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martedì 6 novembre 2018

LE BELLE PAROLE ESIGONO CONCRETEZZA / martedì XXXI° sett. T.O.



Le belle parole esigono di diventare concretezza. Al fariseo che sembra aspettare con ansia il Regno di Dio Gesù mostra con una parabola come spesso non rispondiamo agli inviti che Dio ci rivolge giorno dopo giorno e che sono le tappe indispensabili verso il Regno.
I due primi invitati non vengono alla cena per futili motivi. Potevano aspettare l’indomani per andare ai loro affari, non cambiava nulla. Invece perdono l’invito di Dio perché mettono le loro cose concretamente al di sopra di tutto. In fondo ne sono coscienti e chiedono di essere scusati.

Il terzo si è appena sposato e non chiede di essere scusato: non può venire. La saggezza ebraica infatti da un valore così grande al matrimonio che ha la precedenza su tutto. Uno appena sposato doveva rendere felice la sua sposa ed era esente perfino dal combattere per un anno intero, anche se Israele era attaccato! Ma questo non può significare che il matrimonio abbia la precedenza sulle chiamate di Dio. Dio primo servito nel matrimonio, il matrimonio o il coniuge non possono essere un idolo.
E quindi il padrone si arrabbia con tutti e tre questi invitati e li minaccia di non gustare mai la sua cena.
Sant’Agostino diceva: “temo il Dio che passa, perché se non gli apro subito, non so quando ripasserà!". La Sposa del cantico fa un po’ la preziosa e quando apre la sua porta il suo amato è già andato via. Corre alla sua ricerca e quando le guardie le sbarrano la strada, combatte, si lascia picchiare, fin quando le può oltrepassare. E allora trova subito il suo amato e l’abbraccia.

Prima Lettura  Fil 2, 5-11
Svuotò se stesso, per questo Dio lo esaltò. 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli,
abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre. 

Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 21
Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea. 
Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre! 
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli. 
Perché del Signore è il regno:
è lui che domina sui popoli!
A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra. 
Lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».      

Canto al Vangelo 
 Mt 11,28  
Alleluia, alleluia.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.

Vangelo 
  Lc 14, 15-24
 
Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».    

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