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giovedì 30 novembre 2023

GRANDI OCCASIONI CHE DESTANO IL MOMENTANEO INTERESSE DELLA GENTE E DEI MEDIA / Una riflessione di Claudio Magris sullo stato della fede, inserita in un libro di A. Matteo.

Don A. Matteo è venuto qualche anno fa
in parrocchia a parlarci di questo tema.

"In Italia e anche in altri Paesi, folle devote riempiono ogni tanto con fervore le piazze e grandi occasioni rituali destano il momentaneo interesse della gente e dei media, ma le chiese si svuotano ogni giorno di più, sacramenti come il battesimo e il matrimonio religioso cadono sempre più in disuso e soprattutto sparisce la cultura cristiana e cattolica, la conoscenza elementare dei fondamenti della religione e perfino dei più classici passi e personaggi evangelici, come si può constatare frequentando gli studenti universitari. Si tratta di una grave mutilazione per tutti, credenti e non credenti, perché questa cultura cristiana  è una delle grandi sintassi che permettono di leggere, ordinare e rappresentare il mondo, di dirne il senso e i valori, di orientarsi nel feroce e insidioso garbuglio del vivere 
(*)". 

Claudio Magris   Ai monaci della Certosa di san Bruno

mercoledì 29 novembre 2023

29 NOVEMBRE 1223 - 2023: IL VANGELO, VITA E REGOLA DEI FRATI MINORI / ottavo centenario dell'approvazione della Regola Bollata.


Ottocento anni fa, il 29 novembre 1223, il Papa, Onorio III, approvò la Regola definitiva dei Frati Minori di san Francesco. 

Fin dall'inizio Francesco volle vivere in piena sottomissione alla Chiesa e al Papa e i suoi rappresentanti. Per questo motivo, chiese l’approvazione della sua forma di vita che aveva come regola solo il Vangelo. A questo fine presentò il “Propositum Vitae" (proposito di vita) che fu approvato solo oralmente ed è andato perso. 

Francesco ricorda: "E da quando il Signore mi diede la cura dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere a norma del Santo Vangelo. E feci scrivere questo con poche e semplici parole, e il signor Papa me lo confermò".

NON HO NULLA DI UN EROE, HO TUTTO DI UNO ZERO-E / Leggendo e spigolando. 29-11-2023

La Basilica di sant'Agostino
ad 'Annabà-Ippona (Algeria).


Spigolando nelle mie letture di questa mattina, qualche frase sul tema della verità:

“Il vero non ha dunque né nazione, né lingua, né religione, né razza”.  Naïma Hadj Abderrahmane, professore di filosofia all’Università di Alger 2. 

Le ideologie e il prevalere delle visioni legate alle fazioni, alla geopolitica, schiacciano le persone reali. Questo articolo prezioso lo spiega molto bene nel contesto drammatico delle guerre di oggi che comprende anche lo sfruttare il femminicidio per incitare a più violenza di genere :   Non ci salviamo con l’indignazione - La Nuova Europa


Un monaco martire di Tibhirine invita all’umiltà: “Non ho nulla di un eroe, ho tutto di uno zero-e”.

martedì 28 novembre 2023

ESPRIMERE LA BELLEZZA DELLA FEDE COL CANTO SACRO E L'ARTE / 03/09 "Spiritus et Sponsa" di Giovanni Paolo II, 4 XII 2003.


4. A proposito poi delle diverse realtà implicate nella celebrazione liturgica, un'attenzione speciale la Costituzione presta all'importanza della musica sacra. Il Concilio la esalta indicandone quale fine "la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli" 13. In effetti, la musica sacra è un mezzo privilegiato per facilitare una partecipazione attiva dei fedeli all'azione sacra, come già auspicava il mio venerato predecessore San Pio X nel Motu proprio Tra le sollecitudini, del quale quest'anno ricorre il centenario. Proprio questo anniversario mi ha offerto recentemente l'occasione di ribadire la necessità che la musica, secondo le direttive della Sacrosanctum Concilium 14, conservi e incrementi il suo ruolo all'interno delle celebrazioni liturgiche, tenendo conto del carattere proprio della Liturgia come della sensibilità del nostro tempo e delle tradizioni musicali delle diverse regioni del mondo.

CHI ADERISCE ALLA CAMORRA ODIA LA FEDE CRISTIANA / Padre Pino Puglisi; colore rosso.


Don Pino Puglisi aveva 46 anni quando è stato ucciso dalla mafia 
a Brancaccio il 15 settembre 1993. Per quale motivo?: educava i ragazzi secondo il Vangelo e così facendo li sottraeva alla malavita. È stato beatificato nel 2013 da Papa Francesco. La Chiesa lo considera martire in quanto ucciso “in odium fidei”, in odio alla fede. 

Questo particolare è molto importante. Martire. Eppure nessuno gli ha chiesto di passare ad una altra religione. Ostacolava solo gli affari, creava una mentalità non più complice della mafia nella gente, apriva loro gli occhi sulla verità e sulla loro dignità. E la mafia odiava la sua fede cristiana che portava a questi cambiamenti. Chi aderisce alla camorra o alla mafia odia la fede cristiana. Papa Francesco l’ha detto in Calabria: i membri della malavita sono scomunicati! 

lunedì 27 novembre 2023

COME ELIMINARE LA VIOLENZA SULLE DONNE? / In occasione della Giornata del 25 novembre.




Molti comuni hanno installato
panchine rosse questo 25 novembre.

Violenza sulle donne. Nel mondo ogni anno vengono uccise circa 45 mila donne, 5 ogni ora. In Italia, nel 2023, sono state uccise 106 donne, una ogni tre giorni. Un numero impressionante! (1) 

Le manifestazioni della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne hanno avuto particolare risonanza da noi quest’anno perché capitate subito  dopo l’uccisione della povera Giulia Cecchettin, con grande esposizione mediatica, prese di posizione abbondanti contro il “patriarcato”, e la sorella di Giulia che chiama il femminicidio “crimine di Stato”!!! A quelle manifestazioni hanno spesso partecipato gruppi molto politicizzati, perfino antisemiti (cosa c'entra?). Tra i vari slogan c'era: “non resteremo in silenzio ma distruggeremo tutto”, “Se domani non torno, distruggi tutto!” . 

