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domenica 13 novembre 2022

07 DISCERNIMENTO: LA DESOLAZIONE. PAPA FRANCESCO.

 


PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 26 ottobre 2022

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Catechesi sul Discernimento. 7. La materia del discernimento. La desolazione

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il discernimento, lo abbiamo visto nelle precedenti catechesi, non è principalmente un procedimento logico; esso verte sulle azioni, e le azioni hanno una connotazione affettiva anche, che va riconosciuta, perché Dio parla al cuore. Entriamo allora in merito alla prima modalità affettiva, oggetto del discernimento, cioè la desolazione. Di cosa si tratta?

La desolazione è stata così definita: «L’oscurità dell’anima, il turbamento interiore, lo stimolo verso le cose basse e terrene, l’inquietudine dovuta a diverse agitazioni e tentazioni: così l’anima s’inclina alla sfiducia, è senza speranza, e senza amore, e si ritrova pigra, tiepida, triste, come separata dal suo Creatore e Signore» (S. Ignazio di L., Esercizi spirituali, 317). Tutti noi ne abbiamo esperienza. Credo che in un modo o nell’altro, abbiamo fatto esperienza di questo, della desolazione. Il problema è come poterla leggere, perché anch’essa ha qualcosa di importante da dirci, e se abbiamo fretta di liberarcene, rischiamo di smarrirla.

06 DICERNIMENTO: IL LIBRO DELLA PROPRIA VITA. PAPA FRANCESCO

 

Per qualche giorno non ho scritto sul Blog per causa Covid, senza sintomi ma a casa. Questo è il motivo dell'interruzione che qualcuno mi ha fatto notare. Eccoci di nuovo in parrocchia e per fare presto e ricuperare il ritardo, pubblico subito la sesta catechesi di Papa Francesco sul discernimento.

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 19 ottobre 2022

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Catechesi sul discernimento. 6. Gli elementi del discernimento. Il libro della propria vita

Cari fratelli e sorelle, benvenuti e buongiorno!

Nelle catechesi di queste settimane stiamo insistendo sui presupposti per fare un buon discernimento. Nella vita dobbiamo prendere delle decisioni, sempre, e per prendere le decisioni dobbiamo fare un cammino, una strada di discernimento. Ogni attività importante ha le sue “istruzioni” da seguire, che vanno conosciute perché possano produrre gli effetti necessari. Oggi ci soffermiamo su un altro ingrediente indispensabile per il discernimento: la propria storia di vita. Conoscere la propria storia di vita è un ingrediente – diciamo così – indispensabile per il discernimento.

lunedì 7 novembre 2022

MONDO RUSSO; D. STEFANO CAPRIO: PUTIN HA PERSO LA MEMORIA.

 


I giorni della memoria

di Stefano Caprio

Celebrando il 4 novembre la torbida memoria seicentesca, i russi trovano le ragioni per proseguire nella grande guerra difensiva, ora di fatto impantanata nei fanghi tardo-autunnali delle zone annesse. Ma invece di selezionare eventi passati di gloria imperiale, sarebbe stato meglio non oscurare un’altra data simbolica: quella del 30 ottobre, la memoria dei dissidenti sovietici, oggi cancellata d’autorità.

MONDO RUSSO I giorni della memoria


Il 4 novembre la Russia ha celebrato la sua principale festa nazionale, il Giorno dell’Unità Popolare (Den Narodnogo Edinstva), che commemora gli eventi risalenti al 1612, quando fu dichiarata la vittoria sugli invasori polacchi, e il regno dello zar di Moscovia fu affidato alla nuova dinastia dei Romanov, che sostituì quella degli antichi Rjurikidi. La retorica bellica di questi tempi non può che enfatizzare una vicenda pur così oscura e controversa, che viene considerata la fine del “periodo dei Torbidi” nel passaggio tra XVI e XVII secolo.

Quel cambio epocale metteva fine al sogno della “Terza Roma” del primo zar Ivan il Terribile, che aveva dominato la scena per cinquant’anni di regno, rovinando tutto con la follia autocratica e poliziesca, e con insensate campagne belliche verso i territori baltici. È una fase per molti aspetti simile a quella che stiamo vivendo oggi, dopo la fine dell’impero sovietico novecentesco e i “torbidi” trentennali della nuova Russia di Eltsyn e Putin, a cui si possono accostare diversi personaggi di quel periodo. I Torbidi antichi si svilupparono attorno alle contraddizioni del reggente-zar Boris Godunov, discendente della Opričnina, la guardia imperiale di Ivan, madre di tutte le polizie politiche russe fino al Kgb/Fsb di Putin.

