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venerdì 8 gennaio 2021

COSA SIGNIFICA: NON SIAMO STATI NOI AD AMARE DIO MA E' LUI CHE HA AMATO NOI? / 8 gennaio

I Santi della Chiesa di Treviso tra '800 e '900.
Cattedrale.

 

Dobbiamo amare perché l’amore è da Dio ci dice san Giovanni. Com'è difficile, anzi, impossibile! Ma Giovanni ci dice veramente che dobbiamo amare? Dice esattamente: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio”. C'è una differenza? Grandissima: Io non devo (sforzarmi di) essere uomo, sono stato generato tale. Chi è generato da Dio ha ricevuto la natura di Dio. Posso comportarmi secondo la mia natura o consegnarla allo spirito contrario. Si racconta del caso di un bambino abbandonato raccolto da lupi. Stare tra loro gli ha impresso la coscienza di essere un lupo, ha limitato il suo sviluppo umano, anche dopo essere stato ritrovato e accolto in una famiglia. Tutti noi siamo condizionati nel profondo dalle nostre esperienze dei primi anni. “Il mondo giace sotto il potere del demonio” e se la mia famiglia segue lo spirito del mondo, anche se sono battezzato, il germe divino che è in me non troverà il terreno favorevole per svilupparsi. Per questo devo essere perdonato ed evangelizzato e aderire ogni giorno alla Buona Notizia e allo Spirito di Dio con pazienza e fiducia, senza scoraggiamenti. La mia vera natura non è quella della CARNE,  cioè la natura umana priva di Dio, ma quella di Cristo che mi dona vita.

San Giovanni quindi aggiunge a chiare lettere che l’iniziativa è di Dio che ama per primo. Il nostro amore è solo conseguenza, frutto del suo amore. Però nel Vangelo della moltiplicazione dei pani di oggi, non sembra così.  Gesù pare interessato solo a predicare e sono gli apostoli che vedono la necessità di una pausa per mangiare. Gesù però non dice: ci penso io, non preoccupatevi, ma «Voi stessi date loro da mangiare». Tutto il peso su di loro… !? Anche se ci sembra così, non è questa la realtà. Ma Gesù che unisce in sé natura divina e natura umana, unisce alla sua opera gli apostoli per farli diventare figli di Dio. Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventi Dio senza lasciare la sua natura umana.

Anche nella nostra storia di conversione ci ricordiamo quanta fatica all’inizio, quanto buio e solitudine molto spesso nella nostra ricerca di salvezza e di verità. Dio sembrava averci lasciati soli. Forse solo dopo molto tempo abbiamo cominciato a comprendere che la stessa ricerca della salvezza, il desiderio di certezza e di verità, di incontrare il Dio vivente erano già opera sua, e che alcuni incontri non erano a caso. Dio ci ha amati per primo, ci ha sempre amati e ci amerà sempre, per questo ci coinvolge perché diventiamo suoi fratelli e sorelle.

 

Prima Lettura   1 Gv 4, 7-10
Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo.
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. 
 
Salmo Responsoriale 
  Dal Salmo 71
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. 

Canto al Vangelo 
  Lc 4,18
Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

Vangelo   
Mc 6, 34-44
Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini. 

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