Papa Francesco invece ha scritto: “La violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici. Queste radici crescono nel terreno del pregiudizio e dell’ingiustizia; vanno contrastate con un’azione educativa che ponga al centro la persona con la sua dignità”. 

domenica 26 novembre 2023

I BUONI FRUTTI DELLA RIFORMA LITURGICA INDICANO LA SUA IMPORTANZA / 02/09 "Spiritus et Sponsa" di Giovanni Paolo II, 4 XII 2003.



Uno sguardo alla Costituzione conciliare

2. Col passare del tempo, alla luce dei frutti che essa ha portato, si vede sempre più chiaramente l'importanza della Sacrosanctum Concilium. In essa vengono luminosamente delineati i principi che fondano la prassi liturgica della Chiesa e ne ispirano il sano rinnovamento nel corso del tempo 2. La Liturgia viene collocata dai Padri conciliari nell'orizzonte della storia della salvezza, il cui fine è la redenzione umana e la perfetta glorificazione di Dio. La redenzione ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine dell'Antico Testamento ed è stata portata a compimento da Cristo Signore, specialmente per mezzo del Mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione dalla morte e gloriosa ascensione 3. Essa tuttavia ha bisogno di essere non solo annunciata ma attuata, ed è ciò che avviene "per mezzo del Sacrificio e dei Sacramenti, sui quali si impernia tutta la vita liturgica" 4. Cristo si rende in modo speciale presente nelle azioni liturgiche, associando a sé la Chiesa. Ogni celebrazione liturgica è, pertanto, opera di Cristo Sacerdote e del suo Corpo mistico, "culto pubblico integrale" 5, nel quale si partecipa, pregustandola, alla Liturgia della Gerusalemme celeste 6. Per questo "la Liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù" 7.

sabato 25 novembre 2023

PENETRIAMO NELLA RICCHEZZA E BELLEZZA DELLA MESSA / 01/09 "Spiritus et Sponsa" di Giovanni Paolo II del 4 Dic. 2003.


Papa Francesco invita tutti a formarsi alla Liturgia e dalla Liturgia, culmine e fonte di tutta la Vita Cristiana! Nell’Eucaristia siamo oggettivamente nella massima comunione sulla terra con Dio che ci ama. 
Impariamo dunque a vivere con fede viva l’Eucaristia! Questa Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II a quarant’anni della Costituzione Conciliare sulla Liturgia può aiutarci a contemplare la ricchezza che il Signore ci offre ogni volta che ci raduniamo per celebrare la Pasqua del Signore. E se abbiamo dubbi, se siamo reticenti riguardo alle indicazioni date da Papa Francesco, Papa Giovanni Paolo II ci confermerà sulla strada giusta. Infatti, Papa Francesco ha suscitato scalpore in alcuni invitando tutta la Chiesa latina o di “rito romano” a celebrare secondo una unica forma, quella generata dalla volontà del Concilio Vaticano II - quella che osserviamo in parrocchia - e non più secondo la Forma Extraordinaria, ossia il Messale in latino promulgato da Papa Giovanni XXIII nel 1962, già frutto di varie riforme parziali (Riforma liturgica del rito romano - Wikipedia), ma rigettato dal Concilio l'anno successivo. Infatti il Concilio ha voluto una riforma generale di tutta la Liturgia. Le dolorose polemiche e divisioni sulla Liturgia osservate in questi 60 anni provengono da una radicale mancanza di fede nella Chiesa e di obbedienza al Papa, ma anche di una non comprensione di ciò che è la Tradizione viva della Chiesa (vedi "Ecclesia Dei Adflicta" di Giovanni Paolo II del 2 luglio 1988, in occasione dello scisma di Mons. Lefebvre).   


LETTERA APOSTOLICA    SPIRITUS ET SPONSA  DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II NEL XL ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE SACROSANCTUM CONCILIUM SULLA SACRA LITURGIA

1. "Lo Spirito e la Sposa dicono: ‘Vieni!’. E chi ascolta ripeta: ‘Vieni!’. Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita" (Ap 22,17). Queste parole dell’Apocalisse risuonano nel mio animo mentre ricordo che quarant’anni or sono, esattamente il 4 dicembre 1963, il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, promulgava la Costituzione Sacrosanctum Concilium sulla sacra Liturgia. Che cos’altro è, infatti, la Liturgia se non l’unisona voce dello Spirito Santo e della Sposa, la santa Chiesa, che gridano al Signore Gesù: "Vieni"? Cos’altro è la Liturgia se non quella fonte pura e perenne di "acqua viva" alla quale ogni assetato può attingere gratuitamente il dono di Dio (cfr Gv 4,10)?

venerdì 24 novembre 2023

BISOGNA PROCLAMARE IL DOGMA DI MARIA CORREDENTRICE?



Sono stato provocato a scrivere da una devota mariana che prega tanto perché il Papa proclami il dogma di Maria Corredentrice. Papa Francesco ha già risposto in merito dicendo che non è necessario. E, in altra occasione, ha detto parole di buon senso riguardo alla Madonna, e cioè che gli innamorati usano parole da innamorati - ed è normale - però che non sempre sono le più adatte alla verità della fede.

Infatti che utilità ci sarebbe nel proclamare dogma una verità tanto ovvia che Maria è Corredentrice? Non lo sappiamo forse tutti? 

SUSCITARE L'IMPEGNO A FARSI, IN OGNI CIRCOSTANZA, VIGILI SENTINELLE DEL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DI OGNI UOMO / 90 Anniversario dell'Holodomor.