Godunov è una figura cruciale della storia russa, al punto da aver ispirato poemi e opere artistiche e musicali di primaria importanza: dittatore e riformatore, visionario e costruttore di città, ma anche accusato di infami tradimenti e abbandonato da tutti, fino a morire per eccesso di cibo e alcool sulle terrazze del Cremlino, un po’ Eltsyn e un po’ già Putin. Boris ebbe l’intuizione di elevare la sede ecclesiastica moscovita al rango di patriarcato, costringendo nel 1589 il patriarca di Costantinopoli Geremia II a firmare il decreto di istituzione della “Terza Roma”, dopo averlo tenuto in ostaggio dorato al Cremlino per diversi mesi.

domenica 6 novembre 2022

DIO TI VUOLE FELICE! ALLORA, PERCHE' NON SONO FELICE? / XXXII Dom T.O., C.

 



Dio ti vuole felice!

-Benissimo. Mi renderebbe felice, non morire mai! – Ma Dio ha lasciato la morte, anzi, dice che è preferibile scegliere la morte piuttosto rinnegare la sua Alleanza (prima lettura). – Sarei felice se potessi fare tutto ciò che mi piace! – Ma Dio dice: ho questa fiducia … : che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo (seconda lettura).Vorrei che il mio matrimonio in paradiso sia pienamente soddisfacente e armonioso… - Ma Dio dice: in paradiso non c'è più matrimonio così come si intende sulla terra! (Vangelo).

-Ma Dio mi vuole davvero felice? Mi viene il dubbio! In ogni caso ecco che mi ritrovo nemico di Dio nel profondo. – Seguire Dio e le sue promesse seriamente esige un cambiamento profondo di mentalità. – Cosa ne avrò in cambio? – La vita eterna, la risurrezione. – Eh, va bene. Ma nel frattempo, non posso fare ciò che voglio, non posso investirmi totalmente in una mia passione, devo ricordarmi sempre della morte.

-Guarda che non è così. Per chi crede in Cristo, già, fin da adesso, opera la risurrezione, la vita eterna, il superamento della morte e della schiavitù degli  idoli. – In che modo? – Non hai più timore come prima della morte e sei meno ricattabile. Seguendo i precetti di Dio eviti molti errori che danneggiano la tua vita e la tua salute. Sapendo che Dio ti riserva una promessa sopporti con animo più sereno le difficoltà della vita, sai che sono passeggere e non sono l’ultima parola della tua vita, non permetti a nessuno di giudicare la tua dignità sulle tue fortune o sfortune del momento: ricchezza, ceto sociale, giovinezza, salute, bellezza … Vedi poi come i miti degli Antichi erano tutti fortemente sessualizzati: il cielo si stende sulla terra e dal loro amplesso lei è resa feconda e genera piante e animali… Giove che è il Dio supremo è anche il maschio alfa che si prende gioco di una giovane Europa e abusa di lei, … Donne e anche uomini sono preda del desiderio e dei capricci sessuali degli dèi e delle dèe, che, per questo motivo, possono perseguitarli. Invece, la fede di questo popolo piccolissimo in un Dio non sessuato, puro Spirito e Creatore dal nulla è profondamente originale e liberante. Gli ebrei non piegano le ginocchia di fronte a pianeti, stelle, sole, oroscopi, e neppure praticano la prostituzione sacra o cose del genere. Eppure hanno un grande senso della sacralità del matrimonio e della famiglia. E lo vivono con impegno e gioia avendo come modello i sentimenti di Dio stesso che si dichiara Sposo d’Israele, Padre del Popolo e dei credenti e sapendo che i legami di amore saranno ricostituiti nella risurrezione.

-Ma questo non idolatrare le realtà di questo mondo non farà che uno si distacca da questo mondo, si disincarna!? – Questo è ciò che è successo ai Greci quando hanno cominciato a comprendere che i loro miti erano troppo grezzi. Hanno cercato l’eternità nelle Idee astratte e intangibili nel supercielo. Invece il Dio degli ebrei è il Dio dell’Incarnazione. Quindi non siamo schiavi di questo orizzonte terreno ma, facendo la volontà di Dio secondo valori veri profondamente adatti all’uomo, so che il mio presente terreno, passeggero, limitato e fragile è il luogo in cui si forgia la mia eternità. Quindi vivrò con serietà e responsabilità ma senza ansia né senso tragico di perdita nel caso di fallimenti o di separazioni, non vivrò in maniera ossessiva “à la recherche du temps perdu” di proustiana memoria. Vedi quanti sono disperati quando un amore (anche per un cane) viene perduto, quando sperimentano il fallimento, anche solo scolastico... C'è perfino chi, alla ricerca di un Assoluto, si consegna ad Associazioni delle tenebre che puniscono le infedeltà con la morte! 

Invece, in questa tua carne abita il Verbo di Dio, sei membro di Cristo risorto, figlio di Dio!

