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venerdì 16 ottobre 2026

IL PAPA HA SALTATO LA FILA... E QUINDI? / 16 ottobre 2026.

Molte immagini con IA mostravano
 il Papa dopo l'operazione in pigiama
 (e con la papalina in testa: che ridere!).
 Questa foto mentre celebra l'eucaristia
oggi in ospedale è ufficiale.

Perché il Papa salta la fila per la sua operazione? Mi è stata posta la domanda che circola sui social. Perché una Chiesa che parla di vicinanza ai poveri si dimostra così efficiente per la salute di Papa Leone mentre tanti italiani fanno fatica a curarsi e in particolare hanno tempi di attesa molto lunghi con il rischio molto reale di peggioramento?

Certamente dai molti commenti letti forse hai già una risposta che ti aiuta a superare la sterile polemica. Ma, senza polemica, senza lasciarsi prendere dall'invidia sociale, c'è un reale problema? Sì, ci sono differenze ma anche ingiustizie in un campo così fondamentale come (il diritto a) la salute.  

Papa Leone non è un paziente ordinario per tanti motivi e ha ricevuto un trattamento particolare. Poteva essere diversamente? L'attenzione alla privacy non fa problema: era necessaria, anche per i sanitari. Ma ci sono altri punti: 

AI GIOVANI EUROPEI / Discorso di Papa Leone a Metz, 28 settembre 2026.



Papa Leone nel suo viaggio in Francia ha voluto andare a Metz, la città di Robert Schuman - venerabile per la Chiesa Cattolica - cofondatore con l'italiano Alcide De Gasperi e il tedesco Konrad Adenauer, della CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio) che divenne "l'Europa dei Sei" e in seguito l'Unione Europea attuale. Oggi ci sono proposte populiste di Italexit (l'Italia esca della UE), di Frexit (la Francia esca dalla UE), ecc., e tentativi esterni di discreditare e spezzare l'unità europea, additandola a sorgente di tutti i mali. Ecco il pensiero della Chiesa, nelle frasi finali dell'intervento del Papa, rivolte ai giovani europei :   


Condividendo queste riflessioni, penso prima di tutto ai giovani, chiamati a costruire l’Europa di oggi e di domani. Come già osservava Schuman: «Che questa idea di un’Europa riconciliata, unita e forte diventi d’ora in poi il motto per le giovani generazioni, desiderose di servire un’umanità finalmente liberata dall’odio e dalla paura, che reimpara, dopo troppo tempo di divisioni, la fratellanza cristiana» [13]. 

Ai giovani dico: abbiate il coraggio di vivere in modo responsabile la missione di costruire la pace, nel vostro cuore, nelle vostre relazioni, nella vostra famiglia, nelle scuole e nelle università, nella vita delle vostre città, dei vostri paesi e di tutta l’Europa.

mercoledì 14 ottobre 2026

COSÌ PARLA UN PRESIDENTE / 14 OTTOBRE 2026.

 



Mio nipote Gérard è quello
con le mani in tasca davanti
all'uomo che alza le braccia.

Mio nipote che vive in Ucraina da più di 20 anni, collabora dall'inizio dell'invasione russa con vari gruppi francesi o di altri paesi per portare aiuti umanitari in Ucraina. In questi giorni festeggia con il gruppo belga BeforUkraine l'ambulanza numero 150. Ho ricevuto anche foto del suo appartamento illuminato solo da candele perché il quartiere è senza elettricità mentre Kyiv è colpita da missili balistici. Egli accompagna queste foto da un suo sfogo verso quello che anche lui ritiene il tradimento di questi giorni del presidente americano. 

Sotto la risposta del presidente ucraino Zelensky: 

COSÌ PARLA UN PRESIDENTE (post di Bankova)

“Ho commesso un errore credendo alle promesse di Donald Trump. Ha assicurato al mondo che avrebbe aiutato l’Ucraina e posto fine a questa guerra se fosse tornato alla Casa Bianca. Eppure, a più di un anno dalla sua presidenza, l’Ucraina sta ancora lottando per la sua sopravvivenza. Invece di stare fermamente al fianco di un paese che si difende da un’invasione, Trump ha assunto posizioni che sollevano serie domande sull’impegno dell’America verso l’Ucraina. Il suo approccio ha lasciato molti ucraini a chiedersi se le promesse fatte a noi sarebbero mai state mantenute.

martedì 13 ottobre 2026

QUANTO TEMPO AL GIORNO DEDICHI AD ACQUISTARE SAGGEZZA? / Vangelo di lunedì 12 ottobre 2026.

 

Nel giorno del giudizio
la Regina di Saba e gli 
abitanti di Ninive condannano
chi non si è convertito. 


Che direbbe la regina del Sud a questa nostra generazione, a questa nostra parrocchia se venisse oggi, lei che intraprese un viaggio di mesi per acquistare sapienza ascoltando Salomone? Cosa direbbero gli abitanti di Ninive a quanti nella nostra parrocchia si dicono cristiani, loro che hanno creduto alla predicazione di Giona, un profeta straniero, perché hanno visto la loro coscienza e hanno compreso di essere bisognosi di conversione? Anzi, cosa dicono, perché la Parola di Dio è viva ed efficace, attuale. 

È la regina del Sud, sono gli abitanti di Ninive col loro re che ti parlano e ti chiedono: quante ore dedichi ogni giorno per acquistare Saggezza, conoscere meglio la tua fede, conoscere Cristo, ascoltarlo, stare con lui? La tua vita non è forse piena di televisione, Youtube, reels, tiktok, instagram, Facebook, che trattano per lo più argomenti senza vera importanza e povera di meditazione e preghiera? Fai l’esame di coscienza quotidiano per mettere davanti al Signore soprattutto i movimenti del tuo cuore, per confrontare con il suo amore i tuoi desideri, i tuoi obiettivi, le tue domande, le tue paure? Ogni tanto ti fermi con un prete per fare questo confronto e ricevere la pace che nasce dal cuore di Gesù e che egli effonde sulla tua vita e le tue ferite? Concepisci la tua vita come un cammino dove Dio deve occupare sempre più spazio per poterti risanare e farti crescere? Ti chiedi qual è il senso vero della vita, perché anche se sei occupato in mille faccende e anche distrazioni, sai che nulla rimane per sempre su questa terra e senza Dio la tua vita è senza senso? La fede per te è un incontro reale col Signore Gesù vivo, che si rinnova ogni giorno, oppure un'ipotesi consolatoria, un tappabuchi, una risposta da dare di fronte all'angoscia della vita e della morte ma non una certezza? 

lunedì 12 ottobre 2026

LA MADONNA TI PROTEGGA PAPA LEONE / 12 ottobre 2026.

 


Una giornata di preghiera speciale per Papa Leone che sarà ricoverato oggi al Gemelli per essere operato di un nodulo al polmone. Quasi immediatamente abbiamo apprezzato Papa Leone per la sua personalità semplice. Sono gli echi che vengono da chi lo ha incontrato a Lourdes, colpito dal suo modo di partecipare alla “Procession aux flambeaux”. E questa percezione è condivisa in modo generale. Ma lo apprezziamo anche per il suo magistero chiaro radicato nella Tradizione e fedele al Concilio Vaticano II.

