La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Tu però ti sei prostituita.
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venerdì 14 agosto 2020
FEDELTA' AUDACE / s. Massimiliano Kolbe 14 agosto
Fin da piccolo san Massimiliano si è innamorato
della bellezza dell’Alleanza con Dio e la sua fedeltà ad essa ci confonde. Aveva ricevuto da
Dio e accettato la promessa di ottenere le due corone, quella della purezza e quella del martirio.
Da giovane studente creò la Milizia dell’Immacolata, colpito dal dogma dell’Immacolata
Concezione e approfondendone il senso e le conseguenze pratiche per la vita spirituale. Affidandosi totalmente alla Vergine Maria
i suoi frutti di evangelizzazione sono stati sorprendentemente copiosi. La sua
obbedienza era esemplare ma non per questo meno audace. Infatti ha colto l’opportunità
che offrivano i mezzi più moderni di comunicazione usandoli per l’evangelizzazione
e la formazione cristiana. Divenne così un imprenditore di spicco nel campo della
stampa ed uno specialista riconosciuto sul piano tecnico.
La sua testimonianza era continua anche nel campo di
concentrazione fino al dono della sua vita prendendo il posto di un uomo condannato
per rappresaglia per un prigioniero evaso a morire di fame e sete nel bunker sotterraneo
con altri nove. Diede coraggio agli altri condannati come lui, trascinando alla
preghiera e all’attesa fiduciosa del Signore. Benché ammalato fu l’ultimo a
morire, e, proprio il 14 agosto 1941, Vigilia dell’Assunta, venne ucciso con
una iniezione di acido nelle vene.
Papa Giovanni Paolo II l’ha canonizzato come "Martire della Carità" e dichiarato
“Patrono di questi nostri difficilissimi e critici tempi”. Chiediamo la sua
intercessione per i tempi nostri che non sono meno difficili e critici, e il
suo amore, obbediente e audace insieme.
Prima
Lettura Ez 16,1-15.60-63
La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Tu però ti sei prostituita.
La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Tu però ti sei prostituita.
giovedì 13 agosto 2020
FALLIRONO COME UN ARCO ALLENTATO / 800 martiri di Otranto 13 agosto
Chi pensa che il Dio dell’Antico Testamento sia
diverso, meno misericordioso di quello del Nuovo Testamento, legga queste letture.
Il gesto simbolico del profeta Ezechiele è una misericordia perché mette gli israeliti di fronte alla realtà e li invita alla conversione. E, come sappiamo, infinite volte Dio ha allontanato il castigo per la conversione del popolo o
almeno di una minoranza, talvolta per la preghiera di intercessione di uno solo. D'altro canto, la straordinaria offerta di misericordia di Dio nella parabola del Vangelo implica però che chi ha
avuto condonato il debito, faccia altrettanto con i suoi simili, altrimenti ci
sarà una condanna pesante. E Gesù, in questo, non da nessun insegnamento che
non sia già conosciuto.
Colpisce l’immagine del salmo: “fallirono
come un arco allentato”. Non usiamo più archi e frecce se non per
divertimento e non è neppure uno sport molto diffuso. Ma forse qualcuno, come me,
nell’infanzia ha fabbricato archi con rami di albero di nocciola e qualche spago.
In ogni caso comprendiamo facilmente il senso dell’immagine: l’arco allentato ha
tutti i suoi elementi, ma la freccia non parte, oppure va in una direzione incontrollabile
e non molto lontano. Nei nostri archi di bambini, la corda non bloccata da una tacca scivolava sul legno al momento di tendere l’arco che non serve a niente senza la giusta tensione tra il legno e la corda. Nell'antichità, l’arco come strumento
di caccia e di guerra aveva una funzione molto importante. Raggiungere il
bersaglio era vitale. Ecco, forse ho tutti gli elementi della vita spirituale,
preghiere, messa, comunioni, confessioni, ma senza tensione spirituale,
una fede viva che mi sostiene nella conversione quotidiana, succede poco o
nulla.