Di fronte a tanta crudeltà, come si fa a non lottare per
 la propria libertà e indipendenza dal "popolo fratello".

Sono passati 90 anni dal genocidio del popolo ucraino da parte di Stalin e del suo regime. Furono uccise per fame e deportazione 6 milioni di persone! Nel lungo messaggio dei vescovi cattolici di rito greco di ieri (
Il Sismografo: Ucraina Messaggio del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina in Ucraina per il novantesimo anniversario del genocidio dell’Holodomor) si fa riferimento alla Lettera di Giovanni Paolo II di 20 anni fa che trovate sotto. I vescovi ucraini vedono una funesta e chiara continuità tra gli avvenimenti di oggi ad opera del regime di Putin e quelli perpetrati nel passato da Stalin col regime sovietico e dall'Imperialismo russo lungo i secoli. Possa questa lettura "suscitare in ciascuno di noi l’impegno a farsi, in ogni circostanza, vigili sentinelle del rispetto della dignità di ogni uomo".


MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II   PER IL 70° ANNIVERSARIO  DELL’HOLODOMOR IN UCRAINA


Ai Venerati Fratelli   LUBOMYR Card. HUSAR  Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini  e MARIAN Card. JAWORSKY Arcivescovo di Lviv dei Latini

1. Il ricordo delle vicende drammatiche di un popolo, oltre che in se stesso doveroso, si rivela quanto mai utile per suscitare nelle nuove generazioni l’impegno a farsi, in ogni circostanza, vigili sentinelle del rispetto della dignità di ogni uomo. La preghiera di suffragio, inoltre, che da tale ricordo scaturisce, è per i credenti balsamo che lenisce il dolore ed efficace supplica al Dio dei viventi, affinché doni il riposo eterno a quanti sono stati ingiustamente privati del bene dell’esistenza. La doverosa memoria del passato acquista, infine, una valenza che travalica i confini di una nazione, raggiungendo gli altri popoli, che sono stati vittime di eventi ugualmente funesti e possono trarre conforto dalla condivisione.

Sono questi i sentimenti che il 70° anniversario delle tristi vicende dell’holodomor ispira al mio animo: milioni di persone hanno subito una morte atroce per la nefasta efficacia di un’ideologia che, lungo tutto il XX secolo, ha causato sofferenze e lutti in molte parti del mondo. Per tale ragione, Venerati Fratelli, intendo rendermi spiritualmente presente alle celebrazioni che si terranno nel ricordo delle innumerevoli vittime della grande carestia provocata in Ucraina durante il regime comunista. Si trattò di un disumano disegno attuato con fredda determinazione dai detentori del potere in quell’epoca.

giovedì 23 novembre 2023

"NON LASCERANNO IN TE PIETRA SU PIETRA". COME INTERPRETARLO OGGI? / Giovedì XXXIII sett. T.O., dispari. 2023.



Oggi è l'anniversario del terremoto dell' '80. Sono arrivato al convento di Napoli ai primi di febbraio ‘81, e quella sera ci fu una scossa di assestamento. Ero nei vagoni e il mio pensiero immediato fu: tranquillo, qui non crolla niente. Infatti ero reduce
 del terremoto in Algeria, con morti e distruzioni, avvenuto a ottobre. Mi dissero invece i frati che il 23 novembre celebravano i Vespri e mentre cantavano l’antifona: “Tremò la terra e il mare davanti al volto del Signore, alleluia!” (III Domenica), il prefabbricato si mise a tremare con grandissimo rumore e spavento di tutti! 

Oggi, in questo anniversario il Vangelo dice: “non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”.

Difficilmente scegliamo Dio come Roccia basilare della nostra vita. Con estrema facilità serviamo persone, cose, progetti, esigenze nostre, prima di Dio. Sono gli idoli. Alcuni non li vediamo come tali, specialmente le relazioni affettive, ma per altri, disobbediamo a Dio con leggerezza, essendo superstiziosi, nominando invano il suo Santo Nome (mentre ci cuciamo la bocca riguardo ai boss), disertando l’Assemblea domenicale dove sta la sorgente della Vita. Soprattutto non sappiamo fare silenzio per ascoltare la Voce dello Spirito che è “brezza leggera” (1 Re 19, 12, vedi Genesi 3, 8), e lasciarci guidare mentre “soffia dove vuole  … e non sappiamo dove va” (cf. Gv. 3, 8).

Ma questa sordità, il tardare nel rispondere alla Voce dello Spirito, nell’accogliere la presenza salvifica del Signore nelle tenebre, può portare effetti disastrosi come vediamo oggi nel Vangelo. Anzi, questo si verifica ancora oggi sotto i nostri occhi. Il movimento di attacco alla famiglia, ai valori umani e alla fede è partito da troppo tempo e ha preso troppa potenza per essere fermato. Mentre il Concilio e il Magistero successivo hanno indicato la strada, molti vescovi, parrocchie e famiglie non hanno “riconosciuto il tempo” della visita del Signore. 

Facciamo due considerazioni: Gerusalemme è stata veramente distrutta con tremende sofferenze. Non si può sottovalutarlo! Ma la missione di Gesù non è stata vinta. Il suo fallimento sulla croce, abbandonato dai discepoli, è stato il modo estremo per lui per amarci fino alla fine e salvare il mondo. Dalla sua fedeltà e speranza contro ogni speranza è nata la Chiesa, il coraggio degli apostoli e la perseveranza dei santi. Il Vangelo salva sempre e porta frutto. Il fallimento di Paolo come rabbino fariseo gli ha dato umiltà, e una maggiore luce e apertura sul progetto di salvezza di Dio. Il terremoto in Algeria ha contribuito ad aprirmi gli occhi sulla mia vita. "Per avere il trionfo in Dio è necessario il fallimento dell'io" (Fulton Sheen).

 Coraggio! Oggi tutto comincia! “Vita Nova, Optima Poenitentia”; La Vita Nuova è la migliore Penitenza. 


