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sabato 7 ottobre 2023

COME S. PAOLO VOLEVA LE SUE PARROCCHIE? / 1. FILIPPI


Come san Paolo voleva le sue parrocchie? Quando egli scrive, non fa un corso di Teologia che si può seguire per cultura e poi dare l’esame. Si rivolge a credenti che incoraggia a crescere in Cristo, correggendone le deviazioni. Fino a quale punto di maturità cristiana vuole portare i membri delle sue “parrocchie”? Da tempo volevo esaminare questo aspetto e le letture dell’Ufficio di questi giorni me ne danno l'occasione (sono riportate sotto quelle del venerdì XXVI sett. T.O.). Cominciamo dunque con la comunità di “parrocchiani” (forestieri, in greco) in cammino verso la Patria del Cielo, che stava nella città di Filippi, prima greca poi colonia romana. 

Paolo nota con gioia che cooperano alla diffusione della Buona Notizia: devono continuare “fino al giorno di Cristo Gesù” ardendo “annunciare senza timore la Parola”. Tutti nella Comunità devono evangelizzare. Ogni uomo deve sapere che un uomo è risorto, vincendo la morte e che questa vittoria gli è offerta.

giovedì 5 ottobre 2023

QUAL È IL VERO SAN FRANCESCO? 01


Per seguire san Francesco “Basterà sorridere agli uccelli, scrutare con attenzione la vita, abbracciare l’umano come se fosse divino … basterà ascoltare il cuore e seguirlo.” 

Questa frase sui Social viene attribuita a un frate francescano. Forse è tolta dal contesto di un discorso più completo... Ma così com'è è veramente sorprendente. Manca semplicemente l’essenziale di san Francesco! 

La Chiesa celebra la sua vita in ben altro modo. "Vita Christi, norma vitae Francisci": la vita di Cristo, norma della vita di Francesco. Egli si è spogliato di tutto per seguire Cristo povero e crocifisso, abbandonato. Ha voluto per presentare la sua fraternità il nome del ceto sociale più umile e umiliato, disprezzato, della sua città - i minori - rinunciando ad ogni diritto, vivendo solo di lavori servili e di elemosina. Ha scelto come criterio per giudicare se chi voleva seguirlo aveva veramente la vocazione un periodo di servizio in mezzo ai lebbrosi (puzza e contagio, disagio di parenti e amici che sanno che frequenti questi ambienti). Ha scelto l’obbedienza incondizionata alla Chiesa. Ecco allora che la Chiesa per la sua festa, prende la lettera ai Galati, in cui Paolo mette al centro la croce di Cristo, la croce obbrobriosa che salva ma che  bisogna anche portare. E prende il Vangelo in cui Gesù afferma che il Regno di Dio è riservato a chi si fa piccolo, minore nel cuore e nella società, ma anche nella Chiesa. Anche il Salmo parla di Dio come unica e felice ricchezza, ma anche come protezione contro le tentazioni e le persecuzioni della mentalità mondana presente nella società e nella stessa Chiesa. 

Lascio leggere e meditare queste letture nella loro ricchezza che delineano molto meglio il vero volto di san Francesco e del suo ideale, e la sua lotta per la propria conversione fino alla piena riconciliazione.

Ho ripreso queste letture oggi per il funerale di una donna anziana che il Signore ha chiamato a sé ieri giorno di san Francesco. Beati voi che “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro“.


Prima Lettura Gal 6,14-18  Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. 

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

mercoledì 4 ottobre 2023

I DUBIA DEI CINQUE CARDINALI E LA RISPOSTA DEL PAPA / Il Sinodo inizia 2

Il Cardinale Leo Raymond Burke.

Post precedente: (La Gioia del Vangelo: IL SINODO STA PER INIZIARE 1)

A luglio cinque cardinali hanno esposto “dubia” al Papa riguardo ad alcuni punti importantissimi della Dottrina Cattolica che temevano vedere travolti dal Sinodo che si apre oggi. Papa Francesco ha risposto con una lettera dell’11 luglio in spagnolo, molto esauriente. Talmente esauriente che i Cardinali hanno voluto subito riformulare le loro domande per stringere il Papa nella loro logica. Questa volta il Papa non ha risposto. In questi giorni i suddetti Cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di chiarificazione. Ci si può chiedere per quale motivo non l’hanno fatto prima? 

