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domenica 26 maggio 2019

ESSERE TRE PER ESSERE UNIFICATI


Gesù Cristo è insieme Re, Sacerdote e Profeta. Ogni battezzato che ha completato l’iniziazione cristiana è quindi anche lui Re, Sacerdote e Profeta. È quello che si concretizza in questi giorni con i sacramenti dell’iniziazione, in particolare con la cresima che tradizionalmente è l’ultimo dei tre sacramenti ad essere ricevuto. A maggior ragione una comunità, un gruppo è, deve essere, insieme Regale, Sacerdotale e Profetico.
Il problema sorge quando un cristiano o un gruppo tralascia una o più di queste dimensioni. Si mutila da solo. C'è una grande differenza tra l’essere ancora piccolo ma armonioso, ben conformato, oppure essere cresciuto ma mutilato.
Il fondatore dei Cursillos di Cristianità “inventò” l’immagine del Tripode per parlare di equilibrio e di crescita. Un Tripode è una struttura solida ma è anche essenziale, per cui se manca anche un solo piede, cade irrimediabilmente. Il Tripode dei Cursillos era individuale: preghiera, studio e azione. Questo trinomio è saggio. Se trascuri una di queste dimensioni, anche involontariamente, sei squilibrato e cresci poco sul piano spirituale e umano. Ci sono gruppi che si impegnano molto nella preghiera e nell’azione ma non nella formazione. E questo, sopratutto all’inizio, è un grande danno per i loro membri ma anche per coloro che beneficiano della loro azione.

Anche le tre dimensioni del Cristo e di ogni cristiano, Sacerdotale, Profetica e Regale, possono essere assimilate ad un tripode. Essere Sacerdote in Cristo significa compiere la missione della preghiera, del culto e della lode, della intercessione, offrendo la propria vita in “sacrificio di soave odore”. Essere Profeta in Cristo significa avere l’orecchio aperto alla Parola di Dio, nutrirsene, e avere una lingua da iniziati per confortare gli sfiduciati. Essere Re in Cristo significa “reggere” il povero e il bisognoso, la comunità, servendo, lavando i piedi ai fratelli. Mancando una di quelle dimensioni si mutila il Cristo e la sua missione a grave danno della crescita e dell’equilibrio spirituali del gruppo e dei singoli e della missione di testimonianza ed annuncio. Il Cardinale Martini diceva che il prete che non visita mai gli ammalati perde una dimensione di sensibilità spirituale, l’abate di un Monastero Contemplativo deve accogliere gli ospiti non solo con buone parole ma con un gesto di servizio: lavando loro le mani, le suore di Madre Teresa, anche con mansioni di responsabilità, devono servire i più poveri tra i poveri almeno alcune ore al giorno, il laico che non si forma sulla Parola di Dio oppure non prega cade nell’attivismo, il cristiano anche se, anzi, particolarmente se è vescovo, che non vive in una comunità mancherà terribilmente di una dimensione per la sua crescita e la sua perseveranza, ecc.
In Atti 2,42 appare un altro tripode: assiduità all’insegnamento degli Apostoli, alla Comunione fraterna, alla Frazione del pane e alle preghiere. Come frutto di questo tripode è subito menzionata la condivisione dei beni e con i poveri. Papa Benedetto diceva che nessuno può delegare parte di questo perché è la struttura stessa della Chiesa. Assiduità alla Parola può essere assimilato alla dimensione profetica. L’assiduità alla Frazione del pane e alle preghiere alla dimensione sacerdotale. L’assiduità alla Comunione fraterna e alla condivisione possono essere assimilate alla dimensione regale.
È vero che gli apostoli stessi non vogliono lasciarsi assorbire dal servizio delle mense perché la loro priorità è la preghiera e il servizio della Parola, ma vivono la comunione con i poveri e soprattutto con la Comunità. Il Signore d'altronde ha detto che il mondo crederà, non tanto se vede miracoli o riceve grazie, ma se i suoi discepoli, osservando la sua Parola, si lasceranno guidare alla unità perfetta, si ameranno gli uni gli altri. Tanto cammino da fare ma bellissimo.

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