Visualizzazioni totali

mercoledì 13 novembre 2019

ASCOLTATE E CERCATE DI COMPRENDERE / mercoledì XXXI sett. T.O.



Ascoltate, ... e cercate di comprendere;  Porgete l’orecchio,  … Chi custodisce santamente ... e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa. … Bramate le mie parole, desideratele e ne sarete istruiti
In questa lettura della Sapienza viene messo in risalto il Primo Comandamento che dobbiamo rispettare: ASCOLTARE. “Il Primo è: Ascolta Israele …” dice Gesù. Come mai? Semplicemente perché non conosciamo la strada, non abbiamo lo Spirito di Dio, non conosciamo la cura del nostro male. Ma più profondamente perché si vive di amore e la parola è uno strumento privilegiato di amore. Che senso avrebbe sforzarsi di essere perfetti e non avere dialogo con Dio, non vivere in comunione con lui? Che senso avrebbe un marito perfetto che non comunica con la moglie? Che senso dare tutte le cure materiali a un bambino e non parlargli, dialogare con lui? Morirebbe! Solo la comunione con il Signore è fonte di salvezza.
Ieri sera, sentivo persone convinte che nella Bibbia si trova la salvezza ma non ce l’hanno nemmeno a casa! Un colmo! Ma facilmente rimediabile. 
Per noi che viviamo la messa ogni giorno e quindi ascoltiamo la Parola di Dio (o forse sentiamo soltanto?), comprendiamo che bisogna poi fidarsi, lasciarsi guidare. Quando venne proposto a Mons. Delle Nocche di diventare vescovo di Tricarico, egli esitò, stava benissimo a Marano e non riusciva nemmeno a trovare Tricarico sulla cartina! Sapeva solo che l'ultimo vescovo era scappato via e che la Santa Sede cercava invano da cinque anni qualcuno per reggere quella diocesi. Chiese consiglio al padre spirituale che rispose: "a che servono le tue lunghe meditazioni se non metti in pratica!" Egli ascoltò e Dio lo colmò di benedizioni!
I lebbrosi del Vangelo di oggi invocano Gesù, gli chiedono la salvezza ma Gesù non li guarisce sul posto, non li tocca, dice solo una parola: “andate”. Essi si mettono in cammino appoggiati su una parola! E se fosse uno scherzo? Lui che è così potente, non poteva guarirli prima? Perché queste complicazioni? Ma è quello che fa Gesù! È il suo metodo. Vuoi guarire? Fai quello che dice Gesù, non quello che dice la tua ragione o i tuoi desideri … Come sapere se quello che faccio, voglio, desidero, è volontà di Dio o meno? È la Chiesa che ti da la conferma o meno. Non c'è altra via. Padre Pio e Bartolo Longo non si sono ribellati di fronte alla condanna ingiusta del Papa male informato, perché la Chiesa e Gesù sono tutt’uno. Gli scismi, le eresie, tutto comincia con la non disponibilità a cercare la sottomissione alla Chiesa. Se quello che dico e voglio viene da Dio, Dio agirà sulla Chiesa che è nelle sue mani. E poi ringraziare, spesso, ogni giorno, in tutto! (1Ts 5:18)
Allora con allegria e grande speranza “cerca il Regno di Dio e la sua giustizia prima di ogni cosa e tutto il resto ti sarà dato in sovrappiù!”

Prima Lettura   Sap 6, 2-12
Ascoltate, o re, perché impariate la sapienza.

LA PACHAMAMA. CULTO IDOLATRICO IN VATICANO?



