Visualizzazioni totali

mercoledì 24 dicembre 2025

CRISTO NON FU UN EROE DIVINIZZATO / Santo Natale 2025.



«Non divenne Dio da uomo che era, 

ma da Dio che era divenne uomo per poterci divinizzare»

Sant'Atanasio, Contro Ario


Preparando le letture in questi giorni, è ritornata la domanda: perché tre messe a Natale, a che ora si devono celebrare, perché letture diverse? E come sempre la messa del giorno, cioè il Prologo di san Giovanni, fa un po' problema, perché sembra meno accessibile dei Vangeli della notte e dell’aurora. Giungono più caldi, più emotivi i personaggi, la grotta, i pastori, la nascita “al freddo e al gelo”, il racconto insomma. Il presepe incarna il vero sentimento del Natale, “la più bella festa dell’anno”!

 È vero, l’umanità di Dio nei suoi particolari non finirà mai di stupirci. San Francesco è nato in una cultura che meditava molto sulla umanità di Cristo. Attraverso di lui il frutto di questa cultura si mostra meraviglioso e non a caso egli ha inventato il presepe vivente. Ma la Chiesa non sbaglia proponendoci la luce del Prologo di san Giovanni, il senso profondo della venuta del Cristo. La nostra società che vorrebbe portare ogni attenzione sull'umano e troppo facilmente dimentica la dimensione trascendente, spesso produce una umanità alla deriva, senza ancoraggio sicuro, prigioniera nel labirinto del (suo) soggettivismo e relativismo. L'antichità invece cercava la vittoria sulla morte, e pensava di trovare l’immortalità nelle imprese eroiche: l’eroe veniva divinizzato. Con la nascita di Gesù, invece è Dio stesso che fa irruzione nella nostra umanità (dopo una lunga e crescente preparazione nella Storia), affinché abbiamo tutti la vita divina. La doverosa e sempre insufficiente attenzione alla fragilità della nostra umanità ferita non deve far dimenticare che questa non è una qualità in sé ma una via verso l’eternità, verso la pienezza dove né morte né lutto ci toccheranno più. Se non ci avesse resi partecipi della sua divinità, nemmeno l'Incarnazione del Verbo ci sarebbe utile. In questo centenario del Concilio di Nicea dobbiamo ricordarlo con gioia. Maranathà! Vieni Signore Gesù!   


Nessun commento:

Posta un commento