Questi Cardinali sono Burke (75 anni) e Brandmuller (94 anni) dei quattro dell’altra volta, ai quali si sono aggiunti Juan Sandoval Iniguez (90 anni), Zen Ze-kiun (91 anni) e Robert Sarah (78 anni). Mi colpisce una cosa: 58 anni fa, alla chiusura del Concilio Ecumenico questi venerandi padri erano tutti giovani. In ordine avevano 17, 36, 32, 33, 20 anni. A quell’età nessuno ha avuto il desiderio e l’energia di formarsi secondo il Concilio? Perché la loro posizione è semplicemente un ignorare, o non aver capito il Magistero Conciliare. Energie ne avevano, perché per diventare Cardinale bisogna per forza emergere per zelo, capacità nel ministero oppure intellettuale. 

I DONI CHE MI HA FATTO SAN FRANCESCO / San Francesco d'Assisi, 4 Ottobre 2023


Un quadro della predica agli uccelli di Francesco
con il lupo ai suoi piedi fu il mio primo contatto
con lui da bambino. Contatto molto sentimentale ma autentico. 


Il brano della "Lettera a tutti i fedeli", tratta dal breviario, mi ricorda il tempo benedetto della mia scoperta di san Francesco. 

Lo ringrazio per tanti doni. Voglio ricordarne alcuni:

Il primo fu di aiutarmi ad amare la Chiesa così com'è, mentre trovandomi ancora sulla sua soglia, mi sembrava molto grigia e poco profetica; e di amare il Papa.

Poi di amare il Vangelo "sine glossa", senza riduzioni, punto di riferimento assoluto anche quando non riesco a metterlo in pratica; e amare la Scrittura tutta, pane di cui vive l’uomo. La preferenza di Francesco per il Nuovo Testamento metteva in luce una evidenza: il Cristo è venuto, ci accompagna, viviamo della sua Risurrezione. 

lunedì 2 ottobre 2023

COMPRENDERE L'ENIGMA DELLA RUSSIA / MONDO RUSSO del 30 settembre 2023.

Finendo l'Unione Sovietica, nel 1992 sono diventati
indipendenti: Kazakistan,Uzbekistan,Tagikistan,
Turkmenistan,Kirghizistan,Azerbaigian,Armenia,
Georgia,Moldavia,Ucraina,Bielorussia,Lituania,
Lettonia,Estonia. L'URSS contava 22.400.000 km2.
Con "soli" 17.100.000 km2 rimane la nazione 
più grande del mondo (UE dei 27: 4.233.000 km2).

La Federazione Russa è estesa su 10 fusi orari. Alle
ore 23 all'estremità est, sono ancora le 13 a Mosca.


L'identità di genere della Russia

30/09/2023, 10.00 MONDO RUSSO    di Stefano Caprio

Il problema della Russia è l’incertezza della sua collocazione, in una fluidità irrisolta tra Oriente e Occidente, tra Settentrione e Mezzogiorno. Incapace di esprimere una vera unità, come risulta evidente dalle sue istituzioni, ma anche dalle diatribe tra i dissidenti sovietici e i pacifisti di oggi.

Il neo-rieletto sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, fedelissimo di Putin in carica dal 2010 (confermato già nel 2013 e nel 2018), nativo di una regione di confine tra Europa e Asia, il distretto di Khanty-Mansi, è intervenuto al Forum economico di Mosca nei giorni scorsi, affermando che “la Russia non può confidare nei Paesi asiatici sul mercato delle tecnologie contemporanee, in quanto essi agiscono in modo ancora più rigido di quelli occidentali, quando si tratta dei loro interessi”. Sobjanin fu prelevato da Putin mentre era governatore della regione siberiana di Tjumen, ai confini con il Kazakistan, per sostituire l’ultimo grande avversario della precedente stagione eltsiniana, il sindaco Jurij Lužkov, che reggeva la capitale sul principio della pax mafiosa, lasciando ad ogni cosca il proprio spazio. La sua defenestrazione fu l’ultimo mattone della costruzione putiniana della “verticale del potere”: ogni gruppo, politico, economico o criminale, può sopravvivere in Russia solo come vassallo del Cremlino.