Qualcuno mi ha chiesto di scrivere sulla Pachamama durante il Sinodo, con il relativo furto da parte di un giovane austriaco che le ha gettate nel Tevere perché scandalizzato dall'introduzione dell’idolatria nella Chiesa! Anch'io mi sono trovato davanti ad un evento nuovo e mi sono venute domande, ma non conoscendo i particolari del caso ho voluto prima approfondire. La mia posizione di base però era questa:
1 non buttarsi in giudizi senza conoscenza seria dei fatti, magari appoggiandosi a siti scandalistici incompetenti o cattolici di parte che sfruttano ogni occasione per agitare le acque. Qualunque siano state le sue buone intenzioni, il gesto solitario e non frutto di dialogo del giovane che ha preso le statue per buttarle nel Tevere è stato sbagliato.
2 fare fiducia a priori al Papa (che vedo predicare e mettere in pratica il Vangelo con una chiarezza eccezionale).
3 anche se fosse andato qualcosa di storto, il Papa non può essere ritenuto diretto responsabile di tutto ciò che avviene nel corso di una manifestazione così ampia. È certamente responsabile in tutto delle conclusioni che ha promesso di darci a breve ma che devono ancora venire.
4 dare importanza a ciò che è principale e non alle “cosette”. Ma l’idolatria è una “cosetta”? No, certamente. Ma un singolo episodio – di cui non si conosce tutto – è comunque una “cosetta”. Mentre la COSA del Sinodo è vitale ed è altro. E non è una “cosetta” l’idolatria superstiziosa  tra i battezzati che dicono: “come c'è il bene, c'è anche il male!” che troppi tollerano passivamente. E io, in questa lotta di purificazione essenziale, mi sento spesso molto solo. C'è anche l’idolatria strisciante ma reale verso statue e immagini mentre il popolo di Dio è il popolo dell’ascolto. Vorrei chiedere alle persone che seguono con tanto fibrillazione fatti e notizie di questo tipo, qual è l'essenziale della fede cristiana. Nel caso in cui venissero fuori dubbi o titubanze, è prioritario approfondire e rinforzare le basi della propria fede per essere salvati. 
Ma ecco che l’Osservatore Romano ci aiuta con l’intervento chiarificatore di un vescovo dell’Amazzonia. Invito a leggerlo senza pregiudizi e con calma. Magari dopo se ne può riparlare insieme.

(Felipe Arizmendi EsquivelVescovo emerito di San Cristóbal de las Casas) 
Grande scalpore hanno suscitato le immagini o figure utilizzate nella cerimonia nei giardini vaticani all’inizio del sinodo panamazzonico e nella processione dalla basilica di San Pietro all’Aula sinodale, alle quali ha partecipato Papa Francesco, e poi in altre chiese di Roma. Alcuni condannano questi atti come se fossero un’idolatria, un’adorazione della “madre terra” e di altre “divinità”. Non c’è stato niente di tutto ciò. Non sono dee; non c’è stato alcun culto idolatrico. Sono simboli di realtà ed esperienze amazzoniche, con motivazioni non solo culturali, ma anche religiose, ma non di adorazione, perché questa si deve solo a Dio.

martedì 12 novembre 2019

SERVI GLORIFICATI / S. Giosafat martire 12 novembre



Colpisce la grande differenza tra la gloria e la pace degli eletti dopo la morte (prima lettura) e la fatica e l’umiliazione del servo che alla fine di tutto risulta pure inutile (Vangelo).
La promessa della ricompensa ci sostiene nella condizione attuale di servi in continua conversione. Davanti a noi c'è il Signore che da Dio si è svuotato per apparire in forma di servo, obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Ma quando guardiamo un po’ di più al Signore crocifisso e glorioso comprendiamo che servire in quel modo è acquistare la sua natura divina,

Prima Lettura  Sap 2, 23 - 3, 9
Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.
Dal libro della Sapienza
Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

