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domenica 11 ottobre 2026

TUTTI CHIAMATI MA POCHI CHIEDONO LA GRAZIA DI DIO / XXVIII Dom. T.O.,A. 2026.

 



Il re del Vangelo invita con generosità, pazienza e premura non solo il suo popolo ma anche tutti senza guardare se uno è buono o cattivo, se è degno o meno. Anzi, è degno chiunque accetta l'invito, indegno chi lo rifiuta, o chi vuole entrare nella Chiesa senza conversione. Purtroppo molti rifiutano l’invito, persino in modo violento, altri sono ingannati, resi ciechi da un velo che li copre. Chi invece conosce le promesse di Dio e rifiuta l’invito ha “una colpa più grande” (Giovanni 19, 11). Il rifiuto consapevole dell’invito di Dio non è senza conseguenze anche se Dio rimane fedele e in attesa. Ma molti sono chiamati e pochi gli eletti. 

Questa pazienza e rispetto della nostra libertà da parte di Dio mi rimanda a un grande evento di misericordia attraverso la Vergine Maria nel 1830 quando chiese a Caterina Labouré di coniare la cosiddetta medaglia miracolosa, precisandone il modello. In particolare dalle mani della Vergine partono raggi che sono le grazie che Lei può ottenere da Dio. Più precisamente questi raggi partono da anelli che porta alle dita ma non da tutti gli anelli. La spiegazione della Vergine Maria è che potrebbe fare tante altre grazie ma nessuno le chiede. Lei stessa lasciandosi guidare dallo Spirito Santo ha sperimentato quanto più grande e bello e nobile era il progetto che Dio le affidava a confronto di quanto lei avrebbe immaginato nel suo desiderio di amarlo e servirlo. Non rifiutare l’invito. Tante volte lasciamo passare la grazia di Dio a nostro danno e delle nostre famiglie per motivi banali, persino futili. 


Dal libro del profeta Isaìa  Is 25,6-10a

Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni.

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo

farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato.

E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. 

Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 4,12-14.19-20

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.

Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.

Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». 

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