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giovedì 31 agosto 2023

ACCOMPAGNIAMO PAPA FRANCESCO IN MONGOLIA CON LA PREGHIERA.



Papa Francesco parte questa sera per la Mongolia. Arriverà a Ulan Bator alle 10 di  domani mattina (le 04.00 in Italia). Va in una nazione di 3.350.000 abitanti (2.500.000 nel 1991) per 1.566.000 km2, quindi appena più di 2 abitanti al km2 con però una capitale di 1.390.000 abitanti. Quasi la metà della popolazione! 

La Mongolia è circondata dalla Russia e dalla Cina. È una nazione cerniera nel cuore dell’Asia, ex repubblica sovietica diventata indipendente nel 1992 in seguito allo scioglimento dell’URSS. Da allora la libertà religiosa è stata iscritta nella Costituzione e la Chiesa Cattolica ha potuto esistere. Allora non c'era nessun cattolico. Il 52% dei mongoli è buddista, il 41% si considera "non religioso", il 3,2% è musulmano. I cattolici oggi sono circa 1500! quasi tutti lavoratori stranieri o missionari. Dall’istante stesso della sua Indipendenza la Mongolia ha chiesto alla Santa Sede di allacciare rapporti diplomatici. Volontà di apertura e anche desiderio di godere della garanzia di libertà sul piano internazionale che dona il prestigio della Santa Sede. 

mercoledì 30 agosto 2023

LE NUOVE GENERAZIONI HANNO DIRITTO A UN MONDO BELLO E VIVIBILE / Riflessioni per la festa di san Castrese e la Giornata del Creato.


San Castrese che sbarca di nuovo oggi sulle nostre coste!


“Le giovani generazioni hanno diritto a ricevere da noi un mondo bello e vivibile, e questo ci investe di gravi doveri nei confronti del creato che abbiamo ricevuto dalle mani generose di Dio”
(Papa Francesco, 21 agosto 2023).


San Castrese è venuto a noi miracolosamente sull’acqua del mare ed è approdato alla foce del fiume Volturno. Ha unito così acqua salata e acqua dolce, due risorse fondamentali per ogni vivente ma purtroppo sempre più a rischio. 

Se venisse oggi dal Nord Africa il suo viaggio dall’inizio alla fine sarebbe “ornato” da plastica galleggiante, da animali imprigionati nelle reti da pesca, da chiazze di inquinamento, dall’acqua non più potabile del fiume Volturno, ecc. 

DICHIARAZIONE DI SUA BEATITUDINE SVIATOSLAV SHEVCHUK.


Anche se ho messo il link di questa dichiarazione nel post precedente, credo utile pubblicarne direttamente il testo sul blog, per l'importanza del fatto che l'ha provocata e per il tono di franchezza nella comunione ecclesiale della Chiesa Greco Cattolica Ucraina che fa parte e difende tutto "il popolo ucraino che soffre tanto", tutta "la martoriata Ucraina" secondo le parole spesso ripetute di Papa Francesco. 

Il Sismografo: UcrainaDichiarazione di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, in merito alle discussioni circa le parole del Romano Pontefice durante l’incontro con la gioventù russa

Con grande dolore e preoccupazione abbiamo appreso le parole, attribuite al Santo Padre Francesco, pronunciate durante l’incontro telematico con la gioventù cattolica russa, avvenuto il 25 agosto scorso in video conferenza a San Pietroburgo.

Presumiamo che le parole di Sua Santità siano state pronunciate in maniera spontanea, senza la pretesa di dare una valutazione storica, né tantomeno l’intenzione di sostenere le ambizioni imperialistiche della Russia. Nonostante ciò, condividiamo il grande dolore suscitato dalle sue osservazioni in vescovi, clero, monaci e fedeli non solo della nostra Chiesa, ma anche di altre confessioni cristiane, nonché di rappresentanti di altre confessioni religiose. Allo stesso tempo, condividiamo anche la grande delusione della società civile ucraina a seguito di queste parole.

Le parole sulla “grande Russia di Pietro I, Caterina II, di quell’impero - grande e illuminato, un Paese di grande cultura e grande umanità” si riferiscono al peggiore esempio dell’imperialismo e del nazionalismo estremo russo.

UNA GAFFE DI PAPA FRANCESCO? / Incontro in video conferenza di Papa Francesco con giovani cattolici russi.


I TG ci hanno informato di un dissidio tra Papa Francesco e il Governo Ucraino ma anche con la stessa Chiesa Greco-cattolica ucraina per le parole che il Santo Padre ha rivolto a braccio a un gruppo di giovani cattolici russi in video conferenza. Le parole del Papa suonano infatti poco felici. Giovanni Paolo II appena eletto sorprese perché parlava spesso a braccio. Ma ebbe subito molte critiche in particolare da chi non apprezzava il suo stile e il suo Magistero Conciliare e smise di farlo per evitare di essere frainteso. Papa Francesco invece usa spesso il discorso a braccio.

Infatti il suo discorso ai giovani cattolici russi venne subito riveduto e corretto prima di essere pubblicato sul Sito Vaticano, e la Sala stampa spiegò: 

"Nelle parole di saluto rivolte a braccio ad alcuni giovani cattolici russi negli scorsi giorni, com’è chiaro dal contesto in cui le ha pronunciate, il Papa intendeva incoraggiare i giovani a conservare e promuovere quanto di positivo c’è nella grande eredità culturale e spirituale russa, e certo non esaltare logiche imperialistiche e personalità di governo, citate per indicare alcuni periodi storici di riferimento."

domenica 27 agosto 2023

ANNUNCIO NELLO SPIRITO SANTO CHE GESÙ È IL CRISTO? / XXI DOM T.O., A, 2023


Notiamo come Gesù parte da lontano: “la gente, cosa dice…”. Una buona tattica. È  sempre più difficile esporsi in prima persona. 

“Ma voi, chi dite che io sia?”.  Pietro risponde, illuminato dallo Spirito Santo. E la domanda ritorna oggi a ciascuno di noi. “Tu, chi dici che io sia?”

