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lunedì 31 luglio 2023

LA NECESSITÀ DEL DISCERNIMENTO / Sant'Ignazio di Loyola 31 luglio 2023


Monserrat - la zona nella quale Sant'Ignazio
sviluppò l'esperienza del discernimento degli spiriti. 

Ieri la prima lettura sottolineava come Salomone abbia chiesto 
il dono per eccellenza, cioè il discernimento, il comprendere il bene e il male. Oggi la Chiesa ricorda sant’ Ignazio di Loyola, il grande maestro del discernimento degli spiriti, che disse: “Molta sapienza unita a una moderata santità è preferibile a molta santità con poca sapienza.” Nel popolo cristiano purtroppo ci sono tante persone senza discernimento. Magari pregano tanto e si disperano perché, ignoranti dei modi di Dio, pensano di non essere ascoltati, oppure non fanno la volontà di Dio che vuole salvarli e guarirli. Sono come ammalati che si rivolgono al migliore medico ma non comprendono la terapia che egli indica o vogliono seguirne una a modo loro. Avranno poco risultato, forse rischiano di peggiorare. 

Uno scoglio comune è il voler sentire la presenza di Dio e giudicare tutta la vita spirituale in base alle emozioni. Purtroppo questo si insegna spesso ai bambini che si preparano alla Prima Comunione: “vedrai che emozione, che dolcezza sentirai al ricevere Gesù!”. Per vari motivi, è chiaro che la prima volta suscita emozioni. E si dice al bambino di tornare ogni domenica per fare ancora la comunione. Ma l’emozione scema e il bambino deluso, non sostenuto dalla famiglia, non torna più a Messa. Eppure l’alternarsi di consolazione e desolazione fa parte della vita di fede e dice sant'Ignazio: “Chi si trova nella desolazione si sforzi di conservare la pazienza, che si oppone alle sofferenze che patisce; e pensi che presto sarà consolato, se si impegna con ogni diligenza contro quella desolazione.”

Altro scoglio è il seguire solo la propria inclinazione, non avendo né una vita cristiana comunitaria, né una guida spirituale. In quel modo si arriva ad essere squilibrati umanamente e spiritualmente. E il nemico favorisce questo meccanismo. Dice infatti ancora sant’Ignazio: “Il nemico osserva bene se un'anima è grossolana oppure delicata; se è delicata, fa in modo da renderla delicata fino all'eccesso, per poi maggiormente angosciarla e confonderla”. Molti scambiano la loro eccessiva sensibilità per un dono - “sono una persona spirituale” - mentre è l’opposto. 

La prima lettura oggi mostra un popolo ancora senza discernimento: non sopporta l’assenza di Mosè salito sul Monte e riempie il vuoto con gli idoli. Il Vangelo invece ci annuncia la forza e la fecondità del battesimo che cresce alimentato dalla Parola. 

Concludiamo con la frase scritta sulla tomba di sant’Ignazio che rende testimonianza all’Incarnazione di Cristo e al movimento della vita spirituale cristiana: “Non coerceri maximo | contineri minimo, divinum est.” ossia “Non esser costretto da ciò ch'è più grande, essere contenuto in ciò ch'è più piccolo, questo è divino!” 


Prima Lettura   Es 32, 15-24. 30-34  Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d'oro.

domenica 30 luglio 2023

SALOMONE NON CHIEDE NULLA PER SÉ E OTTIENE TUTTO / XVII DOM T.O.,A.


Dio si presenta a Salomone, preoccupato per la nuova responsabilità appena assunta dopo la morte del Padre Davide, figura dall'autorevolezza indiscussa attorniato da collaboratori che gli prestano una fiducia totale, e dall’altra parte i nemici interni ed esterni che possono rialzare la testa approfittando del vuoto di potere. Come farà?

Dio si fa vicino a Salomone e lo rassicura come un padre, chiedendogli cosa lo può aiutare, di che cosa sente il bisogno in quel momento emotivamente difficile e comunque delicato di passaggio di consegne. 

E risalta la domanda di Salomone: vuole solo ciò che può aiutarlo a riempire al meglio la sua missione verso il popolo di Dio, nel progetto di salvezza di Dio. 

Ha scoperto il tesoro, la perla preziosa e conta solo quello. Assieme al Regno di Dio gli verranno tutti i doni che poteva chiedere per sé e non ha chiesto. Dio ha per noi progetti di vita e di felicità e non di tristezza e di sventura. 

Beato chi assomiglia a Salomone, chi sceglie Dio innanzitutto tutto, Dio soltanto e la sua volontà, perché crede che senza Dio la sua vita non ha senso e che il Regno di Dio è il tesoro che vale tutto il resto. Beato ancora di più chi, come Salomone, sceglie Dio e il suo Regno da giovane. Ma il momento è oggi, qualunque sia la tua età. Dio farà servire i tuoi anni senza di lui in tanti modi: forse comprenderai meglio alcuni aspetti, forse potrai essere proprio il testimone adatto per alcuni. Beato chi sceglie Dio da giovane, ma il momento opportuno è adesso. Il tesoro è uguale per tutti. L’operaio dell’ultima ora riceve la stessa paga. Tra i servi che rendono conto dei loro talenti, viene condannato colui che per paura (o pigrizia, calcolo) non ha voluto trafficare il talento ricevuto. Bisogna trafficare i talenti, bisogna servire. Ci sarà il giudizio.  Vuoi diventare santo? Rispondi al Signore. 


Prima Lettura  1 Re 3, 5. 7-12 Hai domandato per te di comprendere.

sabato 29 luglio 2023

COME EDUCHI I TUOI FIGLI? IL TRAGUARDO DELL'EDUCAZIONE CRISTIANA E I MEZZI 3/3


Dopo aver affermato ben due volte il diritto di ogni persona a ricevere una vera e completa educazione, umana anzitutto, e se battezzato una vera e completa educazione cristiana, i Padri conciliari indicano quali sono i “Vari mezzi al servizio dell'educazione cristiana”, e sono: gli strumenti di comunicazione sociale, le molteplici società a carattere culturale e sportivo, le associazioni giovanili e in primo luogo le scuole, cristiane o meno, di ogni grado, con annessi doveri e diritti dei genitori riguardo ad esse. Conviene, per chi vuole, leggere questo testo perché oltre l’elenco stesso, dona dei contenuti importanti e attualissimi. (
Gravissimum educationis).

Ma soprattutto ripetiamo il concetto che è di buon senso ma sembra sfuggire a molti, famiglie ma anche tante parrocchie: ogni battezzato ha diritto ad una vera e completa educazione cristiana. Sappiamo quanto sia delicato il compito educativo, che è “affare del cuore” come diceva don Bosco e che coinvolgendo la libertà dell’educando, non sempre ottiene i risultati desiderati. Il "fallimento" di Gesù stesso con Giuda ci indirizza sui valori profondi della formazione cristiana. Ma l’educazione è anche problema di contenuto. Il Curato d’Ars non faceva fare la comunione ai suoi bambini se non sapevano a memoria tutto il catechismo che, allora, era di domande e risposte. A parte il dono sempre grande di sapere a memoria contenuti fondamentali che, appresi nell’infanzia non si dimenticano più, dal metodo del Curato d’Ars riteniamo la grande considerazione che aveva per la formazione cristiana e per ogni suo fedele che riteneva degno di essere istruito pienamente nel Regno dei Cieli. Come per Gesù, per don Bosco, per il Curato d'Ars lo scopo dell'educazione cristiana è la dignità profonda dell'uomo chiamato da Dio suo figlio e la santità: "siate santi come è santo il Padre vostro celeste!". Non in vano (o in vano?) il Concilio ha parlato di "chiamata universale alla santità". Ora sembra che sui contenuti, sugli aiuti per arrivare ad una fede matura, ci sia spesso vaghezza se non superficialità. Questo non è mai stato ammissibile riguardo al Vangelo e alla sua radicalità, ma specialmente in questo nostro tempo di "post cristianità" conclamata diventa una ingiustizia profonda verso le persone, i bambini, le famiglie. 

domenica 23 luglio 2023

COME EDUCHI I TUOI FIGLI / L'EDUCAZIONE CRISTIANA 2/3



In poche frasi che bisogna leggere lentamente e meditare, i Padri Conciliari tracciano un programma concreto di educazione cristiana che è buono ripetere ai genitori, specialmente al momento della preparazione al Battesimo. I figli hanno diritto ad un'educazione cristiana. Battezzare un bambino e non dargli una educazione cristiana è una gravissima ingiustizia nei suoi confronti. L'argomento della giustizia è quello che usa Papa Francesco quando chiede un vero catecumenato per i fidanzati che si preparano al matrimonio: mentre si danno anni di formazione ai giovani che si sentono chiamati alla vita religiosa e/o sacerdotale, e se non va bene, possono sempre chiedere la dispensa dal loro stato, si accetta che dei giovani inesperti, pieni dello spirito del mondo, sulla spinta di un innamoramento che sa ancora troppo di entusiasmo, di impegnarsi in un sacramento indissolubile, dove la loro capacità di affrontare le prove inevitabili della vita matrimoniale coinvolgerà la vita dei figli creando loro ferite profonde. 

Quali sono le parrocchie che propongono un serio catecumenato per tutti i fidanzati? Questo periodo speciale orientato al matrimonio si prepara fin dai primi giorni di vita, prima ancora del battesimo e durante tutta la crescita. 


L'educazione cristiana

2. Tutti i cristiani, in quanto rigenerati nell'acqua e nello Spirito Santo, son divenuti una nuova creatura (8), quindi sono di nome e di fatto figli di Dio, e hanno diritto a un'educazione cristiana. Essa non mira solo ad assicurare quella maturità propria dell'umana persona, di cui si è ora parlato, ma tende soprattutto a far sì che i battezzati, iniziati gradualmente alla conoscenza del mistero della salvezza, prendano sempre maggiore coscienza del dono della fede, che hanno ricevuto; imparino ad adorare Dio Padre in spirito e verità (cfr. Gv 4,23) specialmente attraverso l'azione liturgica; si preparino a vivere la propria vita secondo l'uomo nuovo, nella giustizia e santità della verità (cfr. Ef 4,22-24), e così raggiungano l'uomo perfetto, la statura della pienezza di Cristo (cfr. Ef 4,13), e diano il loro apporto all'aumento del suo corpo mistico. Essi inoltre, consapevoli della loro vocazione, debbono addestrarsi sia a testimoniare la speranza che è in loro (cfr. 1 Pt 3,15), sia a promuovere la elevazione in senso cristiano del mondo, per cui i valori naturali, inquadrati nella considerazione completa dell'uomo redento da Cristo, contribuiscano al bene di tutta la società (9). Pertanto questo santo Sinodo ricorda ai pastori di anime il dovere gravissimo di provvedere a che tutti i fedeli ricevano questa educazione cristiana, specialmente i giovani, che sono la speranza della Chiesa (10).

I genitori, primi educatori

COME EDUCHI I TUOI FIGLI? IL DIRITTO DI OGNI UOMO ALL'EDUCAZIONE 1/3


Quasi ogni giorno abbiamo notizia di violenze “gratuite”, “per futili motivi”, spesso violenze in famiglia, sempre più spesso ad opera di giovani o giovanissimi. 

Parlando della popolazione carceraria, il carissimo don Giovanni Liccardo citava Victor Hugo: "aprite una scuola, chiuderete una prigione”. E commentava purtroppo a ragione: abbiamo aperto migliaia di scuole ma non abbiamo chiuso molte carceri. La popolazione carceraria ha un livello culturale medio basso e quindi lo sforzo della scuola non è vano, ha un impatto positivo sulla delinquenza. Ma ciò che realmente allontana dal delinquere sono i valori. E per questo, se non si opera nella famiglia e nella famiglia di Dio che è la Chiesa, la scuola non basterà. 

Nelle nostre zone quasi tutti chiedono il battesimo per i loro bambini. Il celebrante chiede ai genitori all’inizio del rito: “Chiedendo il battesimo per il vostro figlio vi impegnate ad educarlo nella fede, affinché nell'osservanza dei comandamenti, egli impari ad amare Dio e il prossimo come Gesù ci ha insegnato. Siete consapevoli di questa responsabilità?” E i genitori rispondono di sì. Anche i padrini promettono di aiutare i genitori nell’educazione cristiana del figlioccio/a. 

Quanti sanno cosa significa educare cristianamente un figlio? Quante famiglie vivono il Cristianesimo con una fede matura con Gesù Cristo al centro? Quante conoscono le esigenze del Battesimo cristiano, o semplicemente i Comandamenti? La Scrittura dona indicazioni preziose riguardo all’educazione, ma quanti ne fanno il loro pane quotidiano? La Chiesa ha una grande esperienza educativa ma quanti conoscono e apprezzano la sua dottrina?

Nel 1965, i vescovi riuniti in Concilio, pubblicarono una dichiarazione sull’Educazione Cristiana: “GRAVISSIMUM EDUCATIONIS”. Eccone altri tralci: 

PROEMIO

L'estrema importanza dell'educazione nella vita dell'uomo e la sua incidenza sempre più grande nel progresso sociale contemporaneo sono oggetto di attenta considerazione da parte del sacro Concilio ecumenico (1). In effetti l'educazione dei giovani, come anche una certa formazione permanente degli adulti, sono rese insieme più facili e più urgenti dalle circostanze attuali. Gli uomini, avendo una più matura coscienza della loro dignità e della loro responsabilità, desiderano partecipare sempre più attivamente alla vita sociale, specie in campo economico e politico (2) d'altra parte gli sviluppi meravigliosi della tecnica e della ricerca scientifica, i nuovi mezzi di comunicazione sociale danno loro la possibilità, anche perché spesso hanno più tempo libero a disposizione, di accostarsi più facilmente al patrimonio culturale e spirituale dell'umanità e di arricchirsi intrecciando tra i gruppi e tra i popoli più strette relazioni.

…. l'educazione completa sviluppa insieme la verità e la carità.

mercoledì 19 luglio 2023

IL SOFFIO DEL CONCILIO NEL PATTO DELLE CATACOMBE. MONS. LUIGI BETTAZZI.

Luigi Bettazzi  (+ 16 luglio 2023) era l'ultimo padre conciliare italiano vivente.

Nell'indire il Concilio Vaticano II Papa Giovanni XXIII parlava della “Chiesa dei poveri”. Questa frase fu luce per molti. In particolare ispirò Francisco Arguello e anche Carmen Hernandez di cui ricorre questo 19 luglio il settimo anniversario della sua dipartita verso il Padre. Insieme, nel soffio del Concilio hanno potuto fare e proporre un Cammino di Iniziazione Cristiana per adulti in mezzo a poveri che accoglievano la Parola di Dio senza difendersi ma senza nessuna base precedente di tradizione cristiana. Questo rendeva necessario per loro un Cammino progressivo che permetta loro di maturare nella fede. Ma, in cambio, questi poveri furono maestri al mondo intero nella loro docilità al Vangelo.

Questa frase di Papa Giovanni XXIII e tutto il Concilio furono luce per tanti vescovi e in particolare per Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, che ci ha lasciato in questi ultimi giorni alla soglia dei 100 anni. Fu l’unico vescovo italiano tra i padri conciliari a firmare il “Patto delle catacombe” di cui riprendo il testo sul sito della comunità di Bose. In seguito questi vescovi firmatari, all'origine in maggioranza latino americani, arrivarono a più di 500. 

Meditiamo questo testo e cerchiamo di ritrovare il soffio del Concilio che, come ci ha ricordato Papa Francesco, è tutto Magistero, va applicato nella sua interezza.


Il “Patto delle catacombe” per una chiesa serva e povera

 Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Vaticano II, una quarantina di padri conciliari hanno celebrato un’eucaristia nelle catacombe di Domitilla, a Roma, chiedendo fedeltà allo Spirito di Gesù. Dopo questa celebrazione, hanno firmato il “Patto delle catacombe”. Il documento è una sfida ai “fratelli nell’episcopato” a portare avanti una “vita di povertà”, una chiesa “serva e povera”, come aveva suggerito il papa Giovanni XXIII. I firmatari si impegnavano a vivere in povertà, a rinunciare a tutti i simboli o ai privilegi del potere e a mettere i poveri al centro del loro ministero pastorale. Ecco il testo:

domenica 16 luglio 2023

DUE CASI RECENTI DI CRITICHE ASPRE AL PAPA A POCHI GIORNI DELLA GMG DI LISBONA


Ogni decisione o discorso del Papa trova chi lo critica, spesso in modo polemico.

Ultimamente due fatti hanno scatenato le critiche. Il primo potrebbe turbare i giovani che si preparano a partecipare alla GMG di Lisbona. 

Papa Francesco ha annunciato che creerà nuovi Cardinali. Uno di questi è il vescovo ausiliare di Lisbona, responsabile della GMG prossima, Mons. Amerigo Aguiar. Titola la Nuova Bussola Quotidiana: “A Lisbona una GMG senza Cristo. E lo fanno cardinale” ( (A Lisbona una GMG senza Cristo. E lo fanno cardinale - La Nuova Bussola Quotidiana). ). Cosa gli viene rimproverato? Ha detto che non vuole assolutamente convertire i giovani a Cristo né farli diventare cattolici. Frase gravissima se fosse ripudio della missione. Ma è solo una frase estrapolata dal contesto che significa: vogliamo invitare tutti i giovani, anche non credenti, anche non cristiani, a venire a fare questa esperienza, che è comunque una esperienza ricca per loro e possono venire in fiducia, non faremo proselitismo, li rispetteremo. Quando queste cose le diceva Benedetto XVI andavano bene. Quando lo dice uno che è dalla parte di Papa Francesco, non vanno più bene!

sabato 15 luglio 2023

QUANTO È DIFFICILE ASCOLTARE! / XV Dom T.O., A, 2023.


La prima lettura presenta la potenza della Parola creatrice che compie la sua missione. Beati noi se lo crediamo! Angelo Sequeri l’ha riassunto nel suo bellissimo canto “Symbolum ‘80”: "Io so quanto amore chiede / questa lunga attesa / del tuo giorno o Dio; / luce in ogni cosa io non vedo ancora, / ma la tua parola mi rischiarerà". Andare verso la morte è andare verso la luce, verso lo svelamento dell’amore di Dio costantemente presente, e la consolazione dei nostri cuori. 

Il problema che rimane però è quindi l’ascolto affinché io che sono libero non vanifichi il progetto di salvezza di Dio per me. Gesù con la parabola del Seminatore ci elenca anche le difficoltà dell’ascolto. Ricordiamoci che l’ascolto è il  primo comandamento, come sanno tutti gli ebrei facendone la loro preghiera quotidiana, lo Shemà : "Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; ..." (Mc 12,29; Dt 6,4-5). Ma lo sanno tutti i cristiani? Una breve rassegna nella Bibbia ci fa trovare la parola “ascolta” 151 volte, “ascolti” 32 volte, e “ascoltate” 84 volte. Solo questo è sufficiente per far comprendere l'importanza dell’ascolto.  

“Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.” (Isaia 50,4-5). 

Donaci Signore un orecchio aperto alla tua Parola e anche alla Parola della Chiesa. 


Prima Lettura  Is 55, 10-11 La pioggia fa germogliare la terra.

Dal libro del profeta Isaia

giovedì 13 luglio 2023

QUANDO IL DEMONIO SI DIMOSTRA UMILE SERVO DI DIO, MALGRADO SE STESSO.


San Francesco chiamava il demonio lo “Sceriffo di Dio”, perché non può fare nulla che non gli sia permesso da Dio e nel suo odio per noi ci fa soffrire e quindi ci riporta a Dio, ci fa capire che solo la grazia ci può salvare, che solo la fede ci giustifica, che Dio è solo misericordia visto che ci perdona malgrado i nostri tanti peccati. Quindi, non peccare! Ma non disperare mai.

Un caso eclatante in cui il demonio si è dimostrato umile servo di Dio suo malgrado è quello  del meraviglioso libro del santo Luigi di Montfort, il Trattato della Vera devozione a Maria. San Luigi scrisse questo libro che il demonio nella sua furia cercò di distruggere. Così che ci è arrivato senza le copertine e senza le prime pagine che, sicuramente erano fatte di dediche al re di Francia o al Papa. Invece il demonio non poté distruggere l’insegnamento del santo mariano e il suo libro inizia subito con frasi folgoranti:


[1] Per mezzo della ss. Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo . Maria è un mistero

[2] Maria visse tanto nascosta da essere chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater, Madre nascosta e riservata. Fu così profondamente umile da non avere, sulla terra, attrattiva più forte e continua che di nascondersi a se stessa e ad ogni creatura per essere conosciuta da Dio solo.

lunedì 10 luglio 2023

GIACOBBE: VANTAGGI E SVANTAGGI DI NASCERE IN UNA TRADIZIONE CRISTIANA / Lunedì XIV sett. T.O., dispari, 2023.


Giacobbe riconosce senza esitazioni la presenza di Dio durante la notte mentre fugge verso Carran dai parenti di suo nonno Abramo. Ma Dio non è ancora il SUO Dio. Deve ancora fare alleanza con lui. Inizia in quella notte una sua storia personale con Dio. Questa storia personale con Dio è necessaria per ciascuno di noi. Non ci salva il Dio dei filosofi, l’Essere perfettissimo e neppure il Dio della Legge, il Dio giudice che impone dall’alto i suoi comandamenti. 

Commuove questa adesione personale di Giacobbe al Dio di suo nonno e di suo padre. È come un dubbio sulla sua potenza: se tu sei capace di proteggermi in questa terra straniera (dove ci sono altri dèi e molti pericoli) e riportarmi nella terra che hai promesso a mio nonno e ai suoi discendenti allora sarai davvero il mio Unico Dio.

Sarà sempre più ovvio per il popolo che il Dio dei Padri è il loro Dio, proprio perché è il Dio degli antenati, “da sempre” e ha compiuto prodigi in favore delle generazioni passate. Ma, paradossalmente, questa ovvietà può allontanare la presenza di Dio dalla vita personale. È Dio, sta in cielo ma io sono sulla terra. È il Dio del mio popolo ma con tutta questa gente di cui si deve occupare, mica penserà a me, mi parlano di grandi miracoli, ma per me nessun miracolo. Sono riflessioni che sentiamo ancora oggi da molti che abbiamo battezzati facendogli credere di essere cristiani, quindi di essere stati evangelizzati. Poi li abbiamo abbandonati con il catechismo della loro prima comunione e senza risposte di fronte ai loro interrogativi. 

È senz’altro un vantaggio di nascere dopo tante generazioni cristiane, con una tradizione ben radicata, con una “immensa schiera di testimoni” e di interventi di Dio nella Storia, ma senza un incontro personale con il Signore, senza un atto di fede personale nel Dio che mi chiama per nome, la fede tradizionale ha poco valore, non resiste di fronte alle sfide e ai drammi della vita. Non resiste nemmeno di fronte all’amore per una donna, per un uomo, di fronte ai soldi e alla sete legittima di realizzarsi. E si diventa succubi degli idoli, “perché in chiesa va tutto bene, ma fuori le cose sono diverse”, mentre Gesù ci indica la Via della Vita.  


Prima Lettura   Gn 28, 10-22a Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo.

Dal libro della Gènesi

domenica 9 luglio 2023

DIO CI OFFRE DI RIPOSARE. COME MAI NON ACCETTIAMO TUTTI LA SUA OFFERTA? / Dom XIV T.O.,A, 2023.



Oggi è domenica, giorno di riposo e di santità e, anche se non è legato alla sola domenica, in modo particolare il Signore ci invita alla festa, al riposo, ad entrare nel suo riposo. 

Lo fa nella prima lettura promettendo di stabilire la Pace. Lo fa nella seconda lettura annunciandoci che siamo liberi dalla tirannia del nostro egoismo se ci lasciamo guidare dallo Spirito di Gesù. Lo fa nel Vangelo invitandoci a deporre in lui la nostra stanchezza e senso di oppressione per godere della sua umiltà e mitezza, della dolcezza del suo giogo.

Se è così bello come mai non tutti si precipitano a seguire Gesù Cristo? Come mai nelle chiese tante volte si è insegnato l’osservanza rigorosa di precetti e non ad entrare nel suo riposo e a lasciarsi guidare dal santo amore di Dio? 

Ecco che scopriamo che questo re, mite che cavalca un asino in segno di pace diventa ingombrante perché nel profondo siamo ancora alla ricerca del potere, del prestigio, della sicurezza che dona la ricchezza (mammon), della vittoria che umili l’avversario. Scopriamo che non ci piace affidarci totalmente a Dio e lasciarci guidare, ma vogliamo controllare il nostro progetto di vita, avere meriti nostri, un regno nostro, anche se piccolo e sempre minacciato. Scopriamo di non credere in Gesù, nella sua Via.

Se Dio rivela i segreti della vita ai piccoli, io che non sono piccolo, non sono umile, non sono mite, come farò?

Gesù non ha detto: “venite a me voi  piccoli, umili, miti di cuore”. Ma “venite a me voi tutti stanchi e oppressi, anche chi non sopporta più la tirannia del suo orgoglio, del suo egoismo (la carne). Ci indicherà con pazienza e amorevolezza eterna la Via della Vita, se ci lasciamo guidare ci porterà sicuramente sulla via stretta, ci farà passare per la porta angusta che apre sul Paradiso. 


Prima Lettura  Zc 9, 9-10   Ecco, a te viene il tuo re umile.

Dal libro del profeta Zaccaria. 

venerdì 7 luglio 2023

QUAL È LA DIFFERENZA TRA LA FEDE DI ABRAMO E QUELLA DEI CRISTIANI?


In genere la scoperta del sacrificio di Isacco è uno shock per tutti, per non dire un trauma.

Ricordo una signorina. Era nata nel 1910, lo stesso anno di madre Teresa di Calcutta ciò di cui andava molto fiera. A suo tempo era stata la prima presidente dell’Azione Cattolica nella sua parrocchia ed era molto stimata dalle sue coetanee. Era piena di devozione per Gesù, il suo dolce Gesù. Non voleva leggere l’Antico Testamento per tutte le cose brutte che vi erano riportate e in particolare tremava al pensiero di Abramo e Isacco sul monte Moria. Raccontando questo episodio a mia madre, le dicevo quanto era importante far leggere l’Antico Testamento alle persone. Lei, formata dagli scout negli anni ‘30, mi rispose: ”certo, ma basta meditare la Passione di Gesù che è molto più del sacrificio di Abramo”.

giovedì 6 luglio 2023

CI POSSIAMO ACCONTENTARE DELLA FEDE DI ABRAMO O DOBBIAMO AVERE UNA FEDE PIÙ GRANDE? / Santa Maria Goretti, Giovedì XIII sett. T.O., dispari, 2023.


Ieri eravamo scioccati dalla durezza di Abramo e Sarah nel trattare Agar la schiava e madre di Ismaele: usata quando serviva, cacciata quando non serviva più… Ma l'imperfezione morale non impedisce Abramo di capire 
che il Dio che gli parla mantiene le sue promesse e può tutto, dare vita alla morte come era la sua carne e quella di Sarah. Conviene obbedirgli ciecamente, perché, anche nella morte egli è il Dio della vita. Noi tremiamo davanti alla prova di Abramo che ha creduto che anche uccidendo lui stesso il figlio che amava, Dio fedele avrebbe risuscitato quel figlio. 

Si parla giustamente delle parrocchie come comunità evangelizzatrici. Sta nel programma delle parrocchie portare i fedeli alla fede di Abramo, o meglio (più di uno dirà “peggio”) alla fede cristiana, cioè, “allo scopo di edificare il corpo di Cristo”, portare tutti “all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Efesini 4,13)? Sta nel programma delle parrocchie insegnare a odiare i figli, cioè purificarci da ogni attesa umana, da ogni compromesso con l’affettività, per essere strumenti di Cristo nell’educare i figli nella disciplina del Signore? Oppure ci si accontenta di rimanere “fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina” (Efesini 4,14), del "secondo me", del "vabbè ma non bisogna esagerare", del "lo Spirito Santo è presente ovunque" (il che in assoluto è proprio vero, ma pastoralmente crea confusione), del "la fede non si può giudicare, ognuno la pensa come vuole", ecc..

Santa Maria Goretti, che ricordiamo oggi, giglio che maturava comunione dopo comunione secondo la testimonianza della mamma, martire solo perché "Dio non vuole", ci testimonia assieme a Carlo Acutis, Chiara “Luce” Badano, e altri, che è possibile vivere il Vangelo fino in fondo, anche in tenera età, anche oggi. 


Prima Lettura   Gn 22, 1-19  Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede.

Dal libro della Gènesi

mercoledì 5 luglio 2023

COME MAI DIO APPROVA LA CACCIATA DI AGAR? / Mercoledì XIII sett. T.O., dispari, 2023



Abramo caccia Agar e Ismaele dietro suggerimento pressante di Sarah. Questo episodio scandalizza molti. Ricordo la grande amica, Alberta Levi Temin, che da ebrea di oggi chiedeva perdono ad Agar per il trattamento ricevuto. Aveva ragione secondo la nostra sensibilità di oggi. Ma ricordiamoci il contesto di allora: Agar è una schiava. Non crea minimamente problemi ad Abramo e Sarah di imporle rapporti sessuali col padrone, che è pure un vecchio di 85 anni. Infatti è una schiava. Il suo figlio non sarà suo ma della padrona: lei è solo una schiava anche se essere incinta da Abramo significa per lei una qualche promozione sociale. Agar non sa stare al suo posto e crea problemi fin dal momento in cui è incinta… Sono tanti elementi che giustificano la posizione di Sarah. E, metodi a parte, questi elementi sono una lezione preziosa per noi anche oggi. La chiarezza ci fa tante volte paura ma è un dono. Come dice il “proverbio arabo”: Signore dammi la pazienza di sopportare le cose che non devo cambiare, il coraggio di cambiare le cose che devo cambiare, la sapienza di distinguere le une dalle altre. La carità deve essere presente in tutto, ma non esclude la chiarezza. Gesù chiede a tutti scelte radicali che non escludono la pazienza, la longanimità, ma si lamenta di coloro che non scelgono. Vuole vomitare dalla sua bocca i tiepidi! (Apocalisse 3,16). La mancanza di coraggio e lucidità nell'educazione, nella politica, nelle nostre scelte personali, sta creando disastri. 

Lot ottiene salvezza perché ha quel minimo di fede e di obbedienza necessario. Ma il suo non essere né carne né pesce fa che educa male le sue figlie e la fine della sua famiglia non è edificante (Gen 19,30-38). 

Vedi sull'argomento, il post di due anni fa, più completo: 

La Gioia del Vangelo: LA LORO FEDE ERA PIU' VITA DELLA LORO STESSA VITA / I santi primi martiri romani, 30 giugno.


Prima Lettura   Gn 21, 5. 8-20  Il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco.

Dal libro della Gènesi

martedì 4 luglio 2023

LOT CI INSEGNA ANCORA COSE MOLTO IMPORTANTI / Martedì XIII sett. T.O., dispari, 2023.


Abbiamo già parlato di Lot (La Gioia del Vangelo: LOT, SOLO FOTOCOPIA DI ABRAMO / Martedì XII sett. T.O., dispari. 2023.). La sua vicinanza ad Abramo gli ha dato la fede nel Signore e alcuni valori, nonché la protezione riservata a chi è legato ad Abramo, come anche Agar e Ismaele, pur non essendo in linea con la “Promessa”. 
Dio si rivela molto generoso, sempre. Ma ci sono altri punti sui quali la Scrittura oggi ci istruisce:

La sciagura sta per abbattersi su Sodoma e Dio, per amicizia per Abramo, vuole salvare Lot e la sua famiglia. Vediamo qui tutta la potenza della preghiera di intercessione!

Gli angeli mandati dal Signore prendono letteralmente per mano Lot e i suoi e li conducono fuori della città. La loro fede è debole. Il loro attaccamento alle cose, a sé stessi, non gli permette di prendere una decisione chiara. Sono quelli di cui parla il Vangelo di Domenica scorsa: “Chi vuole salvare la sua vita la perderà…” hanno sempre messo i legami terreni e le loro comodità prima di Dio e quindi indugiano. Senza "un grande atto di misericordia del Signore" starebbero ancora ad esitare al momento in cui si scatenerà la sciagura. Impariamo nella nostra debolezza ad affidare tutta la nostra vita, senza nessun limite, al Signore - attraverso la Vergine Maria - . Sarebbe meglio obbedire senza esitazioni, ma questo atto di affidamento sincero può salvare la nostra vita.  

Poi c'è l'atteggiamento diverso di Lot e della moglie. La moglie guarda indietro, verso i suoi legami, verso il passato, verso i suoi rimpianti e questo sterilizza la sua vita, la paralizza. Quante statue di sale in vari modi: gente che rimpiange la giovinezza, le occasioni perdute, che conserva rancori, oppure evade dal reale anche con la semplice curiosità, infine sopratutto non si apre al futuro, all’incognito che Dio presenta, non si lascia guidare da Dio ma vive ripiegata su sé stessa, o altro ancora… Lot presenta un caso diverso molto interessante: non ha compreso che Dio - dicendogli di fuggire fin sulle montagne - gli darà la forza di compiere ciò che gli domanda. Vedendo la sua debolezza però non decide da sé cosa fare ma dialoga con Dio e ottiene “un accordo al ribasso" che però diventa la volontà di Dio e gli assicura la grazia necessaria!

Impariamo da figure come Lot e la sua famiglia.


Prima Lettura  Gn 19, 15-29 Il Signore fece piovere sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco.

Dal libro della Gènesi

lunedì 3 luglio 2023

SCOPRIRE CON STUPORE LA NATURA DELLA CHIESA / San Tommaso Apostolo, 3 Luglio 2023


San Tommaso Apostolo: una personalità dalle prese di posizione fuori dal coro. Ha quindi l’onore di alcune pagine del Vangelo per il nostro insegnamento. Egli rappresenta assieme alla confessione delle debolezze di altri apostoli un segno della sincerità e veridicità delle Scritture. 

Cosa invece dice Paolo ai primi cristiani di Efeso, in quale progetto il Signore ha inserito questi uomini e donne comuni, come noi, e quindi anche noi?

“Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio”. Una dignità immensa, inconcepibile. I pagani avevano paura delle loro divinità e del loro comportamento poco razionale, spesso capriccioso, ma anche gli ebrei avevano soggezione di Dio. A maggior ragione. Incontrare Dio significava morire. “Manòach disse alla moglie: "Moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio". (Giudici 13, 22). E quando non succedeva, suscitava grande stupore e timore. Vedi Giudici 6, 22; Genesi 32, 31; Deuteronomio 5, 24; ecc.

L’incontro con Dio, faccia a faccia, suscita sempre un certo smarrimento e in genere si cerca di evitarlo, anche tra chi frequenta la chiesa. Un conto è fare delle preghiere, chiedere grazie, un conto è rischiare di confrontarsi con il Dio vivente. E san Paolo ricorda/annuncia a questi cristiani della prima ora, che sanno molto bene quale privilegio sia essere cittadino romano, che sono concittadini del Regno di Dio, anzi, familiari di Dio. Il familiare non manca di rispetto ma è un familiare. L’insistenza di alcuni a chiamare sacrilegio la comunione sulle mani e gli applausi in chiesa, banalità la celebrazione faccia al popolo, ecc., è molto lontana dal Cammino di Dio con il suo popolo culminato nello stupore della Buona Notizia e della nascita della Chiesa, corpo di Cristo. È vero che ci sono abusi, ma questo non giustifica gli abusi in senso opposto. 

In poche righe Paolo ci presenta una Chiesa Sinodale che è costituita di pietre vive: “quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”. (1 Pietro 2, 5). Non c'è solo la distinzione tra Chiesa che insegna e comanda e fedeli che ricevono, ma un organismo ornato di carismi distribuiti come vuole lo Spirito Santo, benché il fondamento sia quello  degli apostoli e dei profeti dove Gesù appare quasi solo come pietra d‘angolo. Certamente la pietra d’angolo dona solidità a tutto il resto e quindi è essenziale, ma non è nemmeno tutta la fondazione! e l’edificio comprende tutti noi per essere insieme l’abitazione di Dio in questa generazione, suo Tempio santo.

Ho coscienza di questa dignità e di questa missione? Vivo questo stupore quando ci raduniamo per il culto? Chi entra nelle nostre assemblee percepisce questa presenza di Dio?  Papa Francesco ci chiede, per recuperare queste dimensioni di riscoprire il silenzio.


Prima Lettura   Ef 2, 19-22  Edificati sopra il fondamento degli apostoli.

QUESTO NON È UNO SHOW. OGNI GIORNO, OGNI METRO, CI È DONATO COL SANGUE.

Valerii Zaluzhnyi


"Nessun paese della NATO lancerebbe una controffensiva senza copertura aerea, ma i nostri alleati si aspettano che noi lo facciamo. Gli F-16, promessi solo da poco, nel migliore dei casi arriveranno alla fine delle nostre operazioni… Abbiamo 10 volte meno munizioni dell’avversario e dobbiamo andare avanti lo stesso. 

Alcuni dicono che la nostra controffensiva è lenta. È il loro problema. 

Questo non è uno show che il mondo intero guarda e fa le scommesse sopra, o qualcosa del genere. Ogni giorno, ogni metro ci è donato col sangue".

Valery Zaluzhnyi, 49 anni, Comandante in capo delle forze ucraine. 


Preghiamo intensamente per la Pace, che passa attraverso la nostra conversione, affinché cessi questa guerra così disumana. Preghiamo la Vergine Maria che ha già manifestato il suo amore materno per la Russia. Preghiamo san Michele Arcangelo, patrono di Kiev e dell'Ucraina. Che mai più un esercito straniero possa attraversare frontiere riconosciute a livello internazionale. Mai più bombardamenti deliberati sui civili, mai più crimini di guerra ed ecocidi. 

Ricordiamo Gandhi (Gandhi!) che diceva: "preferisco un violento a un codardo che si dice pacifista". 


domenica 2 luglio 2023

LA CROCE : UN CAMMINO PARADOSSALE DI LIBERAZIONE! / XIII Dom. T.O., A, 2023.


“Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà,” 

E chi sarà degno di Gesù? Quanti saranno i cristiani? 

Il Vangelo di oggi conclude il discorso ai missionari di Matteo. - Allora non mi riguarda!, posso stare tranquillo… -  Piano! Ci sono altre situazioni, in cui Gesù rivolge lo stesso concetto a tutti: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. … Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo". (Luca 14, 26-27.33).

Certo, ogni opera buona, anche piccola, sarà ricompensata, e il discepolo troverà il sostegno di Dio nelle sue necessità. Vediamo quindi che Gesù, largo in misericordia e paziente con la nostra debolezza, CHE NON RIGETTA NESSUNO, ci indica però una meta alta, un cammino che ha fine solo quando ci saremo liberati da tutto ciò che ancora ci intralcia verso la Vita Degna di Dio nella Libertà dei suoi Figli. 

Ci sono però tanti modi per difenderci dalla Parola di Dio, sminuirla, cercare di renderla innocua. Il primo modo è di cancellarla proprio, di vivere come se non esistesse. Oppure di dire che riguarda altri, preti, suore, missionari, non me. Un altro modo ancora è di ragionarci su, e invece di ascoltare ciò che il Signore mi vuole dire, di coprire la Parola con i miei ragionamenti, ascoltando me stesso e le mie ragioni e non la Parola di Dio. C'è chi, istintivamente o meno, riduce la Parola a ciò che egli compie, a ciò che egli comprende, non uscendo mai dalla logica umana, non passando mai alla logica di Dio, la logica della fede. C'è anche chi spiega la Parola agli altri, “fa la predica” senza coinvolgere la propria vita nell’ascolto, non permette che la Parola operi il suo compito: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”. (Ebrei 4, 12). Un altro modo molto comune per difendersi dalla Parola di Dio è mettersi ben in vista l’etichetta (falsa) di chi “ama già Dio sopra ogni cosa, fin da bambino è innamorato di Gesù e Maria, compie già tutto ciò che il Signore chiede, ecc.”. Questo succede meno facilmente a chi fa un cammino sulla Parola di Dio. INFINE CONDIZIONA PESANTEMENTE IL NOSTRO ASCOLTO OGNI LEGAME CHE ANTEPONIAMO ALL'OBBEDIENZA TOTALE A DIO. Chi ama persone o cose,  proprietà, progetti ... più di Dio non può ascoltarlo con totale libertà. 

La realtà è che è molto difficile ascoltare, perché significa fare spazio a ciò che non è mio e mi mette in discussione, svuotarsi, rimettere nelle mani di Dio tutta la mia vita e quindi è raro incontrare persone che ascoltano veramente il Signore che parla.  


Prima Lettura  2 Re 4,8-11.14-16a Costui è un uomo di Dio, un santo; rimanga qui.

Dal secondo libro del Re.

sabato 1 luglio 2023

UN'ONDATA CRESCENTE DI OMICIDI PER "FUTILI MOTIVI". IN SOCIETÀ LIBERE, LIBERISTE, SERVONO COSCIENZE FORTI, FORMATE!


Perché tanti omicidi ultimamente per “futili motivi”? Nessun motivo di legittima difesa, di rapina che incontra resistenza, ma liti per il volume della radio, per una discussione fuori al bar, per un apprezzamento a una ragazza, perché un senza fissa dimora è una preda facile sul marciapiede, “perché ero stressato” ...
Dopo l’uccisione di Michelle Causo lasciata nel carrello della spesa arriva subito la notizia di Giuseppe Turco, anche lui 17 anni, ucciso a coltellate da un ventenne. Uno al giorno! In Francia, da giorni, distruzioni, incendi, saccheggi, per una causa che dovrebbe risolversi con un’inchiesta rigorosa contro un poliziotto che ha gestito in modo pessimo una situazione di tensione provocata da un ragazzo piccolo delinquente abituale.

Veramente si tratta solo di un picco, o di un’accelerazione di un fenomeno che sta crescendo da molti anni? Viviamo un disagio individuale diffusissimo in società malate. La società malata non dà più riferimenti per contenere il mio disagio o maturare. Il disagio personale di tanti individui riesce a coinvolgere intere società.

Paolo Crepet sta tuonando da anni contro la (mancata) educazione dei giovani. Non condivido tutto il suo discorso, ma il problema c'è. In società libere (liberiste) sono necessarie coscienze forti, formate! Vedi il discorso di Giovanni Paolo ai giovani ucraini nel 2001: (La Gioia del Vangelo: IL VOSTRO POPOLO STA VIVENDO UN PASSAGGIO DIFFICILE E COMPLESSO DAL REGIME TOTALITARIO CHE L'HA OPPRESSO PER TANTI ANNI, AD UNA SOCIETÀ FINALMENTE LIBERA E DEMOCRATICA / Giovanni Paolo II ai giovani ucraini nel 2001)