il cammino verso la meta si svela man mano e l’interessato stesso sa che la sua idea umana è solo un'immagine che rischia persino di essere fuorviante. San Francesco sente: “va, Francesco e ripara la mia chiesa” e ripara la chiesetta di san Damiano cadente. Solo più tardi comprende meglio cosa significa riparare la Chiesa, ma non è una comprensione pacificata: lo stesso successo del suo Ordine ne inquina la purezza ed egli giunge al drammatico gesto delle dimissioni.

Gli amici di Dio vivono di domande aperte e anche di certezze, ma sono “certezze aperte” e non chiuse, che aprono un cammino tutto da scoprire e vivere.

Qualcuno ha paura delle certezze. Siamo molti di più a temere le certezze aperte che pur essendo un ancoraggio ti lanciano nell’avventura e la responsabilità. Ma il cristianesimo è "certezza aperta" come l’albero che ha una radice certa ma deve svilupparsi. Dio è presente nel futuro anche se lo scrive con me. “Vivere il passato con gratitudine, il presente con passione, il futuro con speranza” dice Papa Francesco.

 

Prima Lettura   Is 49,1-6
Ti renderò luce delle nazioni.

mercoledì 23 giugno 2021

COME NON ESSERE TAGLIATO E GETTATO NEL FUOCO, IO CHE SONO UN ALBERO CATTIVO? / mercoledì XII sett. T.O.

 


Abramo è rimasto solidale e ha soccorso Lot l’egoista, e non vuole nessuna ricompensa. Forse anche questo è il motivo che spinge Dio a rinnovargli la sua promessa. Abramo vede passare gli anni, ma, benché preoccupato, crede al Signore, ed è questo il suo merito (Lc 1:45 “E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”). Dio gli propone anche un segno: un’Alleanza tra pari con rito esecratorio: “guai a chi non rimane fedele al patto”. Dio però fa cadere  un torpore su Abramo, per cui l’unico a passare in mezzo agli animali squartati e invocare la maledizione su di sé in caso di infedeltà, è lui, il Signore.

Dio è fedele, l’uomo no. Gesù ci mette in guardia contro i falsi profeti. Come riconoscerli? Il criterio già nell’Antico Testamento era che se non si realizza la parola annunciata dal “profeta” non bisogna temerlo, non bisogna ascoltarlo, possibilmente si tolga di torno. Abbiamo molto lottato in parrocchia contro le catene di sant’Antonio, e varie cose del genere. Approdando adesso a Facebook vedo che molte persone sono succubi o complici di queste cose. Ci sono i profeti    ‘e caitone “ e i ciarlatani: non ascoltarli, non dargli retta.

Gesù però parla di falsi profeti che vengono in veste di pecore e sono lupi rapaci che fanno molto danno alle anime, e dice che si riconoscono dai loro frutti. Sappiamo come ci sono stati nella Chiesa anche fondatori o leader, che sono stati smascherati solo dopo molto tempo. Gli sforzi che fa papa Francesco per svelare queste situazioni al più presto sono senza precedenti, anche se la Chiesa ha sempre vigilato. Esistono i criteri per comprendere se una comunità subisce una deriva settaria. L’eccessiva chiusura, l’imporre di rompere i legami di visita o di corrispondenza con la famiglia, la non trasparenza verso l’autorità ecclesiastica, la non comunione con il Magistero sono dei segnali.

Va bene ma io, dove mi trovo? Quali frutti si raccolgono  dall’albero che sono? Pochi e tutti macchiati. Ma io non voglio andare al fuoco. Come fare? Alla fine un solo albero produce frutti buoni: la croce. Uno solo è il vero profeta: Gesù Cristo. Mi attaccherò alla croce, mi fiderò solo di Gesù e del suo Vangelo. Lui produrrà frutti buoni in me. San Paolo dice: Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me”. 1Cor 15:10

 

Prima Lettura   Gn 15, 1-12.17-18
Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia. E il Signore concluse un’alleanza con lui.

DDL ZAN, UN'INGERENZA INACCETTABILE DELLA SANTA SEDE?