Prima Lettura   1 Mac 2, 15-29  Cammineremo nell’alleanza dei nostri padri.

mercoledì 22 novembre 2023

LA GUERRA CONTRO L'UCRAINA CONTINUA E CI RIGUARDA TUTTI / Intervista a tutto campo del vescovo Shevchuk


La guerra della Russia contro l’Ucraina continua e questa intervista a tutto campo del vescovo Shevchuk merita di essere letta con attenzione. 

Ucraina, Shevchuk: “Serve una enciclica sulla pace per capire la nuova guerra”

Ecco gli argomenti toccati: 

A Roma, Sinodo di 45 vescovi greco cattolici da tutto il mondo (su 56). 

Guerra in Ucraina : 80 % della popolazione è in una condizione traumatica, vive le piaghe di Gesù: 14 milioni di sfollati: 8 milioni interni, 6 all’estero. Molti ritornano nelle proprie case anche se diroccate. 

Crisi e riscoperta di una fede più viva sotto i bombardamenti costanti. Solo la fede dà risposte. Le chiese sono piene.  

giovedì 16 novembre 2023

NON CORRETE, NON ANDATECI, NON SEGUITELI...! GESÙ CONTRO LA FALSA RELIGIONE / Giovedì XXXII sett. T.O., dispari. 2023.


Quanti 
aggettivi elogiativi per la Sapienza nella prima lettura! La meraviglia del credente nello scoprire questa presenza di Dio attira anche noi al suo Regno, al ricercare il contatto con lui. Purtroppo la realtà dell’umanità di ieri e di oggi è ben diversa: l’uomo difficilmente ricerca Dio seriamente, in modo costante e fedele. Il Vangelo di oggi è testimone che la situazione non era diversa duemila anni fa. 

Da una parte il brano del Vangelo testimonia che il Regno è già presente, vicino, anzi, intimo all’uomo stesso se egli apre il cuore: “Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!” Dall’altra molti cercano manifestazioni divine in presunti messaggi e rivelazioni , Madonne, visioni, apparizioni, segni nelle nuvole… Queste, quando non sono direttamente opera di spiriti malintenzionati che vanno “ingannando gli altri e (sono) ingannati essi stessi.” (2 Tim. 3, 13), manifestano la credulità e mancanza di formazione cristiana basilare di troppi battezzati. Troppi infatti sono come “fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore”. (Ef. 4, 14). 

Dio sta dentro di noi attraverso il battesimo e il sigillo dato dalla cresima, e questa presenza cresce con la fede e le opere della fede, con la Parola di Dio, la vita ecclesiale e il dialogo personale con il Signore, riconoscendo la sua azione nella nostra storia personale. Questa intimità reale - siamo “chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” (1 Giovanni 3, 1) - si vive nella fede, spesso senza consolazioni, per una purificazione necessaria, e sfocerà nel ritorno del Signore, per ciascuno di noi o per tutti alla fine dei tempi. In quel momento la presenza del Signore si imporrà da sé, senza intermediari: sarà evidente come  il lampo, che uno avverte anche se è girato di spalle. Non corriamo quando ci dicono: ““Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”!"


Prima Lettura   Sap 7, 22 - 8, 1  La sapienza è riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio.

Dal libro della Sapienza

martedì 14 novembre 2023

DISARMIAMO I NOSTRI CUORI E LE NOSTRE MANI. OGNI VITA, SPECIALMENTE DEI BAMBINI, È SACRA.


... fa'inna hizba-llàha, humu-lghàlibùna. (Sura V, versetto 56)
"... in verità è il partito di Dio, essi (saranno) i vincitori".

SERVI INUTILI PER ESSERE COME IL SIGNORE E CON LUI / Martedì XXXII sett. T.O., dispari. 2023




"Siamo servi inutili". Cosa significa nel Vangelo di oggi quell'espressione per noi e anche per i servi della parabola che hanno lavorato duramente nei campi e poi ancora nella casa del padrone, essendogli molto utili? Mio padre spirituale aggirava la difficoltà dicendo: “sono un servo inutile, ma in servizio a tempo pieno".

L’aggettivo greco “akreios”  che qualifica i servi (=douloi: "douloi akreioi esmen") indica la piccolezza, la povertà nel senso di essere poca cosa, di non contare. E quindi di non poter vantare meriti. Infatti i discepoli devono concludere: “Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Papa Francesco spiega: “quel servo è utile, ma egli non ricava utile per sé”, cioè non si appropria di nulla. Potremmo tradurre “siamo semplici servi, questa è la nostra condizione". 

Infelice colui che cerca la ricompensa, la visibilità, i riconoscimenti, i primi posti: arriverà confuso e le mani vuote davanti al Signore, che “pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo (inutile!), diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”. (Filippesi 2,7-8). Beato chi cerca in tutto l’ultimo posto. Nel giorno del giudizio risplenderà mentre l’altro sarà cacciato con questa parola: “hai già avuto la tua ricompensa” (vedi Matteo 6,1-16). 

"Ma io ho tanto bisogno ancora di essere apprezzato, riconosciuto…". Sì, siamo ancora tutti immaturi, carnali, e il Signore ci dona incoraggiamenti, ed è giusto manifestare gratitudine verso chi ci sta accanto. Però, allo stesso momento dobbiamo camminare nella direzione giusta dell'umiltà e non in quella sbagliata. E bisogna riconoscere quanto siamo lontani ancora dal Vangelo. Chi si umilia con Cristo sarà esaltato (Fil 2,9 ss.). La ricompensa è vivere con Dio: “Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità, i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti”. Gesù parla spesso di ricompensa alla risurrezione dei morti. Ma sappiamo che fin da ora stiamo con lui ed è fonte di gioia. 
 


Prima Lettura  Sap 2, 23 - 3, 9 Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.

