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venerdì 15 luglio 2016

15 LUGLIO SAN BONAVENTURA E LA STRAGE DI NIZZA

Oggi s’impone alla nostra attenzione la strage assurda e disumana di Nizza: gente pacifica in un giorno di festa schiacciata da un uomo alla guida di un camion, tra loro molti bambini. Immediata la partecipazione del Papa: «Francesco segue con sgomento e in preghiera la terribile strage. Condanniamo nella maniera più assoluta ogni manifestazione di follia omicida, di odio, di terrorismo, di attacco contro la pace».

La Parola di Dio di oggi e la figura di san Bonaventura possono illuminare questa tragedia e ciò che l’ha ispirata?


La prima lettura ci dimostra la potenza della preghiera. Allo stesso modo che Ezechia ha pregato per sé, ottenendo altri 15 anni di vita, preghiamo con forza per gli altri. Possiamo anche chiedere per noi stessi altri anni di vita, più forza e spirito cristiano per impegnarci a favore della Pace.

Nel Vangelo Gesù ci mette di fronte a due interpretazioni della Scrittura (che è Parola di Dio e quindi Volontà di Dio) e le loro conseguenze: 
- La prima è quella dei farisei che privilegiano l’osservanza del precetto sulla persona. Così, inevitabilmente, “abbandonano le persone alla durezza del precetto” (papa Francesco) e, inoltre, scelgono i precetti più facilmente riconducibili a una definizione netta, giuridica, a scapito di altri “troppo vaghi” come “Misericordia io voglio non sacrifici”. Secondo questa interpretazione se sei un nulla tenente senza una casa ben organizzata e fornita non puoi permetterti di aver fame di sabato. Oppure devi ottenere da Dio un pasto miracoloso disceso dal cielo. I ricchi o i furbi che conoscono la Legge e “trovano l’inganno”, non hanno bisogno di miracoli per mangiare tranquillamente e con la coscienza apposto.
- La logica di Dio secondo Gesù (che rappresenta molto autorevolmente la Celeste Pontificia Commissione per l’interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico) è un po’ diversa. La persona viene prima del precetto. Il precetto esiste e serve appunto ad aiutare l’uomo a crescere e a strutturarsi per vivere l’Alleanza con Dio e usufruire dei suoi grandi doni, cioè la Misericordia. L’uomo che ascolta col cuore sa che i tanti precetti sono delle dritte per incarnare la Misericordia e questo lo porta a scoprire in essi più che una lettera uno Spirito. La lettera del precetto c'è, ma da sola uccide mentre lo Spirito dà vita e compie il precetto (cfr. 2 Cor 3,6). Nel Vangelo non c'è nessuna giustificazione alla violenza, nel Corano purtroppo c'è in alcuni versetti e questo potrebbe da solo aiutarci a capire che l’Islam non è la religione per la quale è fatto il nostro cuore. Ma i musulmani che ascoltano col cuore abbracciando tutto l’Islam vi cercano uno spirito e sono anch’essi guidati dallo Spirito di Dio. Infatti dice san Pietro che Dio da lo Spirito Santo “a coloro che si sottomettono a lui” (At 5:32). In arabo, sottomesso si dice “muslim” cioè musulmano. E non c'è dubbio che un musulmano che cerca con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze di piacere in ogni cosa a Dio, riceve il suo Spirito. Un musulmano che fece questo, El Hallag, disse: “chi segue questa via riceve lo stesso Spirito che discese su Gesù di Nazareth, figlio di Maria”. Annunciò con grande missionarietà l’Amore di Dio per tutti e che l’essenza dell’essenza di Dio è l’Amore. Morì crocifisso dai suoi correligionari, benedicendoli perché, come Gesù, non voleva morire nella religione della Mecca ma nella religione del patibolo. 