 

A. Casaroli e B. Craxi firmano il Nuovo Concordato a Villa Madama (1984).

In una “nota verbale” all’ambasciatore italiano presso la Santa Sede la Segreteria di Stato ha presentato punti critici del Ddl Zan da riconsiderare, chiedendo una diversa modulazione del disegno di legge sull’omotransfobia. Non si è mai contestato la legittimità di tutelare determinate categorie di persone anche se molti fanno notare che sono già tutelate dalle leggi vigenti (uno dei problemi ricorrenti in Italia è di fare nuove leggi invece di applicare quelle già esistenti). Ma si segnala il rischio di ferire libertà sancite dal Concordato.

 Qualcuno parla di ingerenza inaccettabile della Santa Sede. Cerchiamo di fare chiarezza.

Tra Stati ci sono continui scambi di informazioni, con vari gradi che vanno dal più informale al più ufficiale. La menzione “nota verbale” indica proprio il carattere normale di questo genere di trasmissione di informazioni, che non sono mai divulgate al pubblico. A questo punto vorremmo sapere chi ha messo in circolazione questo testo, con quali intenzioni? Semplice ricerca di scoop con relativa mancia per la “soffiata”? Volontà di polemica attorno a questo Ddl invece di fare chiarezza sul testo stesso per difendere le legittime libertà di tutti?

Quindi nessuna ingerenza da parte della Santa Sede ma un esercizio normale di rapporti tra Stati. Infatti il Vaticano si ferma a considerare solo ciò che è il suo campo: le possibili contraddizioni tra un trattato internazionale (firmato dal governo Craxi nel 1984) e una legge nazionale italiana. Dal canto suo, come tanti altri, il Professore Mirabelli, Costituzionalista, ex presidente del Csm e della Corte Costituzionale, segnala come questo Ddl sia scritto in modo poco chiaro e non garantisca i diritti sanciti dalla Costituzione e soltanto ribaditi nel Concordato del 1984. C'è quindi una dubbia costituzionalità di questo progetto di legge, che il Vaticano si guarda bene dal segnalare proprio per non esercitare alcuna ingerenza, limitandosi al Concordato. La polemica successiva, voluta o meno, invece di aiutare a fare chiarezza, polarizza il dibattito deviandolo dalla normale discussione sul testo del Ddl.

Infatti molte reazioni di questi giorni sono sul filo della confusione. Il noto rapper Fedez attacca questa nota ricordando “le tasse non pagate dalla Santa Sede allo Stato Italiano”. L’esenzione di tasse ad enti no-profit è un discorso, la mia libertà, assieme a milioni di credenti e genitori, educatori, ecc., di professare i miei valori e di non essere imbavagliato e punibile penalmente è un altro discorso. I due discorsi possono essere affrontati, ma, per favore, separatamente. Se qualcuno ha goduto finora di esenzione indebita di tasse, facciamo chiarezza su questo punto e, nel caso, facciamo pagare le tasse. Ma non si può cercare di zittire per questo motivo – tutto da provare – chi solleva un altro problema fondamentale: la libertà di professare dei valori e di trasmetterli. Sono chiaramente due problemi separati. E anche le persone coinvolte sono diverse: se il Vaticano non ha pagato le tasse, riguarda il Vaticano. Chi ha opinioni e valori e può essere intralciato e perseguitato nelle sue legittime libertà, sancite dalla Costituzione, non è il Vaticano. Fedez non arriva a fare queste distinzioni, oppure cerca solo di attaccare la Chiesa a prescindere? Elodie ringrazia i suoi genitori di non averla battezzata? È libera di farlo. Che lo dica a proposito di questa nota della Segreteria di Stato sul Ddl Zan manifesta la stessa confusione tra campi. Imparare ad avere uno spirito critico, a ragionare in modo spassionato, è fondamentale. Altrimenti si rischia di cadere nella “caccia alle streghe” giudicando problemi e persone sull’onda dell’emotività, dimenticando quanto male questo atteggiamento ha fatto e fa ancora oggi.

martedì 22 giugno 2021

LOT O LA VIA SPAZIOSA CHE PORTA ALLA PERDIZIONE / San Paolino vescovo di Nola e Theresia

 


