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venerdì 19 ottobre 2018

PERCHE' HAI ANCORA PAURA? / venerdì XXVII° sett. T.O.

Maria colpendo il demonio - Libro di Ore, William De Brailes, Inghilterra, XIII secolo.

Dio tutto opera secondo la sua volontà (prima lettura), noi no. Subiamo, siamo costretti, siamo condizionati, prigionieri della paura. Dio no ed è il nostro Padre, non cambia e nessuno può andare contro di lui. Egli, cioè, è il nostro miglior alleato. Tutti i capelli della nostra testa sono contati (Vangelo).
Se ho un tale alleato, dico di credere in Lui e lo prego, perché temo ancora? Due sono le ipotesi, che sono collegate: la mia fede è infantile, e non ho deciso ancora di avere coraggio. “È solo il primo passo che costa” diceva santa Teresina. In questo senso vale il detto popolare: “Aiutati che Dio ti aiuta” anche se Dio ci precede sempre, ci aiuta prima ancora che gli chiediamo aiuto. Però Dio ci lascia appunto la decisione di fidarci o meno di Lui e di noi stessi.

giovedì 18 ottobre 2018

SAN LUCA E IL CONCILIO VATICANO II / 18 ottobre



Tra i quattro Evangelisti, due fanno parte dei Dodici scelti da Gesù e due no. Eppure quando la Chiesa ricorda san Marco e san Luca, li assimila agli Apostoli (=inviati), come anche san Paolo. E questo perché, benché non siano considerati vescovi, hanno diffuso la Buona Notizia in modo esemplare e la Chiesa è nata per evangelizzare, per annunciare il Regno di Dio, anzi, per portare questo Regno mediante l’annuncio e la testimonianza, perché la fede viene dall’ascolto.
Un giovane gesuita lituano ha chiesto a settembre a papa Francesco come poterlo sostenere nella sua missione. Visibilmente sorpreso, il Papa ha esitato un momento poi ha risposto deciso: «Se vuoi aiutarmi, agisci in modo da portare avanti il Concilio nella Chiesa. E aiutami con la tua preghiera. Ho bisogno di tanta preghiera».

mercoledì 17 ottobre 2018

QUELLI CHE SONO DI CRISTO GESU' HANNO CROCIFISSO LA CARNE CON LE SUE PASSIONI / 17 ottobre Sant'ignazio di Antiochia

Martirio di sant'Ignazio di Antiochia.

Sant’Ignazio è l’anziano vescovo della comunità di Antiochia in Siria (35 - 108 dopo Cristo). Il suo cammino spirituale è stato tale che sente dentro di sé solo: “un’acqua che mormora: vieni al Padre!” e quindi, arrestato e condotto a Roma non desidera essere liberato ma desidera il martirio per essere veramente discepolo di Cristo, veramente Figlio di Dio. Lui ha finito il cammino di conversione …
Questo non gli fa dimenticare di occuparsi di tutti, dei soldati suoi carcerieri (che chiama “leopardi”) anche se ricambiano il suo amore paterno con brutalità maggiori, dei fratelli delle comunità che gli vengono incontro con i loro vescovi lungo il suo viaggio …
Egli vive veramente il “Padre nostro” che recitiamo anche noi ogni giorno. Dio è veramente suo Padre ed egli si abbandona con totale fiducia in Lui. Da Dio gli può venire solo bene, anche se è la croce, il martirio e la morte. E Dio non è solo il “suo” Padre, ma è anche il Padre “nostro”. Non si stacca mai dalla sua comunità.

lunedì 15 ottobre 2018

MUOIO COME FIGLIA DELLA CHIESA! / santa Teresa d'Avila 15 ottobre

Le tue misericordie canterò in eterno.


Santa Teresa d’Avila esclama con gioia alla fine della sua vita (1582): “muoio come figlia della Chiesa!”
Non è forse scontato che morisse nella Chiesa, come figlia sua? Non esattamente. Vediamo per quali motivi.
Teresa viveva in un periodo di grandissima purificazione della Chiesa che non andava senza turbamenti. Da una parte c'era la protesta di Lutero che aveva trascinato mezza Europa occidentale nel suo distacco dal papato in nome del Vangelo ritrovato e meglio vissuto. Tutta la sua vita Teresa ha avuto come uno dei suoi orizzonti la riforma di Lutero e quello che se ne poteva dire nel suo ambiente, nella Spagna di quel tempo. Infatti non solo le notizie circolavano ma i “focolai di eresia” si spargevano in tutta Europa e spesso toccavano persone sinceramente desiderose della riforma della Chiesa, di una vita illuminata dalla (ri)scoperta della Sacra Scrittura (vedi quello che è successo nel Regno di Napoli, allora possedimento della Corona di Spagna). Nelle confusione degli avvenimenti e nelle conversazioni della gente, la colpa degli affronti anche sanguinosi che hanno avuto luogo a causa della Riforma protestante poteva essere attribuita a un campo o all’altro.

I COSTI PROVOCATI DAI DISASTRI NATURALI LEGATI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI AUMENTATI DEL 151 % NEGLI ULTIMI VENT'ANNI! CHE FACCIAMO?



Sentiamo proprio in questi giorni di piogge disastrose in Europa occidentale, e di un uragano mai visto negli USA. Anche da noi i fenomeni meteorologici estremi si moltiplicano. Spesso la superficialità o l’avidità dell’uomo nel costruire aggravano terribilmente le conseguenze. Questi fenomeni hanno anche un costo economico. In particolare un’Agenzia dell’ONU ne ha calcolato le perdite economiche direttamente collegate.  Riprendo dall’Osservatore Romano, il Quotidiano della Santa Sede, alcune cifre. 
Infatti inquinare, abbandonare i rifiuti, sprecare le risorse, a cominciare dal proprio piatto e riserve alimentari, imbruttire l’ambiente naturale o urbano, tutto questo contribuisce a fare spese maggiori che pesano direttamente e inutilmente sul bilancio economico della famiglia e delle comunità, e avviliscono la vita personale e sociale. Così a livello più grandi di industrie, nazioni e popoli. Con la riflessione politica e il voto, il controllo civico dei nostri eletti e amministratori, ma anche in modo capillare partendo da ogni singolo e da ogni famiglia è tempo di AGIRE.
Effetti delle alluvioni nel sud della Francia.
Questo l’articolo dell’Osservatore Romano:

domenica 14 ottobre 2018

INSIEME ALLA SAPIENZA MI SONO VENUTI TUTTI I BENI / canonizzazione di Paolo VI, Oscar Romero, e altri cinque

Paolo VI e Oscar Romero - da Repubblica.it

Non potrò mai più vedere il film su Oscar Romero allo stesso modo dopo aver letto qualcosa di serio su di lui. L’immagine del prelato amico dei ricchi che poi diventa amico dei poveri quando uccidono un sacerdote gesuita è completamente falsa. Oscar Romero era figlio di gente umile e povera e ha sempre e solo voluto essere un pastore santo, amico di tutti in particolare degli umili e dei poveri, legato alla Parola di Dio, alla dottrina dei Padri e al Magistero della Chiesa, in particolare i documenti del Concilio Vaticano II.
Il Vangelo di oggi dice chiaramente che è difficilissimo che un ricco entri nel Regno di Dio. Perché diceva questo in un paese sotto dittatura militare a servizio dei più ricchi, Mons. Romero è stato ostacolato e infine ucciso. Non era schierato politicamente come si è voluto far credere anche dopo la sua morte ma schierato dalla parte del Vangelo invitando tutti, ricchi e poveri alla conversione.

sabato 13 ottobre 2018

13 OTTOBRE, FATIMA E IL ROSARIO NELLA MIA VITA.


Il Calendario liturgico non lo ricorda ma il 13 ottobre è la data della ultima apparizione della Madonna a Fatima, dove si è presentata come la Madonna del Rosario. Il rosario ha accompagnato tutta la mia vita ma l'ho riscoperto molto fortemente al momento della conversione e l'ho amato proprio perché era la preghiera dei poveri. Giovanni Paolo II appena eletto ha contribuito anche per me a questa valutazione positiva del rosario.

La mia storia personale è molto legata a Fatima. Sono andato la prima volta durante una missione di lavoro a Lisbona. Durante il fine settimana ho convinto i miei colleghi ad includere Fatima nel nostro giro turistico. Avvicinandoci mi colpirono tanto i pellegrini/e portoghesi che già a 100 km dalla meta vedevamo camminare sul ciglio della strada calzati solo di grossi calzettoni di lana. Sul posto queste stesse persone giravano intorno alla Capelhina, alla cappella delle apparizioni, in ginocchio. Mentre la mia ricerca di fede era allora molto cerebrale, ho intuito il valore della fede popolare dei semplici. La seconda volta, sono tornato da frate, e pur vivendo da pellegrino a piedi anch'io dentro quel cammino di fede popolare, ciò che mi ha toccato è stato la Parola di Dio.