 

Prima Lettura  2 Mac 7, 1-2. 9-14
Il re
 dell'universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

sabato 5 novembre 2022

IL VERO PROBLEMA DELLA "MORTE DEGNA E LIBERA" / Appello del Collettivo "Soulager mais pas tuer"

La vita di Philippe Pozzo di Borgo (qui con Abdel Sellou, suo "diavolo custode")
 ha ispirato il film "Intouchables" (sulla foto gli attori Omar Sy e François Cluzet; 
 "Quasi Amici" nella versione italiana). 



La famiglia Pozzo di Borgo.

Appello struggente lanciato da Philippe Pozzo di Borgo,  Padrino del collettivo “Soulager mais pas tuer” (Dare sollievo ma non uccidere):

“Oggi rivolgo un APPELLO SOLENNE ai parlamentari di oggi e di domani: NON ABOLIRE LE NOSTRE VITE! Soprattutto non quelle dei più fragili.

Non vi rendete conto del disastro che sta causando tra le persone che lottano con vite difficili il vostro sostegno all'eutanasia o al suicidio assistito come delle morti "libere, dignitose e coraggiose".

venerdì 4 novembre 2022

MA IL PURGATORIO ESISTE DAVVERO? DOVE STA SCRITTO NELLA BIBBIA?

 


Commemorazione dei fedeli defunti, anime del purgatorio, messe per i defunti…. Ma il purgatorio esiste davvero? Dove sta scritto nella Bibbia?

Ascoltiamo cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica:


III. La purificazione finale o purgatorio

1030 Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

1031 La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze 621 e di Trento. 622 La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, 623 parla di un fuoco purificatore:

« Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». 624

NEL PASSATO NON ERA MEGLIO DI OGGI, CORAGGIO DUNQUE / San Carlo Borromeo, 4 novembre.

 

L'archibugiata al Cardinale Borromeo.

Le letture di oggi ci consegnano una visione pessimista. Gesù si lamenta che i figli della luce, pur proclamando valori altissimi, non sono né molto zelanti né soprattutto creativi per portarli avanti. Possiamo dargli ragione anche oggi…

San Paolo scrive ai cristiani di Filippi: “molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo”. Chi sono questi “molti”? Di chi parla? Purtroppo dei membri della comunità cristiana. Già allora? Nella Chiesa primitiva non erano tutti buoni e santi? E La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.” Altro che “Non devi cambiare, Dio ti ama come sei”, “Dio è buono e salva tutti, l’inferno non esiste” o altre cose del genere. L’inferno potrebbe essere vuoto, ma non sappiamo se è vuoto. Come sempre la Scrittura è profetica: “Se oggi tu dovessi morire senza pentirti, se tu dovessi continuare fino alla fine in questo modo…”  non esclude la possibilità della conversione, anzi, è un incitamento pressante alla conversione.

La verità è che molti oggi, nelle nostre comunità cristiane “non pensano che alle cose della terra”. È un campanello di allarme comprensibile per tutti, a maggior ragione per quelli che sono impegnati in parrocchia. Basta guardare con sincerità il proprio cuore, il proprio comportamento quotidiano.

La situazione che affrontò san Carlo Borromeo non era migliore. Arrivò ventottenne a Milano. Da quasi un secolo non c’era vescovo residente! E trovò quel che trovò:

Carlo affrontò «contrasti tanto grandi [...] et da persone tanto potenti che havriano impaurito ogni grand'animo». Nell'attuare i decreti tridentini il Borromeo si espose infatti alla reazione di coloro che vedevano lesi i propri privilegi: fu contrastato dai governatori spagnoli e dal Senato milanese, minacciato con i bastoni dai frati minori osservanti, aggredito con le spade dai canonici di Santa Maria della Scala, minacciato dalle monache di Sant'Agostino, vilipeso da quelle di Lecco e colpito con una archibugiata alla schiena da un sicario dell'ordine degli umiliati. (fonte Wikipedia).

È quindi il Vangelo che salva la Chiesa, non l’uomo. Coraggio dunque. San Carlo fu sostenuto nel suo cammino spirituale oltre che nel suo ministero pastorale anche dal grande progetto pastorale del Concilio di Trento. Vedere che la Chiesa è ispirata, è creativa “estrae dal suo tesoro cose nuove e antiche” (Matteo 13,52), dona slancio nel servire il Signore. È ovvio che IL PROGETTO è Gesù Cristo, la sua Incarnazione, il suo Amore per me che arriva fino alla Passione e Risurrezione, ma anch’io mi sento sostenuto e guidato dalla Chiesa, dal grande dono del Concilio Vaticano II e dal desiderio che venga applicato.

 

Prima Lettura   Fil 3, 17 - 4, 1
Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso.