Visualizzazioni totali

domenica 26 agosto 2018

LE MOGLI SIANO SOTTOMESSE AI LORO MARITI! UNA PAROLA DURA / XXI° domenica T.O.



Sono ansioso di leggere l’omelia del papa a Dublino alla chiusura dell’Incontro Mondiale delle Famiglie. Ho notato il coraggio di annunciare in quella sede pubblicizzata da tutti i mezzi di comunicazione la verità più profonda del matrimonio attraverso la coincidenza (voluta?) di uno dei brani più difficili da accogliere per ascoltatori occasionali o frettolosi (mi ricordo quando, da ragazzo che non conosceva la Bibbia, lo sentii per la prima volta in un matrimonio di giovani tradizionalisti. Che shock! Ritenni soltanto che la donna doveva essere sottomessa …). Ma c'è anche, nella prima lettura e nel Vangelo, l’invito a seguire Gesù anche quando sembra duro, difficile, in mezzo agli scandali. Ecco che queste letture ci aiutano ad entrare nella problematica di questo Incontro delle Famiglie. Annunciare la verità totale sulla vocazione cristiana, nel matrimonio in particolare, e mantenere salda la fede.
Vale però la pena di spiegare qualcosa: 
Nella seconda lettura san Paolo dice che tutti devono essere sottomessi gli uni gli altri nel timore di Cristo. Quindi la moglie sottomessa al marito nel timore di Cristo, ma, allo stesso livello, il marito sottomesso alla moglie nel timore di Cristo! Però uomo e donna, pur con l’identica dignità di figli di Dio e di credenti, non sono interscambiabili. E in modo magistrale san Paolo ci da una lezione di psicologia della coppia. Devo dire che è grazie a Costanza Miriano che ho capito meglio questo. Infatti qual è la tentazione della moglie in genere? Non di disinteressarsi della famiglia ma di lamentarsi continuamente, in particolare presso il marito e di "circuirlo" quando avrebbe bisogno non solo di non avvelenargli la vita ma anche di fidarsi della sua capacità di fermezza e di giudizio. Qual è la tentazione del marito? Di fuggire dai problemi, di delegare alla moglie e accontentarsi di portare lo stipendio a casa. E san Paolo gli dice: sii uomo davvero. Muori per la tua moglie e la tua famiglia come Cristo ti ha dato l’esempio, donati senza scappare, sempre di più. Papa Francesco ha ricordato il bacio tenero alla moglie del suo papà che torna stanco dal lavoro e vorrebbe solo tranquillità: è proprio questo il senso di amare la moglie come il proprio corpo. E ha contribuito a costruire la famiglia e la personalità del piccolo Jorge Bergoglio.
Nella prima lettura e nel Vangelo siamo invitati ad una scelta. Se ho incontrato Gesù Cristo, se ho visto i suoi interventi nella mia vita, soffrirò terribilmente per avvenimenti personali o attorno a me, per scandali nella Chiesa, ma non posso perdere la fede né smettere di seguirlo, non posso smettere di essere parte della Chiesa Cattolica e lottare perché appaia bella, senza ruga né macchia.

Prima Lettura   Gs 24, 1-2.15-17.18b
Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio.
Dal libro di Giosuè
In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d'Israele a Sichem e convocò gli anziani d'Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio. Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati.
Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

Salmo Responsoriale 
   Dal Salmo 33
Gustate e vedete com'è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. 
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo. 
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti. 
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato. 
Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.
 
Seconda Lettura 
  Ef 5, 21-32

Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso.
Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Canto al Vangelo
   Gv 6,63.68 
Alleluia, alleluia. 

Le tue parole, Signore,sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

 Vangelo   Gv 6, 60-69
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».


Nessun commento:

Posta un commento