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mercoledì 13 luglio 2016

LA GEOPOLITICA SPIEGATA DAI SEMPLICI

Oggi come al tempo degli Assiri (prima lettura) siamo presi nel vortice di avvenimenti molto più grandi di noi: crisi internazionali e guerre continue. Un grande pregio della Comunità Europea è di aver dato ai popoli membri un’era di pace senza precedenti, anche se sono appena 70 anni! Ma in quel periodo nel continente Europa la guerra c'è stata più volte (Balcani, invasioni militari nell’Est Europeo…) e c'è oggi in Ucraina. Un uomo nato 70 anni fa non avrà sentito tuonare il cannone da casa sua ma, nato nelle macerie della seconda guerra mondiale, sarà vissuto sotto la minaccia delle armi nucleari e di possibili invasioni e, forse, qualche suo fratello maggiore avrà combattuto in guerre legate alla decolonizzazione, figli o nipoti suoi saranno andati in Iraq o in Afghanistan, o in uno dei tanti teatri di guerra odierni. E sembra che la spinta civilizzatrice della costruzione europea si stia esaurendo.

Maledizione inevitabile? Fascino sempre presente nel nostro DNA della violenza, codificata come grande ideale? Un giorno mi diede passaggio verso la Francia un belga che tornava da una ricostituzione storica della battaglia di Marengo: tre giorni entusiasti in uniforme d’epoca, a dormire sotto la tenda, sulla paglia, senza portare occhiali né fumare, accomunato con francesi, olandesi, inglesi, tedeschi ecc., dal mito di Napoleone. Appena finito quel campeggio particolare aveva inforcato di nuovo gli occhiali e … ricuperava le sigarette perdute! Ricordo, durante il servizio militare, lo stato di eccitazione dei compagni nell’odore della polvere da sparo la prima volta al poligono di tiro …


So, per contatto diretto, che ci sono tanti soldati veri, difensori del loro popolo e dei suoi valori. Ma i loro esami di coscienza sono talvolta difficili quando le direttive della politica sembrano mettere inutilmente a rischio vite umane, sia militari che civili.

Qual è l’interpretazione che ci dà Dio della guerra? Le guerre, le invasioni, le crisi, sono la risposta, provvidenziale e meccanica ad un tempo, al nostro peccato comunitario. Ma siccome chi è strumento di questa risposta si inorgoglisce e si innalza, anche lui subirà più tardi il peso del suo peccato. Come dire, il demonio che aizza gli uomini gli uni contro gli altri, sta lui stesso nelle mani di Dio e non scappa al suo potere. La Chiesa come comunità di pace, si fa strumento di dialogo, promuove la diplomazia e gli accordi giusti. Ma la difesa essenziale contro il male è il bene. Quello vero, offerto da un cuore sincero a Dio e al prossimo. Non le complicità di alcuni contro altri, che mi fa oggi amico del nemico di domani.

Nella logica di questa riflessione notiamo che Gesù (Vangelo) rivela ai piccoli due cose :
-         -  La Via della mitezza e dell’umiltà di cuore, che Lui, l’Umile e l’Agnello Immolato, ha intrapreso fino alla fine, è la chiave della Vittoria. Infatti, “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Filippesi 2, 8-12). Chi lo segue in questa Via regnerà con Lui, trasformerà il mondo con Lui. Essere umile e mite, per Gesù non significa essere indeciso, non avere un piano di azione, non essere organizzati.
-        -   Il cuore è al centro, è importante. Quindi i piccoli, quelli che non contano per gli strateghi della politica e della guerra, se sono discepoli di Gesù, consapevolmente e liberamente, contano per Dio, ma contano anche per la grande storia, infinitamente di più di quanto la loro invisibilità sociale ce lo fa pensare.

Dice papa Francesco: nel mondo manca crudelmente la misericordia, mettiamo tanta misericordia nel mondo. Meditando il Vangelo, san Francesco ci ha lasciato una preziosa esperienza in questo senso, sintetizzata nella “Preghiera semplice” dedicata a tutti coloro che amano la pace e la giustizia.


Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poichè: è dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.Amen.



Prima Lettura   Is 10, 5-7. 13-16: Così dice il Signore: Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno! Contro una nazione empia io la mando e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera, perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Poiché ha detto: «Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un eroe coloro che sedevano sul trono. La mia mano ha scovato, come in un nido, la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra. Non vi fu battito d’ala, e neppure becco aperto o pigolìo». Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia? Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna e una verga sollevare ciò che non è di legno! Perciò il Signore, Dio degli eserciti, manderà una peste contro le sue più valide milizie; sotto ciò che è sua gloria arderà un incendio come incendio di fuoco.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 93  Il Signore non respinge il suo popolo.




Calpestano il tuo popolo, Signore,
opprimono la tua eredità.
Uccidono la vedova e il forestiero,
massacrano gli orfani.

Dicono: «Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non intende».
Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi? 

Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?
Colui che castiga le genti, forse non punisce,
lui che insegna all’uomo il sapere?

Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore. 



Canto al Vangelo   Mt 11,25: Ti rendo lode, Padre,  Signore del cielo e della terra,  perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. 


Vangelo   Mt 11, 25-27: In quel tempo, Gesù disse:  «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.  Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». 

1 commento:

  1. "È dando che si riceve..." e rimane costante quell'Amore che rende umili, docili, altruisti! Che il Padre ci consenta di avere il coraggio di amare!

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