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lunedì 13 novembre 2017

COME SI DEVE FARE LA COMUNIONE?

Nella nostra comunità parrocchiale non ci sono discussioni sul modo di ricevere la Comunione, tutti sanno che sono permessi vari modi. Ma il rischio di banalizzazione è purtroppo presente.

Nel 1972 fu introdotta in Francia la facoltà di ricevere il Corpo di Cristo sulle mani. Fu presentata molto bene dai Vescovi francesi come il gesto originario dei cristiani, fedele alle Parole di Gesù che disse “prendete e mangiatene tutti” nell’ultima Cena e che ripetiamo ad ogni Eucaristica. Nella Nota dei Vescovi c'erano citazioni dei Padri della Chiesa, e si invitava a vivere questo gesto con l’umiltà del mendicante che conosce il valore del dono straordinario che riceve. Da allora, con questo spirito e con molta letizia, ho sempre fatto la Comunione ricevendola sulle mani. 
In Italia, questo gesto non era ancora permesso. Nel frattempo i miei genitori in Francia erano turbati di fronte ad alcune indicazioni che sembravano venire dal Papa, ma non fecero nessuna pressione sul parroco che era affetto da Parkinson e avrebbe avuto mille difficoltà a donare la comunione sulla lingua. Quando il ricevere la comunione sulle mani fu autorizzato anche in Italia, nelle settimane precedenti feci una catechesi ai gruppi che incontravo, spiegando che, qualunque sia il modo di riceverla, quello che contava era il valore dell’Eucaristia e l’atteggiamento interiore del ricevente. Per questo motivo era importante rispettare anche i gesti indicati dai Vescovi perché esprimevano meglio l’atteggiamento interiore e lo facilitavano. Il mese dopo una ragazza disse: “avevo deciso di fare subito la comunione sulle mani perché era un gesto nuovo, moderno … Dopo la tua catechesi ho capito che ormai facevo la comunione in modo superficiale. Così ho deciso di prepararmi spiritualmente e ho rimandato di quindici giorni la recezione della comunione sulle mani”. Da questa testimonianza ho capito che avevo indirizzato questi gruppi nella direzione giusta.

La comunione sulle mani è il gesti più antico e il più logico perché viene direttamente dalla Cena del Signore. Ce ne sono molte testimonianze negli Scrittori antichi. Così san Cirillo di Gerusalemme, nella V Catechesi Mistagogica, descrive precisamente: “Accedendo alla sacra Mensa, non ti presentare con le palme distese e le dita disgiunte; ma collocando la sinistra a guisa di trono sotto la destra che deve raccogliere il Re, e tenendo la destra raccolta e concava, ricevi il Corpo di Cristo, rispondendo: Amen. E dopo aver cautamente santificato i tuoi occhi col contatto del sacro Corpo, mangialo, badando attentamente che nessuna parte di essa vada dispersa; chè, se ne lasciassi perire qualche frammento devi reputare d’aver perduto una parte delle tue stesse membra”; Teodoro di Mopsuestia (350 – 428 d.C.), nell’Omelia VI, ricorda di porre le mani una sopra l’altra a forma di croce. Infatti il gesto delle mani che si presentano aperte, esprime la dimensione della grazia elargita e insieme l’apertura senza resistenze, la disponibilità ad accogliere, la recettività umile e fiduciosa, l’adesione convinta e personale. È quello che i nostri vescovi ci chiedono di fare. Una nota della Diocesi di Milano dice che le mani sono un trono regale dal quale Cristo esercita la sua signoria.

In pratica: 
Chi riceve la Comunione sulle mani deve avere le mani pulite. E' ovvio, ma i Vescovi ce lo ricordano.
Fin dal momento in cui lasci il tuo posto, pensa a Chi vai a ricevere e prega! 
Ricevi dal ministro il Corpo di Cristo con le mani a forma di croce (Gesù viene a toccare la tua vita, la tua croce, che unisce alla sua). Sotto, poni la mano con la quale prenderai il Corpo Eucaristico per portarlo alla bocca. 
Esprimi la tua Fede e la tua adorazione rispondendo “Amen” con voce chiara e intelligibile al ministro e facendo un inchino del capo verso il Corpo di Cristo che è stato deposto sulla tua mano. Comunicati davanti al ministro, sia immediatamente, sia dopo aver fatto un passo di lato per permettere a chi ti segue di avanzare, ma sempre rimanendo rivolto all’altare. 
Ritorni al tuo posto in raccoglimento e in dialogo con il Cristo che hai ricevuto sacramentalmente. 
Sarai sommamente attento a che nessun frammento dell’ostia vada disperso o cada a terra.


Noi ministri non possiamo permettere che qualcuno si metta l’Eucaristia in tasca e se la porti a casa o peggio ancora. Per questo motivo non si può ammettere che un fedele non si comunichi davanti al ministro. Ma mi chiedo sinceramente: tutte quelli che si girano con l’Eucaristia in mano e la portano alla bocca mentre camminano, sono veramente coscienti di quello che fanno, pensano ancora a Colui che hanno ricevuto? Non lo posso sapere, ma quello che esprimono esternamente non mi porta a credere che prendono coscienza di ciò che è l’Eucaristia. Ognuno si farà la domanda. Anzi, osservando i gesti prescritti, ognuno vedrà se questo lo aiuta o meno a vivere in modo più proficuo la Comunione eucaristica.

Devo dire che la tradizione di questa parrocchia è di un grande rispetto per l'Eucaristia e globalmente la situazione è buona. Ma non basta una maggioranza. Nemmeno uno solo deve ricevere in modo superficiale il Corpo o il Sangue di Cristo! Se in una parrocchia la maggior parte dei matrimoni è celebrata con sentimenti e spirito buoni, il parroco non può dire che un solo matrimonio celebrato senza fede e buone disposizioni non ha importanza! Sono due vite, e forse molto di più, che si rovinano! E nella nostra parrocchia ci sono adulti e giovani, anche bambini che hanno appena fatto la prima comunione, che, purtroppo, non hanno la compostezza che indica un vero gesto cosciente di fede. Chi è cosciente, oltre al suo raccoglimento interiore, si senta responsabile di dare l'esempio anche attraverso il portamento esteriore.
Vorrei anche illuminare chi non viene mai a Messa, ma visto che la Chiesa dice che bisogna fare la Comunione, approfitta dei funerali per farla, magari pensando di fare un regalo al defunto. Certo, le vie del Signore sono infinite ... Ma il Signore ci ha indicato le vie ordinarie, quelle sicure, quelle che corrispondono alle persone normali, quelle che dobbiamo percorrere e indicare agli altri. Mica il cristianesimo è fatto solo di eccezioni. Allora devo dirgli che se pensa di "mettersi a posto" così, non va bene. 

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