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martedì 19 maggio 2020

TRISTEZZA O GIOIA NELLE PROVE? / martedì VI sett. Pasqua.

Non farti del male, siamo tutti qui!

Paolo e Sila in carcere, gettati nella parte più interna con catene ai piedi, con ferite non lavate dalle bastonate ricevute, potendo pensare ad una condanna molto severa nei giorni successivi, sono pieni di gioia. A mezzanotte pregano cantando inni a Dio che li ama. Masochisti?
Gli apostoli durante l’ultima cena si vedono persi. Gesù, il loro punto di riferimento, se ne va. Sono paralizzati dalla tristezza che ha invaso il loro cuore. Per loro l’unica realtà in quel momento è ciò che stanno provando e la preoccupazione per sé stessi. Non riescono a comprendere che tutto ha un senso, che si sta svolgendo il piano di Dio per Gesù e per loro, e ancora meno riescono ad interessarsi a lui come persona. Non osano o non pensano nemmeno a fargli la domanda: dove vai?
Come mai? Da dove proviene questa differenza abissale?
Certamente l’essere preso a questo punto dall’ansia è un tratto molto comune ma non obbligatorio. Ho incontrato persone capaci di ragionare sulle situazioni. Una volta uno mi diceva: affronto sempre tutto con queste 4 domande: chi? quando? come? per quale motivo? per quale scopo? per chi? Questo mi aiuta molto e me la cavo sempre. Infatti avere questo atteggiamento è un grande vantaggio e l‘uomo è capace di lavorare su sé stesso. Conoscere sé stessi e chiedersi in particolare che senso hanno le cose, i comportamenti, decentrarsi per cominciare a vedere gli altri e le situazioni per quello che sono, è un punto fondamentale. Si racconta di papa Giovanni XXIII, il Papa Buono, che sapeva trarre da ognuno il meglio di sé. Ma egli diceva anche: "se devo comandare a qualcuno una cosa di cui so che non lo farà, evito di imporgli questa obbedienza". È d’altronde l’applicazione di un principio di morale cattolica. In genere purtroppo, superiamo difficilmente la proiezione sugli altri dei nostri valori e comportamenti. L’esempio forse più evidente è il concetto dell’Antichità che la donna era un uomo incompleto, e quindi un essere inferiore. Nel Codice Civile napoleonico la donna era un essere minorenne a vita. Questo concetto è duro a morire, ma sopratutto la chiusura si manifesta pienamente quando si ribalta. Allora è l’uomo che viene considerato inferiore alla donna, la donna depositaria di tutti i diritti e l’uomo costante accusato. Ad un livello meno estremo, nel rapporto di coppia si ripete facilmente lo schema: “che ci vuole, perché mia moglie non ci arriva?” – “se non fa questo, che è elementare, è perché mio marito non vuole farlo, la conclusione è che non mi ama!”
Ma nel caso degli Apostoli nell’ultima Cena e di Paolo e Sila in carcere, la differenza fondamentale non è uno sviluppo umano più o meno progredito. La differenza proviene dal dono dello Spirito Santo. Anche gli Apostoli dopo la Pentecoste se ne vanno dal Sinedrio “lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome” (Atti 5,41). Lo Spirito Santo è, secondo l’immagine dei Padri, come la pioggia e il sole: rispetta la natura di ogni pianta e la fa crescere e fiorire. Lo Spirito Santo che trasforma radicalmente la DIREZIONE DELLA TUA VITA, è anche il fattore che maggiormente ti aiuterà nella crescita umana. Lo Spirito Santo è sempre associato alla gioia. Perché venga bisogna attraversare il vuoto della prova.

Prima Lettura   At 16, 22-34
Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. 

Salmo Responsoriale 
  Dal Salmo 137 
La tua destra mi salva, Signore.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. 

Canto al Vangelo  
Gv 16,7.13
Alleluia, alleluia.

Manderò a voi lo Spirito di verità, dice il Signore;
egli vi guiderà a tutta la verità.
Alleluia.

Vangelo
    Gv 16, 5-11
Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

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