IL SINODO STA PER INIZIARE 1


"Viviamo tempi difficili per la Chiesa…" "Questo Sinodo cosa ci porterà?…" "Dicono che si approverà il matrimonio gay, l’ordinazione delle donne, la cancellazione di alcune parti della Bibbia"  … Infatti l’ascolto della base ha portato fino a Roma alcune questioni controverse. Ma non significa assolutamente che tutte le proposizioni di alcuni o di gruppi saranno approvate dal Sinodo, e ancor meno ritenute dal Papa. 

È vero, non sono tempi facili e possiamo indicare i punti che rendono delicato il dialogo nella Chiesa. Ma quando la Chiesa ha vissuto tempi facili? Non parliamo delle persecuzioni esterne che sono la gloria della Chiesa, anche se ogni volta provocano sofferenza e la caduta di qualche fedele o pastore, ma delle difficoltà interne. 

Forse la vita di Gesù è stata facile con i Discepoli? Tra loro andava tutto liscio vivendo con Lui, Amore incarnato? No. Litigavano tra loro spesso e uno era un diavolo. Degli altri discepoli, molti smisero di andare con Lui quando egli annunciò la realtà dell’Eucaristia e poco mancò che qualcuno dei Dodici se ne andasse anche lui (Giovanni 6,66-67).

domenica 1 ottobre 2023

NELLA CONDIZIONE DI SCHIAVO / XXVI Dom. T.O., A, 2023.


Della seconda lettura si può leggere solo una parte. La forma breve può essere utile in qualche caso particolare, ma suscita sempre il sospetto che serva a fare il minimo sindacale: non facciamo mai così! 
Leggiamo tutta la lettura e vedremo quanto è preziosa ogni sua parola.

Cristo Gesù “non reputò oggetto di rapina l’essere uguale a Dio”! (traduzione letterale interlineare della S. Paolo) ma prese la condizione di schiavo (doulos). Preferiamo tradurre “servo”. Ma i servi di allora erano schiavi il che è diverso. E si tratta di condizione. Non come me che, bontà mia, voglio servire gli altri. Ancora meno si tratta di essere “buoni Padroni” ma buoni servi come ricordò una volta il Papa ai Cardinali. Il servo è sempre servo anche quando non sta servendo. È la sua condizione. Mentre io  - che mi credo qualcuno - anche quando servo, dentro non mi reputo mai un servo, ma qualcuno che adesso serve. 

Per san Paolo ormai “il vivere è Cristo” (Fil 1,21). In altra occasione salutava così gli anziani di Efeso: “Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio”. (Atti degli Apostoli 20, 24). 

Dovrei essere ormai cristiano, non più fra’ Sereno che crede in Cristo ma rimane al centro della propria vita. E neppure più un principiante che - secondo la bellissima espressione di Don Tonino Bello - si mette in società con Gesù e Maria e scrive sulla sua piccola ditta: “Ditta Sereno, Gesù e Maria”, ma “Ditta Gesù e Maria, e lo schiavo Sereno Uno con loro”. Gesù ha preso la condizione di schiavo, ha fatto la morte dello schiavo ribelle. Per questo è stato esaltato e ha ricevuto il nome che è sopra ogni altro nome! Più lo seguirò da vicino più sarò anch'io esaltato e scoprirò di non essere stato annullato ma liberato, purificato, fatto crescere, rinato. “Cristo sarà glorificato nel mio corpo” (Fil 1,20), io sarò solo "il Discepolo che Gesù amava".


Prima Lettura  Ez 18, 25-28  Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.

Dal libro del profeta Ezechiele