Dal libro della Sapienza

lunedì 13 novembre 2023

RISPLENDA IL PROFUMO E LA GIOIA DEL VANGELO, MANDACI LE TUE ROSE! / 15 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.

Alla GMG di Parigi, Giovanni Paolo II
proclamò Teresina Dottore della Chiesa.

51. Talvolta di questa Santa si citano soltanto espressioni che sono secondarie, o si menzionano temi che lei può avere in comune con qualunque altro santo: la preghiera, il sacrificio, la pietà eucaristica, e tante altre belle testimonianze, ma in questo modo potremmo privarci di ciò che vi è di più specifico nel dono da lei fatto alla Chiesa, dimenticando che «ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo». [78] Pertanto, «per riconoscere quale sia quella parola che il Signore vuole dire mediante un santo, non conviene soffermarsi sui particolari […]. Ciò che bisogna contemplare è l’insieme della sua vita, il suo intero cammino di santificazione, quella figura che riflette qualcosa di Gesù Cristo e che emerge quando si riesce a comporre il senso della totalità della sua persona». [79] Questo vale a maggior ragione per Santa Teresina, essendo lei un “Dottore della sintesi”.

52. Dal cielo alla terra, l’attualità di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo rimane in tutta la sua “piccola grandezza”.

NEL CUORE DEL VANGELO; RIMANERE CONCENTRATI SULL'ESSENZIALE, IL KERIGMA / 14 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.

Blasone di Gesù e Teresa,
disegnato da lei.
"l'Amore si ripaga solo con l'amore".

4. Nel cuore del Vangelo

46. Nella Evangelii gaudium ho insistito sull’invito a ritornare alla freschezza della sorgente, per porre l’accento su ciò che è essenziale e indispensabile. Ritengo opportuno riprendere e proporre nuovamente quell’invito.


Il Dottore della sintesi

47. Questa Esortazione su Santa Teresina mi consente di ricordare che in una Chiesa missionaria «l’annuncio si concentra sull’essenziale, su ciò che è più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario. La proposta si semplifica, senza perdere per questo profondità e verità, e così diventa più convincente e radiosa». [74] Il nucleo luminoso è «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto». [75]

PIOGGIA DI ROSE: ARRIVATA ALLA TOTALE PERFEZIONE DELL'AMORE, TERESINA PENSA SOLO A DONARSI / 13 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.


Pioggia di rose

42. Dopo molti secoli in cui schiere di santi hanno espresso con tanto fervore e bellezza le loro aspirazioni ad “andare in cielo”, Santa Teresina riconosce, con grande sincerità: «Allora avevo grandi prove interiori di ogni genere (fino a chiedermi talvolta se c’era un Cielo)». [66] In un altro momento dice: «Quando canto la felicità del Cielo, il possesso eterno di Dio, non provo alcuna gioia, perché canto semplicemente ciò che voglio credere». [67] Cosa è successo? Che lei stava ascoltando la chiamata di Dio a mettere fuoco nel cuore della Chiesa più di quanto sognasse la propria felicità.

43. La trasformazione che avvenne in lei le permise di passare da un fervido desiderio del Cielo a un costante e ardente desiderio del bene di tutti, culminante nel sogno di continuare in Cielo la sua missione di amare Gesù e di farlo amare. In questo senso, in una delle ultime lettere scrisse: «Conto proprio di non restare inattiva in Cielo: il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime». [68] E in quegli stessi giorni, in modo più diretto, disse: «Il mio Cielo trascorrerà sulla terra sino alla fine del mondo. Sì, voglio passare il mio Cielo a fare del bene sulla terra». [69]

domenica 12 novembre 2023

CERCHI LA SAPIENZA? / Dom. XXXII T.O., A. 2023


Conosciamo tutti la  parabola delle dieci vergini. Cinque di loro non hanno preparato l’olio necessario per le loro lampade. Per loro sarà chiusa la porta della Festa, la porta della Vita Eterna!  
Un chiaro avvertimento a prendere sul serio il passaggio del Signore e in particolare l’incontro con lui alla fine della vita.

Ma si pongono anche due domande, legate tra loro: Cos’è l’olio dal quale dipende tutto? Perché le vergini sagge non ne hanno dato quando il Vangelo ci ha abituato alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, alla condivisione, alla carità come presupposto per i miracoli? I Padri della Chiesa e gli autori spirituali hanno dato varie risposte. La Liturgia con il metodo della Scrutatio che associa sempre, ogni domenica, prima lettura e Vangelo, ci indirizza: l’olio è la Sapienza. Essa può essere contagiata, ma non donata come qualsiasi bene materiale. 

Giovanni Paolo II ha detto: “L’amore non è una cosa che si può insegnare, ma è la cosa più importante da imparare”. E ancora: “L’amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano”. Queste frasi sono di una profonda verità e si ritrovano nella saggezza di tutti i santi cristiani.

Un aspetto di base però viene spesso dimenticato: “In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri”. (1 Giovanni 4,11-12). Molti cercano di amare per conquistare l’amore degli altri (e di Dio) e non si lasciano amare per primo da lui. Ancora Giovanni Paolo II: “Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un’attrazione verso ciò che è bello e vero”. La Sapienza si lascia trovare, anzi, ti viene incontro, ti cerca, vuole abitare nei suoi eletti, dona pace al cuore e allo spirito. “L’amore mi ha spiegato ogni cosa, l’amore ha risolto tutto per me. Perciò ammiro questo amore ovunque esso si trovi”. (GP II).

Però quanto tempo ed energie consacri ogni giorno a diventare sapiente secondo Dio, a conoscere la sua Saggezza, a impostare la tua vita e la vita della tua famiglia sulla Sapienza di Dio? Ti alzi presto per incontrarla, vegli per essa?


Prima Lettura  Sap 6,12-16  La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.

Dal libro della Sapienza

giovedì 9 novembre 2023

VOCABOLARIO MINIMO SULLA SITUAZIONE IN MEDIO ORIENTE / 01 Terrorismo, Genocidio.


