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sabato 24 luglio 2021

NO!, NON E' SEMPRE LEGITTIMA DIFESA! / sabato XVI sett. T.O., dispari.

 


L’Alleanza di Dio con il popolo si fa “sulla base di tutte queste parole!” cioè, per semplicità, sui Dieci Comandamenti.

Mi chiedo: è normale che dei bambini siano ammessi alla prima comunione senza conoscere a memoria i dieci comandamenti? Sulla base di che cosa rafforzano coscientemente la loro Alleanza con Dio, offerta loro gratuitamente nel battesimo da piccoli? Il Curato d’Ars faceva fare la comunione solo a chi sapeva tutto il catechismo a memoria. Esagerato?! Qualcuno ad Ars ha fatto la comunione solo a vent’anni per questo motivo, ma tutti, poi, erano solidi nella vita e nei valori. Oggi troppi bambini (e i loro genitori) si avvicinano ai sacramenti cercando “emozioni” nell’incontro con Gesù. La fede non è fondata sulle emozioni anche se i credenti vivono emozioni come ogni essere umano. Ma la fede è amica della ragione e della vita proprio perché aiuta ad andare al di là delle emozioni, della soggettività personale …

Il risultato di tanta trascuratezza nella formazione dei battezzati si vedono ovunque, giorno dopo giorno. E molti si presentano in buona fede per fare i padrini, cioè essere garanti dell’educazione cristiana di un bimbo, e non sanno neppure i comandamenti. 

 Il popolo promette di obbedire ai comandamenti di Dio, dicendo: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». Strano!, infatti, prima uno ascolta e poi esegue! Il testo ebraico dice “ascolteremo”, ma la traduzione cerca di rendere tutta la forza dell’ “ascoltare” ebraico, e ci introduce nel vero senso della frase: siamo pronti ad obbedire, subito, senza discutere, ma comprendiamo anche che dovremo approfondire il significato, le conseguenze pratiche dei comandamenti. Infatti sui comandamenti si basa la nostra Alleanza con Dio e UN VIVERE GIUSTO E ARMONIOSO DELLA SOCIETA’.

Facciamo qualche esempio. I due comandamenti che tutti ricordano sono “non rubare” e “non ammazzare”. Non devo uccidere, ma se vogliono uccidermi, posso difendermi?  Sì, esiste la “legittima difesa”. Ma bisogna sapere di che si tratta e questo esige anche una riflessione comune e personale. NON E’ SEMPRE LEGITTIMA DIFESA! Chi dice che "è sempre legittima difesa", va contro il buon senso elementare, contro i comandamenti di Dio, contro tutta la CULTURA CRISTIANA. La difesa deve essere proporzionata al valore del bene che difendo e alla minaccia, all’aggressione di cui sono oggetto. Va dunque GIUDICATA CASO PER CASO, speriamo prima di agire, e non in tribunale dopo aver ucciso qualcuno. Altro che “è sempre legittima difesa”.

Senza nessun giudizio sul caso specifico di questi giorni a Voghera che lasciamo agli inquirenti, chi, in Italia, scende in paese di giorno, e infila in tasca una pistola carica, deve prima chiedersi molto seriamente se il suo comportamento è giustificato oppure se si mette in grave pericolo di fare un uso improprio della sua arma.

Una conseguenza del quarto comandamento (“Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio”) è l’obbedienza alle autorità e alle leggi. Dell’obbedienza alle autorità e alle leggi civili è pieno il Nuovo Testamento. Eppure le piccole comunità cristiane vivevano tutte sotto Autorità e leggi non cristiane, per lo più pagane. Chi, oggi, è insofferente alla legalità anche spicciola del vivere e del bene comune quotidiano, non conosce la Scrittura. Deve lasciarsi guidare dallo Spirito di Gesù Cristo.

 

Prima Lettura   Es 24, 3-8
Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi.

Dal libro dell'Ésodo
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». 

Salmo Responsoriale  
  Dal Salmo 49 
Offri a Dio come sacrificio la lode.

Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende.

«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica.

Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all’Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno dell’angoscia:
ti libererò e tu mi darai gloria.

Canto al Vangelo   
Gc 1,21
Alleluia, alleluia.

Accogliete con docilità la Parola
che è stata piantata in voi
e può portarvi alla salvezza.
Alleluia.


Vangelo
   Mt 13, 24-30
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:
«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.
E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».

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