Con la parabola del tesoro nel campo e della perla preziosa Gesù ci dice che il Regno di Dio ha un valore inestimabile. Trovarlo cambia radicalmente la vita. Chi ha trovato il tesoro è pieno di gioia per la fortuna eccezionale che gli è capitata. Il Regno di Dio viene quindi trovato, non è fabbricato dallo sforzo dell’uomo (anche se la perla di grande valore era cercata assiduamente dal mercante). Il Regno di Dio è un dono gratuito. Ma ecco anche la necessaria decisione dell’uomo: per poter godere di questo Regno, devi fargli spazio, fare il vuoto, re-indirizzare tutta la tua vita in funzione di esso. Vale mille volte la pena ma i due personaggi della parabola vendono tutto quello che hanno per comprare, chi il campo nel quale si trova il tesoro, chi la perla.
In pratica ci sono momenti di svolta radicale che ci fanno diventare discepoli del Regno. Ma come in un matrimonio, un ideale, una missione, si apre allora un cammino, ci sono progressi da fare ogni giorno per renderci totalmente disponibili a questo amore, a questa scelta. Non abbiamo mai finito di “vendere” tutto ciò che abbiamo per fare spazio all’amore di Dio. Geremia (prima lettura) lo testimonia : per lui essere profeta è insieme gioia e letizia del cuore e infelicità, ferita che non guarisce. Tentato dallo scoraggiarsi, sente allora l’invito del Signore ad una conversione sempre più profonda: “Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza”...
L’umiltà è la base di tutto.
Troppi battezzati pensano di essere già arrivati, convertiti, soddisfatti di sé e spesso insoddisfatti degli altri, della vita, lamentosi. Sant'Ignazio di Loyola dice che il Signore lo ha istruito pian piano come un maestro insegna il suo scolaro.
Prima Lettura Ger 15,10.16-21 Perché il mio dolore è senza fine? «Se ritornerai, starai alla mia presenza».
Dal libro del profeta Geremìa