Sento che il mio cuore tace. Ma come? Non sei un credente, uno che ha impostato tutta la sua vita sul Vangelo, uno che annuncia il Vangelo? - Certo. Quanti passi da quando, adolescente, ho detto a un prete che il mio livello era : “non voglio lasciarlo perché, anche se fatico a capire chi è, Gesù ha parole di vita eterna”. Anch’io ho gridato un giorno: “Dio esiste, l’ho incontrato” e la mia vita non solo si è illuminata ma è cambiata concretamente più per ciò che lui ha fatto che per le mie decisioni. Ho un memoriale formidabile proprio con la seconda lettura di oggi quando, senza prevedere nulla, da frate pellegrino, mi sono ritrovato una domenica nel santuario del Bom Jesus a Coimbra, dove tre anni prima avevo chiesto al  Signore di convertirmi: “Ó profundidade da riqueza, da sabedoria e da ciência de Deus! Como são inescrutáveis os seus juízos e impenetráveis os seus caminhos!” Tutta la mia vita è piena dei suoi passi e delle sue misericordie. 

Allora perché questa esitazione? Per lo stesso motivo per il quale Gesù “ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo”. Senza la croce e la risurrezione il Cristo è una parola quasi vuota. Certo, per quanto mi riguarda, credo al Mistero Pasquale. Ma mi lascio battezzare, mi immergo ogni giorno nella croce? È la mia logica, la mia bussola? Già la parola Risurrezione è talmente grande che mi perdo, ma l’annientamento della croce… Appena dopo la sua professione di fede Pietro si ribella alla croce di Gesù (Mc 8,34). Malgrado le molte esperienze e in particolare quella della Trasfigurazione, Pietro, il primo al quale è stata rivelata l’identità di Gesù, davanti alla serva del Sommo Sacerdote dirà di non conoscere Gesù….  Fugge la croce 

Dobbiamo chiederci oggi, - e ogni giorno - sinceramente: “Chi è per me Gesù? Sono disposto ad annunciarlo in modo contagioso?" Lasciamo che il nostro cuore ci risponda, ci sveli ciò che ci impedisce di farlo a piena voce: dubbi sulla fede, paura della croce, un cuore ingombrato dai tanti rovi delle preoccupazioni della vita, delle passioni egoistiche, o latro. 


Prima Lettura  Is 22, 19-23  Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide.

sabato 26 agosto 2023

COME SEMPRE LA VIA DELLA FEDE E DELL'OFFERTA DI SÉ HA FUNZIONATO! / Udienza speciale di Papa Francesco alle suore e agli amici di Mons. Delle Nocche.


Ecco il testo dell'allocuzione di Papa Francesco all'Udienza speciale in occasione del Centenario della Congregazione delle Discepole di Gesù Eucaristico alla quale ha partecipato la nostra parrocchia. (
Ai Partecipanti al pellegrinaggio promosso dalle Suore Discepole di Gesù Eucaristico - Attività del Santo Padre Francesco | Vatican.va


Cari fratelli e sorelle, benvenuti!

Saluto la Superiora Generale, il Consiglio, tutte voi consacrate e voi laici associati dell’Istituto delle Discepole di Gesù Eucaristico. Sono lieto di incontrarvi nel centenario di fondazione della Congregazione, avvenuta il 4 ottobre 1923 ad opera del Venerabile vescovo Raffaello Delle Nocche e di due giovani donne coraggiose e generose, Linda Machina e Silvia Di Somma.

Lo Spirito Santo ha ispirato la loro azione attraverso l’appello concreto e pressante di una Chiesa locale: quella di Tricarico, nel cuore della Lucania. Una Chiesa di pietre vive e sofferenti, provata da secoli di miseria, da tempo priva di Pastore e segnata, come tanta parte d’Europa e del mondo in quegli anni, dalle cicatrici della Prima guerra mondiale e di una devastante pandemia – la “spagnola”, come veniva chiamata. Lo Spirito ha inviato a quella terra un Vescovo innamorato di Dio e del popolo, di solida vita interiore e di grande sensibilità ai bisogni della gente.

venerdì 25 agosto 2023

I DOGMI SONO LUCE SUL CAMMINO DELLA NOSTRA FEDE, LO RISCHIARANO E LO RENDONO SICURO.

L'insegnamento di un Concilio Ecumenico
"con Pietro e sotto Pietro" è la massima
garanzia di camminare nella verità.

Cosa sono i dogmi e a che cosa servono?

Il dogma indica un principio fondamentale di una religione, o una convinzione formulata da filosofi e posta alla base della loro dottrina, da considerarsi e credere per vero, quindi come un postulato non soggetto a discussione da chi si reputa loro seguace o fedele. Il termine può essere applicato in senso estensivo a discipline diverse da quelle religiose.

Il dogma non si discute! Questa è la conseguenza stessa del dogma.

Ma è legittimo? Non è, come diceva Feuerbach: "un chiaro divieto di pensare"? Vederemo che è tutto il contrario, se si comprende bene cos'è un dogma nel suo ambito proprio. 

DOPPIO CENTENARIO PER MONS. RAFFAELLO DELLE NOCCHE. UDIENZA SPECIALE COL PAPA.

 

Mons. Delle Nocche
100 anni fa.

I pellegrini in attesa del Papa nell'Aula Nervi,
in particolare quelli di san Castrese
nel piano più vicino a chi guarda. 

Papa Francesco, malgrado il cambiamento di date per il suo viaggio in Mongolia, non ha voluto cancellare l'Udienza speciale riservata ai devoti di Mons. Delle Nocche nell'anno centenario della sua nomina e consacrazione a vescovo di Tricarico (lo sarà per 38 anni, fino alla sua morte nel 1960), e nel prossimo 4 ottobre nel centenario della Fondazione delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico. Riceve quindi oggi 25 agosto - invece del 2 settembre - migliaia di pellegrini venuti da Marano dove è nato Mons. Delle Nocche e in particolare dalla parrocchia di San Castrese dove ha ricevuto i Sacramenti, dalla Diocesi di Tricarico e da tutti i luoghi dove sono presenti le sue Suore.

Speriamo tutti che, per sua intercessione, avvenga un miracolo a beneficio di qualche persona ammalata che permetta la sua Beatificazione. 

giovedì 24 agosto 2023

CONFUSIONE NELLA CHIESA 2/2 : ERESIE E CRISI. EVVIVA I DOGMI!

La Chiesa non affonda mai. 

LE DIVISIONI NEL NUOVO TESTAMENTO.

