La famiglia di Nazareth ci viene offerta in modello. Può sembrare una beffa : un solo figlio, per giunta obbediente e ragionevole, senza capricci… Era ancora il mio modo di pensare da ragazzo quando, quarto di sei figli, vivevo una ben altra situazione.
Ma la famiglia di Nazareth è per noi, come dice la Liturgia della Vergine Maria, “segno di consolazione e di sicura speranza”.
Scegliendo di salvarci attraverso la nostra stessa umanità, il Figlio di Dio si è fatto uomo non solo fin dal primo battito di vita nel grembo di una donna, ma anche nascendo e crescendo in una famiglia. Una famiglia che ha conosciuto la povertà oltre i disagi normali, la persecuzione e la fuga per la vita, ma anche lo sguardo non sempre benevolo dei compaesani (tornare incinta da "un viaggio dalla cugina" prima di vivere col marito, in un paesino non è un grande vantaggio per Maria e Giuseppe e nemmeno avere poi un solo figlio, in quei tempi). Ma erano uniti nella fede, nell’obbedienza a Dio e nell’amore. E non era sempre facile vivere in quel modo.
Perciò la Sacra Famiglia ci consola in quanto siamo tutti destinati a condividere la loro beatitudine se ci lasciamo salvare da Gesù Cristo. E siamo sostenuti dal loro esempio di fedeltà anche quando all’interno della nostra famiglia non c'è una profonda comunione nella fede e nell’amore. Consapevole di questo Papa Francesco voleva in tutte le parrocchie “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”. Ma, anche quando la parrocchia lo offre, raramente tutti i membri della famiglia vogliono seguire un percorso di fede. La Chiesa deve essere allora Madre e Maestra, famiglia di famiglie comunità che sostiene chi vuole vivere il progetto di Dio, che abbia o meno una famiglia cristiana unita. Leggendo il Nuovo Testamento comprendi che le prime comunità (Chiese) cristiane non erano idilliache. Eppure erano comunità e hanno evangelizzato. Anche la famiglia di Abramo diventata poi popolo non era fatta di soli giusti eppure ha trasmesso al mondo le promesse di Dio.
Dal libro del Siràcide Sir 3,3-7.14-17a (NV) [gr. 3.2-6.12-14)
Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita. Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre. Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore. L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa. Parola di Dio.
Dal Sal 127 (128) R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Della fatica delle tue mani ti nutrirai, sarai felice e avrai ogni bene. R.
La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. R.
Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion. Possa tu vedere il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita! R.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési Col 3,12-21
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino. Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 2,13-15.19-23
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». Parola del Signore.

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