AVVENTO 2023
Dal lunedì al venerdì,
troverai la chiesa aperta alle ore 6.30
per la preghiera delle Lodi.
(escluso per l'Immacolata)
In Avvento, inizia la giornata
con la preghiera della Chiesa
in comunione con altri.
AVVENTO 2023
Dal lunedì al venerdì,
troverai la chiesa aperta alle ore 6.30
per la preghiera delle Lodi.
(escluso per l'Immacolata)
In Avvento, inizia la giornata
con la preghiera della Chiesa
in comunione con altri.
Il Regno di Dio può venire solo da lui e non si confonde mai con un dato sistema umano. Ma Dio vuole che l’uomo partecipi alla sua venuta.
Nel Vangelo Gesù guarisce zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati. Poteva togliere allo stesso modo la fame di queste persone nutrendole miracolosamente dal nulla o liberandole dall’esigenza di mangiare. Invece vuole che gli Apostoli condividano oltre ogni pura logica materiale quello che hanno. Sulla loro fede, sulla loro generosità e privazione, Gesù innesta il suo potere di moltiplicare pani e pesci. Chiede: «Quanti pani avete?». Loro non nascondono di avere anche alcuni pesci. Il Regno di Dio oltre che un dono è un processo che entra nel mondo attraverso la fede.
Prima Lettura Is 25, 6-10a Il Signore invita tutti al suo banchetto e asciuga le lacrime su ogni volto.
6. A distanza di quarant'anni, è opportuno verificare il cammino compiuto. Già in altre occasioni ho suggerito una sorta di esame di coscienza a proposito della ricezione del Concilio Vaticano II 17. Tale esame non può non riguardare anche la vita liturgico-sacramentale. "E' vissuta la Liturgia come ‘fonte e culmine’ della vita ecclesiale, secondo l'insegnamento della Sacrosanctum Concilium?" 18. La riscoperta del valore della Parola di Dio, che la riforma liturgica ha operato, ha trovato un riscontro positivo all'interno delle nostre celebrazioni? Fino a che punto la Liturgia è entrata nel concreto vissuto dei fedeli e scandisce il ritmo delle singole comunità? E’ compresa come via di santità, forza interiore del dinamismo apostolico e della missionarietà ecclesiale?
Il bene più grande è l’amore e il perdono.
Nel Regno di Dio entraci povero!
Ho avuto una sorpresa davvero bella ieri sera nel leggere questa frase dietro la foto ricordo di un defunto per il suo trigesimo.
“Ascoltate me, che sto alla presenza di Dio!”
La frase non pretende che egli sia già in paradiso, come scioccamente si scrive spesso, ma alla presenza di Dio: o paradiso, o purgatorio. Dio è giudice, non noi. Ma anche solo stare in purgatorio permette di avere una visione molto più chiara dei veri valori. Tutte le illusioni che ci propongono la vita e la mentalità comune, o che ci procuriamo da soli per sfuggire all’incontro vero con il Dio vivente nella fede, sono cadute. La luce che pervade già il purgatorio dà autorevolezza per essere ascoltato. A maggior ragione se il breve insegnamento che segue riflette la vita vissuta sulla terra.
Jacopo Coghe I Pro Vita e Famiglia
<jacopo.coghe@provitaefamiglia.it>
2/12/2023 02:07
“Siamo nati e non moriremo mai più” (Chiara Corbello Petrillo)
Ciao Francois,
Ti scrivo mentre sono in viaggio di ritorno da Nottingham dove, assieme ad una delegazione di Pro Vita & Famiglia, ho partecipato al funerale della piccola Indi Gregory.
Ho incontrato suo papà Dean e sua mamma Claire. Li ho stretti in un forte abbraccio porgendo le tue condoglianze e quelle di più di 50.000 persone che hanno sottoscritto il nostro messaggio di cordoglio.
Dean ha reso un commovente tributo a sua figlia durante il suo funerale nella Cattedrale di Nottingham, celebrato questa mattina.
Te lo riporto qui sotto perché reputo importantissimo che tu possa leggerlo e condividerlo:
“La mia bellissima guerriera Indi Gregory.
Seconda Lettura: Dal trattato «Sulla morte» di san Cipriano, vescovo e martire
(Cap. 18.24.26; CSEL 3,308.312-314)
Cacciata la paura della morte, pensiamo all'immortalità
Non dobbiamo fare la nostra volontà, ma quella di Dio. È una grazia che il Signore ci ha insegnato a chiedere ogni giorno nella preghiera. Ma è una contraddizione pregare che si faccia la volontà di Dio, e poi, quando Egli ci chiama e ci invita ad uscire da questo mondo, mostrarsi riluttanti ad obbedire al comando della sua volontà! Ci impuntiamo e ci tiriamo indietro come servitori caparbi. Siamo presi da paura e dolore al pensiero di dover comparire davanti al volto di Dio. E alla fine usciamo da questa vita non di buon grado, ma perché costretti e per forza. Pretendiamo poi onori e premi da Dio dopo che lo incontriamo tanto di malavoglia!
Padre mio,
io mi abbandono a te:
fa’ di me ciò che ti piace.
Qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto,
accetto tutto,
purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una fiducia infinita perché tu sei il Padre mio.
Oggi ricorre l’anniversario dell’uccisione di Charles De Foucauld e quindi anche la sua memoria liturgica. Caduto nella sabbia del deserto come il chicco di grano evangelico in terra, dopo la sua morte portò frutti abbondantissimi che hanno ispirato la fondazione di molteplici comunità spirituali e un approccio nuovo al Vangelo e al rapporto con i non cristiani e non credenti, in particolare i musulmani.