Siamo sicuri che il Signore ce lo conserverà molto a lungo ancora e glielo chiediamo con fiducia. Ma sappiamo che in tutto è il Signore che ci custodisce e guida attraverso i suoi servi e dona loro il premio. Come pregò l’ancora Cardinale Robert Francis Prevost prima di accettare la sua elezione a Papa rivolgendosi al Signore: “sei tu il Capo, sia fatta la tua volontà”.

GESÙ SA BENE COME FARTI USCIRE DALLE TUE MORTI PERCHÉ EGLI STESSO È RISORTO DA MORTE / 12 ottobre 2026.

 


Gilbert Keith Chesterton (1874 - 1936), autore inglese nato in una famiglia anglicana poi convertito al cattolicesimo, fu uno scrittore prolifico e capace di brillare in molti ambiti e uno spirito arguto che usava spesso il paradosso. 

Infatti Chesterton vede con chiarezza che la continua rinascita del Cristianesimo dagli attacchi esterni e dalle sue stesse crisi interne non risiede in una strategia umana ma nella Risurrezione di Cristo. 

domenica 11 ottobre 2026

TUTTI CHIAMATI MA POCHI CHIEDONO LA GRAZIA DI DIO / XXVIII Dom. T.O.,A. 2026.

 



Il re del Vangelo invita con generosità, pazienza e premura non solo il suo popolo ma anche tutti senza guardare se uno è buono o cattivo, se è degno o meno. Anzi, è degno chiunque accetta l'invito, indegno chi lo rifiuta, o chi vuole entrare nella Chiesa senza conversione. Purtroppo molti rifiutano l’invito, persino in modo violento, altri sono ingannati, resi ciechi da un velo che li copre. Chi invece conosce le promesse di Dio e rifiuta l’invito ha “una colpa più grande” (Giovanni 19, 11). Il rifiuto consapevole dell’invito di Dio non è senza conseguenze anche se Dio rimane fedele e in attesa. Ma molti sono chiamati e pochi gli eletti. 

Questa pazienza e rispetto della nostra libertà da parte di Dio mi rimanda a un grande evento di misericordia attraverso la Vergine Maria nel 1830 quando chiese a Caterina Labouré di coniare la cosiddetta medaglia miracolosa, precisandone il modello. In particolare dalle mani della Vergine partono raggi che sono le grazie che Lei può ottenere da Dio. Più precisamente questi raggi partono da anelli che porta alle dita ma non da tutti gli anelli. La spiegazione della Vergine Maria è che potrebbe fare tante altre grazie ma nessuno le chiede. Lei stessa lasciandosi guidare dallo Spirito Santo ha sperimentato quanto più grande e bello e nobile era il progetto che Dio le affidava a confronto di quanto lei avrebbe immaginato nel suo desiderio di amarlo e servirlo. Non rifiutare l’invito. Tante volte lasciamo passare la grazia di Dio a nostro danno e delle nostre famiglie per motivi banali, persino futili. 

sabato 10 ottobre 2026

IMPENSABILE BARBARIE DI CHI SI VESTE DI VALORI CRISTIANI E NECESSITÀ DI RITROVARE IL VERO SPIRITO MISSIONARIO / 10 ottobre 2026.




Arriva l'impensabile da forze politiche che si pretendono cristiane, difensori dei valori cristiani e della tradizione cristiana dell’Occidente. Si annuncia la fucilazione in streaming di un ex militare americano. Prendo la riflessione di Luis Badilla nel suo : “Osservazioni casuali” del 3 ottobre e anche la risposta di Papa Leone nell'aereo di ritorno dalla Francia sulla natura non cristiana di alcune formazioni di estrema destra.

Dagli Stati Uniti arriva l'impensabile, barbarie pura: la fucilazione di un condannato a morte in diretta. L'ex maggiore dell'esercito USA, psichiatra, Nidal Hasan, 56 anni, condannato per la strage di Fort Hood del 2009 presso il Soldier Readiness Processing Center di Fort Hood, in Texas, quando aprì il fuoco uccidendo 13 persone e ferendone altre 32, sarà messo a morte in diretta streaming. In assenza di ricorsi, evento poco probabile secondo la stampa statunitense, l’esecuzione dovrebbe avvenire il 3 dicembre nella base militare di Fort Hood, in Texas, lo stesso luogo in cui Hasan compì la strage nel 2009. 

mercoledì 7 ottobre 2026

COME ESSERE CRISTIANI IN UN MONDO SENZA PIÙ PUNTI DI RIFERIMENTO E DARGLI VITA? / 7 ottobre 2026.

 


Come essere cristiano in un mondo senza punti di riferimento? Con tutte le persone con le quali parlo si arriva sempre alla conclusione che questo mondo manca di punti di riferimento. C'è chi è semplicemente sfiduciato, senza prospettiva per l'avvenire, chi pensa che è la politica che deve cambiare le cose, che bisogna prendere le maniere forti ... Eppure Gesù ha detto alla gente che lo ascoltava, gente comune non gente scelta o impegnata o con talenti particolari: "voi siete luce del mondo". Non quindi per i talenti o le opere ma perché ha conosciuto Gesù e crede in lui, per il messaggio di verità che porta. 

Ma tu conosci veramente Gesù? Ha trasformato la tua vita fino a renderti sale, luce e lievito in questo mondo, nella tua famiglia? Sai testimoniare la tua fede con coraggio ma anche chiarezza se qualcuno ti contesta o vuole solo seminare in te il dubbio, non quello che spinge ad approfondire ma quello che vuole distruggere la tua fede nelle sue fondamenta. Smetti di essere Luce quando per rispetto umano taci di fronte a chi deride la fede, quando per ignoranza non sai rispondere a chi attacca la Chiesa, i valori cristiani o i credenti. 

martedì 6 ottobre 2026

I SANTI COME CARLO ACUTIS SONO DEI PRESCELTI. E NOI? / 6 ottobre 2026.


Il film su Carlo Acutis è stato visto da moltissime persone e ha suscitato molte domande, anche a causa della giovanissima età di questo grande santo. 

I Santi sono predestinati e per loro la via verso il paradiso è più facile?

Quando ero bambino mi lamentavo di questo. In particolare nei confronti della Vergine Maria, creata Immacolata, e verso gli angeli creati direttamente in paradiso. Per loro tutto facile, mentre io poveretto, ero nato nel peccato e anche cresciuto in una famiglia molto credente e con tanti valori ma un po' centrata sul senso di colpa e non sulla Buona Notizia, come si usava comunemente prima del Concilio. La mia educazione cristiana era più centrata sui No di Dio nei comandamenti che sui “vai!” sul “Vieni e seguimi, svilupperò i tuoi doni e ne aggiungerò altri” di Gesù. In pratica percepivo la grazia quasi solo come perdono nella confessione e come vita nell’aldilà, in paradiso, dopo una vita col freno a mano tirato per evitare gli errori e la rovina che ne poteva conseguire. La mia vita vissuta in famiglia aveva molti aspetti positivi ma la mia visione mentale del rapporto con Dio e della vita cristiana era quello che ho descritto sopra, con un’educazione mariana che faceva della Vergine Maria un rifugio sicuro, ma non un invito all’audacia. 

Ma i santi sono predestinati ad esserlo e altri no?

lunedì 5 ottobre 2026

QUANDO IL VANGELO SEMBRA ACCUSARE DIO STESSO / XXVII sett. T.O., pari. 5-10-2026.

 



Il dottore della Legge chiede con esattezza teologica: “cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” (Il tale ricco dice: cosa devo fare per AVERE la vita eterna? Marco 10,17). Gesù gli chiede di rispondere lui stesso visto che conosce la Legge e la insegna agli altri : «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?» (Al tale ricco invece risponderà: “tu conosci il comandamenti” e lo aiuta ripetendoli, caso mai li avesse dimenticati). È importante anche la precisazione di Gesù : “come leggi?”. Cioè come interpreti, a quale conclusione ti portano i tuoi studi? Il dottore risponde bene, eppure Gesù rovescia la sua visione. 

Conosciamo la parabola del buon samaritano e l’invito che rivolge a tutti noi: farci prossimi. Ma ci sono momenti in cui tutto sembra insufficiente. Questa mattina abbiamo celebrato il funerale di un uomo di 58 anni, senza vizi, vittima di un aneorismo imprevedibile dal quale malgrado l’intervento dei medici non si è rialzato. Si rimane senza una spiegazione. E soprattutto questo Vangelo sembra accusare Dio stesso. C'è stato il buon samaritano, la locanda, cioè l’ospedale… perché non è guarito malgrado l’età giovane e la buona salute? Non abbiamo spiegazione.

domenica 4 ottobre 2026

QUALE VIA SEGUI? IMMENSA GRATITUDINE A SAN FRANCESCO / Giubileo di S. Francesco - XXVII Dom. T.O.,A, 2026.


 

La prima lettura ci insegna che Dio può abbandonare l’uomo alla durezza del suo cuore, alle conseguenze del suo peccato. L’uomo nella sua dignità deve scegliere con chi stare, se dalla parte del Bene, dell’Amore, di Dio, assumersi la responsabilità della sua vita attraverso le sue scelte più intime.

Il Vangelo mostra dove porta il rifiuto dei profeti: l’uomo può arrivare a voler coscientemente usare la religione a suo uso e consumo. È la logica di Satana che intende sedersi sul trono di Dio (Isaia 14,12-15). Essendo stato cacciato dal cielo dagli angeli buoni, egli cerca di prendere possesso dell’umanità. E ci riesce fin dalle origini con il sì di Adamo ed Eva alle sue menzogne. Ma vuole completare questo suo dominio, distruggere fino in fondo la stirpe umana, i suoi valori. 

sabato 3 ottobre 2026

COSA CI INSEGNA LA VISITA DEL PAPA IN FRANCIA? È UN SEGNO PER LA NOSTRA FEDE? / 3 ottobre 2026.

 


C'è stato uno stupore generale per la risposta pacifica di più di un milione di francesi per la visita del Papa qualche giorno fa. Quattro giorni, folle immense, molta gioia, molta preghiera, nessun disordine, nessuna violenza. Fu la stessa constatazione alla Giornata Mondiale dei Giovani a Parigi nel 1997. L'anno dopo per la Coppa del Mondo di Calcio ci sono stati scontri e almeno un poliziotto è morto. Allo spettacolo dei raduni attorno al Papa qualcuno si è esclamato con toni trionfalistici e ingenui: “la Francia si è convertita, è tornata la Figlia Primogenita della Chiesa!” È proprio così? Appena andato via il Papa, la Francia ha conosciuto scioperi, disordini e violenze in particolare sulla questione dei licei. Ho letto pure commenti che accusano il Papa di aver calpestato la laicità e usurpato diritti di parola che non gli competono. Sarà forse necessario affrontare queste accuse che a prima vista sembrano fondate e non lo sono. Intanto chiediamoci cosa ci insegna la visita di Papa Leone in Francia: 

venerdì 2 ottobre 2026

I CRISTIANI NON RIFUGGONO LA COMPLESSITÀ MA ANTEPONGONO A TUTTO LA GIOIA DEL VANGELO / Sono arrivati gli inviti per l'Evangelizzazione. 2 ottobre 2026.

 



Ecco gli inviti per l’Evangelizzazione! Papa Leone ha parlato spesso di Evangelizzazione in Francia. Sotto alcune parole pronunciate durante i Vespri a Notre Dame il 24 settembre.

Anteponete a tutto l’Evangelii gaudium, ossia quella conversione missionaria che Papa Francesco ci ha testimoniato sin dalla sua prima Esortazione Apostolica.

Dalla Lettera ai Galati abbiamo ascoltato la ragione per cui non dobbiamo temere: «Dio mandò il suo Figlio» (Gal 4,4). Lo mandò fra noi, in questo nostro mondo! Nel testo paolino il verbo descrive un avvenimento reale, storico, non circostanze ideali. I cristiani non rifuggono la complessità, perché Dio stesso li ha chiamati a seguire suo Figlio in un mondo già abitato, già in movimento, già segnato dalle miserie e dalla bontà degli esseri umani. Il cammino della Croce rivela, certo, le oscurità che attraversano il mondo, ma più radicalmente l’amore di Dio vittorioso della morte.

giovedì 1 ottobre 2026

SANTA TERESINA: L'IMPORTANZA DECISIVA DELLA BIBBIA NELLA SUA VITA / 1° Ottobre 2026.



Ieri la Chiesa attraverso san Girolamo ci spingeva a nutrirci della Bibbia per conoscere il nostro Salvatore, il suo amore e la sua sapienza. Ma la Scrittura ci svela anche il senso della vita. Oggi, 1 ottobre, la Chiesa ci propone un altro Dottore della Chiesa, Santa Teresina. Entrata molto giovane - con dispensa papale - nel Carmelo di Lisieux, sentiva che la sua vita non avrebbe avuto senso se non fosse diventata santa sulle orme di Gesù. Al monastero oltre la vita comune e i suoi orari, le venne insegnato una programma di cose da fare per imparare ad offrire la sua vita e la sua volontà al Signore e, così, diventare santa. Ma lei non riusciva a seguire questo programma e doveva essere dispensata da molte penitenze. Questo le creò una profonda angoscia. Come posso essere santa se non seguo il programma della regola? Fu un periodo di grande oscurità per lei perché nessuno le dava una risposta che pacificasse il suo cuore. Forse con questa mia debolezza non sono fatta per questa vocazione che ho sentito così forte, che ho abbracciata con amore e con il consenso del Papa stesso? 

È leggendo la Scrittura che ha scoperto la sua vocazione personale e il senso del suo essere nel Carmelo. È stato il Signore stesso a guidarla nella sua lettura, a parlarle direttamente attraverso una lettera di san Paolo! Ascoltiamo santa Teresina che ci racconta come sono andate le cose: 


Dall'«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine

​(Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, 227-229)

​Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore

     Siccome le mie immense ispirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi nel primo che tutti non possono essere al tempo stesso apostoli, profeti e dottori e che la Chiesa si compone di varie membra e che l'occhio non può essere contemporaneamente la mano. Una risposta certo chiara, ma non tale da appagare i miei desideri e darmi la pace.

PERCHÉ CONSERVARE E VENERARE IL CORPO DEI SANTI? / 1 Ottobre 2026.



 Un carissimo amico mi scrive: perché la Chiesa permette l’esposizione e la conservazione di un corpo, soprattutto dei santi? Non è meglio andare a messa e pregare per quel santo anziché fare pellegrinaggi per visitare il corpo e chiedere grazie? 


Gesù vuole per tutti un culto in spirito e verità. La donna samaritana nel Vangelo di Giovanni dice a Gesù : "Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". (Giovanni 4,20-21) “Gesù le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. … Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". (Giovanni 4,21.22-24). Quindi dovunque ci sono due o tre radunati nel nome del Signore, egli sta già in mezzo a loro. A un suo monaco che voleva uscire dal monastero per andare a vedere la Sindone a Torino, l’abate ha risposto: “a Torino c'è il lenzuolo di Cristo, ma qui abbiamo il suo Corpo!” Non c'è nessun luogo dove non si possa adorare Dio, e il "luogo speciale" per eccellenza è la comunità cristiana (ekklesia = chiesa).

mercoledì 30 settembre 2026

EVVIVA LA PAROLA DI DIO VIVA E CREATRICE / San Girolamo, 30 settembre 2026.

 

Un'ora sola alla settimana,
il mercoledì mattina, oppure il sabato mattina

San Girolamo ha dedicato la sua vita alla Sacra Scrittura per sé stesso e per gli altri. Il risultato è che è diventato santo. E ha aiutato tantissimi a diventarlo permettendo a chi non conosceva le lingue bibliche di nutrirsi del pane della Parola di Dio in latino che all'epoca era diffuso e parlato ovunque.

Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote (Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3)

 L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo

    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. 

lunedì 28 settembre 2026

PRESTO IL VINO NUOVO DELLA FESTA. MEMORIZZA LA DATA: 13 OTTOBRE 2026, ALLE ORE 20.00

 



In Francia, con sorpresa della Chiesa stessa e della Società, sta crescendo il numero delle persone adulte che chiedono il battesimo o semplicemente ritornano alla fede. 

La gioia di questi giorni durante la visita di papa Leone in Francia lo ha testimoniato: Gesù può cambiare la vita, dare risposte solide per questi tempi difficili, capaci di dare nutrimento e fermezza cosciente nelle tentazioni e le tempeste.

PENTIRSI PER CREDERE? A CHE SERVE? / Matteo 21,28-32. Lunedì 28 settembre 2026.

 


Gesù dice una parabola ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. Comprendono bene e danno la risposta giusta. Ma non mettono in pratica il messaggio della parabola. Anche oggi capita a molti di noi, preti, diaconi, catechisti ma anche laici. Conosciamo la risposta e magari la spieghiamo ai bambini e agli altri in genere, ma non l’applichiamo alla nostra vita, non ci convertiamo. Siamo tanti buoni predicatori ma cattivi testimoni. Pensiamo di non dovere cambiare perché siamo già apposto o comunque meglio degli altri, oppure pensiamo di dover cambiare con i nostri pugni, sforzarci e questo ci lascia scoraggiati perché ci scopriamo deboli e poco motivati. 

Convertirsi significa credere a una notizia che obbliga a una scelta di campo fino a cambiare il comportamento esteriore. Qual è questa Notizia? "Razza di vipere! … Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile". 

I pubblicani e le prostitute si convertono perché credendo a questo annuncio, sanno di essere peccatori e temono di essere bruciati nel fuoco inestinguibile. I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non si convertono perché non credono che Giovanni Battista sia stato mandato da Dio. Conoscendo la legge trovano i cavilli per non credere in lui: “È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". (Luca 7,33). È solo un arguzia per difendersi dalla Parola di Dio perché trovano da ridire anche su Gesù che mangia e beve. Ciascuno di noi si faccia l’esame di coscienza per scoprire quali giustificazioni mette davanti alle esigenze della conversione per bloccare la grazia.  

Gesù però vuole aiutare quanti non si sentono peccatori e hanno in testa tanti argomenti per giustificarsi. Li mette davanti ad un fatto: voi condannate pubblicani e prostitute ma non avete fatto cambiare vita a nessuno di loro. Giovanni Battista invece, sì. Questo non vi interroga? Non vedete che Dio opera attraverso di lui? Secondo la vostra scienza, Dio dovrebbe manifestarsi in modo diverso, ma i fatti sono fatti. Allora fermatevi davanti al Dio delle sorprese e dite: Signore c'è sicuramente qualcosa che non va in me. Rivelami il mio peccato. Aiutami con la tua grazia ad avere un pentimento sincero che apra il mio cuore alla tua grazia. Trafiggi questo cuore che non comprende: “All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2,37-38).

Papa Francesco, da buon gesuita, conservava l’abitudine di confessarsi ogni 15 - 20 giorni. A volte non trovava nessuna mancanza volontaria da confessare e diceva: “Allora mi preoccupo, perché so di essere un peccatore, temo di essere superficiale nell'esaminarmi e prego per scoprire i miei peccati”. Questo è un bell’esempio di “pentirsi per credere”.

Al demonio che vuole tormentarmi con i sensi di colpa dirò: “statti fresco, il mio giudice è il Signore e mi ha perdonato”. Al Signore invece dirò: “Signore buono e misericordioso, abbracciami nel tuo amore e abbi pietà di me peccatore. Non permettere che si indurisca il mio cuore”. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 21,28-32

domenica 27 settembre 2026

SI PUÒ DIRE LA VERITÀ UN PO' ARRABBIATI? / XXVI Dom. T.O., A, 2026.

 



"La verità deve essere detta con amore, ma l'amore non può mai impedire che la verità sia detta"  Sant' Agostino.

Chiaramente dire la verità arrabbiati non attira, rischia di creare chiusure. San Vincenzo di Paola diceva: "la verità detta senza carità non viene da una carità vera". Il segreto è parlare nello Spirito Santo, di pregare prima, durante e dopo che abbiamo parlato. Si può essere bruschi e caritatevoli. P. Pio era brusco. Ho avuto la testimonianza di un uomo che da ragazzo si era visto rifiutare l'assoluzione da lui. Dopo tanti anni non aveva ancora capito perché. Ma in genere chi si vedeva rifiutare l'assoluzione da Padre Pio comprendeva che era il Signore stesso che lo invitava a un esame di coscienza più profondo, a un pentimento più autentico...

Invece, molte persone credenti attorno a noi si creano lo scrupolo di dire o aver detto la verità per paura di offendere o aver offeso la sensibilità di chi pensa il contrario o vuole imporre la sua verità. Qualcuno porta al collo un corniciello o altro talismano "perché me lo hanno regalato". Sant'Agostino, con la sua grande autorevolezza di santo Dottore della Chiesa, è estremamente liberante per tutti. Ma non dice nulla di nuovo: Gesù stesso riassume la sua missione davanti a Pilato: "Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". (Giovanni 18, 37).

È impressionante questa centralità della verità. Troppo spesso crediamo o ci fanno credere che contano solo o soprattutto le opere. Eppure, se le opere rivelano l'autenticità della  nostra fede ( Giacomo 2, 14-26) non sono alla base della salvezza: "il giusto vivrà mediante la fede". Questa certezza spinge s. Pietro a delegare il compito sacro della giustizia nel servizio delle mense per  un altro servizio più essenziale:  "Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". (Atti degli Apostoli 6, 4).

Chiaramente questa fedeltà alla verità e il rivelare a tutti il progetto di amore di Dio per l'Umanità è costata cara a Gesù: ha incontrato resistenze, incredulità, opposizione sempre più dura. Però questa sua posizione gli ha dato in modo sovrabbondante grandi gioie e molti vantaggi: è stato innanzitutto una persona libera, che è stata stimata anche da molti suoi avversari e amata da tutti quelli che cercavano sinceramente Dio. Essendo libero ha potuto gioire di tutto il bene che incontrava, abbracciare con mitezza tutte le persone e situazioni, mentre spesso noi siamo schiavi tutta la vita, perché pieni di paura per le conseguenze e i rischi di una vita fuori dagli schemi della famiglia, degli amici e parenti, della società. Ma soprattutto ha sperimentato la protezione di Dio, del Padre, l'intimità con lui, sicuro che finché non sia compiuta la sua missione non poteva succedergli nulla malgrado tutta l'opposizione del mondo e di Satana stesso. Quando venne la sua ora questa fu di andare con sicurezza al Padre stesso per essere esaltato. Ricevette ogni potere in cielo e in terra e "reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 9).

Se qualcuno vuole indottrinare te o i tuoi figli contro la fede, contro la Chiesa cattolica - o contro qualsiasi valore importante - puoi chiudergli la porta senza alcun rimorso. Rimarrà poi a te di cercare di conoscere e vivere meglio la verità biblica che custodisce la Chiesa fino a diventare, non solo sicuro delle basi della tua fede, ma anche capace di trasmettere questa verità a chi non la conosce o la combatte.

Non temere, Cristo è risorto, egli è  il Signore. 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 2,1-11

sabato 26 settembre 2026

LE COSE POSSONO MIGLIORARE, CAMBIARE? LA LEZIONE DEL QOELET E DI GESÙ / settembre 2026.

 


Il Qoelet, campione di pessimismo, ("quale guadagno viene all'uomo...?") constata che “non c’è niente di nuovo sotto il sole”. E aggiunge:  “C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»?” Qoelet però cerca il nuovo, cerca la salvezza che vada oltre un realismo che rischia di chiudersi in sola rassegnazione. 

Oggi, il progresso materiale e tecnologico ci propone sempre novità, eppure l’uomo sperimenta che nulla è cambiato, nulla lo soddisfa pienamente al punto di pacificare il cuore. In particolare le relazioni con gli altri incontrano sempre le stesse difficoltà, anzi, sono spesso aumentate: incomprensioni, divisioni, lotte tra gli uni e gli altri per affermare le proprie idee o gusti, egoismi…

Ma ecco che tutto cambierà:  “Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose".” (Apocalisse 21,5). L’Uomo nuovo è Gesù Cristo. E anche chi lo segue: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove”. (2 Corinzi 5, 17).

Solo Gesù è veramente nuovo. È nuovo (“vi do un comandamento nuovo” Giovanni 13, 34) e insieme antico perché ci fa ritornare al principio (vedi 1 Giovanni 2, 7). La novità sta nel portare a compimento il progetto di Dio, ma questo progetto è da sempre. E solo ritornando al principio, l’uomo può camminare nella verità. 

Per noi Cristo e i suoi comandamenti sono veramente nuovi perché siamo nati nella natura corrotta dal peccato. Non abbiamo mai conosciuto il vero bene, partiamo dal vecchio che ci sembra naturale, normale, autentico. Ogni generazione aspira ad essere “nuova”, ma la sua novità non parte “dal principio” di Dio, ma è solo un rifacimento aggiustato del vecchio precedente, un prolungamento di ciò che faceva la generazione di prima. Oppure è un antivecchio, cioè si riduce ad opporsi a ciò che si faceva prima, a fare il contrario, spesso conservando la vecchia struttura, senza creare nulla di veramente nuovo, perché la sua radice non è la verità: è il vecchio contro il quale reagisce. Quello che fa la nuova generazione non potrà mai essere nuovo.

Gesù è il nuovo. Quando comincia a  predicare, Erode e i suoi si chiedono chi è. L’opinione della gente lo ricollega al vecchio, pensa che sia Giovanni Battista risorto, oppure Elia, o ancora uno degli antichi profeti. Erode invece, che ha fatto decapitare Giovanni Battista è pronto a considerarlo una figura veramente nuova e cerca di vederlo. È sorprendente questa disponibilità di Erode al nuovo. Purtroppo non andrà fino in fondo in questa sua apertura. Anche lui ha un suo modo di giudicare ormai ben ancorato. Vedrà Gesù quando Pilato glielo manderà, legato, prigioniero, e lo deriderà, perché vedrà in lui un perdente. Malgrado i miracoli compiuti da Gesù, la forza di verità delle sue parole, per Erode non può essere un profeta di Dio uno che non trionfa come vuole il mondo. Per lui il modo di agire di Gesù e il suo presentarsi nella debolezza non può salvare. 

Dio ci parla continuamente, si presenta a noi nella sua Parola e nella Storia. È fondamentale comprendere che Dio si presenta nella Storia personale di ciascuno di noi. Ci invita: vieni, seguimi. Beato chi lascia tutto e segue Gesù, discerne i suoi inviti e si incammina verso il nuovo che egli offre, come Abramo che va verso la terra che Dio indicherà (vedi Genesi 12,1). Quel giorno comincia la tua storia di salvezza.


Dal libro del Qoèlet  Qo 1,2-11

venerdì 25 settembre 2026

PERCHÉ IL MONDO ABBIA LA VITA / Un grande avvenimento, il viaggio di Papa Leone in Francia, 25 - 28 settembre 2026

 


Dalla Francia arrivano notizie per il viaggio del Papa in quella nazione. Alcuni miei famigliari partecipano. Una mia sorella ha mandato la foto dei suoi pass. Mio fratello prete userà un'App speciale per i Vespri proposta dal mensile Magnificat. Una donna, membro della nostra parrocchia, partita con un treno di ammalati per Lourdes, provvidenzialmente si troverà felicemente lì assieme al Papa. Giuseppe Tronco, vocazione delle nostra parrocchia di san Castrese ma prete della diocesi di Orléans sulla Loira, si rallegra di accompagnare i suoi giovani francesi allo Stade de France per l’incontro del Papa. Ci saranno tante cose da raccontare e condividere! 

mercoledì 23 settembre 2026

COME P. PIO HA RICEVUTO LE STIGMATE / 23 - 09 - 2026.



Oggi è san Pio da Pietrelcina. Ho trovato nell’Ufficio una lettura finora sconosciuta. Infatti e.prex e il sito della CEI hanno la consueta lettera ad una sua devota che incoraggia ad apprezzare la croce. Invece la lettera sotto è indirizzata al padre spirituale che gli chiede di rivelargli le circostanze delle stigmate che ha ricevuto. Prima invisibili, poi visibili e sanguinanti. Credo che sia interessante leggere questa lettera con attenzione. Da una parte le Fonti Francescane non sono così dettagliate su ciò che sentito san Francesco e quindi impariamo qualcosa su questo fenomeno simile delle stigmate. D’altra parte, ogni santo è un “pezzo unico” che Dio lavora con amore, anche se con un unico Spirito. “Tutti nasciamo originali purtroppo molti muoiono fotocopie” diceva questo straordinario ragazzo, san Carlo Acutis. Padre Pio è nato originale, e vissuto e morto originale.


Innalzerò forte la mia voce a Lui e non desisterò

Dalle Lettere del B. Pio da Pietrelcina (Lett. 500; 510; Epist. I, 1065; 1093-1095, Ediz. 1992).

In forza di questa obbedienza mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese di agosto 1918.

Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all’occhio della intelligenza.

 Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e sembrava che da essa punta uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare.

martedì 22 settembre 2026

EUCARISTIA PER LA CUSTODIA DEL CREATO VENERDÌ 25 SETTEMBRE / settembre 2026.

 



Tra le guerre di questo tempo c'è una guerra totale di tutti contro la nostra Casa Comune, diceva Papa Francesco. Stiamo tutti commettendo un Geocidio - uccidiamo la Terra - , l’uomo deve imparare a vivere in modo sostenibile, dice il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Il problema dello sconvolgimento climatico, con tutte le sue conseguenze, fisiche, sociali, spirituali, è così grande che rischiamo di essere scoraggiati. Ma l’amore vincerà, il male non trionferà dice Papa Leone. Anzi, l’Amore ha già vinto, satana è già stato gettato fuori (Giovanni 12, 31). Ma sta a noi a introdurre questa vittoria nella vita concreta. Solo in Cristo, attraverso la preghiera possiamo attingere la grazia di questa vittoria ed essere guidati dalla Sapienza divina per attuare i cambiamenti necessari. 

lunedì 21 settembre 2026

È NECESSARIO INCONTRARE GESÙ VIVO PER ESSERE CRISTIANO? / 21 settembre 2026.

 




Il cristiano è qualcuno che ha incontrato Gesù Cristo vivo e confessa che egli è il Signore. Chi non lo ha incontrato vivo non può avere una fede viva, ma ha una “fede” solo umana, per tradizione, per paura, confondendo il suo attaccamento a valori cristiani con la fede, o semplicemente come una ipotesi, Gesù come una figura che può ispirare come qualsiasi figura del passato. Quante persone mi hanno detto: io sono cristiano, ma se fossi nato in un paese islamico sarei musulmano! Una persona così non può essere un cristiano. 

Ma come si può incontrare Gesù vivo? Il punto centrale è che questo incontro è realissimo, pur non essendo come gli  incontri in questo mondo. Incontrarlo non significa averlo visto come vedo le persone per strada o i miei parenti ed amici. Infatti dice san Pietro: “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”. (1 Pietro 1,8-9). Come si può dire di aver incontrato qualcuno senza averlo visto? Non è un inganno o un autoinganno?

domenica 20 settembre 2026

RALLEGRATEVI NEL SIGNORE, VE LO RIPETO, RALLEGRATEVI ! / XXV Dom del T.O.,A, 2026.

 


Tutti aspiriamo ad una vita perfetta, almeno migliore. Gesù è venuto per questo: affinché “abbiano la vita e la vita in abbondanza” (Giovanni 10,10) a differenza dei falsi profeti, ladri e briganti. Ci presenta il Regno dei cieli in molti modi, in particolare con parabole. Oggi nella parabola degli operai nella vigna egli ci dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il Regno dei Cieli che sogni, desideri per liberarti da questa tua vita insoddisfacente, è già qui, in te che porti il peso del giorno e del caldo, in te che vivi l’angoscia di aver trascorso la maggior parte della tua vita senza scopo o in attività che ti hanno rovinato e hanno danneggiato altri e arrivi alla vecchiaia - “alla fine della giornata”- e dici: “cosa ho costruito, cosa lascio?” È presente anche nelle persone che ti circondano e lavorano più o meno bene secondo il tuo giudizio nella vigna del Signore. Devi solo aprire gli occhi del cuore per vederlo. Adesso è l’ora di Dio, invocalo, chiedigli di convertirti, di entrare nella sua mentalità e nelle sue vie, così diverse dalle tue, di prenderti a lavorare nella sua vigna, di permetterti di seguirlo.

Assieme a tutta la Chiesa, tu sei il sogno d’amore di Dio, anche se non è ancora il tempo del riposo. Assieme a tutti i membri di questa assemblea domenicale, ai fratelli e sorelle della tua comunità, quelli che lavorano sodo e quelli che arrivano ancora inesperti, o sembrano non lavorare come conviene. Il Signore vuole insegnarti il senso della gratuità, a te che lavori dall’alba e a te che sei appena arrivato da una vita vuota, il senso della sua bontà e il senso della gratitudine. Il Signore vuole trasformarti come san Paolo che desidera ardentemente andare lontano dal corpo per incontrare finalmente a faccia a faccia il Cristo che gli è apparso sulla via di Damasco, ma sa che si incontra Dio nell’essere come lui, nel seguire le sue orme e quindi non rifiuta di ritardare questo premio se questo significa servire, amare come Cristo che avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine. Paolo sa che la sua vita è Cristo fin da adesso e per sempre. E dirà ancora più avanti in questa lettera ai cristiani di Filippi: “rallegratevi nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi” (Fil 4,4). Il Signore è vicino. Alleluja! 



Dal libro del profeta Isaìa  Is 55,6-9

sabato 19 settembre 2026

LA GIOIA DEI CREDENTI NEL NUOVO TESTAMENTO / 19 - 09 - 2026.

 


Spesso vediamo cristiani tristi nella vita, o mentre implorano grazie presso le statue o anche mentre partecipano alla Messa, qualcuno estremamente serio, per non parlare di molti funerali che esternamente assomigliano a quanto dice san Paolo della tristezza dei pagani che sono senza speranza (1 Tessalonicesi 4,13). Ho cercato il termine gioia nella Bibbia. Ci sono tante espressioni per esprimere la gioia che viene da Dio attraverso la sua salvezza potente che rigenera, ma già questa stessa parola è indicativa. La troviamo 278 volte nella Bibbia di cui 72 volte nel Nuovo Testamento (28 volte nei Vangeli, e 44 negli Atti e nelle lettere). È dunque una parola molto presente. Ma ci interessano quei passi dove la gioia è frutto dell’azione dello Spirito Santo in chi crede anche se le gioie umane sane sono anch’esse dono di Dio. E ho voluto tener conto solo della gioia nella fede dopo la Risurrezione. La Bibbia fa spazio a tutti i sentimenti e li troviamo in Gesù stesso. Ma la gioia del Signore risorto è ciò che caratterizza i credenti già su questa terra. 


Matteo 28, 8. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli

Luca 24, 41. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

Luca 24, 52 Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia  

venerdì 18 settembre 2026

POVERTÀ DELLA CHIESA E DEL CLERO. COSA DICE SAN PAOLO? / In seguito allo stipendio dei Cardinali 18 - 09 - 2026

San Paolo tessitore di tende.

 La decisione di Papa Leone di annullare le restrizioni di stipendio al personale della Santa Sede volute da Papa Francesco a causa del Covid continua a suscitare emozione e reazioni negative. Alcune reazioni, come sempre, sono basate su una cattiva informazione o persino sul piacere di poter parlare male della Chiesa. Ma nel profondo anche molte persone semplici e impegnate con Cristo e la Chiesa sono rimaste a disagio. Considero una grazia enorme aver potuto vivere i 25 anni della mia vita religiosa senza soldi, sperimentando la vicinanza costante e premurosa del Signore. Ma cerchiamo di superare la disinformazione chiedendoci: quale era la posizione di Gesù? Qual è la posizione della Scrittura? Secondo la Scrittura gli apostoli e altri ministri del Vangelo possono ricevere uno stipendio, oppure la prassi comune della Chiesa da molti secoli rappresenta una infedeltà, un compromesso? 

giovedì 17 settembre 2026

PAPA LEONE AUMENTA GLI STIPENDI DEI CARDINALI MENTRE TANTA GENTE È POVERA? / 17 - 09 - 2026.

Detta così è una Fake News


 È uscita la notizia che “mentre molta gente sta in povertà, Papa Leone aumenta lo stipendio dei Cardinali. E poi la Chiesa predica il Vangelo!?...". Qualcuno fa il conto di tutti i Cardinali del mondo moltiplicando per 500 euro mensili per ottenere la somma totale dell'aumento mentre questa misura riguarda solo i Cardinali che lavorano in Curia.

Detta in quel modo è disinformazione. La verità è un po' diversa. Papa Francesco aveva imposto un taglio agli stipendi degli incarichi più alti del Vaticano in marzo del 2021 nel momento di crisi del Covid. Ossia 10% per i Cardinali (solo quelli che lavorano nella Curia), 8 % per i capi e segretari di dicastero, 3 % per il clero e religiosi che lavorano in Vaticano. Inoltre erano stati bloccati tutti gli aumenti automatici per anzianità che scattavano ogni 2 anni. 

mercoledì 16 settembre 2026

COSA HA DI SPECIALE QUESTA FOTO? / 16 - 09 - 2026.




La foto sopra mi ha ispirato una riflessione che dirò alla fine. Prima però situiamola: 

A Taiwan la comunità ebraica sta in forte crescita tanto da poter inaugurare luoghi tipici della vita ebraica: ultimamente si sono aperti nella Capitale Taipei una scuola ebraica, un ristorante casher (cioè che propone alimenti conformi alla Legge), una mikveh o bagno rituale, un centro culturale, e in questi giorni un cimitero ebraico, quello che vediamo nella foto. 

domenica 13 settembre 2026

MA QUALE DEBITO HO VERSO DI TE SIGNORE? / XXIV DOM. T.O., A. 2026.

 

Il servo malvagio
di Matteo 18, 21-35

Il libro del Siracide (Gesù Ben Sirach) è stato scritto verso il 180 prima di Cristo e 50 anni dopo tradotto dal nipote in greco, lingua più comprensibile per i tanti ebrei che vivevano fuori dalla Terra Santa. Quanto è attuale il suo insegnamento! Gesù non inventa nulla ma porta a perfezione la tradizione già secolare del suo popolo. “Rancore e ira sono cose orribili, … . Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, …” Leggiamo con attenzione ogni frase di questo testo. È Parola di Vita per noi. 

Gesù chiede a Pietro di perdonare settanta volte sette. Ci rimanda a Lamech, figlio di Caino, che dice alle mogli : “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette". (Genesi 4, 23-24). Dove abbonda il peccato deve sovrabbondare la misericordia (vedi Romani 5,20) e Gesù trasforma il settantasette di Lamech in settanta volte sette. Perdonare di cuore: Matteo già insisteva su questo nel Discorso della Montagna (Matteo 6, 14-15) come sottolineatura del Padre Nostro in cui chiediamo “e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Sono grato al Signore che ieri ha illuminato per me la parabola nel Vangelo di oggi. Infatti se è ovvio che ho avuto condonato un debito di diecimila talenti DEVO condonare il debito di chi mi deve solo cento denari. Però avevo da sempre un problema, non nella mente ma nel cuore : non riuscivo a vedere questo enorme mio debito verso il Signore. Lo immaginavo solo in termini di peccato. I peccati li ho fatti. Ma non riuscivo sinceramente a vedere questi miei peccati capaci di creare tale debito. “Qual è questo mio debito verso di te Signore?” - “Mi devi la tua vita che ho salvato” - “È vero. Se tu non mi avessi soccorso avrei fatto una brutta fine, già sul piano umano. E vegliando su di me hai rispettato la mia libertà senza mai abbandonarmi nelle mani di chi voleva  perdermi ma soprattutto senza abbandonarmi alla durezza del mio cuore. E per me la mia vita vale molto di più di diecimila talenti! Mantienimi in questa consapevolezza perché io possa perdonare di cuore ai miei fratelli e sorelle, non come sforzo di obbedienza ma volentieri come gratitudine che mi attraversa. La mia gioia sia di appartenerti totalmente Signore.”

Anche Matteo sa che Gesù gli ha salvato la vita.


Dal libro del Siràcide  27,33–28,9 (NV) [gr. 27,30 –28,7] 

venerdì 11 settembre 2026

L'ISLAM NON HA BASE STORICA SOLIDA? UNA BOMBA! / 11 - 09 - 2026.



L’Islam non ha base storica? Una bomba!

Ormai più di 30 anni fa ho studiato con i Padri Bianchi a Roma arabo e islamistica, leggendomi (una volta sola) tutto il Corano “bilughatihi” cioè nella sua propria lingua, in arabo.

Per spiegare il sorgere dell’Islam seguivamo la tradizione musulmana. Era sufficiente per vederne le falle. Per tanti motivi la religione di Maometto non è la vera religione, anche se l’Islam come pensiero e sistema religioso e sociale è molto più forte e ricco di quanto, superficialmente, potevo pensare. “L’Islam cosa sarà mai?” era il mio pensiero quando sono andato a lavorare in Africa del Nord. Ma il contatto quotidiano con credenti semplici e sinceri mi permise già allora di apprezzare aspetti della vita dei musulmani (e di scoprire la piccola Chiesa locale così evangelica!). Per me francese secolarizzato, il modo di vivere di molte famiglie musulmane è stato un richiamo enorme: se loro sono così quanto vale il tuo cristianesimo? Infatti dice Gesù: “se fate solo ciò che fanno anche i pagani, quale merito ne avrete?” (vedi Matteo 5, 46-47). Ma poi, da frate e prete, studiando direttamente nei testi ho scoperto ancora più ricchezze dell’Islam assieme a ancora più limiti. 

giovedì 10 settembre 2026

CHE RAPPORTO HAI CON LO SPIRITO SANTO? / Giovedì XXIII SETT. T.O., pari. 2026.

 


Prima del Concilio si diceva: “Lo Spirito Santo questo grande sconosciuto”. I santi sono sempre stati mossi dallo Spirito Santo ma se ne parlava molto poco nella formazione cattolica tranne che in rapporto ai sacramenti. A una donna delusa dalla semplicità del Curato d’Ars, il suo vescovo rispose: “Come dice lei, sarà "solo questo", ma se io, vescovo, so qualcosa dello Spirito Santo lo devo a questo umile prete”. E il Curato d’Ars aveva imparato dalla sua esperienza pastorale e nella preghiera, non in seminario. Cosa è cambiato da allora? 

Malgrado un Concilio Ecumenico accompagnato con carismi e Movimenti nuovi dati dal Signore, forse è cambiato molto poco nelle parrocchie. E anche tra coloro che invocano con formule di preghiera lo Spirito Santo spesso queste rimangono solo formule di preghiera. 

Infatti il rischio dell’Incarnazione del Verbo è di presentare un Dio con tratti umani di cui si possono fare statue e  immagini, fino a sostituire soltanto gli dèi pagani nel cuore delle persone. Senza nessun vantaggio? Gli dèi dell’antichità greco romana sono proiezioni delle pulsioni e passioni del cuore umano e le loro contese e contraddizioni permettono di spiegare fortuna e sfortuna dell’uomo. Invece la Vergine Maria e i santi protettori sono comunque figure e messaggi più elevati, misericordiosi e giusti. Ma rimane sempre il pericolo, per ciascuno di noi, di fermarsi, di credere di sapere tutto o abbastanza, tanto da non aver più bisogno di mettersi in discussione, di continuare a camminare, di essere pronti alle sorprese di Dio. Viviamo allora un paganesimo con etichette cristiane. 

Tra gli ebrei un pilastro di fede assoluto è che non si possono fare immagini o sculture di Dio e nemmeno si può pronunciare il suo Nome! Nella Bibbia ebraica  il Tetragramma “Iod Hé Waw Hé” che noi pronunciamo Iahveh, è scritto con le vocali di Adonai, Signore (da qui la pronuncia sbagliata “Geova” dei TdG). Gli ebrei non pronunciano il Nome di Dio ma leggono “Signore”. Perché Dio è aldilà, è “ineffabile” cioè: letteralmente "che non si può dire", ovvero qualcosa che non si riesce a esprimere o a descrivere con le parole a causa della sua grandezza, intensità o natura sacra (Treccani). Gli ebrei italiani scrivono D-o, per indicare questa ineffabilità del nome di Dio. 

San Paolo ci dice oggi: “Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto”. Non si possiede Dio ma ci si lascia possedere da Dio.

Infatti Paolo sa benissimo che “Dio, nessuno lo ha mai visto”  anche se Gesù, “il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Giovanni 1,18). Ora “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito” (Giovanni 3, 34) perché lo Spirito sceso come colomba RIMANE su di lui, ed egli rimane nel Padre a differenza dei profeti dell'Antico Testamento. Paolo sa che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità perché “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità" (Giovanni 4,24); Paolo sa che la Legge uccide mentre lo Spirito dà Vita e che le parole di Gesù sono Spirito e Vita; che lo Spirito porta alla Verità tutta intera i discepoli in un cammino di conversione continua. Durante la vita terrena di Gesù i discepoli non hanno lo Spirito. Sta solo accanto a loro ma non dentro di loro perché lo Spirito non c'era ancora: “Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Giovanni 7, 39), cioè non era stato glorificato sulla croce dimostrando fin dove arriva l’amore e risorgendo poi nel suo vero corpo glorificato appunto. Inglobando la morte e il male nella sua vita di amore, Gesù dimostra che Dio è fedele e che la Via che apre è quella vera. La trasformazione degli apostoli, da terrorizzati, feriti e annichiliti dalla croce in apostoli della Buona Notizia, fa vedere cosa significa avere lo Spirito Santo e come può trasformare chi si abbandona in Lui. Questo non significa che lo Spirito non era all’opera già prima di Cristo: già aleggia sulle acque all’inizio della creazione. Significa che chi ha creduto nell’opera del Padre cioè ha creduto in Cristo e ricevuto il sigillo permanente dello Spirito Santo dovrebbe essere come il vento: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,6-8). “Se vuoi andare dove non sai, devi passare per dove non sai” cioè devi lasciarti guidare verso quello che non conosci, dice san Giovanni della Croce.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 8,1b-7.11-13

mercoledì 9 settembre 2026

SAN LUCA SHOCK / Mercoledì XXIII sett. T.O., PARI, 09 - 09 - 2026.



 Conosciamo il discorso delle Beatitudini secondo Matteo, come conosciamo e recitiamo il Padre Nostro secondo Matteo. Ma Luca offre un’altra versione del Padre Nostro (Luca 11,1-4), e anche un’altra versione delle Beatitudini che oggi la Chiesa ci proclama nel Vangelo della Messa. Più breve, ma anche con una novità: il mansueto Luca, quello  del Vangelo della gioia nello Spirito Santo, del tenero Vangelo dell'Annunciazione e del  presepe dopo i “Beati voi”, Luca dice senza riprendere fiato: “Ma guai a voi … ricchi, sazi, buontemponi, voi che cercate il consenso”. 

Da approfondire…


Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 6,20-26

martedì 8 settembre 2026

UN DIO CHE SI INCASINA CON L'UOMO / Natività di Maria. 08 - 09 - 2026.

 


Emmanuele = Imma Nu El = Con Noi El. Questo pomeriggio avevo appuntamento con una coppia per benedire la casa nuova. Mi sono totalmente dimenticato e mi telefona un amico: - Posso venire a parlarti questo pomeriggio? - Certo vieni. E mi do un po’ fretta. Mentre arrivo in parrocchia, richiama: - Non vengo questo pomeriggio, vengo domani. E io penso:  Benedetto uomo mi ha fatto fare in fretta per nulla! Però niente di grave. Appena giunto in parrocchia, telefonata: - Padre la stiamo aspettando!... Grazie Signore per questo amico che mi chiede un appuntamento poi lo disdice. Così posso benedire questa famiglia nella sua casa nuova!...

La vita non è fatta solo di queste piccole cose, e c'è bisogno della fede profonda nella croce per affrontare la vita con fiducia. Ma è fatta anche di queste mille piccole cose, provvidenze, Dio-incidenze. Beato chi ha da Dio la grazia di vederle. Benedicendo questa famiglia poi il Signore si è rivelato ancora una volta il Dio Emmanuele con la sua Parola che è venuta ad illuminare, confermare il discorso che stavamo facendo. 

 La genealogia di Gesù ci immerge in questa vicinanza, questa incarnazione delle promesse di Dio attraverso una storia umana, molto umana o forse anche troppo umana direbbe qualcuno. Ma è semplicemente la storia umana, questa Magnifica Humanitas creata e amata da Dio anche nel suo peccato, fino a riscattarla. Infatti dalla genealogia di Gesù vediamo che molte cose non sono come ci si aspetterebbe da un popolo testimone della santità di Dio: Giuda che ha figli con la nuora Tamar, Davide che, una volta scoppiato lo scandalo e “pagato il peccato”,  genera il grande Salomone dalla moglie di Uria, la bella Betsabea. Salomone dalle innumerevoli mogli che genera Roboamo lecitamente ma questo non basta. Infatti trasmette cattivi esempi e Roboamo educato male sarà la causa della rottura tra le tribù riunite dal nonno Davide… E così arriviamo a Maria, la tutta santa. Proprio perché è tutta santa e vicina al suo Creatore e Dio di Israele, condividerà il suo obbrobrio, la sua umiliazione, berrà l’amaro calice di trovarsi in una situazione completamente fuori dagli schemi e troverà pace, una pace profondissima appoggiata, generata però solo dalla sua fede nel Dio con noi, assieme al giusto Giuseppe. 

Rallegrati tu che hai la vita incasinata, Dio è con te! Segui il Signore Gesù e la tua morte, i tuoi fallimenti, si illumineranno.  


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani  Rm 8,28-30

domenica 6 settembre 2026

GRANDE, VERO E ONNIPOTENTE È L'AMORE DI DIO / XXIII DOM T.O. A, 2026.

 


“Amare, voce del verbo morire”. Così don Tonino Bello ci dava questa perla di Sapienza maturata nella preghiera. Infatti colui che ha amato è morto per me e per tutti, ha compiuto la Parola di Dio facendo vendetta dei suoi nemici, cioè trasformandoli in amici. Non dirà forse a Giuda: “ amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” Questo verbo morire è associato ad altri verbi. Il primo è "risorgere". La felicità del cristiano è di sapersi amato da Dio, di scoprirlo in Gesù, crocifisso, morto, e risorto.

Non ho tempo di scrivere di più ma sono grato al Signore di aver potuto meditare e gustare assieme alle Assemblee domenicali e a qualche singolo la pedagogia che Gesù ci offre nelle letture della Messa per insegnarci passo passo ad amare. Alleluja! Lodate Dio!


Dal libro del profeta Ezechièle  Ez 33,1.7-9