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mercoledì 11 novembre 2020

LA GRATITUDINE PRODUCE FRUTTI MERAVIGLIOSI / 11 novembre, san Martino di Tours

 

"Dalla Gallia alla Francia". Commemorazione
del millesimo anniversario della morte di san Martino




Gesù si lamenta dell’ingratitudine. Impariamo a ringraziare! È un gravissimo danno per i bambini e giovani non farlo. Chi si crede “tutto dovuto” non sarà mai soddisfatto della propria vita e pur avendo ricevuto molto sarà una persona infelice; la sua compagnia non sarà piacevole per gli altri. Il Vangelo di oggi suggerisce un’altra riflessione. Dei lebbrosi guariti coloro che non ringraziano sono giudei. Il samaritano, invece, in quanto straniero, non pensa di aver diritto e quindi apprezza di più la grazia ricevuta. È un fenomeno che possiamo riscontrare anche oggi, con italiani di nascita che si lamentano oltre misura, non capendo di far parte senza merito di un popolo privilegiato, o con persone che hanno frequentato la Chiesa fin da piccoli e non percepiscono la grazia del Vangelo, mentre un convertito ha visto la differenza tra prima e dopo.

Il papà di san Martino era uno straniero che aveva ottenuto attraverso il servizio nelle Legioni l’ambito statuto di cittadino romano e una posizione sociale importante: egli fu sempre grato e fedele all’Impero romano e ai suoi dèi. Martino (“votato a Marte”, dio della guerra) invece scopre in Cristo la vera Vita e abbandona la carriera militare, facendosi povero. Crocifigge le possibilità di promozione umana e le proprie passioni per obbedire esclusivamente a Cristo. Fugge gli onori e la carriera ecclesiastici eppure diventerà il fondatore del primo monastero in Gallia, Ligugé, e di altri, poi vescovo di Tours. E' anche il fondamentale evangelizzatore delle campagne ancora pagane. Oggi, Martino è il nome di famiglia e di villaggio più diffuso in Francia e sono innumerevoli le chiese, parrocchie e anche cattedrali, a lui dedicate in Francia ma anche in Italia, in Europa e fuori. È tra l’altro anche patrono di Buenos Aires. Da figlio di straniero, scegliendo di seguire non la promozione secondo il mondo, ma Colui che è il centro del Mondo e della Storia, è diventato cittadino senza frontiere e unificatore di vite e popoli.

 

Prima Lettura   Tt 3, 1-7
Eravamo insensati, ma Dio ci ha salvati per la sua misericordia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, ricorda [a tutti] di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.
Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Salmo Responsoriale  
 Dal Salmo 22 
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. 
 
Canto al Vangelo 
  1Ts 5,18
Alleluia, alleluia.

Alleluia, alleluia.
In ogni cosa rendete grazie:
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.
 
Vangelo   Lc 17, 11-19
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

Dal vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». 

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