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martedì 28 giugno 2022

IL FUTURO DELL'UCRAINA / Messaggio dell'Arcivescovo Maggiore Shevchuk



Mentre viviamo con lui e il suo popolo, l'angoscia e l'amarezza per questa guerra assurda, il vescovo Shevchuk ci invita a guardare il futuro.

Tra un Occidente per molti aspetti alla deriva, e un Oriente, quello rappresentato da Mosca, radicalmente pervertito malgrado qualche valore apparente, qual è il posto dell’Ucraina? Siamo in un mondo dove molti usano il Vangelo, travisandolo, pretendendo di aver capito meglio i suoi valori della Chiesa stessa. La compassione giustifica uccisioni e aborti, si dice che Dio, essendo buono, non può chiedere la conversione e lascia la soggettività dell’uomo decidere ciò che è bene o male, oppure si è rigidi, invocando “il fuoco dal cielo” su tutti quelli che non si sottomettono, come un tempo i discepoli per quel villaggio di samaritani. L’Ucraina non era il paradiso sulla terra, anche dal punto di vista spirituale. Ma l’evangelizzazione dell’Est europeo è scaturita fortemente dal Battesimo dei Rus di Kiev, compreso Mosca che ancora non esisteva, e la cultura e la lingua ucraine sono una realtà viva, malgrado i frequenti spostamenti di frontiera, prima e meglio della cultura russa. Chi conosceva la Polonia prima di Giovanni Paolo II? Anche i Polacchi hanno subito varie dominazioni straniere conservando fondamentalmente la loro identità, legata alla fede. E così hanno contribuito in modo determinante a plasmare l’Europa attuale. Sarà lo stesso per l’Ucraina?