È già passato più di un mese dall’orribile attacco di Hamas contro civili israeliani indifesi, tra cui anziani, bambini anche piccoli e la durissima risposta militare di Israele. Constatiamo che, anche questa volta, le vittime sono innanzitutto le popolazioni civili, le persone comuni. Colpite nel corpo fino a perdere la vita, ma anche colpite nei beni, nella memoria, nei sentimenti, nell’equilibrio psichico. Conoscere la Storia il meglio possibile aiuta a comprendere le difficoltà degli uni e degli altri. Ma deve essere condannato il ricorso alla guerra e alla violenza a prescindere! La guerra deve essere messa al bando dell’umanità. Deve essere condannato anche ogni forma di discriminazione in base alla religione, alla razza, e in particolare ogni forma di antisemitismo. Cammino lungo perché c'è il Peccato originale e senza la grazia non si esce dalla logica di Caino. In questo cammino però è indispensabile anche usare la ragione. Le reazioni di molte persone politiche, anche capi di Stato, dell’informazione o dello spettacolo, del web e anche persone comuni mettono in evidenza una grande confusione, che non aiuta al dialogo, anzi, aumenta le polemiche e giustifica talvolta posizioni disumane. Ecco quindi un vocabolario minimo del senso esatto delle parole e delle espressioni usate in questi giorni.

IL CUORE DI UNA CHIESA AMANTE, UMILE E MISERICORDIOSA / 12 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.


Nel cuore della Chiesa

38. Teresina ha ereditato da Santa Teresa d’Avila un grande amore per la Chiesa ed è potuta arrivare alla profondità di questo mistero. Lo vediamo nella sua scoperta del “cuore della Chiesa”. In una lunga preghiera a Gesù, [64] scritta l’8 settembre 1896, sesto anniversario della sua professione religiosa, la Santa confida al Signore che si sentiva animata da un immenso desiderio, da una passione per il Vangelo che nessuna vocazione da sola poteva soddisfare. E così, cercando il suo “posto” nella Chiesa, aveva riletto i capitoli 12 e 13 della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi.

39. Nel capitolo 12 l’Apostolo utilizza la metafora del corpo e delle sue membra per spiegare che la Chiesa porta in sé una gran varietà di carismi composti secondo un ordine gerarchico. Ma questa descrizione non è sufficiente per Teresina. Ella prosegue la sua indagine, legge l’“inno alla carità” del capitolo 13, là trova la grande risposta e scrive questa pagina memorabile: «Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in nessuno dei membri descritti da San Paolo: o meglio, volevo riconoscermi in tutti!... La Carità mi diede la chiave della mia vocazione. Capii che se la Chiesa aveva un corpo, composto da diverse membra, il più necessario, il più nobile di tutti non le mancava: capii che la Chiesa aveva un Cuore, e che questo Cuore era acceso d’Amore. Capii che solo l’Amore faceva agire le membra della Chiesa: che se l’Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue… Capii che l’ Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l’Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi!… Insomma che è Eterno!… Allora, nell’eccesso della mia gioia delirante ho esclamato: O Gesù mio Amore…, la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’Amore!… Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, o mio Dio, sei tu che me l’hai dato: nel Cuore della Chiesa, mia Madre, sarò l’Amore!… Così sarò tutto… Così il mio sogno sarà realizzato!!!». [65]

mercoledì 8 novembre 2023

LAVORO E DISTACCO DAI BENI SONO COMPATIBILI? / Mercoledì XXXI sett. T.O., disp., 2023


La lettura continua mette in luce spesso dei paralleli interessanti. Questa mattina troviamo il tema del lavoro e dei beni. La prima lettura indica il lavoro ordinato e il controllo delle proprie spese per cercare di non avere “alcun debito con nessuno”. Questo tema ritorna spesso in Paolo, come una costante dell’insegnamento cristiano e ancor prima rabbinico, come una condizione della dignità personale. Infatti Paolo (e anche Barnaba) lavora personalmente per non essere di peso a nessuno, annunciando gratuitamente il Vangelo e donandosi in esempio a tutti  (1 Tessalonicesi 2, 9; 2 Tessalonicesi 3, 8; 2 Corinzi 11, 9; 2 Corinzi 12, 14;). 

In particolare 2 Tessalonicesi espone chiaramente il concetto: “Sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi". (2 Ts 3, 7-9). Questo si estende ai familiari, forse in ricordo dei primi litigi per le vedove alle origini della Comunità di Gerusalemme. San Paolo dice: “Se qualche donna credente ha con sé delle vedove, provveda lei a loro, e il peso non ricada sulla Chiesa, perché questa possa venire incontro a quelle che sono veramente vedove”. (1 Timòteo 5, 16). Non si tratta di cancellare la solidarietà che è una forma elevatissima di amore, un segno della comunione che porta lo Spirito Santo: "Nessuno infatti tra loro era bisognoso" (Atti degli Apostoli 4, 34). Quelle che sono veramente vedove, cioè inabili al lavoro e senza figli o parenti che possono provvedere a loro devono essere messe nell’elenco delle vedove, e dedicarsi alla preghiera (1 Timòteo 5, 3-11; vedi anche 1 Corinzi 7, 8 e Giacomo 1,27). Ma si tratta di evitare che qualcuno si adagi. Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventi Dio rimanendo nella propria condizione, sapendo che è benedetta e abitata da Dio. 

L’ultima frase del Vangelo di oggi però sembra contraddire quanto sopra : “Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo“. No. Una profonda coerenza lega queste frasi perché se il lavoro è volontà di Dio, solo la spogliazione di sé e la fiducia in Dio permettono di entrare nella Sua volontà.  


