Visualizzazioni totali

mercoledì 1 aprile 2026

UNIRE E NON DIVIDERE / Mercoledì Santo 2026.




Dalla prima lettura colpisce il parallelismo tra il dono di saper parlare ai cuori e sollevarli da una parte e da un’altra parte l’ascolto e il soffrire. Sono dimensioni che sono una condizione l'una dell'altra. E si manifesta già la vittoria "della fede che viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo” (Romani 10, 17) nella fermezza del servo che sa di non restare confuso.

Dal Vangelo colpisce la meschinità del prezzo pattuito da Giuda per consegnare Gesù. 

Colpisce anche il fatto che Gesù abbia ricchi amici ai quali può chiedere con totale libertà di disporre di una stanza abbastanza grande per celebrare la Pasqua con i suoi discepoli a casa loro. Anche Paolo e gli altri Apostoli non si sono comportati diversamente, accogliendo e valorizzando tutti quelli che credevano in Gesù Signore. La Chiesa ha sempre parlato di scelta preferenziale per i poveri non di scelta esclusiva. In questi giorni Papa Leone è molto criticato da alcuni per la sua visita di sabato nel Principato di Monaco: “Mentre Papa Francesco andava dai poveri, questo Papa va dove ci sono i soldi”...  Ascoltare quello che ha detto il Papa in quella visita fa comprendere come egli non si discosti dal Vangelo. 


Dal libro del profeta Isaìa  Is 50,4-9a (Terzo canto del Servo del Signore) 

martedì 31 marzo 2026

GERUSALEMME. SANTO SEPOLCRO. ABBASSARE I TONI. / 31 marzo 2026.



Riprendo da "Zenit" (Tierra Santa: Cardenal Pizzaballa dice que prohibición de misa de Domingo de Ramos en Jerusalén fue un malentendido - ZENIT - Espanol) queste notizie.

"Il cardinale Pizzaballa spiega cosa è successo la mattina di domenica 29 aprile, Domenica delle Palme, quando gli è stato impedito l'ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

In dichiarazioni a @tv2000it,

il cardinale ha spiegato:

"È vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno proibivano qualsiasi tipo di assembramento in luoghi non muniti di rifugi (contro le bombe), ma noi non avevamo richiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per preservare l'idea della celebrazione al Santo Sepolcro. Non ci sono stati scontri. Tutto si è svolto con molta cortesia. Non voglio forzare la situazione. Vogliamo approfittare di questa situazione per cercare di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare, nel rispetto della sicurezza di tutti, ma anche del diritto alla preghiera."

Aggiungo un mio commento: 

lunedì 30 marzo 2026

MONOGAMIA IMMAGINE DELLA FEDELTÀ TRA IL DIO UNICO E ISRAELE / UNA CARO 09, nn. 19-20.



19. In definitiva, l’amore coniugale permette davvero di descrivere una dialettica di alleanza fra Israele e il Signore, fra l’umanità e Dio. L’idea di Dio come unico sposo di Israele è collegata anche a quella di Israele come unica sposa. L’unicità dell’amato traspare anche nel tema dell’elezione che fa d’Israele l’unico popolo scelto (cf. Am 3,2). L’alleanza assume dunque un’ulteriore dimensione in quanto designa il legame tra Dio e il suo popolo, basato su un legame monogamico tanto reale, che l’adorazione di un altro dio costituisce un adulterio.

domenica 29 marzo 2026

CHE STRANO SCAMBIARCI GLI AUGURI IL GIORNO DELLE PALME / Domenica delle Palme, 29 marzo 2026.


Riceviamo e mandiamo auguri da e ad amici e conoscenti per questa Domenica delle Palme. 

Che strano!

Che strano fare gli auguri per un morto! Questo morto è prima un uomo tradito, lasciato solo dai discepoli dell'ultimo giorno, di un solo giorno di entusiasmo, ma anche da chi lo segue da tempo giurando fedeltà alla sua missione, un uomo torturato, condannato, abbandonato al suo supplizio da Colui in cui confidava e di cui annunciava l’amore onnipotente e premuroso, invitando a chiamarlo Padre, Abbà, babbo, un uomo inchiodato ad una croce infame e lasciato agonizzare fino alla morte esposto a tutti gli sguardi e commenti: sguardo di chi lo piange, impotente a soccorrerlo o paralizzato dalla paura, sguardi che lo annullano con l'indifferenza: “se sta così, non era uno che valeva la pena”. Un uomo esposto alla derisione e agli insulti di chi esulta per la sua sconfitta o alla rabbia di chi è condannato a fianco a lui.

sabato 28 marzo 2026

COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA È APOSTOLICA? / L.G. 5 Sul fondamento degli Apostoli. catechesi di Papa Leone. 2026.

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 25 marzo 2026

_________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 5. Sul fondamento degli Apostoli. La Chiesa nella sua dimensione gerarchica


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II, commentando la Costituzione dogmatica Lumen gentium sulla Chiesa (LG). Dopo averla presentata come popolo di Dio, oggi consideriamo la sua forma gerarchica.

giovedì 26 marzo 2026

QUESTI PRECETTI LI RIPETERAI AI TUOI FIGLI / Pasqua 2026.

"Haggadah shel pesach"
(Racconto di Pasqua).
Rito della Pasqua fatto nel 1934
da un ebreo emigrato in Terra Santa
e mandato a suo nipote.
(Fonte Yad Vashem)

Fra pochi giorni sarà Pasqua. Gli ebrei celebrano nel giorno del plenilunio e festeggiano per 8 giorni. Anche noi celebriamo la Pasqua per un'Ottava intera, iniziando però la domenica successiva perché Gesù è risorto di domenica (ossia il primo giorno della creazione che diventa così anche l’ottavo giorno, il giorno senza tramonto, quello della luce della risurrezione che ingloba e supera lo svolgere dei giorni, della Storia). Quindi i nostri fratelli ebrei celebreranno la prima cena pasquale la sera del mercoledì 1 aprile, e la seconda, conclusiva, il giovedì 9 aprile 2026. 

La Cena pasquale è l'occasione più solenne per mettere in pratica il comandamento dello Shemà: “Questi precetti che oggi ti do … li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai”

lunedì 23 marzo 2026

NEANCH'IO TI CONDANNO; VA E D'ORA IN POI NON PECCARE PIÙ / 10° Anniversario di Amoris Laetitia. 19 - 03 - 2026.



Dopo lo struggente racconto di Susanna accusata falsamente di adulterio e salvata dalla reazione forte e intelligente di Daniele, ascoltiamo oggi il Vangelo in cui Gesù salva non più una donna innocente ma peccatrice. Quale commento migliore quest’anno che leggere il messaggio di Papa Leone per il Decimo Anniversario di  “Amoris Laetitia” che tanto scalpore fece allora, fino all’accusa di eresia contro Papa Francesco. Papa Leone assume quel testo “luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare” e vuole rafforzarne l'applicazione nella Chiesa. Nulla di strano allora se, come per Papa Francesco, alcuni contestano la validità della sua elezione. E per chi ha abusato il magistero di Papa Francesco in senso opposto (“chi sono io per giudicare”) ascoltiamo la frase liberante di Gesù all’adultera: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». 


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV 

IN OCCASIONE DEL DECIMO ANNIVERSARIO

DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE AMORIS LAETITIA 

domenica 22 marzo 2026

VIENI FUORI! / V Domenica di Quaresima, A. 2026


Sei catecumeno e vuoi diventare cristiano? Confronta la tua vita con il Vangelo della risurrezione di Lazzaro. Anche tu che sei già battezzato. 

Il punto focale è l’affermazione di Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Significa riconoscere Gesù come Messia: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Però Gesù non parla della risurrezione futura ma di adesso!

Chiariamo eventuali equivoci: 

“Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava”. Gesù ha lasciato morire Lazzaro per essere poi acclamato risuscitandolo. Non gioca con la nostra sofferenza. Sarebbe comunque arrivato due giorni dopo la morte di Lazzaro.

Sono diverse la risurrezione di Lazzaro e quella di Gesù? Lazzaro benché già in decomposizione è rivivificato, ritorna alla vita terrena e poi di nuovo morirà. Gesù risorge e più non muore. Supera il limite della vita normale, la sua risurrezione è compimento della Storia - è un evento metastorico - compimento della vita  umana chiamata a trascinare la materia secondo lo Spirito. Significa che Gesù ha un vero corpo, può mangiare, farsi toccare (Luca 24, 36-40; Giovanni 20,27) ma non è più sottomesso alle esigenze terrene del cibo, del riposo, degli ostacoli. Il suo Corpo è glorificato.

Il cristiano crede fermamente sia alla risurrezione della carne che alla risurrezione spirituale in questa vita. 

Gesù ci invita a togliere la pietra, mettendo a nudo il nostro cuore davanti a lui, ad affidargli le nostre ferite e paure, vergogna, le nostre morti. La pietra la metto io con il mio peccato, ma possono averla messa gli altri, la famiglia, l’ambiente. Solo Gesù fa risorgere. La pietra però la deve togliere l’uomo, sia io stesso che la comunità. E la decisione di uscire dal sepolcro spetta alla fine solo a me. Ascolta Gesù che ti grida a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». La comunità ha ancora un compito: non tirarsi indietro davanti a chi appare cambiato, vuole rientrare nel giro di relazioni normali, ha rivelato le sue ferite, ma andargli incontro e liberarlo dalle bende che impacciano i suoi movimenti. Non per imprigionarlo in un altro modo. La comunità è unita dalla legge della fede ma nella fede comune ciascuno è libero: «e lasciàtelo andare».


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 11,1-45

sabato 21 marzo 2026

IO DETESTO IL RIPUDIO DICE IL SIGNORE / 08 UNA CARO nn. 15-18.

Osea perdona la moglie


Il simbolismo nuziale profetico

15. Nei Profeti, le categorie dell’amore coniugale imprimono tratti particolari alla comprensione dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, non più modulata secondo il canone dei patti tra il re e i principi vassalli.

16. Emerge qui, in modo emblematico, la vicenda personale del profeta Osea (VIII sec. a. C.), la quale viene assunta a paradigma teologico per rileggere la storia d’amore tra il Signore e Israele (cfr. Os 2,4-25). Malgrado il tradimento subito dalla moglie Gomer, egli non riesce a spegnere il suo amore per lei e nutre piuttosto la speranza che ella, abbandonata e delusa dai suoi amanti, “ritorni” sulla strada di casa al fine di ricomporre in pienezza la relazione d’amore, essendo quella donna l’unica della sua vita, perdonandole i tradimenti (cf. Os 2,16-17). 

UNIONE FISICA E SPIRITUALE / 07 UNA CARO N. 14.



14. La conclusione del racconto biblico: «l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà (dāḇaq) a sua moglie e i due saranno un’unica carne» (Gen 2,24), esprime bene questo bisogno di una intima unione, un attaccamento fisico e interiore tale, che il Salmista lo adotta per descrivere l’unione mistica con Dio: «A te si stringe (dāḇaq) l’anima mia» (Sal 63,8; cf. 1Cor 6,16-17). Come afferma Papa Francesco, «il verbo “unirsi” nell’originale ebraico indica una stretta sintonia, un’adesione fisica e interiore, fino al punto che si utilizza per descrivere l’unione con Dio: “A te si stringe l’anima mia” (Sal 63,8), canta l’orante. Si evoca così l’unione matrimoniale non solamente nella sua dimensione sessuale e corporea, ma anche nella sua donazione volontaria d’amore. Il frutto di questa unione è “diventare un’unica carne”, sia nell’abbraccio fisico, sia nell’unione dei due cuori e della vita e, forse, nel figlio che nascerà dai due, il quale porterà in sé, unendole sia geneticamente sia spiritualmente, le due “carni”»[18]. 

LA MONOGAMIA NEL CAPITOLO 2 DELLA GENESI / 06 UNA CARO nn. 12-13.



La monogamia nel capitolo 2 della Genesi

12. Alla radice del modello monogamico, il capitolo 2 del libro della Genesi si presenta come un vero e proprio manifesto antropologico posto all’incipit delle Scritture. Esso descrive il progetto che il Creatore propone come ideale alla libertà della creatura umana. L’esclamazione divina: «non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto (‘ēzer) che gli corrisponda» (Gen 2,18), mette chiaramente in luce il bisogno nel quale si trova l’uomo appena uscito dalle mani di Dio, ossia uno stato di solitudine-isolamento. Malgrado la presenza degli altri esseri viventi, l’uomo vuole un aiuto che gli corrisponda (cf. Gen 2,20), un alleato vivo, unico e personale, che egli possa fissare negli occhi, come suggerisce la parola keneḡdô, tradotta di solito con “simile” o “corrispondente”, per mettere in evidenza la necessità di un incontro dialogico di sguardi e di volti. Infatti, «l’espressione originale ebraica ci rimanda a una relazione diretta, quasi “frontale” – gli occhi negli occhi – in un dialogo anche tacito, perché nell’amore i silenzi sono spesso più eloquenti delle parole. È l’incontro con un volto, un “tu” che riflette l’amore divino ed è “il primo dei beni, un aiuto adatto a lui e una colonna d’appoggio” (Sir 36,26), come dice un saggio biblico»[16]. L’uomo cerca dunque un volto insostituibile davanti a sé, un “tu”, con il quale intrecciare un vero rapporto d’amore fatto di donazione e di reciprocità.

giovedì 19 marzo 2026

UOMINI E DONNE DI OGNI NAZIONALITÀ, LINGUA, CULTURA / L.G. 03 La Chiesa popolo di Dio



LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 11 marzo 2026

_____________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 3. La Chiesa popolo di Dio


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo, dedicato al Popolo di Dio.

Dio, che ha creato il mondo e l’umanità e che desidera salvare ogni uomo, compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (cfr Gen 22,17-18). Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui. Esso è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che attirerà a sé tutti i popoli, l’intera umanità (cfr Is 2,1-5).

SACERDOZIO COMUNE BATTESIMALE, COSA SARÀ MAI? / L.G. 04 La Chiesa popolo sacerdotale e profetico



Papa Leone ha toccato ieri un tema importantissimo e delicato: quello del Sacerdozio comune di tutti i battezzati che ancora è stato poco spiegato, quando non totalmente ignorato nella predicazione e formazione cristiane e non rientra nella vita quotidiana concreta delle nostre comunità cristiane. Chi continua a vedere nei presbiteri le uniche persone con un carattere sacerdotale ignorando la dimensione sinodale della Chiesa secondo la mentalità clericale che il Concilio Vaticano II ha voluto rincentrare sulla verità del Nuovo Testamento, chi invece "si è messo la tiara dell'infallibilità in testa" come diceva Von Balthasar o pensa che la Chiesa sia una Assemblea parlamentare dove la maggioranza decide della verità. Ascoltiamo il Papa.

LEONE XIV   UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro   Mercoledì, 18 marzo 2026

_________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 4. La Chiesa popolo sacerdotale e profetico


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi vorrei soffermarmi ancora sul secondo capitolo della Costituzione conciliare Lumen gentium (LG), dedicato alla Chiesa come popolo di Dio.

Il popolo messianico (LG, 9) riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica. I Padri conciliari insegnano che il Signore Gesù ha istituito mediante la nuova ed eterna Alleanza un regno di sacerdoti, costituendo i suoi discepoli in un «sacerdozio regale» (1Pt 2,9; cfr 1Pt 2,5; Ap 1,6). Questo sacerdozio comune dei fedeli viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a «professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa» (LG, 11). Inoltre, attraverso il sacramento della Confermazione o Cresima, tutti i battezzati «vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo» (ibid.). Questa consacrazione sta alla radice della comune missione che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici.

DIVENTA SANTO PER COMPRENDERE. / 19 marzo 2026.

 





Foto del monastero trappista di El Latroun sulla strada tra Tel Aviv e Gerusalemme fondato più di 100 anni fa. Durante l'estate 2025, un gravissimo incendio, non doloso, ha investito tutta la zona e ha bruciato la maggior parte degli olivi e delle vigne coltivati dai monaci. La vita di preghiera, di lavoro e di studio secondo la Regola di san Benedetto continua ...

mercoledì 18 marzo 2026

SAN FRANCESCO: FEDELE ALLA CHIESA O AL VANGELO ? / 01 Chi era san Francesco? 2026.



Il giubileo francescano è una grande occasione per comprendere e approfondire san Francesco e il suo carisma per ispirare il nostro cammino ecclesiale. Anche solo alcuni punti fermi possono illuminarci. Primo punto fermo: Francesco era un uomo fedele alla Chiesa? 

martedì 17 marzo 2026

IL MIO CUORE PREGA CIÒ CHE DICE LA MIA BOCCA ? 01 / 17 marzo 2026


Abbiamo visto in un post precedente (La Gioia del Vangelo: PREGARE COME LA REGINA ESTER / giovedì II sett. di Quaresima, 2026.) come la Bibbia ci insegna a pregare e in particolare abbiamo preso lezioni dalla regina Esther e da suo zio Mardocheo. Perché prendere lezioni da personaggi dell’Antico Testamento se noi siamo cristiani e Gesù stesso ci ha insegnato a pregare? La Chiesa non prega come insegna la Bibbia? 

Il sospetto è che con la bocca diciamo le parole giuste ma con il cuore, la nostra preghiera sia diversa. E prendere lezioni dall’Antico Testamento ha due vantaggi. Da una parte siamo così abituati a “recitare le preghiere” come il Padre Nostro o l’Ave Maria, ecc. che non ne percepiamo più il senso, e mentre diciamo le cose giuste con la bocca, non ci accorgiamo che il nostro cuore ha un altro atteggiamento verso Dio. Inoltre, a volte le preghiere nell’Antico Testamento essendo più lunghe, più circostanziate, il loro significato appare più facilmente. 

venerdì 13 marzo 2026

IL PRIMO COMANDAMENTO NON È QUELLO CHE PENSI / Venerdì III sett. Quaresima, 2026.

Mezuzah sulla porta di una casa

«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Molti rispondono: "Io sono il Signore tuo Dio, non avrai altri dèi di fronte a me". È proprio così? Ascoltiamo il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco  Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.  Parola del Signore.


Gesù viene interrogato da uno scriba su qual è il primo e più importante dei comandamenti da osservare. Gesù dà una risposta e lo scriba la conferma lodando Gesù per la sua risposta: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità…”. Eppure non riprende tutta la risposta di Gesù. Infatti se confrontiamo le due frasi vediamo la differenza: 

giovedì 12 marzo 2026

L'IDENTITÀ DEL POPOLO DI DIO È DATA DALL'AZIONE DI DIO E DELLA FEDE IN LUI / L.G. 03 Catechesi Papa Leone, 11-03-2026.


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 11 marzo 2026

_____________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 3. La Chiesa popolo di Dio

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo, dedicato al Popolo di Dio.

Dio, che ha creato il mondo e l’umanità e che desidera salvare ogni uomo, compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (cfr Gen 22,17-18). Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui. Esso è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che attirerà a sé tutti i popoli, l’intera umanità (cfr Is 2,1-5).

LA MONOGAMIA NELLA BIBBIA / 05 UNACARO n. 11.

Giuseppe figlio di Giacobbe
e sua moglie Aseneth

II. La monogamia nella Bibbia

11. «Non sono più due, ma una sola carne» (Mc 10,8). Questa dichiarazione di Gesù riguardo al matrimonio traduce la bellezza dell’amore, un cemento che «dà solidità a questa comunità di vita, e lo slancio che la trascina verso una pienezza sempre più perfetta»[12]. Istituito “al principio” già al momento della Creazione, il matrimonio appare come un patto coniugale voluto da Dio, quale «sacramento del Creatore dell’universo, iscritto quindi proprio nell’essere umano stesso, che è orientato verso questo cammino, nel quale l’uomo abbandona i genitori e si unisce alla sua donna per formare una sola carne, perché i due diventino un’unica esistenza»[13]. Anche se «è noto che la storia dell’Antico Testamento è teatro della sistematica defezione dalla monogamia»[14], viste ad esempio le vicende dei Patriarchi dove si legge, secondo l’usanza del tempo, di personaggi con più mogli (cf. 2 Sam 3,2-5; 11,2-27; 15,16; 1 Re 11,3), allo stesso tempo molti passi dell’Antico Testamento celebrano l’amore monogamico e l’unione esclusiva: «Siano pure sessanta le mogli del re, ottanta le concubine, innumerevoli le ragazze! Ma unica è la mia colomba, il mio tutto» (Ct 6,8-9a). Ciò è attestato anche dagli esempi di Isacco (cf. Gen 25,19-28), Giuseppe (cf. Gen 41,50), Rut (cf. Rt 2-4), Ezechiele (cf. Ez 24,15-18) e Tobia (cf. Tb 8,5-8). D’altra parte, se dal punto di vista fattuale e normativo la monogamia non ha solide basi nell’Antico Testamento, invece i suoi fondamenti teologici si sviluppano in profondità, e questa è la via feconda che verrà percorsa nelle seguenti riflessioni[15].

DAMMI UN CUORE CHE AMA, E CAPIRÀ CIÒ CHE DICO / 04 UNA CARO nn. 7-10



7. Già in queste definizioni classiche vediamo che l’unità dei due coniugi, come dato oggettivo fondante e proprietà essenziale di ogni matrimonio, è chiamata a una costante espressione e sviluppo come “comunione di vita”, cioè come amicizia coniugale, aiuto reciproco, condivisione totale che, con l’aiuto della grazia, rappresenta sempre più un’altra unione che la trascende e la ingloba: l’unione tra Cristo e la sua sposa amata, la Chiesa, il Popolo di Dio per il quale Egli ha dato il proprio sangue (cf. Ef 5, 25-32).

8. San Giovanni Paolo II collega intimamente questi due aspetti. Infatti, se «in forza del patto d’amore coniugale, l’uomo e la donna “non sono più due, ma una carne sola” (Mt 19,6; cf. Gen 2,24)», allo stesso tempo «sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione […] affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli»[10]. 

martedì 10 marzo 2026

POSSO FARE LA COMUNIONE SE ARRIVO IN RITARDO A MESSA? / Cosa dice la Chiesa? 10 - 03 - 2026.


Alcune persone devote pensano che se arrivano in ritardo alla Messa, anche feriale, non possono ricevere il corpo di Cristo. Certamente la puntualità è un bene. Dio ti sta aspettando, non farlo aspettare! In convento si diceva: “voce della campana, voce di Dio (che chiama)”. La campana ci invitava a lasciare tutto immediatamente per accorrere agli atti comunitari, preghiera, pranzi, lavoro, ecc… La puntualità è un modo di esercitare l’obbedienza, “pronta, totale, ilare (gioiosa)” che piace tanto al Signore. San Basilio, da umile servo degli eremiti del deserto, vide che questi santi uomini, più che vivere secondo lo Spirito vivevano secondo le loro fantasie e spesso secondo la propria volontà, e si rese conto che avevano bisogno di una regola e di orari concreti per sostenere il loro cammino di fede nella solitudine. Quindi anche noi impariamo a lottare per essere puntuali, arrivare prima dell’orario, salutare con cuore semplice i fratelli e sorelle che si stanno radunando anche loro per celebrare il Mistero Pasquale CHE CREA COMUNIONE, SPECIALMENTE TRA COLORO CHE CONDIVIDONO LA STESSA FEDE E SI CHIAMANO TRA LORO FRATELLI E SORELLE!. Oltre l’evidenza della natura e struttura stesse della celebrazione eucaristica, un documento della Santa Sede ammoniva di “non permettere che l’anonimato delle città moderne invada le nostre celebrazioni eucaristiche”. 

Detto questo, cosa succede se per impedimento, traffico, mancanza di organizzazione o anche per un po' di trascuratezza, arrivo in ritardo a Messa? Non posso fare la comunione? 

lunedì 9 marzo 2026

QUANDO ISRAELE HA CAMBIATO IL MONDO / 09 marzo 2026.

Monte Sinai all'alba.

Ho tradotto l’inizio di questo articolo del Rav (rabbino) Moshe Pinchon perché riguarda i cristiani. Mette in luce il nostro debito verso Israele. Chiaramente il nostro debito è ancora maggiore di quello che dice perché Gesù è un ebreo in continuità con tutta la storia di Israele ed è venuto a portare a compimento le promesse. Qualcuno dirà: ma Gesù ha contestato l’ebraismo, opponendosi a farisei, dottori della legge e sacerdoti. Gesù non ha contestato l’ebraismo ma le sue distorsioni, chiusure e interpretazioni svianti. Riflettiamo: quale santo o soltanto cristiano sincero che vive piamente in Cristo ed è fedele alla Chiesa, non si opporrà di fatto a tutte le contraffazioni, annacquamenti, compromessi della fede della prassi comune e non sarà ritenuto segno di contraddizione nella sua parrocchia o comunità, solo perché propone o solo vive un cristianesimo più autentico? “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Tim 3, 12). Gli ebrei oggi non contano il debito che abbiamo in Gesù di Nazareth con loro, perché non lo riconoscono come il Messia atteso. È importante però che noi riconosciamo pienamente il debito che abbiamo con Israele. 

Questo non ci impedisce di leggere in modo critico il resto dell’articolo ( Comment Israël a changé le monde (à nouveau) - Ops & Blogs | The Times of Israël. Con Google translate si ha una buona traduzione italiana). È un pensiero forte che fa riflettere e permette di comprendere le ragioni profonde - anche quando sono sbagliate - che sono alla base di certe posizioni ebraiche oggi. Sotto i primi paragrafi che sintetizzano il retaggio ebraico comune alla nostra fede cristiana.  


Come Israele ha cambiato il mondo (di nuovo)

domenica 8 marzo 2026

AVERE UNO SGUARDO SOPRANNATURALE DELLA REALTÀ. / III Domenica di Quaresima, A, "La Samaritana". 2026.



Papa Leone ha offerto una bellissima meditazione a un gruppo di 4 seminari spagnoli. Ne pubblico l’essenziale perché illustra bene il Vangelo della Samaritana e vale per tutti i cristiani, specialmente se impegnati in parrocchia o in cammini comunitari. Per abbreviare ho riscritto in alcune parti il suo discorso che si può trovare per intero sia in spagnolo che nella traduzione italiana al link seguente: A los seminaristas de diferentes diócesis de España, con sus familiares (28 de febrero de 2026).


Vorrei concentrarmi su ciò che sostiene silenziosamente tutto il resto e che, proprio per questo, corre il rischio di essere dato per scontato senza essere coltivato: l’avere uno sguardo soprannaturale della realtà.

Una frase di Chesterton può servire da chiave di lettura: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza.

SIAMO IN MEZZO AI PAZZI? / 10 marzo 2026.


Questo orologio con frasi scritte in persiano, inglese, arabo e ebraico, si trova a Teheran. Indica il numero di giorni massimo che rimangono ad Israele prima della sua distruzione: 5800 al momento della foto, ossia meno di 16 anni. Nella parte bassa si dice che il regime sionista non vedrà (non raggiungerà) i prossimi 25 anni. 

sabato 7 marzo 2026

TAGLI NELLE LETTURE LITURGICHE... PERCHÉ? / III DOM. QUARESIMA, A, "della Samaritana". 2026


Questa domenica ascoltiamo il Vangelo della Samaritana: 38 versetti! Sicuramente qualche parrocchia userà la forma breve. In ogni caso, in previsione della lunghezza del Vangelo le due prime letture sono brevi: Esodo 17,3-7 (4 versetti) e Romani 5,1-2.5-8 (6 versetti). Mi sembra un vero peccato. Vale la pena conoscere in modo più esteso la Bibbia per conoscerla in modo più profondo. 


Ecco Esodo 17,1-7

1 Tutta la comunità degli Israeliti levò le tende dal deserto di Sin, camminando di tappa in tappa, secondo l'ordine del Signore, e si accampò a Refidìm. Ma non c'era acqua da bere per il popolo. 2 Il popolo protestò contro Mosè: "Dateci acqua da bere!". Mosè disse loro: "Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?". 3 In quel luogo il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?". 4 Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: "Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!". 5 Il Signore disse a Mosè: "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d'Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va'! 6 Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d'Israele. 7 E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".

giovedì 5 marzo 2026

AVETE MOSÈ E I PROFETI, PERCHÉ CERCATE ALTRO? / Giovedì III sett. Quaresima. 2026.



Oggi ascoltiamo la bellissima e terribilmente seria parabola del ricco e del povero Lazzaro. Chi non ama Dio nel prossimo, specie se bisognoso, rischia la condanna definitiva, le fiamme dell’inferno, la separazione da ogni Redenzione e dal mondo dei Viventi. Questa parabola offre molte informazioni. Ma andiamo alla sua “punta”: i segni dall'aldilà - quando sono veri - servono a poco se uno non vuole ascoltare Mosè e i Profeti, cioè il messaggio della Scrittura. 

Ma allora Lourdes, Fatima, Guadalupe e altri eventi riconosciuti dalla Chiesa? Accanto a un'infinità di false apparizioni, falsi veggenti, falsi mistici, nessuno può negare l’autenticità di alcuni interventi celesti che vanno accolti con gratitudine e riverenza. Sono segno della smisurata misericordia di Dio che non volendo perdere nessuno dei suoi figli va in cerca della pecora smarrita debole nella fede o con difficoltà a credere nella Scrittura e nella Chiesa. Volendo solo incoraggiare a vivere secondo il cuore di Dio, la verità è: 1. avere bisogno di questi segni dice che siamo ancora pagani; 2. chi vuole approfondire la fede nutrendosi della Parola di Dio in comunità ha tutto a disposizione. Non c'è bisogno cercare apparizioni, fenomeni nel cielo e nelle nuvole, sogni, immagini e luoghi speciali, ecc. Il problema è ascoltare, fare spazio al Signore che parla al cuore più che alla testa e prima

mercoledì 4 marzo 2026

IL METODO DI DIO: CRISTO ABITA NEI CRISTIANI / L.G. 02 La Chiesa realtà visibile e spirituale.



LEONE XIV UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 4 marzo 2026

________________________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 2. La Chiesa, realtà visibile e spirituale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi proseguiamo il nostro approfondimento sulla Costituzione conciliare Lumen gentium, Costituzione dogmatica sulla Chiesa.

Nel primo capitolo, là dove si intende soprattutto rispondere alla domanda su cosa sia la Chiesa, essa viene descritta come «una realtà complessa» (n. 8). Ora ci domandiamo: in che consiste tale complessità? Qualcuno potrebbe rispondere che la Chiesa è complessa in quanto “complicata”, e dunque difficile da spiegare; qualcun altro potrebbe pensare che la sua complessità derivi dal fatto di essere un’istituzione carica di duemila anni di storia, con caratteristiche diverse rispetto a ogni altra aggregazione sociale o religiosa. Nella lingua latina, però, la parola “complessa” indica piuttosto l’unione ordinata di aspetti o dimensioni diverse all’interno di una medesima realtà. Per questo la Lumen gentium può affermare che la Chiesa è un organismo ben compaginato, nel quale convivono la dimensione umana e quella divina, senza separazione e senza confusione.

UN PROBLEMA CRUCIALE: CHE REGNO DI DIO ASPETTI? / Mercoledì II sett. di Quaresima, 2026.



Gesù sale a Gerusalemme per la Pasqua con un folto gruppo di seguaci. C'è anche la madre di Giacomo e Giovanni. Si aspettano la manifestazione imminente del Regno di Dio. Allora “Gesù prese in disparte i dodici discepoli”, e spiega soltanto a loro cosa avverrà: sarà condannato a morte, di una morte terribile, ma poi risorgerà. Hanno ascoltato?

I Dodici salgono a Gerusalemme con Gesù per inaugurare i tempi nuovi, il trionfo della giustizia sul male e la corruzione, per la purificazione del Tempio e del corpo sacerdotale. Già immaginano come sarà, anzi credono di sapere. Quello che dice Gesù non riesce ad entrare nel loro orecchio, nella loro mente. Sono certamente pronti a combattere se necessario, ma sono agli antipodi di ciò che dice loro Gesù. Si comprende allora la domanda della madre assieme ai suoi due figli. Gesù non li rimprovera per l'ambizione. Desidera che noi vogliamo crescere, realizzarci. Ma per questo chiunque deve bere il calice, seguirlo sulla via della croce. 

Confrontiamo la nostra idea di felicità e quella che ci propone il Signore. Siamo - anche nel piccolo - sulla scia dei governanti di questo mondo cercando potere, successo e prestigio, oppure seguiamo Gesù e la migliore politica? 

«Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 20,17-28 

martedì 3 marzo 2026

UN TERREMOTO NEL GIARDINO DEGLI ORRORI / Fondazione Oasis 02-03-2026.

 


Questa vignetta tratta da al-Arabi al-Jadid (quotidiano panarabo londinese finanziato dal Qatar) presenta  una ben riconoscibile "colomba della pace" pilotata dal Trump e Netanyahu sulla quale è scritto "Majlis El Salàm", ossia il famoso "Board of Peace" trumpiano. In basso a destra la Torre Azadi (Torre della Libertà, il monumento più iconico di Teheran), con la scritta "Iran", piange. 

lunedì 2 marzo 2026

UNITÀ DEL MATRIMONIO / 03 UNA CARO nn. 4-5



4. Come sancisce lo stesso Codice di Diritto Canonico: «le proprietà essenziali del matrimonio sono l’unità e l’indissolubilità»[4]. Altrove, lo stesso afferma che il matrimonio è «un vincolo di sua natura perpetuo ed esclusivo»[5]. È da rilevare l’esistenza di un’abbondante bibliografia sull’indissolubilità dell’unione coniugale nella letteratura cattolica: questo tema ha avuto molto più spazio nel Magistero, in particolare nel recente insegnamento di molti Vescovi di fronte alla legalizzazione del divorzio in vari Paesi. Sull’unità del matrimonio – il matrimonio inteso, cioè, come unione unica ed esclusiva tra un solo uomo e una sola donna – si trova, al contrario, uno sviluppo di riflessione meno ampio rispetto al tema dell’indissolubilità sia nel Magistero che nei manuali dedicati all’argomento.

LA MONOGAMIA È UN IDEALE UNIVERSALE / 02 UNA CARO nn. 1-3



I. Introduzione

1. [Una caro] “Una sola carne” è il modo in cui la Bibbia esprime l’unità matrimoniale. Nel linguaggio comune, invece, “noi due” è un’espressione che compare quando in un matrimonio c’è un forte sentimento di reciprocità, ovvero la percezione della bellezza di un amore esclusivo, di un’alleanza tra due che condividono la vita nella sua interezza, con tutte le sue lotte e le sue speranze. “Noi due” lo dice una persona quando si riferisce ai desideri, alle sofferenze, alle idee e ai sogni condivisi: in una parola, quando si riferisce alle storie che solo i coniugi hanno vissuto. Questa è una manifestazione verbale di qualcosa di più profondo: una convinzione e una decisione di appartenersi mutuamente, di essere “una sola carne”, di percorrere insieme il cammino della vita. Come ha detto Papa Francesco: «Anche gli sposi dovrebbero formare una prima persona plurale, un “noi”. Stare l’uno davanti all’altro come un “io” e un “tu”, e stare di fronte al resto del mondo, compresi i figli, come un “noi”»[1]. Questo accade perché, pur essendo due persone diverse, due individualità che conservano ciascuna una propria e intrasferibile identità, hanno forgiato con il loro libero consenso un’unione che le pone insieme di fronte al mondo. È un’unione che si apre generosamente agli altri, ma sempre a partire da quella realtà unica ed esclusiva del “noi” coniugale.

MOTIVI PER SCEGLIERE UNA UNIONE D'AMORE UNICA ED ESCLUSIVA / 01 UNA CARO presentazione.



Presentazione

Questo è un testo per la Chiesa universale, che può tuttavia essere preso in giusta considerazione in ogni luogo di fronte alle sfide culturali locali. Il documento, infatti, prende sul serio l’attuale contesto globale di sviluppo del potere tecnologico, nel quale l’essere umano è tentato di pensare a sé stesso come ad una creatura senza limiti, che può ottenere tutto ciò che immagina. In questo modo, viene facilmente offuscato il valore di un amore esclusivo, riservato a una sola persona, cosa che di per sé implica la rinuncia libera a molte altre possibilità.

In verità, l’intenzione di questa Nota è fondamentalmente propositiva: estrarre dalle Sacre Scritture, dalla storia del pensiero cristiano, dalla filosofia e persino dalla poesia, ragioni e motivazioni che spingano a scegliere un’unione d’amore unica ed esclusiva, un’appartenenza reciproca ricca e totalizzante.

UN'UNICA CARNE. ELOGIO DELLA MONOGAMIA / 00 UNA CARO. Dicastero per la Dottrina della Fede. 03-2026



Da tempo volevo leggere assieme a voi sul Blog il documento “UNA CARO Elogio della monogamia” della Congregazione per la Fede del 25 novembre 2025. Monogamia, un argomento molto attuale. Anche questo testo è un retaggio di Papa Francesco. Il progetto e la preparazione sono iniziati alla sua richiesta e sotto il suo impulso. A chi ne dubitasse ancora, spero che questo testo aiuterà a comprendere che il desiderio santo di accogliere tutti da parte di Papa Francesco non ha mai significato un abbandono della verità e dei valori del Vangelo, ma solo la correzione di impostazioni che, elevando steccati, tendono ad escludere dalla salvezza quelli che fanno più fatica a camminare nella vita. Gesù ci ha indicato i valori più alti mettendo al centro però la misericordia come ci ricorda proprio il Vangelo di oggi: "In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,36-38). Con “Per sempre sì a Sanremo, Sal Da Vinci ci dà una motivazione in più. 

Oggi  l’Indice. Da domani la presentazione del Documento da parte del Cardinale Fernandez che ne spiega lo scopo e le grandi linee e poi il corpo del testo. 


DICASTERIUM PRO DOCTRINA FIDEI

UNA CARO

Elogio della monogamia

Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca 

PERCHÉ SOFFRIRE PER IL VANGELO? / 2a lettura II Dom di Quaresima, 2026.



“Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo”. La prima volta che ho incontrato questa frase, ero studente di teologia e iniziavo con un confratello un servizio all’Ospedale Cardarelli. Dopo un giro nelle corsie, animavamo la Messa domenicale. Per questo preparavamo uno striscione e questa frase tratta dalle letture ci sembrò audace ma quanto mai opportuna. Tutti vogliamo evitare la sofferenza e ci auguriamo la guarigione, ma sapere che la mia sofferenza è utile all’annuncio della Buona Notizia, è valorizzata dal Signore, è una consolazione e una motivazione molto profonda e vera. 

Paolo si rivolge a un suo collaboratore formato, l’episcopo Timoteo e quindi lo incoraggia ad accettare volontariamente la sofferenza che deriva dall’annuncio del Vangelo. “Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri … “. Annunciare il Vangelo può portare ad essere arrestati e in carcere. Per Timoteo che viene presentato come persona per bene e timida, sofferenza costante è già la derisione rivolta da molti al loro annuncio. Un annuncio che, come disse un giovane detenuto di Nisida al cappellano: ”è molto chiaro ma offende l’intelligenza”. 

sabato 28 febbraio 2026

SI PUÒ COMINCIARE UNA NUOVA VITA A 75 ANNI? / II Dom Quaresima,A, 2026.



Abramo, nostro Padre nella fede, già vecchio, deve lasciare fisicamente la sua terra, la sua parentela, le sue sicurezze, per un’avventura del tutto nuova, inedita. Il massimo della scomodità e del rischio ad un'età - 75 anni - in cui di solito non si prendono più rischi. Anche dal punto di vista delle sicurezze religiose, anche se Abramo è stato deluso dai suoi idoli, abbandonare le proprie divinità per un dio sconosciuto, non è per nulla comune. Nella vita reale, tra attaccamento alle proprie abitudini, tradizioni e riti religiosi, e senza di colpa se li abbandoniamo, le persone sono restie a cambiare, anche per migliorare. Questa audacia di un vecchio ci spinge ad essere pronti anche noi ad “andare via dalla nostra terra, dalla nostra parentela” per convertirci a Dio. 

Perché Abramo lascia tutto? Per la promessa che questo Dio gli ha fatto, quella che leggiamo nella prima lettura. Comprendiamo che ha fatto un’esperienza, oltre che di grandezza e di maestà, anche di amore anche se non gli è del tutto chiaro. Non è spiegabile diversamente e Dio è sempre amore.

Anche noi siamo quindi chiamati a lasciare tutto, ma in cambio di quale promessa? 

Lo leggiamo nel Vangelo della trasfigurazione. La gioia, il benessere dei tre discepoli è tale che non vorrebbero più andare via! Pietro è stato così colpito da questa esperienza e scoperta che, anche dopo  la Pentecoste, la ricorda (2 Pietro 1,16-18). Eppure è stata solo una consolazione terrena, perché le gioie del paradiso sono molto superiori e inaccessibili all’uomo su questa terra. Quanto saremo felici in paradiso! 

Ma c'è lo smarrimento quando il Padre si manifesta nella nube. Anche noi ascoltiamo il Figlio, l’amato in tutto quello  che ci dirà ma che ci dice specialmente questa sera: “Alzati, non temere”   


Dal libro della Gènesi Gen 12,1-4a

venerdì 27 febbraio 2026

ESORCISMI: FACCIAMO UN PÒ DI CHIAREZZA / 27 febbraio 2026.



I maghi e gli esorcisti hanno molto lavoro, molti pazienti o clienti. È segno che tante persone sono angosciate, e spesso molto sole per affrontare queste angosce. È chiaro che l’azione dell’esorcista non è la stessa di quella del mago e dei vari ciarlatani che sfruttano angosce e disgrazie altrui. Rispondendo ad una richiesta di qualche giorno fa ho consultato il Catechismo della Chiesa Cattolica sull’argomento. Infatti anche tra i fedeli meglio disposti c'è molta confusione a riguardo. 

La confusione più comune è che l’esorcismo è visto come una specie di medicina come lo sono le medicine comprate in farmacia che hanno ciascuna un campo di azione specifico. Così, d'altronde, ciarlatani e maghi vendono i loro servizi. 

giovedì 26 febbraio 2026

PREGARE COME LA REGINA ESTER / giovedì II sett. di Quaresima, 2026.



Il re Assuero, istigato dal suo vizir, Aman, ha decretato lo sterminio di tutti gli ebrei del suo immenso regno, proprio perché Mardocheo, ebreo e zio della regina Ester, non ha mai voluto inchinarsi davanti ad Aman come era stato ordinato a tutti. 

Mardocheo, scosso da quel decreto prega. Come lo fa? 

innanzitutto, prima di elevare la sua supplica a Dio, ricorda tutte le sue gesta, i prodigi che ha fatto a favore del popolo che si è scelto. Essere consapevoli della fedeltà e della potenza di Dio è il modo migliore per risvegliare in noi la fede. Mardocheo è cosciente che, di fronte a Dio, “non c'è nessuno che possa opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele”.  

mercoledì 25 febbraio 2026

За четыре года. NEL CORSO DI QUATTRO ANNI / 24 FEBBRAIO 2022 - 2026

 


Questo Poster di Novaya Gazeta Evropa dice: quattro anni! 

L'articolo sotto, del Capo redattore, è una "Lettera per chi è in lutto" Письмо для тех, кто скорбит, come indica la sagoma dietro le rovine, che imbuca una lettera .

Quel testo molto triste è anche realista, paradossalmente soprattutto perché chi scrive è dalla parte sana della Russia: Novaya Gazeta Evropa è una rivista russa bandita dal regime di Putin. Invochiamo da Dio il dono della Pace, col cuore trafitto, offrendogli di collaborare con la nostra conversione alla grazia della Pace. 

Cito da una riflessione profonda sui Martiri algerini (Un’amicizia che anticipa il paradiso) - un testo da leggere - qualche frase molto illuminante sull'assenza della fede e l'assenza di Dio in chi, per difendere i valori in cui crede, ricorre alla violenza o la predica, come nell'ideologia del "Mondo Russo" che benedice l'attuale guerra contro l'Ucraina e assolve in anticipo i soldati russi da ogni crimine eventuale: 

lunedì 23 febbraio 2026

LEGGIAMO INSIEME IL VANGELO DELLE TENTAZIONI / 1a Domenica di Quaresima, 2026.



Meditiamo il Vangelo di ieri (Matteo  Mt 4,1-11). Quest'anno durante la Quaresima si seguono i Vangeli degli scrutini, cioè che preparano i catecumeni adulti a ricevere il Battesimo nella Veglia di Pasqua. Diventare cristiano è una scelta di vita totale: è rinascere in Cristo, cioè riconoscere Gesù come unico Salvatore, aderire a Lui, alla sua persona e al suo insegnamento, al suo progetto, e seguirlo. Forse, battezzati da bambini ci è sempre apparso naturale essere cristiani senza che questo implicasse un cambiamento di mentalità: tanto siamo già cristiani, come siamo italiani per esempio, e basta essere come tutti, rispettare i valori e modi di fare della mia famiglia, senza bisogno di verificare ogni giorno la mia vita sul Vangelo. Per essere cristiani ci sembra che basti rivolgersi al Signore, alla Madonna o qualche santo per chiedere grazie (senza essere sicuri di essere esauditi), ma non imitare il loro esempio. Concepiresti qualcuno che si sposa senza voler cambiare, senza mettere al centro della sua vita le necessità della futura moglie (o marito) e della famiglia? Evidentemente no. Ma spesso concepiamo il cristianesimo in questo modo. Sei consapevole che, Satana è il principe di questo mondo, come ieri e forse oggi più di ieri, e che se non fai una chiara scelta di campo per Cristo, l'unico che lo ha vinto, sarai schiavo di Satana in questa vita e per tutta l'eternità? Vedi come Gesù ha dovuto lottare contro le tentazioni del demonio, vincendo per noi e insegnandoci come vincere.


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavoloDopo il Battesimo lo Spirito scende e rimane su Gesù ( Giovanni 1, 32-34) perché egli deve entrare nella missione di salvare “il suo popolo dai suoi peccati” (Matteo 1,21).