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sabato 20 dicembre 2025

I DOGMI SONO UNA CHIARIFICAZIONE, UN AIUTO PREZIOSO / 71 NICEA. Gesù Cristo, .... n. 115.


Tutta la Scrittura è Cristo e chi la legge tutta intera con cuore semplice scopre il suo senso profondo e la sua coerenza. Ma non è sempre così facile e le discussioni che si sono sciolte solo con i vari Concili ne sono la prova. Il riferimento del testo della Commissione Teologica Internazionale a Luca 18,19 ne è un esempio. E quindi per tutti noi, ma in particolare per le persone più semplici o ancora ignoranti della Scrittura, senza vera esperienza spirituale, l'aiuto della Chiesa è ancora più prezioso di fronte alle molteplici proposte a volte subdole o "campate per aria" che girano e possono turbare persone di buona volontà. Ma sarà tanto più facile rimanere nella "sana dottrina" che uno pregherà lo Spirito Santo e si nutrirà con abbondanza della Scrittura. Il Dogma è quel punto di partenza sicuro che permette anche al credente semplice di approfondire e formare la sua fede, rafforzare il suo cammino spirituale.


115. In questo compito di “metafrasi pneumatologica”, che introduce un concetto nuovo, sconosciuto alle Sacre Scritture, il famoso homooúsios, è indispensabile notare che le narrazioni bibliche come pure le metafore dei testi scritturistici non sono abolite o occultate dalle trasposizioni speculative che ne contraggono e ne chiarificano la sostanza. La chiarificazione dogmatica vale solo se conserva il suo radicamento, che la vivifica, nell’humus biblico e nella comunione della fede liturgica. È questo, chiaramente, il caso del testo del Simbolo. In circostanze come quelle della crisi ariana, in cui la Parola di Dio sembrava fornire dei supporti ambivalenti per la conservazione della verità di fede (Lc 18,19: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo»), diventa necessario che l’espressione speculativa possa dirimere la disputa esegetica. Tuttavia, lo sviluppo dottrinale, con le risorse specifiche dei neologismi, deve accontentarsi di mettere in luce le verità immanenti al linguaggio di rivelazione, nello stesso modo con cui Cristo spiega la sua parabola del seminatore in Mt 13,3-9 e poi 18-23. In questo senso, non si mancherà di rilevare che nella storia della Chiesa i neologismi dogmatici sono stati, tutto sommato, poco numerosi e hanno corrisposto a dei nodi del mistero cristiano veramente decisivi: “consustanzialità” e “unione ipostatica” in cristologia; e in ambito trinitario “relazioni sussistenti” e “pericoresi”; ma anche “persona” (prosôpon et hypostasis), col suo senso specificamente cristiano, in teologia trinitaria, cristologia e antropologia.


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