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mercoledì 27 maggio 2020

PERCHE' LO SPIRITO SANTO NON TROVA SPAZIO IN NOI? / mercoledì dopo l'Ascensione



Gesù sotto forma di preghiera al Padre, Paolo sotto forma di ammonizioni agli anziani di Efeso, danno indicazioni ai loro discepoli per il futuro. La loro partenza lascerà un vuoto immenso, ma questo vuoto sarà lo spazio per lo Spirito Santo e per la nuova fase della maturità per i discepoli.
Ma questi sono pronti? O sono ancora idolatri come il popolo nel deserto che non sopporta l’assenza di Mosè salito sul monte e chiedono ad Aronne un dio visibile, toccabile comprensibile, che cammini davanti a loro. Ed Aronne fabbrica per loro un vitello d’oro, molto simile a quei dèi pagani dell’Egitto che li hanno oppressi finora, e per i quali gemevano tanto, fino a che il loro grido arrivasse al Volto di Dio. Gesù costaterà amaramente: “Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste”. (Gv 5:43). Alcuni di questi che verranno nel proprio nome saranno lupi rapaci, prevede san Paolo, traviseranno la Parola di Dio, annunceranno un’altra parola. Gesù chiede al Padre di consacrarci nella verità, nella sua parola.
La maggior parte delle persone ha paura del silenzio e del vuoto e vive poco l’interiorità. Non si chiede che senso hanno le loro azioni, la loro vita, le loro decisioni, a che giovano. La fase 2 di quella terribile epidemia che viviamo ce ne offre tanti esempi. E, in questi giorni, si parla di quell’uomo condannato a soli 9 anni dopo che, ubriaco e drogato, correva in macchina nel centro abitato del suo paese e ha ucciso due bambini sul marciapiede. Se quest’uomo avesse avuto l’abitudine di farsi domande sulle sue azioni e la sua vita, non avrebbe potuto compiere una tale tragedia.
Ma noi che abbiamo la Parola di Dio, la Chiesa e il suo insegnamento, i sacramenti, noi che non abbiamo nemmeno l’ambizione di creare gruppi che cambieranno il mondo e fare i grandi maestri degli ignoranti, come mai non siamo pieni di Spirito Santo? Perché non trova spazio in noi! Infatti siamo già pieni. Pieni di noi stessi: vanità, orgoglio, doppiezza, attaccamento ai soldi, ecc. Ma anche pieni delle nostre paure, delle nostre sofferenze, dei nostri rancori, del “si è sempre fatto così”, del “come diceva la mia mamma”, della presunzione di aver ragione, di incredulità. Queste sono le voci che ascoltiamo, e spesso non ci chiediamo nemmeno cosa direbbe o farebbe il Signore.
Può succedere a persone che vanno a messa, a consacrati? Certamente. Eppure il Signore vorrebbe vivere da amico, dialogare con noi, essere il Maestro interiore. Meno male che abbiamo la sua parola, punto fermo e lampada che brilla in un luogo oscuro. Santa Teresa d’Avila confidava che senza la Parola di Dio che parla di inferno come salario del peccato, ci sono momenti in cui non avrebbe resistito alle tentazioni. Paolo affida le sue comunità alla “parola della grazia” di Dio che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità. Gesù addirittura CONSACRA i suoi apostoli nella parola del Padre che egli ha data loro, perché è verità.

Prima Lettura      At 20,28-38
Vi affido a Dio, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità.
Dagli Atti degli Apostoli.
In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio.
Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.
E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati.
Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando così, ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: “Si è più beati nel dare che nel ricevere!”».
Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 67
Sia benedetto Dio che dà forza e vigore al suo popolo.

Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni.
Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
Riconoscete a Dio la sua potenza.
La sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi.
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio! 

Canto al Vangelo 
  Gv 17,17
Alleluia, alleluia.

La tua parola, Signore, è verità:
consacraci nella verità.
Alleluia.

Vangelo  
Gv 17,11b-19
Siano una cosa sola, come noi.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, 
[Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità». 

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