Abbiamo visto che Gesù “ha cominciato male”. Anzi, è stato uno dei suoi intimi a tradirlo! Ma le divisioni non finiscono con la risurrezione. Nel Nuovo Testamento troviamo: “Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere”. (2 Timòteo 4, 14). Anche san Giovanni trova situazioni difficili: “Ho scritto qualche parola alla Chiesa, ma Diòtrefe, che ambisce il primo posto tra loro, non ci vuole accogliere… sparlando di noi con discorsi maligni. Non contento di questo, non riceve i fratelli e impedisce di farlo a quelli che lo vorrebbero e li scaccia dalla Chiesa”. (3 Giovanni 1,9-10). Poi ci sono le divisioni più comuni anche se forti: “Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!” (Gàlati 5, 15). “Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo”. (1 Corinzi 11, 18). “Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito”. (Giuda 1, 19). “Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori”. (Tito 1, 10). “Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo”. (2 Corinzi 11, 13). “Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli;” (2 Corinzi 11, 26). “falsi fratelli intrusi, i quali si erano infiltrati a spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi;” (Gàlati 2, 4). “Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina”, (2 Pietro 2, 1).

mercoledì 23 agosto 2023

PERCHÉ TUTTE LE IDEOLOGIE SONO PERICOLOSE E MOLTE UCCIDONO / Il pensiero di Alain Besançon.


"L’ideologia non è una visione del mondo, un progetto grandioso, ma una «realtà fittizia» che si impone distruggendo la «realtà reale»". Alain Besançon.

È morto lo storico Alain Besançon, ex membro del Partito Comunista francese, specialista della Russia prima del periodo sovietico fino ai nostri anni post sovietici, membro dell'Institut. L’articolo messo in link L’amore dolente di Besançon per la Russia - La Nuova Europa ) è davvero utile per comprendere perché ogni ideologia deve essere combattuta alla radice: è fondamentalmente una menzogna che usa la menzogna e la repressione per non soccombere. 

C'è sempre il pericolo delle ideologie in ogni società e anche nella Chiesa, e per questo motivo bisogna combattere per la verità, e per il rispetto dei diritti delle persone.

“La realtà è più grande dell’idea” ripete spesso Papa Francesco. Quando l'idea - le idee e le rappresentazioni della realtà sono necessarie - si vuole fare totalità, il dissenso non è più permesso e cadiamo nella dittatura, Nazismo, Marxismo Leninismo, Pensiero Unico, Scientismo, Paradigma tecnologico, Teoria del Gender, ...

INDIPENDENZA DELL'UCRAINA: COSA SIGNIFICA PER NOI E PER IL MONDO? / Riflettere sulla libertà col Messaggio del Vescovo Shevchuk del 22 agosto 2023.


Carissimi fratelli e sorelle,

Sta trascorrendo la 79-esima settimana della guerra in Ucraina: un'invasione massiccia e su vasta scala da parte dell’occupante russo sulla pacifica terra ucraina. Ancora una volta, il suolo ucraino è bagnato dal sangue umano che scorre tra i vasti campi, prati e steppe.

Ancora una volta, la popolazione civile è stata colpita da missili e bombe provenienti dalla Russia in varie zone dell'Ucraina: da Kherson a Kolomyia, da Leopoli a Zaporizhzhia.

Ancora una volta, abbiamo perso vite di anziani, giovani e persino neonati. Ancora una volta, gli ucraini avvertono e comprendono che la fede in Cristo rappresenta la garanzia che non stiamo semplicemente cercando di sopravvivere in queste circostanze, ma di farlo con dignità, amore e la determinazione di emergere vittoriosi.

Crediamo in Dio, e quindi crediamo che la vita trionferà sulla morte. Pertanto, in mezzo a questo mare di lacrime e sangue, ribadiamo con determinazione: l'Ucraina resiste, l'Ucraina combatte, l'Ucraina prega!

24 AGOSTO, FESTA DELL'INDIPENDENZA DELL'UCRAINA: COSA SIGNIFICA? / Atto di Indipendenza e Referendum popolare del 1991


Domani 24 agosto l’Ucraina celebra l’anniversario della sua Indipendenza. L'atto di Dichiarazione di Indipendenza venne adottato nel periodo successivo al putsch di agosto 1991, quando i leader conservatori dell'Unione Sovietica cercarono di ripristinare il controllo centrale del Partito Comunista sull'URSS. Come risposta, durante un'intensa sessione straordinaria di 11 ore, il Soviet supremo della RSS Ucraina approvò con una maggioranza assoluta quell’Atto con 321 voti favorevoli, 2 contro e 6 astenuti.

Esso fu sottoposto al referendum popolare del 1° dicembre 1991 in tutte le province (oblast) ucraine. Il popolo ucraino espresse un ampio consenso per l'indipendenza, con più del 90% di voti favorevoli e meno di 8% di no, con un’affluenza dell'82%. In particolare nelle regioni rivendicate adesso dalla Russia, i “sì” furono: Crimea 54,19 %, Città di Sebastopoli 57,07%, Luhansk 83,86 %, Donetsk 76,85%, Zaporizhia 80,74%, Kherson 90,13%. Il punto essenziale è questo vasto consenso popolare che permise all’Ucraina finalmente indipendente di iniziare un percorso virtuoso sul piano della democrazia, della lotta alla corruzione, dello sviluppo economico e anche culturale.

lunedì 21 agosto 2023

C'È DAVVERO UNA GRANDE CONFUSIONE NELLA CHIESA? 1/2


La meravigliosa Aula Nervi totalmente 
deformata usando un obiettivo grandangolo,
diventa una testa di serpente. Ecco il
segno che la Chiesa cattolica sta al servizio
 di Satana! Sò forti questi qua!

"C'è grande confusione nella Chiesa, come non mai, guardo i segni dei tempi e ascolto i messaggi della Madonna, che dicono 
un po' dappertutto che viviamo un tempo catastrofico, mai conosciuto prima!" mi diceva un amico.

Abbondano anche nel nostro tempo “messaggi celesti” e ansie nelle persone, riecheggiate da moltissime altre, e spesso abilmente sfruttate da personaggi senza scrupoli. Non c'è dubbio che viviamo tempi non facili. Ma è davvero una novità? Prima andava tutto bene?

L’elenco delle prove interne ed esterne subite dalla Chiesa nel corso della sua Storia bimillenaria è infinito. E, ogni volta, si constata una grande lentezza della Chiesa stessa, intesa come corpo, come clero e popolo nel suo insieme, a darvi risposta. Sono sempre le piccole minoranze, i santi, che salvano gli altri. Per cui non conviene forse stare calmi e sereni, pur lottando e soffrendo? Non è forse cosa migliore imparare la lezione del Vangelo e della Storia che chi ascolta il Papa, con calma e intelligenza, e gli obbedisce, è salvo, al sicuro? 

LA CHIESA È APERTA A TUTTI, COME UNA MADRE, NON COME UNA DITTA. / Papa Francesco alla GMG di Lisbona.


Il Papa ha ricordato ai giovani in conclusione della GMG di Lisbona che la Chiesa è aperta a tutti, “a todos, a todos, a todos!” Immediatamente si sono scatenati commenti, e sappiamo che, come Gesù, come Paolo, le sue parole saranno deformate, strumentalizzate. Ho letto questa critica: “il Papa dice che la Chiesa è aperta a tutti. Ma dimentica che Gesù ha detto di sé: “io sono la Porta”, e chi vuole entrare nella Chiesa deve fare i conti con Lui!”. Sorprende che giornalisti “cattolici ferventi” parlino del Papa come di un ignorante totale e un ingenuo che non conosce il minimo del Vangelo! È inevitabile comunque che ci siano queste critiche, e ci conviene conoscere la verità, ciò che il Papa e la Chiesa intendono.

La prima lettura di ieri annunciava che anche gli stranieri potevano far parte del popolo santo. Ma a quali condizioni? Infatti il problema pratico si ripropone ad ogni generazione, in ogni secolo. Ma i principi sono semplici e chiari. Nella conferenza stampa durante il volo di ritorno il Papa dà una risposta molto illuminante: 


Anita Hirschbeck di KNA (Katholische Nachrichten-Agentur) domanda:  

Santo Padre, a Lisbona ci ha detto che nella Chiesa c’è spazio per “tutti, tutti, tutti”. La Chiesa è aperta per tutti, ma allo stesso tempo non tutti hanno gli stessi diritti e opportunità, nel senso che per esempio donne e omosessuali non possono ricevere tutti i Sacramenti. Santo Padre, come spiega Lei questa incoerenza tra “Chiesa aperta” e “Chiesa non uguale per tutti”? Grazie.

domenica 20 agosto 2023

UNA CAGNA VIENE ESAUDITA: LA DONNA CANANEA / XX DOM T.O. A, 2023.


Isaia proclama che per Dio anche lo straniero può far parte del popolo santo, se osserva l’Alleanza. La Chiesa ha un volto, il Vangelo ha un contenuto, il Kerigma ha un centro, Gesù Cristo. L’Amore e la Verità sono indissolubilmente legati. Però le porte sono largamente aperte a chiunque invoca il Nome del Signore, crede che Gesù è l’Inviato del Padre e lo accetta come Signore della sua vita. 

La donna cananea del Vangelo ci insegna che la fede in Gesù Signore, espressa in una preghiera umile e tenace, apre le porte del popolo di Dio. 

Diceva Madre Elvira: “non esiste al mondo nessun problema che non si risolva in ginocchio, pregando. Dio può tutto. E se non cambia le cose, ti cambia il cuore”. Lo ripetono il Vangelo e tutti i santi: la preghiera di fede può tutto. Fede e preghiera sono il cuore l'una dell’altra. La fede senza preghiera è come una pianta senza acqua, secca. La preghiera senza fede è un puro esercizio psicologico che non cambia nulla. 

Ma preghi davvero? con fede?  Tanti anni fa, leggendo il Breviario dicevo: queste preghiere sono fatte solo per i santi o per chi si sente perduto, compreso i grandi peccatori. Solo santi traboccanti d’amore possono rivolgersi a Dio con quelle frasi, ma anche chi si sente in pericolo, senz'altro soccorso che Dio, si vede già dannato, preso dai lacci del peccato e condotto come pecora all’inferno. Pietro sprofonda, la donna cananea vede sua figlia in preda al demonio, e gridano a Dio ….

Siccome tra noi nessuno trabocca d’amore per Dio, come Paolo pronto a tutto per salvare i suoi fratelli ebrei che rifiutano la Buona Notizia, addirittura ad essere escluso dalla salvezza per loro, allora conviene svegliarci, vedere che il demonio ci ha addormentati, drogati, e gridare a Dio per essere salvati.  


Prima Lettura  Is 56, 1.6-7  Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.

Dal libro del profeta Isaia

sabato 19 agosto 2023

SI PARLA ANCORA DI MICHELA MURGIA


Con gli ultimi giorni di Michela Murgia 
e la sua morte, in particolare il suo funerale, si sono elevati insieme un coro di elogi e un coro di critiche su di lei e sulle sue opinioni pubbliche, con polemica da una parte e dall’altra, in particolare da parte di chi considera inaccettabile il solo fatto di criticarla. 

Vedo che se ne parla ancora. Cerco di fare con prudenza qualche considerazione. 

Innanzitutto perché vale la pena farlo? Perché tra l’altro ha proposto una visione queer della famiglia, e la famiglia, cellula base della società umana e della Chiesa, è la realtà più attaccata in questo momento, secondo la constatazione di molti, compreso Papa Francesco. 

La verità è che io non la conoscevo nemmeno fino a poco fa. Al ripensarci mi sembra strano! La preziosissima rivista di stampa “Il Sismografo” che spazia sul mondo intero in cinque lingue non ne aveva mai parlato. Quindi mi chiedo quale vera importanza potesse avere. Ma, appunto non la conosco. 

Un articolo equilibrato su "Avvenire" a firma di Francesco Ognibene può aiutarci: Il pensiero di Michela Murgia, un'antropologia piegata sulla volontà soggettiva.

Tra altri, Costanza Miriano ha espresso con garbo la sua opinione distinguendo bene tra la persona, Michela, figlia ormai davanti al giudizio insindacabile di Dio in quel foro interno che nessuno di noi può giudicare, e le prese di posizione pubbliche della Murgia. Questo suo intervento - non favorevole - le ha attirato critiche molto forti. Cerchiamo di ragionare. 

Il giudicare pubblicamente posizioni pubbliche è legittimo su due piani: 

venerdì 18 agosto 2023

IN PRINCIPIO ERA LA GUERRA! COME ARRIVARE AL PERDONO TOTALE?

Abramo in guerra contro i quattro Re.

(seguito di
La Gioia del Vangelo: FINO A SETTANTA VOLTE SETTE! - COME ARRIVARE A PERDONARE DAVVERO? / Giovedì XIX Sett. T.O., dispari, 2023.)

Un autore francese, esperto di geopolitica, ha scritto di recente un libro il cui titolo reso in italiano suona: “In principio era la guerra”. Noi cristiani invece affermiamo che “In principio” c'era Dio, Creatore di ogni armonia col rischio della libertà della sua creatura più alta, l’uomo. “In principio” c'era un progetto di Pace al quale possiamo sempre fare riferimento: “In principio era il Verbo!”. Chi segue la via della morte, della violenza e dell’egoismo è responsabile di sé stesso (Gen 4,7). Ma la verità è che siamo impastati di guerra e di violenza, di morte, e che la guerra è sempre presente nella storia dell’umanità. Israele, il popolo eletto da Dio ha come primo Padre Abramo, l’uomo della Hesed, della fedeltà all’Alleanza indissolubile che comporta compassione verso l’altro. Eppure quando Lot è fatto prigioniero, Abramo imbraccia senza esitare le armi per liberarlo (Gen 14,14-16). Dopo l’Esodo, le tribù si installano nella Terra Promessa con le armi in mano anche se non vengono sempre usate. Nella federazione delle Tribù, però, la guerra è solo difensiva e viene affidata volta per volta ai Giudici suscitati dal Signore. Anche per questo motivo è la forma politica preferita da Dio. Vedi (http://ilblogdifrasereno.blogspot.com/2023/06/dio-e-la-politica-la-crisi-al-tempo-di.html). Infatti con i Re la situazione peggiora, perché ogni Regno è comunque un progetto di potere ed è normale attaccare altre città nella stagione “in cui i re sono soliti andare in guerra”. Davide stesso non fa eccezione (2 Sam 11, 1;  1 Cr 20, 1). (http://ilblogdifrasereno.blogspot.com/2023/06/dio-e-la-politica-03-dai-re-alla-fine.html).


Le guerre in corso oggi ma soprattutto quella in Ucraina ci mette sotto gli occhi gli effetti mostruosi di questo spirito di potenza “imperiale” che semina terrore, distruzione e morte. Guardando la Storia, da qualche parte c'è sempre stata qualche guerra in atto. La guerra sta dentro il cuore stesso dell’uomo, è frutto del peccato originale. Ma Gesù viene proprio a liberarci dal peccato e dalle sue conseguenze, affidando a noi la scelta: “perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete”. (Romani 8, 13).

Vivere secondo lo Spirito significa però morire a sé stessi per rinascere in Cristo. Non basta aggiustare le cose, mettere qualche toppa. Lui solo è la verità. Verità assoluta! Però si fa Cammino (paziente e misericordioso) perché non siamo capaci nemmeno di comprendere ancora il Vangelo, cosa sia veramente buono per noi né di accettare pienamente la Parola di Dio appoggiandoci solo sull’Amore del Signore. Il perdono passa quindi attraverso un processo, un cammino, dove prendo coscienza dei miei sentimenti feriti, dove scelgo di guardare diversamente i torti subiti, di aprire gli occhi su me stesso e il male che ho potuto fare anch’io.


La parabola del Vangelo non è "buonista", non manca del senso di giustizia: i servi vanno dal padrone colpiti dalla durezza di quel compagno verso colui che gli doveva solo cento denari e si dice disposto a rimborsare. Ma il cuore di questo Vangelo sta nella misericordia gratuita di Dio riguardo al mio peccato, come fonte inesauribile che travolge tutti i calcoli: l’altro mi doveva 10.000 euro, il che comincia a impressionarmi, ma io dovevo 220.000.000 di euro! Questa è la grazia da chiedere: vedere il mio peccato, la mia trave e quando non lo vedo, credere alla Parola di Dio: a me è stato condonato un debito di diecimila talenti, l’altro mi deve solo cento denari. Invece guardiamo la pagliuzza degli altri e non la nostra trave. Spesso non vogliamo nemmeno riconoscere i nostri più piccoli sbagli, coprendoci persino con la bugia. 


Vangelo   Mt 18, 21 - 19,1 Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Dal vangelo secondo Matteo

giovedì 17 agosto 2023

FINO A SETTANTA VOLTE SETTE! - COME ARRIVARE A PERDONARE DAVVERO? / Giovedì XIX Sett. T.O., dispari, 2023.

Lamech si vendica settanta volte!

Il Vangelo ci propone oggi il tema del perdono, con la frase così radicale di Gesù: «Non ti dico (di perdonare) fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».

Non solo il perdono è difficile ma spesso è compreso male.

È ormai ignorato da una grandissima fetta del nostro popolo. Si moltiplicano i casi di uccisioni per futili motivi. Ieri gli ultimi accoltellamenti letali: due morti vicino a Montaldo di Mondovì, e uno in una lite tra sconosciuti in una villa comunale in provincia di Bologna. Ma anche a un livello meno grave si sente spesso dire: “non voglio vendetta ma deve soffrire quanto soffro io, quanto soffre o ha sofferto la vittima… “. Il che è esattamente la definizione della vendetta. La vendetta tende poi a infliggere all’aggressore una sofferenza molto superiore a quella subita dalla vittima. È la posizione di Lamec discendente di Caino: “Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette" (Genesi 4,24). La frase di Gesù è quindi il contropiede totale del meccanismo della vendetta. Già però il famoso “occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Esodo 21,24) non è un incitamento alla vendetta ma la sua cancellazione, cercando sia un giusto risarcimento che tende fin dal principio ad essere calcolato in denaro e non in punizione fisica, che un deterrente contro la violenza. Infatti la paura della punizione fisica ti obbliga molto concretamente a metterti nei panni di colui che aggredisci: e se poi mi fanno anche a me la stessa cosa? Lo spirito della legge del taglione si vede in questa prescrizione per gli schiavi: chi fa “cadere il dente del suo schiavo o della sua schiava, darà loro la libertà in compenso del dente”. (Esodo 21,27). Bisogna anche comprendere che, oltre al desiderio di giustizia, in una società in cui la struttura statale non esiste ancora o è debole, ogni gruppo evita di indebolirsi e quando perde un suo membro il gruppo che ha aggredito deve essere indebolito a sua volta. Ma si cerca piuttosto il risarcimento in denaro o in beni materiali che nel sangue. All’omicida poi viene offerta la possibilità delle città di asilo: egli salva la sua vita ma da un’altra parte rimane “congelato” non potendo uscire da quella città. E quindi, senza spargimento di sangue il gruppo aggressore “perde”  un suo membro. Vale la pena leggere ciò che riguarda questo meccanismo articolato e profondamente sapiente (Giosuè 20,1-6 ss). Nel caso del testimone falso gli si applica la stessa pena che sarebbe stata applicata alla persona che ha denunciato falsamente. Si raccomanda allora che, come ammonizione per gli altri, il giudice sia severo: “Il tuo occhio non avrà compassione: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede”. (Deuteronomio 19, 21). Il caso più conosciuto è quello degli anziani che accusano ingiustamente Susanna e, scoperti da Daniele, vengono lapidati (Daniele 13, 1-64). Come vorrei che, lapidazione a parte, questo principio sia applicato nel Diritto italiano! Ci sono querele pretestuose usate per screditare persone scomodi, specie in politica. Chi porge querela in modo falso sa infatti che al massimo dovrà pagare un risarcimento simbolico e le spese di tribunale. Intanto ha rovinato la vita di una persona e della sua famiglia, forse tagliato la strada ad un avversario politico.  

Ma spesso le persone che cominciano a leggere il Vangelo o hanno ricevuto un'educazione religiosa non comprendono il vero significato del perdono e si sentono in colpa se non riescono a dimenticare, se preferiscono non vedere più quel parente che ha fatto delle avances a una figlia, specie se minorenne, ecc. D'altra parte, qualcuno, dal suo divano comodo, all’inizio dell’invasione russa su larga scala, si meravigliava che l’Ucraina “non porga l’altra guancia” , non si lasciasse invadere e ridurre in schiavitù da chi apertamente parlava non solo di una delirante denazificazione, ma di “de-ucrainizzazione”. Come arrivare al perdono totale? La prima tappa può essere come raccomandava il vescovo Shevchuk di trasformare la rabbia in coraggio per combattere l’ingiustizia ma avendo conosciuto e placato le proprie emozioni. Come arrivare al perdono vero?: ( La Gioia del Vangelo: IN PRINCIPIO ERA LA GUERRA! COME ARRIVARE AL PERDONO TOTALE?)


Prima Lettura   Gs 3, 7-10.11.13-17  L’arca dell’alleanza del Signore sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi.

mercoledì 16 agosto 2023

NON VI ENTRERAI! - PERCHÉ DIO È COSÌ DURO CON MOSÈ? / Mercoledì XIX sett. T.O., dispari, San Rocco, 16 agosto 2023.


Mosè ha portato fino alla fine "il giogo troppo pesante" per introdurre il popolo di Dio nella Terra che il Signore aveva promesso. Eppure cade la sentenza: “ma tu non vi entrerai!”. La vede solo da lontano.

Perché questa durezza di Dio nei confronti di un servo esemplare? Gli ebrei nella loro riflessione sapienziale comprendono che Mosè è morto “del bacio di Dio”. Non è la Terra, pur essendo un dono meraviglioso, prezioso sopra tutti, ma Dio stesso la ricompensa, la felicità che può colmare il cuore dell’uomo. Questo ci invita a chiederci cosa scegliamo, se abbiamo già deciso nel nostro cuore di cercare Dio innanzitutto. “Dio solo!”.

Il luogo della tomba di Mosè rimane sconosciuto. Gli uomini imparino ad adorare solo il Dio vivente. La religione rivelata è un monoteismo assoluto. Ed è una lotta immane togliere dal cuore del popolo la tendenza a cercare idoli. Nel mondo antico i re e i sovrani si fanno considerare divinità, anche nella Roma Repubblicana degli ultimi secoli gli Imperatori si fanno rendere culto come a divinità dopo la loro morte. Ci vuole un taglio deciso per imporre un Dio unico, trascendente, di cui non si può fare alcuna immagine o statua, non comparabile all’uomo e a nessun essere creato, animale o inanimato. Ancora oggi lottiamo contro l’idolatria latente nei credenti.

Eppure l’uomo, nella religione ebraica, ha un’importanza enorme in particolare attraverso la profezia, il parlare in nome di Dio, senza bisogno di auscultare le viscere di un animale o con formule particolari, come i maghi, gli indovini che pullulano nel mondo di allora….  Anche oggi, dopo che la rivelazione cristiana ha aiutato a liberare la ragione dell’uomo, l’ateismo riporta con forza, maghi, superstizioni, adorazione degli elementi creati, senza comprendere la dignità dell’uomo redento e incorporato nella Chiesa, della comunità fondata su Cristo: “se non ascolterà neanche la comunità…. tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo … Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

In Cristo vero Dio e vero Uomo, abbiamo sia il Dio unico e trascendente, sia l'uomo rivestito della dignità di figlio di Dio.


Prima Lettura   Dt 34, 1-12  Mosè morì in quel luogo, secondo l’ordine del Signore. Non è più sorto un profeta come lui.

Dal libro del Deuteronòmio

COME MARIA HA CAMMINATO VERSO LA GLORIFICAZIONE / Festa dell'Assunzione, 2023.


Non troviamo nel Vangelo di oggi una descrizione dell’Assunzione, perché, come detto nel post di ieri, non sta scritta nella Bibbia, anche se la Chiesa ce lo propone a credere in tutta sicurezza e legittimità ( 
La Gioia del Vangelo: HO SCOPERTO CHE L'ASSUNZIONE NON È SCRITTA NELLA BIBBIA! / Vigilia dell'Assunta 2023.). Infatti la donna vestita di sole dell’Apocalisse è la Chiesa, egregiamente personificata in Maria, ma non è Maria. Però come non è descritto il modo preciso in cui Gesù è risorto ma il cammino che egli ha percorso verso la glorificazione, verso la risurrezione, così il Vangelo di oggi ci dona preziose indicazioni di come Maria ha camminato verso la pienezza dell’Assunzione, attraverso la fedeltà all’amore di Dio. 

