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martedì 17 novembre 2020

CHI HA ORECCHI ASCOLTI CIO' CHE LO SPIRITO DICE / santa Elisabetta di Ungheria, 17 novembre




 

“Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese!“ Troppe volte la nostra preghiera è un parlare, chiedere, portare intenzioni a Dio mentre la preghiera è innanzitutto un ascoltare. Cioè è un dialogo, ma certamente chi mi parla, non solo è molto più saggio e potente di me, ma mi ama più di quanto io stesso ami me. E quindi più che dirgli cosa deve fare, mi conviene ascoltare da lui cosa è buono per me fare. Per ascoltare ci vuole il silenzio. Silenzio fisico, ma soprattutto spirituale. Se non prendo coscienza di ciò che si muove nel mio cuore, non avrò mai il silenzio interiore.

Le persone che vedono Gesù entrare nella casa di Zaccheo mormorano. Sono sincere, parlano dall’abbondanza del cuore, ma non pregano, non ascoltano ciò che dice loro lo Spirito. Avremmo fatto diversamente da loro? Se Zaccheo persevera nel suo proposito di conversione qualcuno cambierà opinione, ma se poi si tira indietro, cosa penserà la gente di Gesù? Nel brano dell’Apocalisse oggi il Signore continua ad aiutare i vescovi delle Chiese a comprendere qual è la loro situazione. Molti hanno iniziato bene, poi …  Non tutti perseverano, lo sappiamo fin troppo bene, e Dio prende il rischio della nostra libertà, quindi Gesù aveva visto giusto con Zaccheo, in ogni caso. Lui ascoltava lo Spirito Santo e ciò che gli suggeriva diventava per lui un comando:  “oggi DEVO fermarmi a casa tua!”

Diceva un professore di Storia della Chiesa: “La Chiesa va avanti con lo Spirito Santo, senza lo Spirito Santo, contro lo Spirito Santo”. Quante volte viviamo solo a livello umano, senza ascoltare lo Spirito Santo! Ma ricordiamoci che riguardo a Gesù non esiste posizione neutra: “chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde” (Luca 11,23).

Santa Elisabetta, in ascolto dello Spirito, ha consumato la sua vita per il Vangelo, incontrando un'opposizione sempre più decisa da parte della sua famiglia. 

 

PRIMA LETTURA Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo 3,1-6.14-22

Io Giovanni, udii il Signore che mi diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”. All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi: “Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, s! ul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”». Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 14)
R: Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.

CANTO AL VANGELO (cf. 1Gv 4,10)
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Alleluia.

VANGELO Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

+ Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore.

 

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