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lunedì 23 luglio 2018

PERCHE' SANTA BRIGIDA E' PATRONA DI EUROPA? / 23 Luglio



Di santa Brigida, molti conoscono e forse praticano le famose orazioni nella speranza di grazie. Certamente chi esegue tutto il programma di queste orazioni fa meditazioni buone ed è pereverante. Ma, perché santa Brigida è patrona di Europa?
Nata in Svezia di famiglia nobile, fin da adolescente sceglie di servire Cristo innanzitutto.  È una donna attiva, capace di organizzare, e con un innato senso pedagogico che, sposandosi, metterà a frutto per primo con i suoi otto figli, di cui una, Caterina, sarà anche lei canonizzata. Forma dunque con il marito Ulf una famiglia cristiana, aperta al servizio della collettività e anche, direttamente, dei poveri, fondando un ospedale. Questo è la prima caratteristica che può farne una protettrice e un esempio per gli europei: la famiglia cristiana, aperta al bene comune e dei poveri in particolare. Il suo senso pedagogico la fa chiamare alla corte svedese come educatrice dei principi e ricercata consigliere. Rimasta vedova compie vari pellegrinaggi che la portano in tutta Europa e in Terra Santa, e si stabilisce a Roma. Dalla sua comunione sempre più profonda con Cristo, sente l’esigenza di trasmettere da parte del Signore messaggi di saggezza a papi e sovrani europei. Sono particolarmente noti i suoi ammonimenti al re di Francia. Ecco i suoi titoli per essere patrona di Europa.
L’Europa, unificata dal Cristianesimo era una realtà ma non certo idilliaca e senza tensioni e anche guerre. E con lo Spirito di Cristo, Brigida crede e lotta per la comunione degli uomini nella pace di Cristo, nel suo Vangelo capace di formare famiglie, comunità e persone felici. L’Europa di oggi ha bisogno di tante nuove “Brigide di Svezia”, di cristiani che lottino per la famiglia, per il bene comune delle loro comunità, per la crescita sana e santa delle persone.
Nelle letture di oggi si mette in evidenza la stretta comunione con Cristo. Che c’entra con l’Europa? Brigida può aiutare l’Europa perché è Una con Cristo. Anche oggi questa è la condizione per aiutare l’Europa. È la condizione perché gli europei ritrovino il benessere e la felicità. Sembra impossibile che quelli di oggi ascoltino un tale discorso! Ma non se siamo santi. Perché il cuore dell’uomo fatto ad immagine di Dio non trova pace finché non riposa in Lui.

Prima Lettura  Gal 2, 19-20
Non vivo più io, ma Cristo vive in me.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Salmo Responsoriale  
Salmo 33
Benedirò il Signore in ogni tempo.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. 
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

Canto al Vangelo   Mt 15,9.5
Alleluia, alleluia.
Rimanete nel mio amore, dice il Signore,
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.

   
Vangelo  Gv 15,1-8
Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».


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