Ritroviamo innanzitutto la fretta! Come nel Vangelo di domenica scorsa c'era "subito”, nel Vangelo di oggi troviamo “in fretta” e “appena”. È una caratteristica di Dio e dei credenti. “Charitas Christi urget nos”, l’amore di Cristo ci spinge, ci preme, ci possiede, ci dà fretta (2 Corinzi 5, 14). 

Troviamo anche lo sguardo profetico di Maria che sa che niente si può opporre alla volontà positiva di Dio, alla sua Parola creatrice, e vede nella realtà così piccola che porta in grembo il destino definitivo del mondo nel giudizio di misericordia di Dio sull'Umanità. Nella vicenda personale di Maria questa profezia si è realizzata pienamente. In fatti celebriamo oggi la vittoria della Grazia con la sua Assunzione in corpo e anima e già tutte le generazioni la chiamano beata. Ma sappiamo anche che l’Onnipotente continua a donare la sua misericordia a quelli che lo temono, che i superbi sono confusi e senza fondamento, i potenti seduti sul trono sono già gli ultimi nella graduatoria dell’umanità mentre gli umili sono i primi, che Lazzaro è consolato e colmato mentre il ricco è a mani vuote e nei tormenti, che Israele, formato di coloro che servono il Signore, è soccorso nel momento del bisogno, perché Dio compie le sue promesse. La gioia di Maria è segno di coloro che non prendono mezze misure, non mettono le toppe all’abito vecchio, ma si consegnano totalmente all’amore di Dio.

Beato chi rimane saldo nella fede vera e in ascolto della Parola. 



Prima Lettura  Ap 11, 19a; 12, 1-6a.10ab Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo

martedì 15 agosto 2023

FERMATE QUEI MISSILI BENEDETTI DA VOI


Lettera dell’arcivescovo ausiliario di Odessa Viktor al patriarca Kirill dopo la distruzione della cattedrale la notte del 23 luglio.


Al patriarca di Mosca, Kirill, e a tutti i membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa

Fermate quei missili benedetti 

Prego di considerare che nel concilio locale della Chiesa ortodossa ucraina del 27 maggio 2022 abbiamo preso la decisione di abbandonare completamente, assieme al nostro Primate, ogni dipendenza da Lei. Svariate volte, nelle sue omelie, Lei ha parlato dell’unità della «Santa Rus’», un’unità che con la sua benedizione e le sue azioni Lei sta distruggendo completamente. Le faccio altresì presente che sempre con la sua personale benedizione l’esercito russo sta commettendo delle atrocità, ha scatenato una guerra totale sul territorio sovrano dello Stato ucraino. A mio parere, Lei ha dimenticato che tanto in Russia quanto in Ucraina, ci sono (c’erano) suoi figli, figli considerati tali anche da Lei, mentre benediceva coloro che oggi li uccidono.

lunedì 14 agosto 2023

HO SCOPERTO CHE L'ASSUNZIONE NON È SCRITTA NELLA BIBBIA! / Vigilia dell'Assunta 2023.

La Donna vestita di sole - opera di Dianella Fabbri.

- “Ho scoperto che l’Assunzione in cielo della Vergine Maria in anima e corpo, non è scritta nella Bibbia” mi dice con voce turbata un carissimo amico. 

- “Certo, non è scritto nella Bibbia, e quindi?” 

- “E quindi se non è nella Bibbia non ci credo, non è vero!”. 

-“La Bibbia da dove viene?” 

- “Dal Signore!” 

- “Certo, ma Gesù non ha scritto nulla. La Bibbia, l’hanno scritta uomini ispirati da lui, suoi apostoli, e anche altri credenti membri della Chiesa come san Marco, ed è poi la Chiesa, sempre guidata dal Signore, dal suo Spirito, che ha confermato che quei scritti e non altri erano Parola di Dio. Senza la Chiesa che è “colonna e sostegno della verità” (1 Timòteo 3, 15) non avresti la Bibbia e senza la Chiesa non puoi interpretare la Bibbia (2 Pietro 1,20). Gesù ha mandato gli Apostoli come lui stesso è stato mandato dal Padre, cioè affidando loro tutta la sua missione divina, certamente con la sua assistenza quotidiana, con il dono dello Spirito. Ma Gesù non ha nemmeno detto agli Apostoli di scrivere il Nuovo Testamento. Sono loro che hanno sentito l’esigenza nello Spirito Santo di scrivere Memorie per facilitare l’evangelizzazione, poi ci sono le lettere mandate alle comunità cristiane, ecc. 

domenica 13 agosto 2023

SIGNORE SALVAMI! / XIX DOM T.O., A, 2023



Tra le situazioni sconcertanti delle letture di questa domenica, certamente la più sconcertante è il modo di presentarsi di Gesù, senza avvertire, nel buio della notte, camminando sulle acque, cosa che non ha mai fatto prima, tanto da apparire un fantasma,  uno spirito cattivo… Pietro e i discepoli lo riconoscono alla sua Parola. È sempre la Parola profetica “solidissima … come lampada che brilla in un luogo oscuro” (vedi 2 Pietro 1, 19) che permette di discernere la verità nelle situazioni. Ieri ho invitato ancora i miei fratelli e sorelle a verificare alla luce della Parola di Dio se certe frasi che diffondono sui Social sono conformi alla verità, costruiscono un’umanità più matura, oppure sono contrarie alla loro vocazione cristiana.

Riflettendo sulla “oligopistis”, la poca fede di Pietro («Uomo di poca fede, perché hai dubitato?») siamo ancora sconvolti: Va bene, Pietro si è perso un po' ma ha avuto tanta fede per scendere dalla barca, tanta incoscienza diremmo noi. Ma l’incoscienza è quando decido da solo, quando agisco in base alla Parola di Dio che mi viene incontro non è incoscienza, è fede. Ma per Gesù è poca. Eppure Pietro non sapeva nulla ancora di ciò che sappiamo noi. Noi sappiamo di Gesù crocifisso e risorto, è chiara per noi la sua divinità e, in quanto Verbo, la sua Incarnazione, la sua onnipotenza, abbiamo fatto l’esperienza della Pentecoste ricevendo il sigillo dello Spirito Santo nella Cresima… Dovremmo scendere senza esitare dalla barca e camminare sulle acque oscure e agitate della nostra vita, calpestare le tentazioni, “tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio”. (Ebrei 12, 2).

