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martedì 13 novembre 2018

QUALE CATTIVA NOTIZIA VUOI ASCOLTARE PER PRIMO? /



La prima “cattiva notizia”è che sei un servo inutile, la seconda è che morirai e la terza è che il Signore ti giudicherà.
Tra ieri e oggi san Paolo da indicazioni a Tito su come devono vivere i cristiani nel loro rapporto con il mondo e all’interno della comunità. Ieri tratteggiava la figura del vescovo e papa Francesco sottolineava che esso deve essere umile, non arrogante, ospitale, servizievole. Un particolare ci può sembrare strano: il vescovo deve essere "uomo di una sola donna" e viene giudicato anche da come si comportano i suoi figli. Infatti i responsabili di comunità di allora era tutti sposati o quasi. “Di una sola donna” significa che se è vedovo non si risposa. Per essere vescovo deve avere una maturità umana e affettiva che fa che se perde l’amore della sua giovinezza, sublima tutto questo nell’amore di Cristo e della comunità che guida. Il riferimento alla famiglia del vescovo non è solo un riferimento storico sulla vita delle prime comunità cristiane ma anche della natura essenzialmente famigliare e comunitaria del Cristianesimo. Infatti anche gli anziani della comunità, uomini e donne, devono sentire anche loro l’obbligo di dare il buon esempio ai giovani e alle giovani e di insegnare loro le virtù cristiane, la prudenza, l’amore per la propria famiglia, il servire senza sosta, da servo inutile. I laici devono preoccuparsi di educare i giovani nella fede e in particolare i genitori i figli, i nonni i loro nipoti! Da tutti è esigita la sobrietà e la mortificazione in tutti gli aspetti della vita.
Come può essere attraente un tale tenore di vita? Come ha potuto diffondersi il Cristianesimo predicato da Paolo?
La chiave di tutto è che “è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini” e che il cristiano vive “nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo” che ci colmerà oltre ogni misura. Sostenuti dalla grazia possiamo vivere felici questa vita che agli altri sembrerebbe senza gusto, portando dentro la testimonianza dell’amore infinito di Cristo che “ha dato se stesso per noi sulla croce”. Questa vita però deve essere impegnata. E siccome Paolo conosce le persone raccomanda alle vedove giovani di risposarsi, avere figli e occuparsi della loro famiglia. Certe pretese spiritualità sono sterili e spesso oziose e san Paolo si è trovato a confrontarsi con questi tipi di persone fin dall’inizio della sua evangelizzazione. Uno deve comunque dare la sua vita, un cristiano deve essere donato, “sposato”.
Che brutta cosa se il Signore tornando, trova un suo consacrato, una sua consacrata, una persona che appare esteriormente di preghiera e devozioni, tutto intento/a a coltivare il suo proprio io, mormoratore, pettegolo, ozioso, impegnato in cosette senza importanza, senza obbedienza. E che brutta testimonianza!


Prima Lettura  Tt 2,1-8.11-14
Viviamo con pietà, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, insegna quello che è conforme alla sana dottrina.
Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata.
Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi.
È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 36
La salvezza dei giusti viene dal Signore. 
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. 
Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
I giusti avranno in eredità la terra
e vi abiteranno per sempre. 

Canto al Vangelo 
 Gv 14,23  
Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

Vangelo 
  Lc 17, 7-10
 
 
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». 

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