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martedì 7 maggio 2019

FORSE MEGLIO NON ESSERE TROPPO PERFETTI / martedì III° Pasqua



Il primo martire Stefano muore con parole simili a quelle di Gesù in croce: «Signore Gesù, accogli il mio spirito, non imputare loro questo peccato». Noi ammiriamo il Santo che è stato così trasformato dall’incontro con il Signore risorto. Gli anziani e gli scribi che conoscono la lettera della Scrittura e delle leggi, invece uccidono Stefano. Saulo, più zelante di tutti, approva. Non hanno lo Spirito Santo.
Sappiamo di non aver neanche noi lo Spirito Santo. Certamente non quanto Stefano che si appoggia totalmente al Signore in vita e in morte.
È importante guardare ai santi per scoprire quanto piccoli siamo e non gonfiarci di orgoglio che è il peccato di Satana. Satana era Lucifero, il Portatore di Luce: era un angelo molto carismatico, pieno di doni ma non aveva lo Spirito di Amore, di sottomissione. Scopriamo che possono esistere anche nella Chiesa persone carismatiche che con i loro doni o con il loro squilibrio psichico trascinano molti dietro di sé e non li portano a Dio. Il Santo, invece, teme sempre di non agire sotto l’impulso dello Spirito Santo. Alla fine della sua vita madre Teresa di Calcutta (papa Francesco ha visitato oggi la sua casa natale) era sollecitata da amici devoti di organizzare in modo perfetto la sua congregazione. Lei rifiutò. – Ma, Madre, bisogna pensare a quando lei non ci sarà più… - Se quello che ho fatto viene da Dio, dopo la mia morte ci penserà Lui. Se viene da me che tutto scompaia al più presto! Il Santo confida in Dio e diffida di sé.
Guardiamo ai Santi perché testimoniano che Dio esiste e perché ci inducono a non crederci arrivati. Ma sopratutto guardiamo a Dio che ci ama anche se siamo tanto imperfetti, che ci ama gratuitamente, fedelmente, con immensa misericordia. D’altronde è l’unico modo per diventare santi. Saulo era molto centrato sulla sua perfezione e per questo diffondeva attorno a sé tensione e divisione fino a collaborare all’uccisione dei discepoli del Vangelo. Gesù è il pane che da la vita eterna. Se mangio pane, esso mi nutre automaticamente. Perché il pane disceso dal cielo mi trasformi Dio vuole solo il mio sì totale, che io cerchi la vita solo in Lui, che io creda in un solo Dio, l’Unico, rivelatosi in Gesù di Nazareth.

Prima Lettura    At 7, 51- 8,1a
Signore Gesù, accogli il mio spirito.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo.
E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
Sàulo approvava la sua uccisione. 

Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 30 
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.


Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Io confido nel Signore.
Esulterò e gioirò per la tua grazia.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia.
 
Canto al Vangelo  
Gv 6,35
Alleluia, alleluia.

Io sono il pane della vita, dice il Signore:
chi viene a me non avrà fame.
Alleluia.

Vangelo
  
Gv 6, 30-35
Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».


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