Cosa fare di fronte alla violenza così diabolica di ieri sera a Nizza?
-         -  Riequilibrare la bilancia. Aumentiamo la Misericordia (di Gesù) il più possibile fin quando non pende più verso la violenza. 
-          -  Fare un esame di coscienza per vedere dove i nostri comportamenti individuali e collettivi, comunitari, non sono guidati dalla Misericordia (di Gesù), e perfino possono essere violenti. La maggior parte delle persone non ama la violenza, non ama i problemi. Facilmente  “tolgono l’occasione” cercando di vivere in una pace sincera ma anche comoda con tutti. Se c'è un violento si lasciano spesso sopraffare perché per loro la lotta troppo lunga, la lotta per un ideale è qualcosa che supera le loro forze. Ma se una religione si proclama religione di pace e, di fatto, con il proselitismo, con l’inculcare i sensi di colpa e il moltiplicarsi dei divieti, con il chiudersi settario che alza i muri senza motivo, si rivela non portatrice di pace, rimangono confusi, confusamente scandalizzati, il cuore amareggiato si chiude. È lungo anche per noi il cammino verso la “Santa Umiltà di Cristo” che non è mancanza di energia o perdita di fiducia nei valori della nostra fede ma spogliazione di sé totale per Amore di Dio.

-          Il vescovo di Nizza ha detto cose molto vere questa mattina al giornale “La Croix”: «...tenere aperta una finestra che proietti luce su questi aspetti più oscuri dell'animo umano, crediamo che la compassione e la consolazione siano un mezzo attraverso cui il cuore degli uomini sia toccato dall'amore». Per mantenere viva e vigile questa sensibilità, ha ricordato che «dobbiamo stare attenti a non lasciarci sopraffare dall'odio, dal desiderio di violenza, di discriminazioni o da quello di chiuderci in noi stessi. Bisogna evitare a tutti i costi questa deriva, attenzione che il nostro dolore non generi ciò che è all'origine di questi fatti».

-          Per quanto strano possa sembrare a qualcuno talvolta la spaccatura più profonda non è tra chi appartiene ad una religione e chi ad un’altra, ma tra chi pensa che l’uomo è fatto per il sabato e chi pensa che il sabato è fatto per l’uomo, chi vuole la lettera che uccide e chi cerca lo spirito che dà vita, chi si scandalizza se uno raccoglie spighe di sabato (lavora) e chi cerca di comprendere il senso di “Misericordia io voglio e non sacrifici”. 

S. Bonaventura si inserisce in questo tema perché agisce ad un momento particolare dell’Ordine francescano. Dopo la morte di S. Francesco, l’evolversi del suo movimento, già iniziato mentre lui era vivo, è stato poderoso e pieno di santità ma anche di aspetti meno riusciti. Non era più possibile da tempo vivere la semplicità degli inizi. Per alcuni la nostalgia di quegli anni si trasformò in un irrigidimento dell’ideale in una osservanza letterale che ha portato alcuni frati a uscire dall'Ordine e perfino dalla Chiesa criticandola amaramente. Altri invece avevano elaborato un progetto di rinnovamento della Chiesa inficiato di mondanità. Altri infine si erano semplicemente arresi all’imborghesimento. Poi, come sempre, c'era una maggioranza silenziosa, di buona volontà ma debole. E molta disunione e smarrimento. San Bonaventura, in un lavoro di equipe, è riuscito a dare uno spirito di unità all’Ordine e delle direttive realistiche per un cammino spirituale fruttuoso e accessibile a tutti. Credo che sia oggi il tempo di un tale lavoro per l’Europa, per l’integrazione, per la convivenza. Ridare speranza perché Gesù è il Signore e cammina con noi in questo tempo complesso. 


Prima Lettura  Isaìa 38, 1-6.21-22.7-8 In quei giorni Ezechìa si ammalò mortalmente. Il profeta Isaìa, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: “Da’ disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai”». Ezechìa allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechìa fece un gran pianto. Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaìa dicendo: «Va’ e riferisci a Ezechìa: “Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d’Assiria; proteggerò questa città”». Isaìa disse: «Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà». Ezechìa disse: «Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?». «Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l’ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull’orologio di Acaz». E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.  

Salmo Responsoriale
   Is 38,10-12.16

Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.
Io dicevo: «A metà dei miei giorni me ne vado,
sono trattenuto alle porte degli inferi
per il resto dei miei anni».

Dicevo: «Non vedrò più il Signore
sulla terra dei viventi,
non guarderò più nessuno
fra gli abitanti del mondo.

La mia dimora è stata divelta e gettata lontano da me,
come una tenda di pastori.
Come un tessitore hai arrotolato la mia vita,
mi hai tagliato dalla trama.

Il Signore è su di loro: essi vivranno.
Tutto ciò che è in loro
è vita del suo spirito.
Guariscimi e rendimi la vita».

Canto al Vangelo   Gv 10,27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. 
Vangelo   Matteo 12, 1-8: In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato». 

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