Prima Lettura   Rm 13, 8-10  Pieno compimento della legge è l'amore. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

martedì 7 novembre 2023

L'AMORE PIÙ GRANDE NELLA PIÙ GRANDE SEMPLICITÀ / 11 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa



L’amore più grande nella più grande semplicità

35. Alla fine della Storia di un’anima, Teresina ci regala la sua Offerta come Vittima d’Olocausto all’Amore Misericordioso. [58] Quando lei si è consegnata pienamente all’azione dello Spirito ha ricevuto, senza clamori né segni vistosi, la sovrabbondanza dell’acqua viva: «I fiumi o meglio gli oceani di grazie che sono venuti a inondare la mia anima». [59] È la vita mistica che, anche priva di fenomeni straordinari, si propone a tutti i fedeli come esperienza quotidiana di amore.

36. Teresina vive la carità nella piccolezza, nelle cose più semplici dell’esistenza di ogni giorno, e lo fa in compagnia della Vergine Maria, imparando da lei che « amare è dare tutto e donar se stessi». [60] Infatti, mentre i predicatori del suo tempo parlavano spesso della grandezza di Maria in maniera trionfalistica, come lontana da noi, Teresina mostra, a partire dal Vangelo, che Maria è la più grande del Regno dei Cieli perché è la più piccola (cfr Mt 18,4), la più vicina a Gesù nella sua umiliazione. Lei vede che, se i racconti apocrifi sono pieni di episodi appariscenti e meravigliosi, i Vangeli ci mostrano una vita umile e povera, trascorsa nella semplicità della fede. Gesù stesso vuole che Maria sia l’esempio dell’anima che lo cerca con una fede spoglia. [61] Maria è stata la prima a vivere la “piccola via” in pura fede e umiltà; così che Teresa non esita a scrivere:

«So che a Nazareth, Madre di grazia piena,

SARÒ L'AMORE / 10 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.


3. Sarò l’amore

30. “Più grande” della fede e della speranza, la carità non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,8-13). È il più grande dono dello Spirito Santo ed è «madre e radice di ogni virtù». [49]

La carità come atteggiamento personale d’amore

31. La Storia di un’anima è una testimonianza di carità, in cui Teresina ci offre un commentario circa il comandamento nuovo di Gesù: «Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» ( Gv 15,12). [50] Gesù ha sete di questa risposta al suo amore. Infatti, «non ha esitato a mendicare un po’ d’acqua dalla Samaritana. Aveva sete… Ma dicendo: “dammi da bere” era l’amore della sua povera creatura che il Creatore dell’universo invocava. Aveva sete d’amore!» [51]. Teresina vuole corrispondere all’amore di Gesù, rendergli amore per amore. [52]

lunedì 6 novembre 2023

UNA FERMISSIMA SPERANZA / 09 Esort. Ap. "C'est la confiance" di Papa Francesco.


Una fermissima speranza

28. Prima del suo ingresso nel Carmelo, Teresina aveva sperimentato una singolarevicinanza spirituale a una persona tra le più sventurate, il criminale Henri Pranzini, condannato a morte per triplice omicidio e non pentito. [44] Offrendo la Messa per lui e pregando con totale fiducia per la sua salvezza, è sicura di metterlo in contatto con il Sangue di Gesù e dice a Dio di essere sicurissima che nel momento finale Lui lo avrebbe perdonato e che lei ci avrebbe creduto «anche se non si fosse confessato e non avesse dato alcun segno di pentimento». Dà la ragione della sua certezza: «Tanto avevo fiducia nella misericordia infinita di Gesù». [45] Quale emozione, poi, nello scoprire che Pranzini, salito sul patibolo, «a un tratto, colto da una ispirazione improvvisa, si volta, afferra un Crocifisso che il sacerdote gli presenta e bacia per tre volte le sante piaghe!». [46] Questa esperienza così intensa di sperare contro ogni speranza è stata per lei fondamentale: «Ah, dopo quella grazia unica, il mio desiderio di salvare le anime crebbe ogni giorno!». [47]

29. Teresa è consapevole del dramma del peccato, benché la vediamo sempre immersa nel mistero di Cristo, con la certezza che «laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» ( Rm 5,20). Il peccato del mondo è immenso, ma non è infinito. Invece, l’amore misericordioso del Redentore, questo sì, è infinito. Teresina è testimone della vittoria definitiva di Gesù su tutte le forze del male attraverso la sua passione, morte e risurrezione. Mossa dalla fiducia, osa affermare: «Gesù, fa’ che io salvi molte anime: che oggi non ce ne sia una sola dannata! […] Gesù, perdonami se dico cose che non bisogna dire: io voglio solo rallegrarti e consolarti». [48] Questo ci permette di passare a un altro aspetto di quell’aria fresca che è il messaggio di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.


[44] Cfr ibid., 45vº-46vº: 146-147.

[45] Ibid., 46rº: 146.

[46] Ibid., 46rº: 146-147.

[47] Ibid., 46vº: 147.

[48] Pr 2: 937.


domenica 5 novembre 2023

CORRIAMO VERSO I BENI PROMESSI ! MALEDETTO CHI LO IMPEDISCE / XXXI Dom. T.O., A . 2023.


In questa domenica la Chiesa prega: “Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che corriamo senza ostacoli verso i beni da te promessi”. Questa preghiera afferma che tutto è grazia ma che in risposta il credente corre (!) verso i beni promessi. 

Il profeta Malachia invece promette maledizione a quanti impediscono agli altri di correre verso questi beni promessi!

Scribi e farisei sono tra questi: con il dire e il non fare, con l’invitare alla religiosità e non alla fede. La loro ispirazione essendo solo umana, molto logicamente privilegiano l'esteriorità: vanno continuamente alla ricerca della visibilità, portando addosso segni che li fanno notare, distinguendoli dalla folla, annunciando a tutti la loro qualità speciale. Cercano sempre il primo posto o quello più in vista. Si propongono come maestri che insegnano e correggono gli altri. Sperano nei riconoscimenti ufficiali. Pensano di annunciare il Vangelo andando contro il Vangelo, esaltandosi, dandosi titoli non necessari. Dice il Signore: “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato”.

