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mercoledì 20 settembre 2017

AVETE DETTO "JUS SOLI"?

Fuga in Egitto - Gustave Doré.
“Dice il Signore Dio: «Questi saranno i confini della terra che spartirete fra le dodici tribù d'Israele, dando a Giuseppe due parti. (…) Vi spartirete questo territorio secondo le tribù d'Israele. Lo dividerete in eredità fra voi e i forestieri che abitano con voi, i quali hanno generato figli in mezzo a voi; questi saranno per voi come indigeni fra gli Israeliti e tireranno a sorte con voi la loro parte in mezzo alle tribù d'Israele. Nella tribù in cui lo straniero è stabilito, là gli darete la sua parte». Parola del Signore Dio.
(Ezechiele 47,13.21-23)

Leggendo la Bibbia ieri mi sono imbattuto in questi versetti molto significativi.

Il popolo dello Stato di Israele di oggi da l’esempio di questo?
Da una parte c'è in Israele una politica di occupazione con i coloni - proprio da parte dei partiti che si dicono più attaccati alla Bibbia - che supera di gran lunga le necessità di sicurezza, anzi crea nuovi problemi e nuove insicurezze, sempre più pesanti.
D’altra parte c'è il problema del vicino, tipo Hamas, ma anche OLP, che da sempre dice: voglio trattative di pace, ma per me la pace è di far sparire Israele come popolo, anche uccidendo i suoi cittadini. E lì c'è la necessità di difendersi.

Ma lasciamo gli israeliani far al meglio la loro politica e affrontare i loro problemi. Un fatto è che questo popolo meraviglioso anche se non perfetto ci ha consegnato la Parola di Dio. E noi cristiani ci abbiamo creduto. Cosa ci può dire a noi oggi, cristiani in Italia, questo brano di Ezechiele e molti altri brani simili della Bibbia?

Pochi giorni fa ho ricevuto da due fratelli  (di cui uno prete!) un invito a firmare urgentemente una petizione contro lo Jus Soli. Questo appello paventava che se passava quel progetto di legge chiamato dai Media "Jus Soli", tutti i musulmani si sarebbero iscritti al partito islamico di recente fondazione (ad opera del Dottor Hamza Picardo, figlio di una famiglia, italiana da sempre, cattolico convertitosi all’Islam), e fra poco avremmo avuto la Sharìa in Italia.
Trovo questo giocare con le paure della gente particolarmente odioso, oltre che irrazionale.

Oggi sarebbero circa due milioni i musulmani in Italia su sessanta milioni di italiani: circa il 3%. I musulmani sono divisi e lo saranno sempre. Perché un partito islamico imponga leggi islamiche in Italia bisogna che una maggioranza schiacciante di italiani voti questo partito. Infatti, per introdurre leggi così diverse della nostra tradizione, non basta un 50% dei voti più uno in Parlamento se c'è nella società un forte gruppo di blocco, o se la legge proposta deve modificare la Costituzione. 
Un semplice ragionamento di buon senso porta quindi alla conclusione che prima che ci siano leggi islamiche in Italia è come dire che non succederà mai.  

C'è un altro fatto che non deve sfuggire: il popolo italiano ha scelto di suicidarsi lentamente, non facendo figli, per cui sta già in diminuzione numerica da alcuni anni. Ora tra gli immigrati i musulmani non rappresentano che un terzo, meno dei cristiani che superano il terzo. Più c'è immigrazione più la percentuale dei nuovi cristiani, nonché dei credenti di altre religioni crescerà.

Mi preoccupa che un prete o anche un laico cristiano praticante divulghino questi allarmi: c'è un solo Signore, è onnipotente e se evangelizziamo, lo Spirito di Cristo continuerà a fermentare la società. Il problema è che battezzati che non conoscono Cristo e la sua potenza vogliano difendere “tradizioni cristiane” lontane dal Vangelo e con metodi che non si ispirano ad esso.
Cosa fa paura a questi fratelli? Gesù non ha forse vinto il Mondo? Forse sentono la loro fede così fragile e temono la fede dei musulmani?
Alzando i muri si radicalizzano i ghetti. Invece di difendere i valori cristiani fermentando la società con essi, con i ghetti si creano zone dove il Vangelo non può più penetrare e non si impedisce che cristiani di nascita si convertano all'Islam, proprio perché non hanno ricevuto dal loro ambiente "cristiano" una testimonianza evangelica degna di questo nome, e magari si radicalizzano sotto l'effetto della scoperta, della novità della fede recentemente acquisita.

È significativo che il fondatore di questo partito musulmano sia un italiano convertito all’Islam e che il suo principale oppositore in Italia sia una associazione composta da musulmani italiani ma di origine straniera … 

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