Abramo, chiamato da Dio, è partito assieme al più giovane nipote Lot. La Bibbia non dice perché Lot parte anche lui. Certamente è d’accordo con lo zio. È stato chiamato anche lui a partecipare della Promessa? Lo zio gli parla di questa Promessa e lui vede un’opportunità di un futuro migliore, di un’avventura? Non sappiamo. Lot avrà una fine triste. Perché? Tradisce la chiamata divina, oppure si era auto chiamato, era già in radice una scelta egoistica? Quello che è sicuro è che la rovina di Lot proviene dal suo scegliere la via larga e “spaziosa che conduce alla perdizione”, il proprio egoismo e i beni della terra mentre Abramo sceglie la “via stretta che conduce alla vita”, la Carità, la fraternità, l'umiltà. Questo risuoni come potente ammonizione per noi. Infatti, anche Lot si era molto arricchito grazie alla vicinanza di Abramo, e per desiderio di pace tra i mandriani, Abramo gli propone di separarsi. Lot sceglie la valle del Giordano, verdeggiante e irrigata: gli sembra il paradiso. Si rivelerà una trappola. Inoltre, la sua scelta di successo terreno lo indebolisce, anche se né Abramo né Dio lo abbandoneranno. Abramo vecchio, invece, accetta di rimanere nella steppa semi desertica che vede come giardino attraverso il suo cuore già pieno della Promessa divina. L'appoggiarsi di Abramo solo alla fedeltà di Dio, alla sua Provvidenza, si rafforzerà sempre di più.

Paolino di Nola e Theresia sono di famiglia nobile e benestante. La scelta di seguire Cristo e servirlo nella comunità non comporta nessuna carriera per loro. Anzi, diventerà fonte di graduale impoverimento terreno per la condivisione con i poveri e l’impegno a favore della Chiesa a discapito della gestione degli affari terreni. Ma si costituiranno un tesoro del cielo.

 

Prima Lettura  Gn 13, 2. 5-18
Non vi sia discordia tra me e te, perché noi siamo fratelli.

lunedì 21 giugno 2021

NON GIUDICATE / S. Luigi Gonzaga.

 


“Abramo partì, come gli aveva ordinato il Signore.”
A modo suo la chiamata di Abramo è un’eccellente illustrazione del “non giudicate” del Vangelo. Il fallimento esistenziale, la tristezza di Abramo avevano un fondamento oggettivo – non avere figli ancora oggi è sempre un grande problema – ma dipendeva anche molto dal giudizio degli altri. Essere senza discendenza era socialmente stigmatizzato, a differenza di oggi. Chi avrebbe mai potuto immaginare il futuro di Abramo? Un giudizio umano non gli avrebbe dato alcun valore.

Questo esempio e tantissimi altri devono accompagnarci quando guardiamo le persone e le situazioni, e anche quando guardiamo noi stessi e siamo tentati dallo scoraggiamento per la fatica nel combattimento spirituale e i pochi risultati visibili.

Gesù ci invita ad essere generosamente positivi verso gli altri, ad avere speranza riguardo al futuro (longanimità), a non giudicare mai il foro interno di una persona (solo Dio conosce fino in fondo le profondità del cuore umano). Ma egli non vieta di valutare le situazioni. La verità oggettiva esiste, e la Chiesa, i genitori, gli educatori, devono aiutare le persone a comprendere ciò che va e ciò che non va, anche dentro di loro, a riconoscere o meno i segni dello Spirito nella loro vita. Si fa annunciando il Vangelo nella sua interezza, come Grazia innanzitutto e sempre, ma anche come comportamento morale oggettivo verso il quale dobbiamo tutti tendere. Si fa, poi, accompagnando il cammino di comunità e singoli, entrando così con prudenza e mitezza ma chiarezza nel vissuto intimo con Dio. San Luigi Gonzaga aveva come padre spirituale un altro santo, Roberto Bellarmino. E questo è stato un aiuto per lui, nella sua risposta alla Grazia. Non si è fatto santo da solo.

Oggi, “dato che nessuno mi può giudicare” molti negano l’ordine obiettivo delle cose per lasciare spazio solo al soggettivismo che diventa relativismo. Non di rado questo relativismo cerca di imporsi come verità assoluta, il che è una contraddizione nei termini. È quello che Papa Benedetto XVI denunciava come “Dittatura del Relativismo”.

