Visualizzazioni totali

giovedì 21 luglio 2016

MA QUALE AUTORITA'? (mercoledì 19 luglio, XVI settimana T O)

“Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni!” (prima lettura)
Seguendo gli avvenimenti dell’attualità sembra che questa frase, così importante per chi ha sete di giustizia, sia molto fasulla. Veramente i profeti hanno autorità sopra le nazioni? Almeno Geremia ha avuto autorità? Certamente non come Erdogan o un semplice Re orientale dell’epoca. Geremia ebbe una vita tormentata e dovette soffrire fino alla fine della sua vita.

Se leggiamo meglio il testo vediamo che è tutto un incoraggiamento amorevole e esigente ad un tempo: prima di formarti nel grembo ti ho conosciuto, prima che tu nascessi ti ho consacrato, non dire sono giovane, ti do autorità sopra le nazioni. Questo significa: non aver paura sono con te, non dire quelli non capiscono, quelli la pensano diversamente, quelli non ascolteranno…

Il potere che Dio dà è un potere di verità, la sua parola è universale perché c'è un solo Dio e il cuore dell’uomo è fatto a sua immagine e per Lui. Al di là di ogni religione e cultura.


Certo Dio parla nella lingua della gente. Se Maometto non avesse parlato in arabo nessuno l’avrebbe mai ascoltato. Egli vanta spesso il fatto che parla in arabo (Sura 41 v.3: "Un Libro i cui versetti sono stati esposti chiaramente; un Corano arabo, per uomini che conoscono, …"  vv. 44 -45 : "Se ne avessimo fatto un Corano in una lingua straniera, avrebbero detto: “Perché non sono stati espressi chiaramente i suoi versetti? Un idioma straniero ad un arabo?”...). Ironia della sorte, da allora i credenti dell’Islam devono leggere la loro “Parola di Dio” in “arabo chiaro”, anche se sono contadini cinesi o afgani analfabeti, e la loro preghiera ufficiale deve, pure essa, essere compiuta in arabo altrettanto “chiaro” dai convertiti italiani o francesi che non riescono nemmeno a leggerlo se non translitterato. Questa assenza di traduzione del messaggio di Dio proviene fondamentalmente dalla mancanza dello Spirito Santo che è libertà e vicinanza. Possiamo immaginare quanta regressione culturale questo può provocare, quante sostituzioni di libretti vari al testo fonte. La cosa strana è che questa opacità non ha nuociuto sempre alla diffusione di questa religione, anzi, spesso è stato visto come segno della sua sacralità (il Mistero, così mal capito anche da noi). L’uomo non vuole capire, talvolta vuole che non si capisca. La cosa più strana è che anche tra alcuni cristiani c'è lo stesso meccanismo: alcuni cattolici si ostinano a pregare e celebrare in latino, una lingua che non parlano, non capiscono e che non è nemmeno la lingua originale della Rivelazione cristiana. Più generalmente tra i cattolici c'è anche la tendenza ancora a non nutrirsi della la Parola di Dio sostituitendola con l’uso di libretti di qualità spesso mediocre.

Ma con la forza dirompente e soave della Verità lo Spirito Santo parla ad ogni uomo fatto ad immagine di Dio.

Il potere umano troppe volte toglie la libertà. Quello di Dio no. Per questo offre la sua Parola sotto forma di seme che ha bisogno di un terreno buono (Vangelo). Anche Gesù, e Geremia in lui, ha avuto questo potere di verità che non gli ha evitato le persecuzioni ma lo vede oggi figura universale sempre presente nella storia per quanto non sia seguito da molti. Conoscendo la sua Via, il suo modo di affrontare la realtà comprendiamo che Egli è veramente il Signore e il suo Potere ci accompagna e ci protegge.

Chiediamo lo Spirito Santo per comprendere la Parola di Dio e predicarla, senza soggezione per lo status sociale o le posizioni religiose di chi abbiamo davanti, chiediamo la contrizione di cuore per essere il terreno buono che accoglie il seme e porta frutto.


Prima Lettura   Geremìa 1, 1. 4-10. Parole di Geremìa, figlio di Chelkìa, uno dei sacerdoti che risiedevano ad Anatòt, nel territorio di Beniamino. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Risposi: «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano  e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse: «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca. Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».

Salmo Responsoriale  
 Dal Salmo 70 
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami. 

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. 

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. 

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. 

Canto al Vangelo 
  Mt 13 Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna. Vangelo Matteo 13, 1-9: uel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». 

1 commento:

  1. Fare esperienza di Verità: è straordinario come le situazioni possono cambiare, possono trasformarsi in strumenti di riconciliazione; è uno di quei momenti che ti cambia la vita e ti da il coraggio, la consapevolezza che lo Spirito si serve di te! Allora, ho capito che il Padre quando si serve dell'uomo non parte del giudizio ma dalla Misericordia!

    RispondiElimina