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venerdì 16 ottobre 2026

IL PAPA HA SALTATO LA FILA... E QUINDI? / 16 ottobre 2026.

Molte immagini con IA mostravano
 il Papa dopo l'operazione in pigiama
 (e con la papalina in testa: che ridere!).
 Questa foto mentre celebra l'eucaristia
oggi in ospedale è ufficiale.

Perché il Papa salta la fila per la sua operazione? Mi è stata posta la domanda che circola sui social. Perché una Chiesa che parla di vicinanza ai poveri si dimostra così efficiente per la salute di Papa Leone mentre tanti italiani fanno fatica a curarsi e in particolare hanno tempi di attesa molto lunghi con il rischio molto reale di peggioramento?

Certamente dai molti commenti letti forse hai già una risposta che ti aiuta a superare la sterile polemica. Ma, senza polemica, senza lasciarsi prendere dall'invidia sociale, c'è un reale problema? Sì, ci sono differenze ma anche ingiustizie in un campo così fondamentale come (il diritto a) la salute.  

Papa Leone non è un paziente ordinario per tanti motivi e ha ricevuto un trattamento particolare. Poteva essere diversamente? L'attenzione alla privacy non fa problema: era necessaria, anche per i sanitari. Ma ci sono altri punti: 

Il Papa ha saltato la fila… Di quale fila vogliamo parlare: quella della sanità pubblica italiana (quella del Nord o quella del Sud? Questa mattina una donna mi diceva che gli hanno rinviato il ricovero per la terza volta e il figlio che lavora in Trentino aveva già preso il biglietto di aereo... ), oppure la fila degli USA (il fratello del Papa gli ha proposto di venire negli USA ed egli ha rifiutato), o quella del Perù, oppure quella di un qualsiasi altro paese del mondo, dove si sognano di avere "una sanità che funziona male" come quella italiana? Anche in Europa ci sono  differenze importanti per l'impostazione diversa dei sistemi sanitari come per esempio tra Regno Unito e Francia. Ci sono differenze tra città e campagna. C'è anche la differenza tra chi, senza nessuna volontà di tagliare la fila, trova all’interno delle strutture sanitarie persone che saranno attente al suo caso e chi no. Non ho tagliato nessuna fila, ma riconosco di essere stato molto accompagnato in un problema simile a quello del Papa perché il Signore ha fatto emergere il mio problema in modo del tutto provvidenziale e mi ha fatto trovare le persone giuste alle quali sono molto grato.

Siccome ci sono persone mal-trattate, bisogna che tutti siano mal-trattati? Oppure bisogna che migliori la sanità per tutti, e che ci sforziamo, ciascuno al proprio livello, di aiutare quante più persone possibili? Simone Weil (1909 - 1943), la filosofa e mistica ebraica francese, è morta di fame perché ha voluto mangiare solo ciò che le davano le tessere annonarie del razionamento durante la seconda guerra mondiale. È stata eroica senza nessun dubbio. Aveva ragione? Lo sanno Dio e la sua coscienza. Un’infinità di poveri però sono sopravvissuti perché difendendo la loro vita e quella dei loro cari con denti e unghie, pur con mezzi leciti e senza calpestare nessuno, hanno cercato tutte le soluzioni possibili. Durante la guerra anche mio padre ha lasciato la città dove si viveva con molta fatica per imparare da zero a fare il contadino, su una terra di famiglia e vi ha portato la madre e la sorella. 

Il Gemelli è un ospedale privato, legato alla Chiesa. Doveva la Chiesa lasciar peggiorare la salute del Papa? Averlo trattato con urgenza e attenzione, impedisce di trattare altri allo stesso modo? Se il Papa avesse peggiorato, dovuto fare le chemio, oltre al danno per il suo servizio, immagino il coro di critiche contro l'insensibilità del Vaticano!

In fondo anche Gesù ha tagliato la fila quando la sua vita era minacciata da Erode. Molti bambini sono morti a Betlemme e lui no. Perché? Il dramma dei Santi Innocenti ci colpisce nel profondo ma la risposta per quanto riguarda Gesù è chiara: aveva una missione da compiere. Questa missione lo ha portato ad amare fino a lasciarsi crocifiggere dal peccato dando un senso alla sofferenza di tutti e alla compassione per tutti. Karol Wojtyla constatava che amici suoi impegnati nella resistenza al nazismo venivano uccisi e lui no, sia che facessero parte della resistenza armata che a quella non armata come lui. Comprese che il Signore voleva qualcosa da lui, e secondo le sue parole, nel buio della follia nazista vide molto più chiaramente la luce del Vangelo e vi conformò la sua vita e la sua opera attraverso la chiamata al presbiterato. 

La conclusione è che siamo tutti diversi, nessuno uguale agli altri, e che da un punto di vista puramente materiale i conti non tornano in questa vita. Anche per chi è "privilegiato". Infatti, senza la fede, la vita, questo dono grande e prezioso, alla fine è assurda: l’uomo cerca la felicità e non la raggiunge mai pienamente, mentre lo raggiunge comunque la morte e la dissoluzione. Dal punto di vista della fede, invece, tutto ha senso anche se non comprendiamo ancora tutto : non siamo fotocopia gli uni degli altri, ma capolavori unici destinati ad essere colmi di vita e felicità per tutta l’eternità. Gesù, più volte in pericolo, scappa all’arresto, perché “non era venuta la sua ora”. Poi venne questa ora, densa di sofferenza e angoscia, di voglia di allontanare il calice che doveva bere, eppur piena di gioia di poter amare il Padre e gli uomini in modo totale e salvarli. Santa Teresina si rammaricava per le medicine costose che la obbligavano a prendere (tutti i poveri potevano comprare queste medicine? Sbagliava a prenderle, le superiori non dovevano curare una sorella in questo modo?) ma poi sentiva che, medicine o meno, sarebbe morta solo quando Dio avrebbe completato la sua opera in lei. E così fu. 

Quello che è certo è che il Papa, io e tutti noi, dovremo rendere conto dei doni ricevuti, Diceva Gandhi che non si aspettava che i ricchi distribuissero tutti i loro beni ai poveri, ma che li mettessero al servizio del bene comune. Ecco, io stesso sono stato curato, e devo usare questo tempo, questi anni in più, per servire Dio e il prossimo. È una grande misericordia e insieme un impegno. Senza però l'orizzonte che mi apre la fede, cos'è la mia vita? Ho superato un problema serio grazie alle persone coscienziose e competenti che mi hanno curato. Ma se guardo solo in modo terreno, la mia vita è una discesa, più lenta forse, ma inevitabile e più consapevole, verso la morte, il nulla, il degrado, la perdita di autonomia.  

Sono contento che Papa Leone sia stato operato in tempo, che l'intervento sia riuscito, e spero che potrà andare in America Latina a novembre come previsto: Uruguay, Argentina e Perù. Questo viaggio sarà a beneficio di tante persone comuni tra cui moltissimi poveri. Inoltre sono già stati impegnati tanti soldi dalle Chiese e i Governi di questi paesi per questa visita. Se ogni persona ha uguale dignità e, giustamente, la salute preme a tutti e nessuno vuole perdere una persona cara, al di là dell'uomo Prevost, salvato come tutti da Gesù Cristo, la sua funzione e missione verso tantissime persone giustifica una maggiore attenzione alla sua salute.



6 commenti:

  1. Sarebbe simpatica la citazione di Alberto Sordi nel film "Il marchese del Grillo" ma va bene così!!!

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  2. Anch’io ho goduto del beneficio della grazia di Dio nel 2006 facendomi superare un intervento a cuore aperto e dal quel tempo in più donato mi lo dedico agli ultimi che hanno tanto bisogno di essere accolti !!!

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  3. Anche io ho avuto sostegno ed attenzione presso l'ospedale di Giugliano: tempi brevi individuato il problema , attenzione e competenza, cura e misericordia....non ero importante, no conoscenze ma solo condivisione e Fede!



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  4. No, il Papa non ha "saltato la fila" nel senso comune del termine, poiché la gestione sanitaria di un Capo di Stato segue corsie istituzionali e protocolli di sicurezza internazionale totalmente slegati dalle liste d'attesa dei cittadini comuni.
    Il Papa (Papa Leone XIV) è il Capo di Stato della Città del Vaticano. La salute di un Pontefice è considerata una questione di sicurezza internazionale e continuità di governo della Chiesa. Per questo motivo non passa attraverso le piattaforme di prenotazione ordinarie.
    Il nodulo al polmone destro è emerso durante controlli di routine precedentemente pianificati, e l'operazione è stata programmata d'intesa tra i medici personali della Santa Sede e il reparto di Chirurgia Toracica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli.
    • Il Gemelli ospita da decenni un intero appartamento riservato ai Pontefici al decimo piano (utilizzato storicamente già da Giovanni Paolo II). Questa struttura e i relativi protocolli medici sono pronti all'uso in qualsiasi momento per motivi di ordine pubblico e protezione, senza sottrarre posti letto o sale operatorie alla programmazione quotidiana dei normali reparti ospedalieri.
    I Capi di Stato non rientrano nelle graduatorie del Servizio Sanitario Nazionale, in virtù di trattati bilaterali e ragioni di sicurezza dello Stato.


    Le spese e l'organizzazione medica per i Pontefici al Gemelli sono regolate da storici accordi tra la Santa Sede e la proprietà del Policlinico (l'Università Cattolica), all'interno dei rapporti bilaterali con l'Italia. Il Papa dispone da decenni di interi locali riservati (le stanze al decimo piano) non per ragioni di "Sanità privata a pagamento", ma per impegni di sicurezza nazionale, protocollo di Stato e continuità di governo della Chiesa.
    Le spese e l'organizzazione medica per i Pontefici al Gemelli sono regolate da storici accordi tra la Santa Sede e la proprietà del Policlinico (l'Università Cattolica), all'interno dei rapporti bilaterali con l'Italia. Il Papa dispone da decenni di interi locali riservati (le stanze al decimo piano) non per ragioni di "Sanità privata a pagamento", ma per impegni di sicurezza nazionale, protocollo di Stato e continuità di governo della Chiesa

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    1. La domanda (e la critica di alcuni) non era fondata sul fatto istituzionale, che è conosciuto o intuito da tutti, ma sul perché il Papa che annuncia il Vangelo e porta avanti il discorso della Chiesa dei poveri, non rinunciasse ai privilegi riconosciuti a un Capo di Stato. I medici che mi operano non possono allo stesso tempo, operare un'altra persona, e così il personale e le attrezzature necessarie. La considerazione per il Papa, e anche per un Capo di Stato ordinario, evangelicamente non può essere fondata su un privilegio ma su, appunto come abbiamo detto entrambi, una missione da compiere. Per quanto riguarda il Papa il fatto della sicurezza nazionale, della continuità di governo, ecc..., sono motivi che deboli, perché chi guida la Chiesa è lo Spirito Santo e "morto un Papa, se ne fa un altro". Grazie comunque delle tue precisazioni molto utili.

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