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domenica 24 maggio 2020

ELEMENTI DI DISCERNIMENTO: QUAL E' IL MIO ANNUNCIO? / 01



Qual è il mio annuncio?
Forse la domanda ci sembra difficile da comprendere, ma è fondamentale. Si tratta dell’annuncio cristiano che faccio. Il mio presentare il Cristianesimo risulta essere una buona notizia che da un senso positivo all’esistenza delle persone? Il mio annuncio proviene dalla mia fede. Quindi mi devo chiedere: qual è la mia fede? Papa Giovanni Paolo II ha ringraziato immensamente il Signore per il Concilio Vaticano II – diceva che è stato la più grande grazia che la Chiesa abbia ricevuto nel XX secolo! – anche per un motivo personale. Infatti ha confessato che è stato grazie al Concilio che ha potuto fare la sintesi della sua fede. Ed era già vescovo da alcuni anni! Come possiamo noi pretendere di fare la sintesi della nostra fede se un santo e anche un intellettuale, un uomo al quale, attraverso la consacrazione episcopale, viene dato un carisma di verità per insegnare, ha avuto bisogno di uno dei più grandi Concili ecumenici per arrivare a tanto? Ma nessuno si preoccupi. Per tutti noi non si tratta di fare una sintesi così ricca come quella che ha fatto il futuro Giovanni Paolo II (da questa sua riflessione scrisse anche un libro come guida al Sinodo che convocò nella sua diocesi affinché tutti potessero comprendere, apprezzare, interiorizzare e poi mettere in pratica le indicazioni del Concilio Vaticano II). Eppure tutti dobbiamo sapere in cosa crediamo e renderci conto se il nostro parlare e operare è secondo Dio o meno. Non dice forse Gesù: “Come può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in una buca?”
Lo Spirito Santo opera sempre e i santi che la Chiesa ci propone come esempi ne sono la testimonianza. San Giovanni Paolo II ha potuto avere una grande luce attraverso il Concilio Vaticano II, altri attraverso altri momenti ed occasioni. Santa Teresina ha, in qualche modo, “scoperto” la Trinità solo alla fine della sua breve vita. Fino a quel momento, non negava certamente la Trinità o alcun punto della fede della Chiesa ma nel suo cammino concreto non ne sentiva l’importanza viva. Per lei pensare a Dio significava pensare essenzialmente a Gesù (E leggeva assiduamente la Scrittura, cercando di “conoscere il carattere di Dio"! Che espressione stupenda!). Questo “limite” di santa Teresina ci permette di comprendere che la nostra esperienza di fede, anche se autentica, non esaurirà mai tutta la fede della Chiesa. E che la fede è un cammino NELLA CHIESA assieme a CRISTO RISORTO che ABBIAMO INCONTRATO. Ma forse non l’abbiamo mai incontrato, oppure, malgrado questo incontro, delle zone oscure resistono che travisano la nostra visione e pratica di fede. Questo è il punto che vogliamo approfondire: quali sono le basi della mia fede? quale visione di Dio ne viene fuori? Non ci sono contraddizioni pericolose in essa? Cosa per me è essenziale, irrinunciabile, o invece secondario, sostituibile con altre forme, altre espressioni?
Cercheremo di comprendere meglio questo partendo innanzitutto “a contrario”, cioè esaminando alcune posizioni che si dicono vere, e anche cristiane, e dimostrando che non lo sono.

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