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giovedì 2 novembre 2017

IL MISTERO DELLA MORTE / 2 novembre, Commemorazione dei Fedeli Defunti.

Con tutta la mia intelligenza - e anche se fossi veramente intelligente e tutti mi considerassero tale, perfino un genio - io non riesco a combattere la morte e vedere in essa una logica amica della mia vita. Posso vederne i contorni ma non il fondo. Rimane un Mistero. Anzi, un Mistero ingiusto. Perché, io che vivo e sono cosciente della mia vita, devo essere distrutto?
L’unica risposta è la Risurrezione di Cristo, cioè, che Dio esiste e mi ama al punto di salvarmi dalla morte. Certo la Risurrezione di Cristo è molto più della sola fede in Dio Giudice e Salvatore dei musulmani per esempio. Con Cristo, la Risurrezione è già presente e operante nella Storia, è la prova che Dio è Amore e non solo un Sovrano benevolo. Comunque, fuori dall’Amore Salvatore di Dio,  tutto il resto è distrazione (dài, non pensarci, approfitta della vita che hai adesso, scendi la spazzatura sono già due giorni che sta lì, e via dicendo) o risposta insufficiente.

E dopo tanti anni di vita cristiana sono ancora debole di fronte al Mistero della morte. Certo il mio orizzonte non è più cupo come quando ero senza Dio e senza Fede. Ma i miei occhi di carne non Lo vedono, la mia vita di impegno cristiano non mi rassicura facendomi sentire giusto, anzi. Senza la Fede, pur così debole, sono totalmente in balìa della morte, come un naufrago aggrappato ad una zattera che affonda lentamente in un oceano limitato solo da un disperante orizzonte d’acqua.

Ma il mio cuore sa altro. Posso fidarmi di questo mio cuore, così contraddittorio in mille circostanze?
Ecco che l’esperienza del Popolo che è nato dalla Promessa di Vita di Dio mi dice: “Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere”, su tutta la polvere, anche la mia. L’esperienza di questo Popolo ha generato un uomo che  dice: “questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”. Fidandomi di questa Parola, anch’io ho fatto esperienze che hanno confermato la Parola di Vita e la fede del mio cuore.

Prima Lettura  Gb  19,1.23-27a
Io lo so che il mio Redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Salmo Responsoriale  
Dal Salmo 26
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Seconda Lettura  
Rm 5,5-11
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
  
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Canto al Vangelo   Gv 6,40
Alleluia, alleluia.

Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.

  

  Vangelo   Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
 

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».


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