Gli 800 martiri di Otranto erano per lo più gente comune, ma avevano questa tensione spirituale e, al momento della prova, hanno offerto la loro vita per non rinnegare la Vera Vita che possedevano già nel cuore e che si è aperta a loro radiosa sotto i colpi delle scimitarre.
Gli 800 martiri di Otranto erano per lo più gente comune, ma avevano questa tensione spirituale e, al momento della prova, hanno offerto la loro vita per non rinnegare la Vera Vita che possedevano già nel cuore e che si è aperta a loro radiosa sotto i colpi delle scimitarre.
Prima
Lettura Ez 12, 1-12
Di giorno, davanti ai loro occhi, emigrerai.
Di giorno, davanti ai loro occhi, emigrerai.
mercoledì 12 agosto 2020
IL PROFETA EZECHIELE E IL TAU FRANCESCANO / mercoledì XIX sett. T.O.
Nel 1215, papa Innocenzo III riunì un concilio al Laterano, aprendolo con il testo di Ezechiele che ci viene donato oggi come prima
lettura e in particolare ricuperando il simbolo del tau della redenzione che il
sacerdote, l’uomo vestito di lino con la borsa da scriba, cioè la Chiesa, attraverso
la predicazione del Vangelo di salvezza può imporre sulla fronte degli uomini.
San Francesco era presente a questo Concilio perché la
Chiesa contava sui nuovi movimenti popolari come il suo e quello di san Domenico,
fortemente impegnati nella evangelizzazione e la predicazione. Per dare un’immagine
forte di alcune difficoltà della Chiesa di quel tempo, un vescovo venne privato dal Papa del suo
ufficio perché analfabeta. C'erano poi grandi movimenti eretici come i Catari e la gente, scossa dagli scandali nella Chiesa e la società, non istruita dal clero, generalmente molto ignorante, si lasciava spesso convincere dalle loro tesi.
San Francesco raccolse con fede il simbolo del Tau che
simboleggiava la sua missione nella Chiesa e cominciò ad usarlo nella predicazione
e nei suoi scritti al punto che, dimenticato da altri, il Tau rimase il “Tau
francescano”.
Prima
Lettura Ez 9, 1-7; 10, 18-22
Segna un tau sulla fronte degli uomini che piangono per tutti gli abomini che si compiono in Gerusalemme.
Segna un tau sulla fronte degli uomini che piangono per tutti gli abomini che si compiono in Gerusalemme.
martedì 11 agosto 2020
ABBASSARSI COME BAMBINI / Santa Chiara d'Assisi 11 agosto 2020
“Figlio dell’uomo ascolta ciò che ti dico e non essere
ribelle!” Credo che non ci sia nulla da aggiungere.
Nel Vangelo i discepoli
chiedono: «Chi dunque è più grande nel
regno dei cieli?» Non sarà una ossessione tra loro, ma è
sicuramente una grande preoccupazione: avere i primi posti, non farsi
scavalcare da nessuno! Essere scavalcato, orrore! Che benedizione essere stato
religioso, dove una volta sei il guardiano della comunità, un’altra volta sei
un semplice frate e ti sembra normale. Che grande libertà! Permette pure a tanti di essere
più facilmente responsabile almeno una volta in vita, di poter maturare e
sentire di essere stato giudicato degno
di fiducia, poi magari ne vedi i limiti, e lasci poi questo posto un tempo desiderato con altrettanta soddisfazione. Parlando degli Abati a vita, i
benedettini dicono scherzando : “Alla fine i Padri eterni fanno i figli crocifissi”. Quello che è sicuro è che, anche nella Chiesa, ci sono fratelli coltelli e “guerre di successione”. “La religione è
stato un mezzo per prendere il potere” mi ha detto di recente un uomo di 70
anni. Uno che va comunque a messa tutte le domeniche (da qualche anno soltanto) e ha questa idea della Chiesa!?!?! Sì, è vero, la Chiesa, che dovrebbe essere tutto
il contrario, ha dato questa immagine di sé a molti. Tutto l’opposto di ciò che
voleva Gesù!!!!
Se gli apostoli fanno questa
domanda è ovvio che sentono di far già parte del regno dei cieli. Ci mancherebbe. Hanno
lasciato tutto per seguire il maestro, sono i suoi amici più stretti! E invece Gesù
dice: se volete entrare nel regno… Che schiaffo! Bisogna farsi piccoli come i bambini.
Ripetiamo, verbo greco alla mano, che non si tratta di essere carini come
i nostri bambini di oggi, spesso figli unici e viziati, ma di farsi piccolo, cioè di
abbassarsi (ostis tapeinosei eautòn: chi farà piccolo se stesso) fino a non contare
nulla come i bambini di allora. È la stessa “tapeinosis” della Vergine Maria che
traduciamo "umiltà! e significa “bassezza”, con un senso sociale molto forte.
Santa Chiara si
è innamorata di questa scelta di Francesco (forse molto meno dell’uomo come vorrebbe invece certa tradizione sdolcinata). Lui era di una famiglia borghese
rampante, lei una nobile. Tutt’e due facevano parte dei “maiores” della città,
i “maggiori”, mentre c'era il proletariato, i “minores”, i “minori”, senza diritti,
tanto meno quello di voto nella “Comune” di Assisi. E il giovane Francesco sceglie
di chiamare la sua comunità “fratres minores”. Fu per un motivo mistico, mi rispose un giorno
un frate molto preoccupato. Certo, ma ad Assisi dove erano conosciuti col cognome e il rango passato, non poteva sfuggire la risonanza molto concreta il chiamarsi “frati minori”. Anche perché san Francesco non aveva scelto solo un nome bensì
la condizione dei più bassi della società. Un pugno nell’occhio! E la
resistenza della famiglia di Chiara non meno del disagio di quella di Francesco
non poteva non comprendere questo aspetto: “guarda con chi va! che
brutta virata che ha fatto, che disonore per la sua famiglia! povero
padre, povera mamma, non poteva farsi suora come tutte le altre e un giorno forse
diventare badessa?”
Dal libro del profeta
Ezechièle Ez 2,8 -
3,4
lunedì 10 agosto 2020
PAPA FRANCESCO CANCELLA QUALCOSA DEL BATTESIMO?
La Congregazione per la
Dottrina della Fede ha dato, il 24 giugno scorso, una risposta sul battesimo che può interessarci.
Recentemente infatti vi
sono state celebrazioni del Sacramento del Battesimo amministrato con le
parole: «A nome del papà e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni,
dei familiari, degli amici, a nome della comunità, noi ti battezziamo nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Alla domanda, la Congregazione
risponde che questa celebrazione non è valida, cioè, questi bambini non hanno
ricevuto il sacramento del battesimo. Tutti ci ricordiamo che la formula esatta
del battesimo è: “io ti battezzo, nel nome
del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
Un semplice disguido di disciplina liturgica? Un intervento della Santa Sede per frenare la
“creatività” e soggettività di preti magari non troppo ben formati sul piano
teologico e che potrebbe andare fuori controllo?
domenica 9 agosto 2020
SUBITO IL VENTO CESSO' / XIX Dom T.O.
Elìa è attento a riconoscere la voce di Dio in mezzo alle
altre voci. Posso dire lo stesso?
San Paolo soffre per il suo popolo che ha ricevuto
tanto ma non fa il passo che oggi Dio gli chiede per credere in Gesù,
splendore dell’Amore di Dio. Questa sofferenza è quella stessa di Dio che ha
dato tutto per salvarci, riempirci dei suoi doni, mentre preferiamo una
religione decisa da noi, una vita che sia il nostro progetto invece di
abbandonarci al suo amore.
Gesù ha moltiplicato i pani e tutti ne sono rimasti
entusiasti. Dio si è manifestato nella carità di Gesù che rinuncia al silenzio
di cui aveva bisogno dopo la terribile notizia della morte di Giovanni Battista
e sfama il popolo.