lunedì 11 novembre 2019

IL VANGELO CI APRE IL FUTURO / San Martino di Tours 11 novembre


 Nel 1996 Giovanni Paolo II andò in Francia per i millecinquecento anni del battesimo del re Clodoveo che segnò l’adesione dei franchi al Cattolicesimo. Era un battesimo largamente politico il suo anche se il Cristianesimo attraeva questi Capi tribù e Re perché il Vangelo vissuto dalla gente e la testimonianza dei santi si dimostrava un pilastro straordinario per costruire una società pacifica e prospera e per unificare i popoli nella concordia e nel progresso civile e sociale. E Clodoveo era particolarmente devoto alla testimonianza di san Martino di Tours vissuto un secolo prima. Infatti la gente che rifletteva, che aveva responsabilità, era convinta che il Cristianesimo fosse la forza che apriva il futuro ai loro popoli. Ne sei ancora convinto tu oggi? Sembra che stiamo crollando sotto il peso della Storia e degli scandali nella Chiesa. Siamo sfiduciati e rassegnati. San Martino è morto nel suo letto ma credeva alla Risurrezione di Cristo e ha dato la sua vita fino all’estremo delle sue forze. I problemi non gli mancavano! Infatti la sua ultima fatica è stata di risanare una lite grave tra preti (che dava scandalo ai semplici come ricorda il Vangelo di oggi). E molti di questi primi evangelizzatori, laici, preti vescovi o re, hanno pagato col martirio il loro zelo per il Vangelo. Grazie a loro si sono gettate le fondamenta dell’Europa, una formidabile comunione spirituale e culturale di popoli prima antagonisti.
Quindi tocca a noi oggi l' "hypomonè" (il su-portare, portare su) dei nostri tempi, delle nostre situazioni. E mentre il generale di un esercito già sconfitto chiacchiera nel suo ufficio, il soldato che combatte nella trincea ha i piedi nel fango e nel freddo. Chiediamo a san Martino di Tours (è stato pioniere in tanti modi, battezzato da un altro santo e Padre della Chiesa, Ilario di Poitiers, ha fondato il primo monastero in Europa, quello di Ligugé – tutti luoghi che conosco bene) di accettare con gioia e convinzione di combattere anche noi nella trincea per fondare i nuovi tempi che si annunciano. Gioia e convinzione perché Cristo è lo stesso ieri oggi e sempre, perché è stato costituito Signore in forza della risurrezione dai morti, e perché consapevoli dei peccati dei cristiani, annunciamo in umiltà che il Dio nel quale crediamo è Misericordia.
Papa Giovanni Paolo II chiese: Francia cosa hai fatto del tuo battesimo? E indicò nella carità di san Martino il vero fondamento del Cristianesimo francese. Ho scoperto con gioia sorpresa questa mattina che ben dodici città della Campania hanno san Martino come patrono principale. Se è per l’irradiazione della sua testimonianza di carità è veramente un segno eccellente per tutti noi.

Prima Lettura   Sap 1, 1-7
La sapienza è uno spirito che ama l’uomo. Lo spirito del Signore riempie la terra.

domenica 10 novembre 2019

VITA ETERNA E SESSUALITA' / XXXII domenica T.O.


Com'è il paradiso? Facciamo fatica ad immaginarlo ma la prima lettura ci dice che qualunque sofferenza vale la pena se da la certezza di ottenere questo premio. Ma non sono capace di  soffrire per il paradiso! Nessuno è capace con le proprie forze ma ci sono tanti martiri e santi nella Storia che testimoniano che lo Spirito Santo agisce potentemente in chi si fida ciecamente di Dio. “Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.” (Mt 10:20). Ma crediamo alla risurrezione?
Nel Vangelo i Sadducei interrogano Gesù sulla Risurrezione ed egli aggiunge un insegnamento sulla vita eterna molto importante. In cielo non ci si sposa anche se riconosciamo le persone e ci ritroviamo tra noi. Eppure ogni essere umano è maschio o femmina e lo rimane per l’eternità. La Vergine Maria in cielo ha un cuore, dei sentimenti, una sensibilità e un corpo di donna e madre. Ma l’attività sessuale cessa perché ha compiuto la sua missione che è solo terrena. L’attività sessuale è un servizio alla vita. Questa certezza è così forte che fino a Gesù esisteva il “levirato”. Il fratello di un uomo morto senza figli prendeva in moglie la cognata per dare una discendenza al fratello defunto. Non dobbiamo pensare a una prospettiva godereccia. E possiamo comprenderlo immaginando screzi precedenti tra famiglie, una donna più vecchia perché sposa del fratello maggiore o che semplicemente non piace, gelosia della prima moglie, ecc. La Bibbia riporta il peccato di Onan che costretto a prendere in moglie la cognata rimasta vedova, fa di tutto per non avere figli da lei. Il levirato è superato nel Cristianesimo ma testimonia fortemente quanto l’attività sessuale sia un servizio alla crescita nell’amore-donazione e alla trasmissione della vita. E questo deve rimanere se non vogliamo snaturare profondamente la fede cristiana e la sessualità umana creata da Dio.
Oggi siamo assediati da una mentalità che dice che la felicità è piacere, la sessualità un giocattolo di cui fare quello si vuole, i figli devono corrispondere ai miei gusti, gli angeli non sono felici in cielo e se vengono sulla terra per una missione il massimo per loro è di innamorarsi dalla donna che devono proteggere e di rinunciare all’eternità per amore. In qualche misura abbiamo anche noi tutti almeno un po’ di questa mentalità. Diciamo di credere in Dio ma non lo conosciamo e non lo serviamo.
Non si va in cielo in Pininfarina ma non si va neppure senza donarsi, non si va senza abbracciare veramente la carità-croce.

