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lunedì 14 dicembre 2020

FRATELLI TUTTI / 49. L'aiuto reciproco tra Paesi va a beneficio di tutti.

 

La Via della Seta.

Il fecondo interscambio

137. L’aiuto reciproco tra Paesi in definitiva va a beneficio di tutti. Un Paese che progredisce sulla base del proprio originale substrato culturale è un tesoro per tutta l’umanità. Abbiamo bisogno di far crescere la consapevolezza che oggi o ci salviamo tutti o nessuno si salva. La povertà, il degrado, le sofferenze di una zona della terra sono un tacito terreno di coltura di problemi che alla fine toccheranno tutto il pianeta. Se ci preoccupa l’estinzione di alcune specie, dovrebbe assillarci il pensiero che dovunque ci sono persone e popoli che non sviluppano il loro potenziale e la loro bellezza a causa della povertà o di altri limiti strutturali. Perché questo finisce per impoverirci tutti.

138. Se ciò è stato sempre certo, oggi lo è più che mai a motivo della realtà di un mondo così interconnesso per la globalizzazione. Abbiamo bisogno che un ordinamento mondiale giuridico, politico ed economico «incrementi e orienti la collaborazione internazionale verso lo sviluppo solidale di tutti i popoli».[120] Questo alla fine andrà a vantaggio di tutto il pianeta, perché «l’aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri» implica «creazione di ricchezza per tutti».[121] Dal punto di vista dello sviluppo integrale, questo presuppone che si conceda «anche alle Nazioni più povere una voce efficace nelle decisioni comuni»[122] e che ci si adoperi per «incentivare l’accesso al mercato internazionale dei Paesi segnati da povertà e sottosviluppo».[123]

[120] Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 67: AAS 101 (2009), 700.

[121] Ibid., 60: AAS 101 (2009), 695.

[122] Ibid., 67: AAS 101 (2009), 700.

[123] Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 447.

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