Gesù vede il Padre sostenerlo e prendersi cura del
popolo. Gli Apostoli vedono Dio nella moltiplicazione dei pani. Anche la gente
vede Dio in questo miracolo. Ma ognuno lo vede a modo suo. La gente vuole
fermare Gesù e proclamarlo Re, perché vuole fermarsi: abbiamo trovato uno
potente e buono che risolve i nostri problemi! Di che altro abbiamo bisogno?
Gli Apostoli sono allo stesso livello. Per questo Gesù congeda la folla e deve
costringere – costringere! – i discepoli ad andare via. Non ci
piace molto questo verbo costringere. Eppure, in quel momento quel verbo
esprime l’amore vero. Gesù sa che se lascia i discepoli seguire le loro
voglie, faranno poi una fatica enorme per svincolarsi dai lacci del mondo,
forse non ci riusciranno più. Il desiderio di fermarsi, di “sedersi”, di voler il
Regno qui, adesso, è profondo nel nostro cuore. Al momento dell’Ascensione, i discepoli
chiedono ancora: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il Regno per
Israele?” (Atti 1,6). La risposta è quella di camminare, ma con la forza dello
Spirito Santo. La costrizione è talvolta necessaria, anche se Gesù non obbliga
nessuno a seguirlo.
Ma io avrei preferito … e poi, scusami, questi che
seguono Gesù, non è che dentro di loro è scomparso ogni desiderio mondano, e
neppure va loro tutto bene! Infatti, costretti a salire in barca, gli apostoli
trovano un mare agitato e il vento contrario. Grande fatica! Per giunta Gesù
appare loro come un fantasma!, e fa
paura. È veramente lui? Vale la pena seguire Gesù? Perché il Signore non fa le
cose un po’ più facili?
È Pietro che ci dice come uscire da questo dilemma:
si appoggia alla Parola del Signore, non alle opinioni agitate e inconsistenti del mondo. In questi giorni è stato
celebrato come un passo di civiltà il fatto che si potrà uccidere un essere
umano con più facilità in Italia, rendendo una banalità l’aborto chimico. Un
secolo fa Chesterton diceva: verrà il momento in cui si dovrà lottare con tutte
le forze per dire che le foglie d’estate sono verdi!
Ma Pietro si appoggia alla parola di Gesù e funziona,
cammina sulle acque, come Gesù. Le acque agitate sono il simbolo del male.
Tutto perfetto? Pietro è ancora fragile, prende paura del vento forte e
lasciando che lo guidi la logica umana e non più la fede, comincia ad affondare. Ma
Pietro grida al Signore, prega, e non affonda! Anzi, appena ritorna alla barca
con Gesù, il vento cessa, la prova è finita. Tutto quello che ho vissuto in quel
momento così difficile era nelle mani di Dio! Tutti gli Apostoli, Pietro più
degli altri, imparano a conoscere meglio Gesù e si rafforzano nella fede!
«Coraggio,
sono io, non abbiate paura!» ci dice Gesù!
Prima
Lettura 1 Re 19,9a.11-13a
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
giovedì 6 agosto 2020
VIOLENZA E DRAMMI NEL MONDO
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| Esplosione a Beirut. |
A Nantes in Francia, il mese scorso un incendio doloso ha distrutto tesori d’arte e danneggiato la Cattedrale. Qualcuno si è precipitato ad accusare i musulmani. Invece il colpevole ha confessato: è un battezzato, cattolico. Perché non aver aspettato il risultato dell’inchiesta e aver gettato benzina sul fuoco?
È vero, gli episodi di violenza contro le chiese e i simboli cristiani aumentano ovunque. In questi giorni anche la Cattedrale di Managua è stata vittima di un incendio. E sia i vescovi del Nicaragua che il Papa stesso, insistono per dire che c'è stata una mano criminale e reclamano una inchiesta seria, ma il governo nicchia. Purtroppo è la violenza che aumenta ovunque nel mondo contro i luoghi di culto e i credenti di tutte le religioni. La violenza aumenta anche contro chi è diverso da me. Il razzismo non è per nulla superato. La violenza aumenta contro chi non la pensa come me o semplicemente mi dà fastidio. Molti fanno dell’aggressione uno strumento di propaganda politica più che nel passato.
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