Prima Lettura  2 Mac 7, 1-2. 9-14
Il re
 dell'universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

sabato 9 novembre 2019

CASE O MURI? / Basilica del Laterano e Muro di Berlino, 9 novembre


La Chiesa oggi commemora la dedicazione della Basilica del Laterano, la Cattedrale dei cristiani di Roma. Ricordiamo e celebriamo oggi mura nobilissime con porte e finestre e ricordiamo e celebriamo anche i trent’anni della caduta di un muro d’infamia, il muro di Berlino.
Le mura della Basilica lateranense hanno custodito la vita, favorito la preghiera, sono state segnate dalla Storia non sempre esente di colpa dei cristiani e dei loro capi ma dominata dalla potenza della Risurrezione e dal soffio dello Spirito Santo. La Basilica del Laterano è una Casa. Il muro di Berlino era un progetto per soffocare la vita e chi ha osato sfidarlo ha spesso pagato con la morte il suo desiderio di libertà. Ma poi è crollato. Tutto questo dispendio di ricchezza viva di un popolo (materiale, manutenzione, vigilanza armata, ecc. con continui rinforzamenti), alla fine è stato solo oppressione dei tanti a beneficio di alcuni privilegiati ed è crollato. In quei giorni del 1989 abbiamo respirato un clima di speranza incredibile.
Eppure il fallimento clamoroso del progetto di società che ha bisogno di tali muri per realizzarsi non sembra essere servito come lezione. Ovunque oggi nel mondo si alzano muri nuovi. Comprendiamo così che i muri più alti e difficili da abbattere sono i muri che abbiamo dentro. Sono loro la vera chiusura. Le risorse immani che l’amministrazione attuale degli Stati Uniti spende nel progetto di muro genera sofferenze disumane e morti di persone, adulti e bambini, e anche danni seri all’ambiente, ma abbiamo saputo che questo muro non è impenetrabile. Chi è più attrezzato e organizzato, cioè le organizzazioni criminali, riesce a bucarlo e aggirarlo facendosi pagare ancora più lautamente.
La casa di Dio che è il Corpo di Cristo, la Comunità dei credenti ("Voi siete il Tempio di Dio"), è sempre in costruzione, sempre minacciata dal male e sempre rinnovata dal suo Spirito. Solo costruendo case e non muri possiamo aiutare il Signore a salvare l’Umanità.
Quello che è sicuro è che chi esce allo scoperto e entra nel progetto di Dio vive e cresce. Chi vuole proteggere la sua vita dal rischio dietro mura alte e forti muore.

Prima Lettura  1 Cor 3,9c-11.16-17
Voi siete il tempio di Dio.

CON IL BATTESIMO SIAMO TUTTI DIVENTATI TEMPIO DI DIO / Dedicazione della Basilica del Laterano, 9 novembre

Battistero di S. Giovanni - il luogo dove si rinasce spiritualmente con il battesimo.

Troppe volte abbiamo idee confuse (e paganeggianti) sulla natura delle "chiese" che confondiamo con la chiesa che è la comunità cristiana. Il discorso qui sotto del vescovo Cesario ci aiuta ad accogliere e contemplare questa realtà ricchissima in modo retto.

Seconda Lettura dell’Ufficio
Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo
(Disc. 229, 1-3; CCL 104,905-908)

Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio

Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo è vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che è proprio in essa che sono rinati spiritualmente.
Per la prima nascita noi eravamo coppe dell'ira di Dio; la seconda nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se rifletteremo un po' più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell'anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo è il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17). Poiché Cristo con la sua venuta ha cacciato il diavolo dal nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto è in nostro potere, perché questo tempio non abbia a subire alcun danno per le nostre cattive azioni. Chiunque si comporta male, fa ingiuria a Cristo. Prima che Cristo ci redimesse, come ho già detto, noi eravamo abitazione del diavolo. In seguito abbiamo meritato di diventare la casa di Dio, solo perché egli si è degnato di fare di noi la sua dimora.
Se dunque, o carissimi, vogliamo celebrare con gioia il giorno natalizio della nostra chiesa, non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio. Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che, anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fa' piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce, delle opere buone, perché sia glorificato colui che sta nei cieli. Come tu entri in questa chiesa, così Dio vuole entrare nella tua anima. Lo ha affermato egli stesso quando ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (cfr. Lv 26, 11.12).