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giovedì 30 agosto 2018

VEGLIARE PERCHE' IL SIGNORE VERRA' QUANDO NON L'ASPETTIAMO / giovedì XXI° sett. T.O.



Celebrare un funerale come è capitato a me questa mattina con le letture di oggi mette certamente in un clima molto serio. Sappiamo che è molto difficile vivere con il pensiero della morte. Anche famiglie cristiane con un membro ammalato grave e anziano si presentano per fissare il funerale e alla domanda: “perché non avete chiamato per l’olio degli infermi?” rispondono: “nulla faceva prevedere …” cioè: benché la situazione sia di quelle potenzialmente letali era stabile e, nel nostro cuore speravamo che durasse in questo modo ancora a lungo. Per quanto possa apparire perfino ridicolo razionalmente, se siamo sani in salute ci comportiamo troppo spesso come se dovessimo vivere in eterno su questa terra.
Ma Gesù ci invita a vigilare, ad essere pronti. La fede dovrebbe portarci a contemplare e desiderare l’incontro pieno con l’amore infinito e quando qualcuno o una comunità vivono in questa tensione escatologica, questa attesa della venuta gloriosa del Signore, guadagnano tanto sotto ogni punto di vista. Ma Gesù sa che, per lo più, non siamo a questo livello. Allora ci dà un avvertimento adatto alla nostra condizione, pratico e salutare. E la buona notizia è anche che essere pronto non è macinare pensieri macabri ma semplicemente aprirci a vita e fare con amore e serietà, in obbedienza al Signore, il nostro dovere, quello quotidiano di routine e tutto ciò che ci ispira il suo Spirito. In effetti il Signore è già venuto, il Signore ci viene incontro in ogni dovere compiuto nella fede e in ogni persona che incontriamo, specialmente se bisognosa.
Questa tensione escatologica nella comunità, questa apertura fanno che la comunità di Corinto composta da persone molto problematiche e senza valore particolare sul piano umano, diventi un luogo meraviglioso e pieno di doni grazie alla fede che permette al Signore di manifestarsi.
La Vita Eterna è già iniziata!

Prima Lettura   1 Cor 1, 1-9
In Cristo siete stati arricchiti di tutti i doni.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!    

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 144
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. 
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.
Parlino della tua terribile potenza:
anch’io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia. 

Canto al Vangelo
   Mt 24,44
Alleluia, alleluia.

Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.


Vangelo   
Mt 24, 42-51
Tenetevi pronti.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

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