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mercoledì 6 settembre 2017

LA SANTA SEDE DI FRONTE ALLE MINACCE DI GUERRA NUCLEARE

Si tratta di una notizia passata quasi sotto silenzio da parte dei Media e devo trovarla ne “La Croix” quotidiano cristiano francese, la cui grande qualità giornalistica è stata più volte premiata: la Santa Sede si è impegnata a fondo per l’interdizione totale degli armamenti nucleari, ritenendola “un imperativo morale e umanitario”.

In marzo scorso si è tenuta all’ONU una convenzione incaricata di negoziare un trattato internazionale mirando a tale interdizione. Continuando il cammino intrapreso dal Magistero a partire da papa Giovanni XXIII che già nel 1963 con l’enciclica Pacem in terris, aveva auspicato “la proscrizione dell’arma atomica”, Papa Francesco aveva allora scritto che “un’etica e un diritto fondati sulla minaccia di una distruzione reciproca – e potenzialmente di tutta l’umanità – sono contrarie allo spirito stesso delle Nazioni Unite” – “la pace e la stabilità internazionali non possono essere fondate su un falso senso della sicurezza, sulla minaccia di una distruzione reciproca e di una annientamento totale, sul semplice mantenimento di un equilibrio delle potenze”.


È così che, per questa occasione, il 7 luglio, è stato concesso alla Santa Sede, osservatore permanente all’ONU, di votare per la prima volta e, dal 20 settembre, sarà tra i primi Stati a ratificare tale trattato, aiutando a raggiungere più velocemente la sbarra delle cinquanta ratificazioni necessarie perché il trattato entri in vigore.

La dottrina militare e politica comune dal dopo guerra agli anni ’70-‘80 era quella della “dissuasione nucleare”: non useremo la bomba perché la risposta della potenza attaccata sarebbe terribile, ma per questo ogni potenza deve investire risorse spropositate per costruirsi la propria bomba. Girava comunque anche la teoria che si potesse vincere una guerra nucleare. Bastava arrivare primi nella corsa agli armamenti più sofisticati, capaci di annientare in un colpo solo le armi del nemico. Nel 1981, sotto l’impulso di Giovanni Paolo II, l’Accademia pontificia delle scienze metteva in guardia i militari e i governi contro “le ipotesi erronee riguardanti gli aspetti medici di una guerra nucleare”.
Benedetto XVI nel 2006 affermava : “con innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che questa prospettiva (della dissuasione nucleare), oltre che funesta, è del tutto fallace … Infatti, in una guerra nucleare, non ci sarebbero vincitori, ma solo vittime.”


Oggi arriviamo ad un trattato internazionale di interdizione delle armi nucleari. Questa è la direzione anche se siamo ancora molto lontani dal raggiungere un consenso generale. Che questo, di fronte alla gravissima crisi tra Stati Uniti e Nord Corea, indirizzi la nostra preghiera e la nostra riflessione. 

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