(Chiesa greco-cattolica ucraina, Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore, Roma)
27 giugno 2022
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle in Cristo, oggi è lunedì 27 giugno 2022 e la nostra Patria sta già vivendo il 124° giorno di invasione militare di larga scala della Russia sul territorio del nostro stato sovrano. Sono 124 giorni di spargimenti di sangue, di grandi battaglie, dolore, pianto e di sofferenza dei bambini innocenti.
L'ultimo fine settimana, in particolare la giornata di ieri, è stata segnata da grandi tragedie in Ucraina. Al fronte, i combattimenti più intensi sono in corso nelle regioni di Luhansk e Donetsk, da quanto apprendiamo dai rapporti dei nostri militari. Ma ieri, l'Ucraina ha subito forse il più massiccio attacco missilistico della Russia nella sua storia. I missili da crociera russi si sono abbattuti su Kyiv, sulle regioni di Chernihiv e di Cherkasy, sulle regioni di Odesa e Mykolayiv, sono state bombardate la città di Kharkiv e la nostra regione di Sumy. In effetti, probabilmente non esiste una città, un luogo, una regione dell'Ucraina che non fossero ferite da questa guerra spietata.
Ma l'Ucraina resiste! L'Ucraina lotta! L'Ucraina prega! E ringraziamo il Signore Dio, ringraziamo le Forze armate dell'Ucraina di essere sopravvissuti fino a questa mattina, e di poter vedere la luce del giorno.
Oggi vorrei riflettere con voi su un altro, e molto importante, frutto dell'azione dello Spirito Santo nell'uomo. È un certo segno che manifesta la spiritualità anche del nostro popolo ucraino, della nostra santa Chiesa che oggi commemora i nuovi martiri ucraini, martiri del comunismo innalzati agli altari della Chiesa universale da Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Ucraina. E questo frutto speciale dello Spirito Santo è la fede. Spesso sentiamo e parliamo della fede come di una virtù, di una virtù teologale. La fede come virtù è l’inizio di ogni vita cristiana, perché per comunicare con Dio bisogna credere in Lui, cioè bisogna fidarsi di Lui, aprirgli il proprio cuore, la propria mente, la propria volontà, cioè la propria vita. E il credente percorre le strade di questa vita terrena non più da solo, cioè, non è solo. L’essere umano cammina, tenendo la mano del suo Dio amorevole e misericordioso.
Ma la fede, come frutto dello Spirito Santo, mostra una particolare maturità della persona credente. E l'uomo diventa partecipe della conoscenza divina. Lo Spirito Santo è lo Spirito che rivela all'uomo i misteri divini. Infatti, il frutto dello Spirito Santo - la fede - dà alla persona la possibilità di sentire che Dio non ha più segreti davanti a lei. Dio la introduce nella maestà, nell'incomprensibilità della sua Divinità. Il Santo Apostolo Paolo descrive questo frutto speciale dell'azione dello Spirito Santo nell'uomo nella prima Lettera ai Corinzi. L'Apostolo delle Genti scrive: «Lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato”.
Dunque, lo Spirito Santo, in quanto Consolatore, ci rende partecipi della conoscenza che Dio ha di Sé stesso, e di conseguenza ci dona una capacità speciale: il credente, nello Spirito Santo, è in grado di vedere il mondo e le altre persone attraverso gli occhi di Dio. Cioè, guardare se stesso, il prossimo con gli occhi, dall’altezza da cui ci guarda, da cui ci vede il nostro Dio Signore, Creatore e Salvatore.
Questo è un dono speciale che talvolta si manifesta nella Chiesa come un dono di preveggenza. É quando si tratta dei padri spirituali che, cercando di servire i loro figli spirituali, ricevono da Dio il dono della conoscenza del cuore. Ancor prima che una persona apra bocca, quel padre spirituale vede il cuore di una persona e sa tutto di lei. Tale dono, il dono della preveggenza, viene ricevuto nella Chiesa da un credente che può vedere tutti gli eventi di oggi attraverso gli occhi di Dio e, quindi, anche in circostanze disperate può vedere un raggio di speranza.
Oggi, durante le drammatiche circostanze in cui versa l'Ucraina, chiediamo al Signore Dio questo dono speciale, il frutto speciale dello Spirito Santo che è la fede. È la Fede con la quale hanno emanato lo splendore i nuovi martiri della Chiesa ucraina, martiri che hanno portato la Parola di Dio fino ai confini della terra, in Siberia, in Kazakistan e sulla costa del Pacifico. Proprio oggi chiediamo che quei martiri che in carcere hanno potuto vedere il futuro della Chiesa e delle persone, vivere e lottare per essa, ci aprano oggi gli orizzonti per la nostra esistenza ucraina.
Oggi chiediamo al Signore Dio il dono di vedere, di vedere l'Ucraina dopo la guerra e di costruirla oggi nella nostra coscienza e nei nostri cuori.
Il nemico viene a portarci via il futuro, a dirci a noi, ucraini, che non dovremmo esistere, che non abbiamo il diritto di esistere come popolo, come Stato. Ma attraverso il frutto dello Spirito Santo, che è la fede, vediamo che il Signore Dio non solo vede l'Ucraina e la custodisce nel suo progetto originale, ma ci ha anche preparato una missione speciale nel mondo moderno, nella chiesa moderna, una missione per l'uomo del terzo millennio.
Oggi chiediamo: Dio, dacci questo frutto dello Spirito Santo. Dacci la possibilità di credere, di credere in Te, di credere nella vittoria dell'Ucraina, di credere nella persona che consideri buona, di credere nella nostra forza che con l'aiuto della Tua forza e grazia, Signore, potremmo indirizzare al bene. Dio, benedici tutti coloro che oggi sostengono l'Ucraina e vedono il futuro dell'Ucraina attraverso il prisma della fede in Te, nostro Dio Creatore e Salvatore.
Dio, benedici l’Ucraina!
La benedizione del Signore sia su di voi, con la Sua grazia e il Suo amore per gli uomini, ore e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

 

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