Il presepe con Gesù bambin@ di Mercogliano ad opera del generoso e “creativo” don Vitaliano Della Sala ha fatto parlare molto. Dico generoso perché l’ho conosciuto proprio così. La prima volta fu nei Balcani durante la guerra: era a capo di una spedizione di aiuti umanitari. Ma don Vitaliano è anche “creativo”.
Si può fare un presepe con Gesù bambin@?
L'esistenza storica di Gesù non si può negare anche se non conosciamo l’anno esatto della nascita. A Natale contempliamo la nascita vera di un bambino maschio, ebreo perché figlio di una donna ebrea e della casa di Davide tramite S. Giuseppe. I suoi discepoli, dopo pochi anni, ne hanno tramandato per iscritto memoria e insegnamenti. Questo appartiene alla Storia. La predicazione degli apostoli e il movimento che ha creato provengono dall’aver riconosciuto in lui il Messia atteso, e averlo visto risorto dopo morte, arrivando alla certezza che Egli è il Verbo di Dio, Dio incarnato nel seno di una vergine. Questa dimensione appartiene alla fede, ma anche la fede nasce e vive nella Storia.
Il Vescovo di Avellino, alla cui diocesi appartiene la parrocchia di Mercogliano ha richiamato a una riflessione su "parole dimenticate" e sulla centralità di Cristo, invitando a non trasformare il presepe in un'idea da esibire, ma a rimanere nella fedeltà al Vangelo. Parole chiare e giustissime. Molti avrebbero voluto una condanna severa. Lasciamo questo al discernimento del Pastore. Ma l'importante è comprendere e vivere la verità della fede: l’universalità dell’evento di Cristo e del messaggio cristiano non autorizza a confiscarli in favore di una causa singola, né sul piano dottrinale, né sul piano socio-politico.
La pretesa di don Vitaliano di sensibilizzare con Gesù bambin@ sul sacerdozio alle donne contraddice la sua responsabilità di pastore di tutti e il buon senso di Papa Francesco che chiedeva ai preti di dire alla gente solo le cose sicure.
È lo stesso per chi mette in chiesa la bandiera palestinese o diffonde la plateale bugia che Gesù era un bambino palestinese. Gesù, un ebreo, si è unito ad ogni sofferenza e povertà e quindi ad ogni bambino che soffre vittima di ogni guerra e ingiustizia.
L’unicità di Cristo e della sua incarnazione nello spazio e nel tempo e la sua universalità sono unite proprio dalla natura stessa di quel bambino nato a Betlemme di Giudea. Infatti Gesù di Nazareth è il Messia di tutti e di tutte le cause giuste proprio perché ha vissuto in modo esemplare la sua vita e vocazione personali sotto lo sguardo del Padre e in obbedienza-comunione con lui. Egli ha vissuto il comandamento nuovo dell'amore ai nemici fino alla morte e oltre la morte. E dona potere sulla morte a chiunque lo accetta come Signore e Salvatore e lo segue. Come, durante la sua vita terrena, uomini e donne, giovani e vecchi si sono rapportati a lui e si sono riconosciuti nel suo messaggio, così ogni generazione e ogni popolo può vivere questa alleanza con lui senza bisogno di cambiare la propria condizione o di essere di un dato partito.
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| Stupendo presepe vivente. |
I personaggi del presepe rappresentano la scena evangelica e la comunità locale. Per questo anche i mestieri che popolano i nostri presepi sono legittimi. E i personaggi del momento, dal Papa ai giocatori del Napoli e ai personaggi dello spettacolo possono venire ad adorare il Signore. Anche la Sacra Famiglia può avere la pelle del colore e i tratti dei cristiani che celebrano il Natale. Ma non è legittimo schierarla con una causa politica o ideologica, che sia l’idea personale del parroco, di un gruppetto o persino di tutta la comunità locale. Gesù è venuto per tutti e il suo approccio alla giustizia è universale e molto più profondo e diverso della mentalità del mondo.


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