Teniamo fisso lo sguardo su Gesù! e invochiamolo nella prova: «Signore, salvami!, Signore, salvami!, Signore, salvami!», sicuri che ci tenderà la mano.


Prima Lettura  1 Re 19,9a.11-13a  Fermati sul monte alla presenza del Signore.

Dal primo libro dei Re

sabato 12 agosto 2023

CAMMINIAMO CON GIOIA E SPERANZA VERSO LA FESTA DELL'ASSUNZIONE DI MARIA.


La festa dell’Assunzione di Maria è un grande appuntamento dell’Estate, ma non abbastanza valorizzato da noi, anzi, forse sempre meno valorizzato spiritualmente in questi ultimi decenni.

Gli Orientali digiunano per quindici giorni prima dell’Assunzione. Gli Ambrosiani (Milano e la sua regione) vivono il Tempo dello Spirito dalla Pentecoste fino all'Assunta che è la Pasqua di Maria. Papa Francesco ha cercato di ritrovare in qualche modo quel nuovo inizio che parte dalla Pentecoste istituendo per l'indomani la festa di Maria Madre della Chiesa. La Pentecoste non solo è la conclusione del Tempo di Pasqua, ma l’inizio dell’espansione dell’evangelizzazione.

Comunque, noi latini abbiamo ancora poco. Eppure…

L’Assunta è effettivamente la Pasqua di Maria, il sottolineare da parte della Chiesa che la Risurrezione corporale è il compimento per chi rimane fedele in tutto a Dio e all'Incarnazione del Verbo. Mentre vediamo realizzata in questa festa la profezia del Magnificat, ci affidiamo a Maria, Vergine di Nazareth e Madre di Dio, affinché anche noi giungiamo fedelmente al compimento delle promesse del Signore, della nostra vocazione cristiana, la nostra vocazione alla santità, alla Vita!

Per i cristiani tutti, quella festa diventa un faro, un richiamo nel cuore dell’estate, tante volte dispersivo sul piano spirituale. È quindi anche una buona occasione per una confessione!? Per chi non lo fa di frequente, confessarsi in occasione del Natale, della Pasqua e dell’Assunzione può essere una buona soluzione, dividendo l’anno in tre periodi sostanzialmente uguali di circa 4 mesi ciascuno.


venerdì 11 agosto 2023

TI CONVIENE PERDERE LA TUA VITA? / Santa Chiara, 11 agosto 2023.


Chiara, ben preparata dalla mamma alla vita di fede nella preghiera e nel servizio dei poveri, ha 11 anni meno di san Francesco. Fin da bambina pertanto sente parlare di Francesco Bernardone e della nuova comunità evangelica che ha iniziato. Questa nuova comunità fa sicuramente molto discutere, “in male” ma anche in bene perché la società di allora si muove, cerca il nuovo. E Francesco riesce a diffondere con la vita e l’umiltà un soffio evangelico potente. La società di allora è estremamente divisa in caste. Chiara appartiene ai Boni Homines come venivano chiamati i Nobili allora, cioè gli uomini buoni per opposizione agli altri più scadenti!! Tra quelli più scadenti - ma non sempre meno ricchi - ci sono i Maiores (Maggiori, i borghesi, la classe emergente) e i Menores (Minori, i proletari). Nella Comunità di Francesco tutti sono fratelli, scelgono di chiamarsi Menores come quelli più in basso nella scala sociale, vivono in povertà e radicalità il Vangelo. 

Come ci indicano le letture di oggi, ancora fanciulla, Chiara sperimenta l’amore speciale di Dio per lei e a diciassette anni si converte. Su consiglio di Francesco, la Domenica delle Palme, rinnega totalmente i privilegi della sua condizione e la propria volontà, e qualche giorno dopo diventa “penitente” col taglio dei capelli. Certamente la sua attrazione per la vita di Francesco viene dal vedere la bellezza e gioia di questa vita. Ma se fin da bambina pregava molto, visitava e serviva volentieri i poveri, non era ancora convertita? Fin quando si fanno opere buone e preghiere ma non si segue Cristo non si è convertiti. 

Lo sanno i battezzati che frequentano le nostre parrocchie che per essere semplicemente chiamati discepoli di Gesù - NON SANTI DA CANONIZZARE - bisogna rinnegare sé stessi, prendere la propria croce e seguire Gesù? Noi che lo sappiamo lo dimentichiamo così facilmente che forse non ci ricordiamo di dirglielo, o temiamo di farlo. Eppure possiamo annunciare anche che chi segue Cristo vedrà “cose mai viste né udite prima, segni, prodigi e battaglie, prove di amore e protezione con mano potente e braccio teso!” Che tristezza sentire il Vescovo di una grande città italiana che ha visto diminuire il numero dei seminaristi fino ad ordinare l’ultimo quell’anno e consegnare al suo successore un seminario vuoto, lamentarsi del fatto che “ormai la vocazione al sacerdozio attira poco perché la figura del prete non gode più di prestigio sociale”. La rovina più grande della Chiesa è la sua mondanizzazione.


Prima Lettura  Ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro.

Dal libro del Deuteronòmio  Dt 4,32-40

giovedì 10 agosto 2023

LORENZO, FRATELLO DEI DISCEPOLI APPASSIONATI, SERVO E MARTIRE / San Lorenzo, diacono di Roma, 10 agosto 2023.

Madre Elvira Petrozzi, fondatrice del Cenacolo.

Dio ama chi dona con gioia. Chi dona sia le sostanze 
ai poveri (sue o amministrate dalla comunità) che la propria vita. Chi va fino in fondo perderà la sua vita, anche se non morirà di spada, ma la troverà secondo la promessa del Vangelo. 

Madre Elvira Petrozzi, fondatrice della Comunità Cenacolo, che il Signore ha chiamato alla vita eterna pochi giorni fa, diceva di sé: “sono una donna appassionata, dalla scopa alle pentole, dal fratello povero alla cappella”. “Mio padre alcolizzato è stato un grande dono, mi ha insegnato la concretezza”. 

Lorenzo, uomo appassionato, che riteneva i poveri essere i tesori della Chiesa di Roma, ci insegni a vivere appassionati di Vangelo dal fratello alla preghiera. 


Prima Lettura  2 Cor 9, 6-10  Dio ama chi dona con gioia.

 Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi