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martedì 20 gennaio 2026

IL 2 FEBBRAIO, UN EVENTO IMPORTANTE NELLA PARROCCHIA / 20 gennaio 2025.




Un argomento che ci interessa tutti, presentato da esperti impegnati nella causa della retta alimentazione e della sostenibilità!

domenica 18 gennaio 2026

"PERCHÉ IO NO?" COSA SIGNIFICA ESSERE SANTO NELLA BIBBIA? / II Domenica del T.O., A. 18 GENNAIO 2026



“Si isti et istae, cur non ego?” “Se questo e questa (sono diventati santi), perché io no?” si chiedeva s. Agostino. Oggi di fronte alla violenza che si diffonde come una metastasi in tutti gli strati della nostra Società e del mondo, tra le nazioni, molti, in particolare i giovani, forse si domandano: se tanti al massimo livello, Trump, Putin , Netanyahu e altri a livelli più bassi, possono servire senza vergogna i propri interessi usando la legge del più forte, perché io dovrei rispettare gli altri, il bene comune, delle regole? L’orgia dei potenti, degli adulti, dei capi, genera figli violenti. Qualcuno conclude che la famiglia, la scuola, la società possono fare poco a fronte delle esplosioni di violenze di chi si crede padrone del mondo. È vero che non riusciamo a eliminare il male. Ma limitarsi a questa costatazione non sarebbe una risposta da cristiano. Non è vero che non si può fare nulla.

sabato 17 gennaio 2026

"VI VOGLIO TUTTI IN PARADISO!" / Indulgenze dell'anno giubilare francescano per l'VIII centenario della morte di san Francesco. 17 gennaio 2025.



Dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 il Papa concede speciali indulgenze a chi parteciperà all'anno giubilare francescano. Il Decreto della Penitenzieria apostolica precisa le condizioni per ottenerle, ma va letto tutto come un testo ispiratore sul piano spirituale. Credo inoltre che dovrebbe suscitare in noi il desiderio di conoscere meglio san Francesco e la sua interpretazione della vita cristiana e la sua visione della Chiesa, come fonte di ispirazione per noi oggi. Sarà opportuno fare incontri in parrocchia su questo tema.


DECRETO DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA

IN OCCASIONE DELL’OTTAVO CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI,

MEDIANTE IL QUALE SI INDICE UNO SPECIALE ANNO GIUBILARE

CON ANNESSE INDULGENZE PLENARIE

 

"Custodite la memoria del padre e fratello nostro Francesco, a lode e gloria di Colui che lo ha reso grande tra gli uomini e lo ha glorificato tra gli angeli. Pregate per lui, come egli stesso ci ha chiesto prima di morire, e pregate lui, perché Dio renda anche noi partecipi con lui della sua santa grazia”. [1]

Mentre sono ancora attuali ed efficaci i frutti di grazia del Giubileo Ordinario dell'anno 2025 appena conclusosi, nel quale siamo stati tutti spronati a renderci pellegrini di questa speranza che non delude (Cfr. Rm 5,5), ecco aggiungersi a esso quale ideale prosecuzione una nuova occasione di giubilo e di santificazione: l'ottavo centenario del felice transito di San Francesco d'Assisi dalla vita terrena alla patria celeste (3 ottobre 1226).

QUEL SENS A CÉLÉBRER SELON LE RITE ANTIQUE ? / Texte du Cardinal Roche au Consistoire extraordinaire. 17 janvier 2025.



Pour le Consistoire le Pape avait proposé aussi aux Cardinaux le thème de la Liturgie qui n'a pas été retenu. Prudence, manque de courage, plus grande importance des autres thèmes? Le cardinal Roche avait préparé et distribué un texte "clair comme de l'eau de (Arthur) Roche". À lire.


CONSISTOIRE EXTRAORDINAIRE

(7-8 janvier 2026)

Liturgie : réflexion théologique, historique et pastorale approfondie « pour maintenir le bon chemin vers un progrès légitime » (SC 23).

Cardinal Arthur Roche

1. Dans la vie de l’Église, la liturgie a toujours connu des réformes. De la Didachè à la Traditio Apostolica, du grec au latin ; des “libelli precum” aux “Sacramentaires” et aux “Ordines”, des Pontificaux aux réformes franco-allemandes ; de la Liturgie "secundum usum romana curia" à la réforme tridentine ; des réformes partielles post-tridentines à la réforme générale du Concile Vatican II. L’histoire de la Liturgie, pourrait-on dire, est celle de sa réforme continue, dans un processus de développement organique.

giovedì 15 gennaio 2026

CONCISTORO : CELEBRARE COL RITO PRECONCILIARE, COSA SIGNIFICA? / Un testo del Cardinale Roche. 15 gennaio 2026.



Al Concistoro, Papa Leone propose ai Cardinali 4 temi di discussione. Il tema "Liturgia" è stato scartato. Molti si aspettavano che sia un tema centrale. Prudenza, mancanza di coraggio, urgenza maggiore degli altri temi? Il Cardinal Roche, prefetto del Dicastero per il culto aveva preparato un testo molto chiaro. Vale la pena leggerlo.


1. Nella vita della Chiesa la Liturgia ha sempre conosciuto interventi di riforma. Dalla "Didachè" alla Traditio Apostolica, dall'uso della lingua greca a quello della lingua latina; dai "libelli precum" ai Sacramentari e agli "Ordines", dai Pontificali alle riforme franco-germaniche; dalla Liturgia "secundum usum romana curia" alla riforma tridentina; dalle parziali riforme post-tridentine a quella generale del Concilio Vaticano II. La storia della Liturgia, potremmo dire, è la storia del suo continuo "riformarsi", in un processo di sviluppo organico.

mercoledì 14 gennaio 2026

PAPA LEONE SCRIVE ALLA PARROCCHIA DI SAN CASTRESE! .... / 14 gennaio 2026.



Il Papa scrive alla parrocchia di san Castrese !?!? 

Veramente, di preciso, no. Risponde invece alla lettera di una catechista svizzera, Nunzia (di Laufenburg una cittadina di 620 abitanti sul fiume Reno), ma la sua situazione non è così lontana dalla nostra. Cosa dice? Nel suo piccolo comune, la generazione dei nonni con fede cattolica è ormai scomparsa. Ci sono i figli presi da tutto tranne che dalla fede e dalla sua trasmissione ai nipoti. A messa ci sono solo anziani. E, dice Nunzia : “mai come quest’anno… , (invitando al catechismo) ho ricevuto risposte tipo: “mio figlio preferisce andare al nuoto”; “mia figlia studia pianoforte”; “mio figlio non vuole venire alla catechesi perché non ne ha voglia”. Scrive ancora: “I ragazzi preferiscono guardare ore e ore il cellulare o andare alle feste”. 

martedì 13 gennaio 2026

LA CATECHESI SILENZIOSA DI PAPA LEONE / 13 GENNAIO 2026


Papa Leone ha iniziato l'anno 2026 e il dopo Giubileo con un nuovo bastone pastorale o baculo. Alla chiusura del Concilio nel 1965 Paolo VI riprese l’uso, abbandonato per secoli dai Papi, del bastone pastorale dei vescovi, in quanto vescovo di Roma. Questo preciso baculo sintetizzava la sua missione di Papa come pastore in cammino col gregge e dal nome Paolo che, come San Paolo ritiene “infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso” (1 Corinzi 2, 2; vedi Gàlati 6, 14 e altri). Questo pastorale fu reso celebre da Giovanni Paolo II. Benedetto ne usò altri.

venerdì 9 gennaio 2026

NESSUNO È PERDENTE NEL MISTERO PASQUALE / 78. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 124. FINE DEL DOCUMENTO.


124. Annunciare Gesù nostra salvezza a partire dalla fede espressa a Nicea, significa annunciarlo in quanto Chiesa. Significa annunciarlo con la testimonianza della fraternità inaudita fondata in Cristo. Significa far conoscere le cose meravigliose per cui la Chiesa “una, santa, cattolica e apostolica” è il “sacramento universale di salvezza” e dona accesso alla vita nuova: il tesoro delle Scritture che il Simbolo interpreta, la ricchezza della preghiera, della liturgia e dei sacramenti che derivano dal battesimo professato a Nicea, la luce del Magistero che sta al servizio della fede condivisa. Questo tesoro, tuttavia, «lo abbiamo in vasi di creta» (2Cor 4,7). Ora tutto questo è giusto, perché l’annuncio sarà fecondo unicamente se vi è consonanza tra la forma del messaggio e il suo contenuto, tra la forma di Cristo e la forma dell’evangelizzazione. Nel mondo di oggi, si tratta in particolare di tener presente che la gloria che abbiamo contemplato è quella del Cristo «mite e umile di cuore» (Mt 11,29), che ha proclamato: «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). Il Crocifisso-Risorto è realmente vincitore, ma si tratta di una vittoria sulla morte e il peccato e non su degli avversari – non vi sono perdenti nel Mistero Pasquale, se non lo sconfitto escatologico, Satana il divisore.[188] L’annuncio di Gesù nostra salvezza non è un combattimento, ma piuttosto una conformazione al Cristo, lui che guardava a coloro che incontrava con amore e compassione (cf. Mc 10,21; Mt 9,36) e si lasciava condurre da un altro, lo Spirito del Padre.[189]L’annuncio sarà fecondo se è Cristo che agisce in noi:

FACENDOSI UOMO, DIO CI DONA I POVERI COME MAESTRI / 77. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 77



77. 123. Annunciare Gesù nostra salvezza a partire dalla fede espressa a Nicea, significa rendersi particolarmente attenti ai più piccoli e ai più vulnerabili tra i nostri fratelli e le nostre sorelle. La luce nuova proiettata sulla fraternità tra tutti i membri della famiglia umana da Cristo, Figlio homooúsios del Padre e partecipe della natura umana comune, illumina in particolare coloro che hanno più bisogno della speranza della grazia. Noi siamo legati, mediante un legame radicale indistruttibile, a tutti coloro che soffrono e che sono scartati: siamo tutti chiamati a operare perché la salvezza possa raggiungerli, specialmente loro. Annunciare significa qui “dare da mangiare”, “dare da bere”, “accogliere”, “vestire” e “andare a far visita” (Mt 25,34-40), fare risplendere la gloria umile della fede, della speranza e della carità per colui che non è creduto, in cui nessuno spera e che è reietto dal mondo. Annunciare significa far brillare queste virtù teologali nell’umiliazione e nella sofferenza: ciò non può che venire da Cristo nostro Salvatore, e dunque si tratta di rendere testimonianza a Lui e permettere di incontrarlo. Non ci dobbiamo però ingannare: questi crocifissi della storia sono il Cristo tra di noi, nel senso più forte possibile: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40). Il Crocifisso-Risorto conosce intimamente le loro sofferenze ed essi conoscono le sue. Così, essi sono gli apostoli, i maestri e gli evangelizzatori dei ricchi e dei benestanti. Si tratta di aiutare i poveri, ma anzitutto di entrare in relazione con loro e di vivere con loro per lasciarsi istruire da loro: loro comprendono meglio di tutti l’immensità del dono del Figlio homooúsios che va fino alla croce, confessato a Nicea. Essi possono introdurci alla speranza più forte della morte, alla sequela del Verbo di Dio disceso fino alla condizione più umile tra noi per esaltarci fino alla condizione più elevata con Lui.[187]


[187] «[I poveri] hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro», Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 198.


giovedì 8 gennaio 2026

NULLA DI PIÙ BELLO, PROFONDO, DISPONIBILE, SENSATO, CORAGGIOSO E PERFETTO DI CRISTO / 76. NICEA. Gesù Cristo, ... nn. 121-122.


Conclusione

Annunciare a tutti Gesù nostra Salvezza oggi

121. La celebrazione dei 1700 anni del Concilio di Nicea è un pressante invito rivolto alla Chiesa perché riscopra il tesoro che le è stato affidato e vi attinga per condividerlo con gioia, in un rinnovato slancio, e perfino in una «nuova tappa dell’evangelizzazione». [185] Annunciare Gesù nostro Salvatore a partire dalla fede espressa a Nicea, così come è professata nel Simbolo di Nicea-Costantinopoli, significa anzitutto lasciarsi stupire dall’immensità di Cristo, così che tutti ne siano meravigliati, rianimare il fuoco del nostro amore per il Signore Gesù, così che tutti possano ardere d’amore per lui. Nulla e nessuno è più bello, più vivificante, più necessario di lui. Dostoevskij lo dichiara con forza: «Ripongo in me il simbolo della fede nel quale per me è tutto limpido e santo. Questo simbolo è molto semplice, ed è questo: credere che non ci sia niente di più bello, profondo, disponibile, sensato, coraggioso e perfetto di Cristo».[186] In Gesù, homooúsios al Padre, Dio stesso viene a salvarci, Dio stesso si è legato all’umanità per sempre, al fine di portare a compimento la nostra vocazione di esseri umani. In quanto Figlio Unigenito, ci conforma a sé come figli e figlie amati dal Padre per la potenza vivificante dello Spirito Santo. Coloro che hanno visto la gloria (doxă) di Cristo la possono cantare e lasciare che la dossologia si trasformi in annuncio generoso e fraterno, cioè in kerigma. 

TI RENDO LODE, PADRE, PERCHÉ HAI RIVELATO QUESTO AI PICCOLI / 75. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 120


120. La protezione della fede di tutti, così come l’importanza dell’ascolto della voce stessa degli ultimi e dei meno ascoltati, si manifesta nel fatto che Nicea non ha seguito il cammino dell’arianesimo. In effetti, san Girolamo sottolinea la maggioranza numerica degli ariani e anche il numero anch’esso assai maggioritario dei vescovi conquistati all’arianesimo. Storicamente bisognerebbe sfumare la lettura fatta da Girolamo, poiché la più parte dei vescovi e dei cristiani non aveva optato direttamente per l’arianesimo, ma era piuttosto esitante di fronte a una terminologia che non si trovava nel Nuovo Testamento. Detto ciò, siccome si era prodotto un effetto di forza messo in atto dall’autorità politica, il Concilio ha permesso di salvaguardare il sensus fidelium[184] che abitava nel popolo di Dio. In questo senso si può dire che la professione di fede di Nicea è un’eco fedele dell’esultanza di Cristo vissuta nella Chiesa: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (Mt 11,25-26).

mercoledì 7 gennaio 2026

ESPLOSIONE DI GIOIA! LA CATECHESI DI PAPA LEONE / 7 gennaio 2026


UDIENZA GENERALE *

Aula Paolo VI   Mercoledì, 7 gennaio 2026

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Catechesi. Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi Documenti. Catechesi introduttiva

 Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Dopo l’Anno giubilare, durante il quale ci siamo soffermati sui misteri della vita di Gesù, iniziamo un nuovo ciclo di catechesi che sarà dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi Documenti. Si tratta di un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale. San Giovanni Paolo II, alla fine del Giubileo del 2000, affermava così: «Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX» (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 57). **

martedì 6 gennaio 2026

UNA DONNA ECCEZIONALE : L'ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI / Re Magi, 6 gennaio 2025.



I Re Magi, nella loro ricerca del Re di Luce, ci invitano a metterci anche noi in cammino, riscoprendo il dinamismo della fede contro l'immobilità di certezze che non mettono in gioco la vita. La fede ci fa uscire da noi stessi verso l'ignoto ma non senza una stella che indichi una direzione e accompagni i nostri passi. 

 Marie Boyer de Fonscolombe, madre del celebre Antoine de Saint-Exupéry di cui abbiamo tutti letto “Il Piccolo Principe” (Marie Saint-Exupéry, viuda con 28 años y 5 hijos, su enorme fe resultó clave en el genial Antoine) rimase vedova nel 1904 a 28 anni e con 5 figli. Perse ancora due figli adolescenti prima della scomparsa di Antoine nel 1944. La sua fede, attraversata dal dolore, fu una fede cristiana salda, abbracciata personalmente e con maturità. Non la fece ripiegarsi nell’amarezza ma educare i suoi figli con rigore morale e grande libertà interiore insieme. Un’educazione non autoritaria ma che invitava a coltivare l'immaginazione, la sensibilità artistica e la riflessione personale. Insegnava che la vita ha senso solo quando è vissuta come una vocazione, non come un conforto, l'importanza della fedeltà alla propria coscienza, anche quando comporta rischi o incomprensioni. Fu una figura di sostegno incondizionato, capace di sostenere senza possedere, di guidare senza dominare.

Non aveva una religiosità ingenua, ma una speranza silenziosa e duramente conquistata, sostenuta dalla preghiera e dalla convinzione che la morte non abbia l'ultima parola. Questa certezza fu fondamentale per il suo equilibrio, la sua pace interiore e per la sua capacità di continuare a donarsi agli altri. Durante la Prima Guerra Mondiale, si formò e lavorò come infermiera, prendendosi cura dei soldati feriti negli ospedali militari. E continuò anche dopo in questo impegno costante, impegnativo e fisicamente arduo. Incarnava la fraternità, la responsabilità e il valore del sacrificio per qualcosa che ci trascende.

La sua fede non era un sistema chiuso di risposte, ma una direzione verso la luce, anche nelle ore più buie. "La fede non consiste nel non avere notti, ma nel camminare verso la luce anche quando non la si vede". "Non abbiamo perso coloro che amiamo; ci hanno preceduto". Il rapporto con Dio non si impone dall'esterno, ma si scopre nell'intimo della persona. Ogni essere umano porta in sé qualcosa che lo trascende; è lì che Dio attende. 

Antoine scrive ne "Il Piccolo Principe": "l'essenziale è invisibile agli occhi".


Dal libro del profeta Isaìa  Is 60,1-6 

domenica 4 gennaio 2026

IL DOGMA PROTEGGE LA FEDE DI FRONTE AL POTERE POLITICO / 74. NICEA, Gesù Cristo, ... n. 119.


Trump si fa rappresentare 
da Papa sul sito
della Casa Bianca
il 2 maggio 2025.



3.2. La protezione della fede di fronte al potere politico

119. Il Concilio di Nicea, con tutto ciò che deve all’iniziativa dell’imperatore Costantino, rappresenta comunque una pietra miliare nel lungo cammino verso la libertas Ecclesiae, che è dovunque una garanzia di protezione della fede dei semplici e dei più vulnerabili di fronte al potere politico. Senza dubbio, nasce nello stesso momento un movimento in concorrenza che tende verso ciò che sarà chiamato il “cesaropapismo” e che è una tentazione permanente tra le Chiese cristiane. Bisogna allora identificare in questo Concilio le primizie di una garanzia ecclesiale per la libertà di coscienza dei piccoli rispetto a quelle di una strumentalizzazione politica della religione di Cristo?

giovedì 1 gennaio 2026

CONTRO LA DELUSIONE, 2026 SIA UN ANNO DI PACE GIUSTA, DURATURA E DI RICOSTRUZIONE / Capodanno 2026.


Mentre in tutto il mondo città e nazioni celebrano l’Anno Nuovo con i botti, l’Ucraina è forse l’unico nazione che celebra il passaggio dell’anno in silenzio: gli ucraini devono poter ascoltare l’arrivo dei droni! Ricordiamolo.

Ma ci sono tanti altri posti nel mondo dove si vivono minacce terribili. 

Per contribuire alla Pace nel mondo, ognuno deve essere operatore di pace al suo livello personale. Ma la verità è che questo porta col tempo stanchezza, aggravata generalmente dalla delusione: non otteniamo i risultati attesi, incontriamo resistenze, non ci sentiamo ricambiati, o addirittura ci vediamo sfruttati, persino traditi.