E rimane sempre presente il pericolo che Gesù prende di mira : avvicinarmi all’altro dimenticando che sono un peccatore perdonato e che se persevero nel bene è possibile solo perché Dio continua a darmene la grazia. Nella mia prosperità ho detto: «Nulla mi farà vacillare!». Nella tua bontà, o Signore, mi hai posto su un monte sicuro; ma quando hai nascosto il tuo volto, io sono stato turbato. A te grido, Signore, chiedo aiuto al mio Dio." (Salmo 29,7-9). La prima volta che ho sentito papa Francesco dire "Quando ho parlato con un carcerato mi chiedo sempre dopo: perché lui sta in carcere e io no?" era ad un Convegno di Cappellani di Carcere. Ci ha colpito. Quello lo pensavamo e lo dicevamo noi, ma sentirlo dal Papa ci ha fatto grandissima impressione.

 

Prima Lettura   Gn 12, 1-9
Abramo partì, come gli aveva ordinato il Signore.

domenica 20 giugno 2021

CON LA FEDE POSSONO ATTRAVERSARE LE TEMPESTE DELLA VITA SENZA PAURA / XII Dom. T.O. B.

 

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva».

Bisogna passare all’altra riva, passare dalla mentalità umana, anche religiosa ma priva della grazia, alla mentalità di Gesù, pienamente incarnata ma unita allo Spirito Santo, orientata al Padre, e che scopriamo vivendo il Vangelo (seconda lettura).

lo presero con sé, così com’era, nella barca.

Prendere Gesù nella sua Totalità, nel suo Mistero. Non serve farsi un Gesù che ci piace, un Gesù ridimensionato a quello che noi troviamo giusto o comprendiamo.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena.

Per passare all’altra riva bisogna lasciare la sicurezza della prima riva, andare al largo e sperimentare tempeste. Il mare per gli ebrei è per eccellenza l’elemento insicuro, infido. Però è in situazioni estreme che il discepolo scopre che Dio c'è e chi è.


Egli …  dormiva. … «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».

Tante volte sembra che Dio non si curi di noi. Il credere che Egli è nostro Padre Onnipotente che continuamente opera a nostro favore è di pochi ed è una immensa vittoria.

Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.

È molto importante aver fatto l’esperienza di prove che cessano dal giorno all’indomani e si rivelano come prove permesse da Dio, tappe della nostra vita per la nostra crescita e non il caos cieco o il destino implacabile.

Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». 

La conclusione del brano ci insegna cose fondamentali. a./ Si può pregare senza che sia fede. Infatti lo pregano e Gesù dice: “Non avete ancora fede”. b./ Con la fede potevano attraversare le tempeste della vita senza paura. Ma per questo bisogna chiudersi nella volontà di Dio. c./ I discepoli colgono e custodiscono la grandezza dell’evento: Gesù è capace di comandare al vento e al mare. Le esperienze di vita li condurranno alla fede in Gesù. d./ Ma questa esperienza è ancora incompleta perché manca l’ascolto. Infatti la paura, che è conseguenza della mancanza di fede, gli impedisce di fare spazio alla Parola che Gesù ha rivolto a loro: "perché avete paura?". Senza ascolto non riescono a capire che anche questa tempesta è una Parola di Dio per loro. Pensano solo che con Gesù si sono tirati fuori da questo brutto momento. Maria invece nelle situazione più difficili fa sempre spazio all’ascolto (si chiedeva che senso avesse il saluto dell’angelo; meditava gli eventi di Gesù nel suo cuore, ecc.). Dio si rivela tramite eventi e parole e la Parola svela il senso degli eventi. Oggi siamo sommersi di notizie, commenti, riflessioni, slogan, ma quasi sempre estranei al senso della Storia rivelatore di Dio (anche tante preghiere). Per questo la gente è tanto smarrita, mentre il primo comandamento è “Ascolta Israele”. e./ Comunque, anche se non hanno ancora capito appieno il senso di quello che stanno vivendo, ed è necessario che Gesù li porti a questa piena fede e comprensione, i discepoli si rendono conto che aver Gesù nella propria barca è un don immenso di salvezza. Prendi Gesù nella tua barca, così com'è, egli ti salverà. 

 

Prima lettura Gb 38,1.8-11
Qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde.