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venerdì 22 maggio 2020

NESSUNO CERCHERA' DI FARTI DEL MALE / venerdì VI sett. Pasqua



Paolo portato in tribunale da Gallione.
Il mestiere di apostolo non è tanto tranquillo. E Paolo ha paura. Ma il Signore lo rassicura: nessuno cercherà di farti del male! Quindi Paolo continua ad evangelizzare a Corinto per un anno e mezzo. Un giorno però viene trascinato in tribunale, senza troppi riguardi, ma nessuno gli fa veramente del male. È invece il povero capo della sinagoga che viene percosso. Perché lui? Perché ha permesso a Paolo di parlare di Gesù nella sinagoga? Questa libertà di parola e di confronto era ed è una tradizione profondamente ebraica. Ma si sa, non tutti sono disposti al dialogo e al confronto quando qualcuno non è d’accordo con le loro posizioni. Paolo vede comunque in questo un segno che la sua missione è finita a Corinto, visto che finora, secondo la promessa del Signore, si è sentito molto preservato e adesso non più? Di fatto, dopo poco, Paolo lascia Corinto.
È normale che l’apostolo trovi resistenza. E quindi non ce ne dobbiamo lamentare. Anzi, questa resistenza è un buon segno se annuncio la verità con tutto quello che posso di “dolcezza e rispetto” e con retta coscienza, come scrive san Pietro. Ogni generazione ha il diritto di conoscere la verità del Vangelo. Questa verità non è mai scontata. Non si nasce cristiani, e il battesimo da piccoli non basta. Ci vuole l’adesione personale al Signore Gesù, alla sua proposta. Quindi tutti devono ricevere l’annuncio del Vangelo. Molti non l’hanno mai ascoltato. C'è anche oggi "un popolo numeroso nella tua città" che aspetta l'annuncio della salvezza. E molti che vorrebbero indirizzare con zelo gli altri alla Chiesa e alla preghiera non annunciano la Buona Notizia. Quale annuncio doni ai tuoi figli, alla tua famiglia, alle persone vicine e lontane? In maniera generale, più i legami sono stretti, quotidiani, più conta la testimonianza e non il ripetere sempre le stesse cose. Ma bisogna sempre avere il coraggio dell’annuncio. Ed è fondamentale che io mi renda conto se annuncio il Vangelo in verità, o in maniera distorta. Pietro parla di servizio della parola. A Corinto san Paolo insegnava tra loro la Parola di Dio. Questa espressione comprende tutto, ma proprio la lettura attenta della Scrittura, degli Atti e delle lettere degli apostoli ci permette di vedere apparire con chiarezza ciò che è il nucleo dell’annuncio. Sarà importante farci un esame di coscienza: Annuncio la Buona Notizia? Quale contenuto ha la Notizia che annuncio?

Prima Lettura   At 18, 9-18
In questa città io ho un popolo numeroso.
Dagli Atti degli Apostoli
[Mentre Paolo era a Corìnto,] una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.
Mentre Gallione era proconsole dell’Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge». Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende». E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagòga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.
Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 46
Dio è re di tutta la terra.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Canto al Vangelo  
  Lc 24,46.26
Alleluia, alleluia.

Cristo doveva patire e risorgere dai morti,
ed entrare così nella sua gloria.
Alleluia.

Vangelo   Gv 16, 20-23a
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla». 

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