Visualizzazioni totali

sabato 3 agosto 2024

APERTURA DEI GIOCHI A PARIGI. 01: UN AUTOGOL?


Una breve riflessione sull’apertura dei JO di Parigi e le sue conseguenze. Non potevo scrivere prima e forse è meglio così: ho potuto fare verifiche, ascoltare reazioni. 

Due punti: “L’ultima Cena” e altri particolari come offesa ai sentimenti dei cristiani il 26 luglio. Il blackout di Parigi nella notte del 27 al 28 luglio come “reazione di Dio” che “non lascia che ci si prenda gioco di lui.” (Gal 6,7).

giovedì 1 agosto 2024

PIENO DI GIOIA VENDE TUTTI I SUOI AVERI ... / 31 luglio, sant'Ignazio di Loyola


Con la parabola del tesoro nel campo e della perla preziosa Gesù ci dice che il Regno di Dio ha un valore inestimabile. Trovarlo cambia radicalmente la vita. Chi ha trovato il tesoro è pieno di gioia per la fortuna eccezionale che gli è capitata. Il Regno di Dio viene quindi trovato, non è fabbricato dallo sforzo dell’uomo (anche se la perla di grande valore era cercata assiduamente dal mercante). Il Regno di Dio è un dono gratuito. 

Ma ecco anche la necessaria decisione dell’uomo: per poter godere di questo Regno, devi fargli spazio, fare il vuoto, re-indirizzare tutta la tua vita in funzione di esso. Vale mille volte la pena ma i due personaggi della parabola vendono tutto quello che hanno per comprare, chi il campo nel quale si trova il tesoro, chi la perla.

In pratica ci sono momenti di svolta radicale che ci fanno diventare discepoli del Regno. Ma come in un matrimonio, un ideale, una missione, si apre allora un cammino, ci sono progressi da fare ogni giorno per renderci totalmente disponibili a questo amore, a questa scelta. Non abbiamo mai finito di “vendere” tutto ciò che abbiamo per fare spazio all’amore di Dio. Geremia (prima lettura) lo testimonia : per lui essere profeta è insieme gioia e letizia del cuore e infelicità, ferita che non guarisce. Tentato dallo scoraggiarsi, sente allora l’invito del Signore ad una conversione sempre più profonda: “Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza”... 

L’umiltà è la base di tutto.

Troppi battezzati pensano di essere già arrivati, convertiti, soddisfatti di sé e spesso insoddisfatti degli altri, della vita, lamentosi. Sant'Ignazio di Loyola dice che il Signore lo ha istruito pian piano come un maestro insegna il suo scolaro. 


Prima Lettura   Ger 15,10.16-21 Perché il mio dolore è senza fine? «Se ritornerai, starai alla mia presenza».

Dal libro del profeta Geremìa

domenica 28 luglio 2024

Spnc 9 ANZIANI E POVERI / Spes non confundit, 14 - 15


14. Segni di speranza meritano gli anziani, che spesso sperimentano solitudine e senso di abbandono. Valorizzare il tesoro che sono, la loro esperienza di vita, la sapienza di cui sono portatori e il contributo che sono in grado di offrire, è un impegno per la comunità cristiana e per la società civile, chiamate a lavorare insieme per l’alleanza tra le generazioni.

Un pensiero particolare rivolgo ai nonni e alle nonne, che rappresentano la trasmissione della fede e della saggezza di vita alle generazioni più giovani. Siano sostenuti dalla gratitudine dei figli e dall’amore dei nipoti, che trovano in loro radicamento, comprensione e incoraggiamento.

Spnc 8 AMMALATI, GIOVANI, MIGRANTI, PIÙ PICCOLI / Spes non confundit 11-13


11. Segni di speranza andranno offerti agli ammalati, che si trovano a casa o in ospedale. Le loro sofferenze possano trovare sollievo nella vicinanza di persone che li visitano e nell’affetto che ricevono. Le opere di misericordia sono anche opere di speranza, che risvegliano nei cuori sentimenti di gratitudine. E la gratitudine raggiunga tutti gli operatori sanitari che, in condizioni non di rado difficili, esercitano la loro missione con cura premurosa per le persone malate e più fragili.

Non manchi l’attenzione inclusiva verso quanti, trovandosi in condizioni di vita particolarmente faticose, sperimentano la propria debolezza, specialmente se affetti da patologie o disabilità che limitano molto l’autonomia personale. La cura per loro è un inno alla dignità umana, un canto di speranza che richiede la coralità della società intera.

Spnc 7 AIUTARE LE PERSONE A RECUPERARE FIDUCIA / Spes non confundit 10


10. Nell’Anno giubilare saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio. Penso ai detenuti che, privi della libertà, sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte e, in non pochi casi, la mancanza di rispetto. Propongo ai Governi che nell’Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi.

Spnc 6 SEGNI DI SPERANZA / Spes non confundit, 7-9


Segni di speranza

7. Oltre ad attingere la speranza nella grazia di Dio, siamo chiamati a riscoprirla anche nei segni dei tempi che il Signore ci offre. Come afferma il Concilio Vaticano II, «è dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche». [4] È necessario, quindi, porre attenzione al tanto bene che è presente nel mondo per non cadere nella tentazione di ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza. Ma i segni dei tempi, che racchiudono l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati in segni di speranza.

8. Il primo segno di speranza si traduca in pace per il mondo, che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra. Immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a una nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza. Cosa manca ancora a questi popoli che già non abbiano subito? Com’è possibile che il loro grido disperato di aiuto non spinga i responsabili delle Nazioni a voler porre fine ai troppi conflitti regionali, consapevoli delle conseguenze che ne possono derivare a livello mondiale? È troppo sognare che le armi tacciano e smettano di portare distruzione e morte? Il Giubileo ricordi che quanti si fanno «operatori di pace saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). L’esigenza della pace interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti. Non venga a mancare l’impegno della diplomazia per costruire con coraggio e creatività spazi di trattativa finalizzati a una pace duratura.

domenica 21 luglio 2024

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA 02 / Elementi per Ambientale, Monizione, Risonanza, Preghiera spontanea. (post del 21-07-2024)


Ambientale, monizione, risonanza, preghiera spontanea, NON SONO UNA CATECHESI e
NON SONO UN’OMELIA.

Ambientale: introduce tutta la Celebrazione per aiutare i fratelli a viverla nella fede e nella consapevolezza. È importante sapere ciò di cui è costituita la celebrazione per fare una buona ambientale. Com'è costituita l'Assemblea. In quale occasione è radunata: un'occasione speciale, una celebrazione normale? Tra le celebrazioni normali c'è differenza tra celebrazione della Parola, Penitenziale, Eucaristia. Metti in risalto questi elementi e il loro valore. Non terminare la tua ambientale con il solito: “adesso ascoltiamo”. Una Celebrazione si vive, è un incontro, non una lezione.

In particolare quando manca il presbitero, e se la Parola o il Tema non sono già ben conosciuti dai fratelli, si può introdurre a modo di catechesi breve il Tema della Parola preparata. In ogni caso non deve superare qualche minuto. 

Monizione: è un aiuto ai fratelli perché ascoltino con interesse e profitto. Se introduci un film, se proponi con entusiasmo a un amico di leggere un libro non gli racconti tutto, altrimenti gli rubi il piacere. Nel caso della monizione è molto più grave perché gli rubi l’ascolto! Non sai ciò che il Signore vuole dire ad ogni fratello nella sua coscienza per la sua conversione.

Risonanza: sulla Risonanza leggiamo ciò che dice lo statuto all’Art. 11 § 2: 

“Nella celebrazione della Parola di Dio, prima dell’omelia, il presbitero invita chi lo desidera tra i presenti ad esprimere brevemente ciò che la Parola proclamata ha detto alla sua vita.”