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giovedì 7 novembre 2019

LA PASSIVITA' ATTIVISSIMA DELLA FEDE





Anni fa, l’esperienza di un uomo mi fece riflettere sulla fede. Era un appassionato di montagna e molto bravo. Aveva preso il suo mese di ferie a gennaio dedicandolo interamente a fare un percorso nelle Alpi con l’aiuto di guide. Quota minima 3000m! cioè solo ghiaccio e neve e non solo bel tempo. Una cosa difficilissima ed esaltante che ti rimane dentro per tutta la vita. Da una parte c'era la dipendenza totale dalla guida, senza la quale non poteva fare un solo passo anche se era uno scalatore provetto, perché non conosceva la strada, non conosceva i pericoli. Se la sua guida lo avesse abbandonato sarebbe morto sicuramente. Quindi consegnava in qualche modo la sua vita alla guida! Anche la guida prendeva un rischio per causa sua. Dall’altra parte c'era il suo impegno massimo, sia come fatica, sia come collaborazione. Mi raccontava che aveva imparato a tagliare il salame al millimetro per avere le calorie necessarie e non sciupare le provviste che erano calcolate per non appesantire inutilmente lo zaino. Mi raccontava, facendo col dito il gesto del gancio, che aveva imparato che un pezzo di fil di ferro poteva salvarti la vita. Aveva dovuto gestire le forze e la fatica ma non si poteva fermare che alla meta. Totale passività perché ti affidi in tutto alla guida e perché una volta imbarcato non puoi fare altro che questa esperienza, ma al contempo totale dedizione e responsabilità perché nulla si fa senza di te.
Se avesse fatto la vacanza in albergo a 1000, 1500 metri di altitudine, avrebbe potuto progettare da solo bellissime passeggiate nei boschi, fare sciate meravigliose, avrebbe potuto cambiare programma a suo piacimento, decidere che questo pomeriggio non usciva perché era stanco o c'era la partita alla televisione. Poteva prendere la macchina e scendere a valle per fare shopping o tornare a casa quando voleva. Anche queste sono vacanze in montagna, ma quale differenza! Nel primo caso, un’esperienza formatrice che ti fa crescere e ti segna per la vita, nel secondo caso un periodo di riposo.
Quando la nostra vita di fede assomiglia alla vacanza in albergo in montagna, con tanta neve e stupendi tramonti, dove decidiamo noi quando smettere o fare la pausa, secondo come ci sentiamo, dobbiamo sapere che questo non è fede, anche se facciamo tante preghiere ogni giorno.
La fede senza l’affidamento ad una guida che abbia ricevuto il mandato della Chiesa e senza un impegno di tutta la vita (per tutti gli anni della mia vita, per tutto quello che sono e quello che ho) non è (ancora) fede.
Chi di voi volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e se ha i mezzi per portarla a termine… (Luca 14,28) ma  Voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce. (Giovanni 5:35)
Ho ricevuto questa bellissima frase di un grande uomo di Dio napoletano, don Dolindo Ruotolo:
Non devi turbarti nella vita perché le pene senza rimedio non esistono e le angustie senza conforto sono solo di quelli che non amano Dio.
Il Signore è una fonte immensa di grazie, ma è una fonte alla quale bisogna andare. Se si è ancora piccini di forze, ci si va col passo delle pecorelle; se si hanno le ali della fiducia e dell’amore, ci si va volando fino alla sorgente.

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