Questi cattivi esempi però non possono essere un pretesto per sottrarsi al dovere di convertirsi sotto la Guida del Cristo. A Cristo devo rendere conto.

San Paolo è pieno di gioia pensando alla comunità di Tessalonica perché vede i frutti della Parola di Dio in loro. Infatti l’hanno accolta con fede. La Parola di Dio non è parola umana. Quanti pretesti per non metterla in pratica, per tirarsi indietro. 


Prima Lettura  Ml 1,14-2,2.8-10  Avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento.

Dal libro del profeta Malachia

sabato 4 novembre 2023

QUALE PROGRAMMA PASTORALE DI PAOLO PER LA "PARROCCHIA" DI TESSALONICA? / 02 Come Paolo vorrebbe la nostra parrocchia?

Thessalonica, a nord della Grecia, 
in Macedonia.

Qual era il programma pastorale di Paolo per la “parrocchia” della città di Thessalonica?  E, come abbiamo fatto per la comunità di Colosse (
La Gioia del Vangelo: RENDERE OGNI UOMO PERFETTO IN CRISTO! È QUESTO IL PROGRAMMA DELLA TUA PARROCCHIA? / Riflessione sul primo capitolo della Lettera ai Colossesi), confrontiamolo con le nostre parrocchie.

Paolo nota che questa comunità va molto bene: la fede è operosa, anzi, impegnata nella carità fino ad essere sforzo, fatica. Infatti sperano nella ricompensa promessa da Dio anche se aspettano con pazienza i tempi del Signore. 

C'è un altro aspetto molto interessante: Paolo sa che i membri della comunità sono stati scelti ad uno ad uno dal Signore stesso! È così nelle nostre parrocchie? Loro come sono stati scelti? Attraverso l'annuncio del Kerigma che li ha trasformati! Non ragionamenti umani li hanno attirati e aggregati alla comunità ma la predicazione nella verità, mossa dallo Spirito Santo e attraverso la piena convinzione del messaggero. Questo ha toccato i loro cuori e li ha messi in movimento. Così si spiega il loro dinamismo cristiano meraviglioso, la loro gioia che viene da Dio in mezzo alle difficoltà e il loro impatto sulla società circostante. Hanno accolto la parola come Parola di Dio e assieme ad essa hanno sperimentato intimamente l’amore di Dio.  

giovedì 2 novembre 2023

LA MORTE COME DONO E MEDICINA? / La riflessione di Sant'Ambrogio. 2 Novembre


“L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte” (1 Corinzi 15, 26).

La morte non è per sempre, ma è una medicina (amara per quasi tutti) per obbligarci ad appoggiarci a Dio, e avere una vita migliore, dice sant’Ambrogio. . 



Seconda Lettura  Dal libro «Sulla morte del fratello Satiro» di sant'Ambrogio, vescovo

(Lib. 2, 40.41.46.47.132.133; CSEL 73, 270-274, 323-324)


Moriamo insieme a Cristo, per vivere con lui

Dobbiamo riconoscere che anche la morte può essere un guadagno e la vita un castigo. Perciò anche san Paolo dice: «Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1,21). E come ci si può trasformare completamente nel Cristo, che è spirito di vita, se non dopo la morte corporale?

mercoledì 1 novembre 2023

A COSA SERVONO I SANTI COMUNI? / Festa di Ognissanti, 2023




Oggi festeggiamo tutti i santi, quanti sono in paradiso. Tra loro c'è chi è passato attraverso il purgatorio e coloro che sono andati subito in paradiso perché, compiuta la loro esistenza terrena, erano pronti. Erano pienamente convertiti, abbandonati alla volontà di Dio. Dovrebbe essere la norma per tutti. Di questo parleremo domani. 

Tra i santi ci sono quelli che hanno una memoria liturgica, i grandi santi che la Chiesa ci propone come modelli, fondatori di nuovi gruppi spirituali, o di nuovi carismi che influenzano tutta la Chiesa e la Storia stessa dell’Umanità. Sono un fattore di credibilità per il Vangelo e legittimano la Chiesa stessa ad insegnare. 

Ma i santi anonimi, comuni? Santa Teresina si pone il problema constatando che ha ricevuto tantissime grazie a differenza di molti altri. Si risponde guardando la natura dove ci sono piante grandi e altre piccole, alcune brillanti e altre meno appariscenti. Lei non ha coscienza di ecosistemi, ma vede un’armonia, una bellezza che loda Dio. 

Ecco il posto dei “piccoli” santi: una bellezza, un’armonia che rientra nel disegno di Dio, ma soprattutto una bellezza “ecologica”. Il microcosmo nel terreno non è appariscente eppure è fondamentale per tutti i viventi. Anche così gli impollinatori... Un genitore santo, la testimonianza di un cristiano comune può accendere una grande santità che illuminerà tutta la Chiesa. Ma soprattutto salva tantissime vite. Ognuno di noi ha bisogno di testimoni vicini per essere incoraggiato, abbracciato, istruito e anche rimproverato al momento opportuno. Ha bisogno della costanza di chi ti vive vicino come un guardrail sul tuo cammino che ti impedisce nei momenti di smarrimento di andare nel burrone o di perdere la strada. Ricordo questa frase bellissima: un giovane vuole abbandonare la Chiesa dopo aver subito scandalo. Sua madre, credente, lo abbraccia in silenzio ed egli rinuncia ad abbandonare la Chiesa. L'autore scrive: "con questo abbraccio, sua madre fu più forte della Chiesa, anzi, in lei la Chiesa è stata forte!" Tu sei chiamato alla santità, quella vera, anche nell’umiltà dei tuoi doni. Fai così parte di un tessuto, fonte di solidità e di costante risanamento per la tua famiglia, per la tua comunità, per tutta la società. Devi cercare il volto del Signore! Prendiamo oggi l'impegno di essere santi.


Prima Lettura  Ap 7,2-4.9-14  Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.