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mercoledì 6 settembre 2017

LE FOLLE TENTARONO DI TRATTENERE GESU' / mercoledì XXI° sett. T.O.

Non mi trattenere!
Gesù compie molti miracoli e guarigioni, fisiche e spirituali, cacciando i demoni, illuminando di speranza la vita della gente. Per cui vogliono trattenerlo, ma lui se ne va. Deve evangelizzare altrove. Perché se ne va? Le persone hanno ancora bisogno.

Quest’estate, in Francia, una persona mi ha parlato con nostalgia del suo parroco di 50 anni fa, che radunava i giovani, visitava le famiglie, dava un soffio nuovo alla parrocchia. Diceva: “Dopo  pochi anni l’hanno mandato altrove. Perché? Poteva fare tanto bene. Dopo di lui il nuovo prete è venuto con lo scopo principale di avvicinarsi ai suoi parenti, era “solo canonica e televisione” e tutto ha cominciato a decadere”. Mi ha colpito che parli ancora così dopo 50 anni, anche perché in Francia è tutta la situazione generale che è stata sconvolta. Per esempio in quel settore, nel 1963 quella parrocchia è stata raggruppata con altre due parrocchie, nel 1978 un unico prete serviva sei campanili, nel 1995 diciotto, e si parla oggi di mettere insieme due parrocchie attuali raggruppando 35 campanili! D’altra parte il giovane prete di allora ha ricevuto responsabilità sempre maggiori ed è morto ancora giovane di tumore mentre era Vicario Generale della Diocesi.

Che cosa bisogna fare? San Paolo scrive ai cristiani di Colosse, in Frigia. Anche lui è andato via. Eppure le cose non sembrano andare così male: “E come in tutto il mondo (il Vangelo) porta frutto e
si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità” (Col 1,7). L’Apostolo se ne va ma, come per Gesù, rimane il suo messaggio, il seme divino gettato nei cuori. Non solo la grazia di Dio non si cancella (anche a livello fisico: per proclamare che una guarigione è un miracolo, uno dei criteri è che questa guarigione sia permanente e non si ha notizia di un miracolato che abbia avuto una recidiva della stessa malattia fino alla fine dei suoi giorni!), ma deve crescere. In questi giorni un’altra persona mi parlava con nostalgia del parroco che l’aveva fatto crescere nella fede, mentre i successori non avevano la stessa dedizione e tutta la comunità si era intiepidita, molti si erano anche allontanati. Le ho risposto, ben consapevole della sua sofferenza e delle difficoltà concrete della situazione: “Ma tu mi dici che hai finito il tuo percorso di fede, cioè sei tu la Chiesa adesso, sei tu il sale che non deve perdere sapore, non fai più parte dei “salati”, di quelli che dipendono dal parroco per il loro fervore. Sei tu in prima linea, responsabile del Vangelo!”

La riluttanza a prendersi le responsabilità, la paura di non essere all’altezza, una struttura ecclesiale che spesso non favorisce l’iniziativa e la maturazione dei laici si mescolano con il “primo amore” per bloccare la crescita spirituale e umana delle persone. Ricordo vecchiette alle quali portavo la comunione che mi parlavano estaticamente di papa Pio XII: era il papa della loro giovinezza, della loro prima scoperta del Cristo. Per me, invece, pur ricordandomi della sua morte, Pio XII è sempre stato il “passato”. Vedo come tante persone creano un legame privilegiato con le persone con le quali hanno scoperto la fede e non sanno andare oltre o distaccarsi da questi legami. È un gravissimo danno.

Gesù dice ai discepoli: “… la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; (Giovanni 16,6-7).


Prima Lettura   Col 1, 1-8
La parola di verità è giunta a voi, come in tutto il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.
Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli.
Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito. 

Salmo Responsoriale  
 Dal Salmo 51 
Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre.

Come olivo verdeggiante nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre.

Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.
  
Canto al Vangelo 
  Lc 4,18
Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. 
Alleluia.

Vangelo   Lc 4, 38-44
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
  

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