Visualizzazioni totali

venerdì 23 ottobre 2026

CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI ANNUNCIARE LA FEDE / Documento del Vaticano del 22 - X - 2026.



Il Vaticano ha pubblicato ieri un documento:  "VENITE AD ME" sulla trasmissione della fede nel cambiamento d’epoca che sperimentiamo oggi. Propongo qualche brevissimo stralcio, sfiorando soltanto la ricchezza del Documento, sperando di essere utile. È vero che ciascuno ha la piena libertà  di perseverare o meno nella sequela del Signore. Giuda non poteva avere migliore catechista eppure il suo catechista ha fallito, anche Paolo ha conosciuto abbandoni di collaboratori. Ma il numero di bambini, persone, famiglie, nelle nostre parrocchie (il documento aggiunge : scuole cattoliche) che chiedono e ricevono i sacramenti dopo la formazione offerta da noi, e che in seguito si allontanano, non hanno nessun cambiamento di vita, dimostra l'inadeguatezza globale della nostra testimonianza e della nostra proposta formativa alla vita cristiana che dovrebbe invece infiammare i cuori e costituire un faro per una vita personale o famigliare migliore. È tempo di cambiare qualcosa.


Capitolo IV

La centralità del kerygma

… Non lo facciamo innanzitutto per rispondere a una nuova sfida epocale, ma per fedeltà alla stessa identità cristiana... l’annuncio del kerygma ... riorienti la vita e la missione della Chiesa.

… La risposta all’annuncio è per sua natura un evento di salvezza: «se con la tua bocca proclamerai: “Gesù è il Signore!”, e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo» (Rm 10,9).

… Sulla bocca del catechista torna sempre a risuonare il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”. Quando diciamo che questo annuncio è “il primo”, ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi in una forma o nell’altra, in tutte le sue tappe e i suoi momenti»[74].

... Triplice passaggio che deve contraddistinguere una trasmissione della fede ricentrata sul kerygma: innanzitutto l’annuncio centrale della presenza e dell’amore del Cristo Risorto; l’esperienza interiore della sua presenza e del suo amore, suscitata da quell’annuncio; infine, l’avvio di un cammino di conoscenza e di amore di Cristo, reso possibile dall’accoglienza dell’annuncio da parte di chi lo riceve con cuore libero e sincero.

«il programma del cristiano [...] è “un cuore che vede”»[80]. La voce stessa del Signore, l’unico che può toccare davvero il cuore delle persone: «Parla nel mio cuore con verità. Tu solo sai farlo»[81].

La formazione cristiana

83. Da quanto detto consegue che le comunità credenti sono fortemente chiamate a promuovere, opportunamente e inopportunamente, un rinnovamento dell’annuncio del kerygma. Del resto, sempre in Evangeli gaudium, si evidenziava un’altra cosa davvero importante al riguardo: «Non si deve pensare che nella catechesi il kerygma venga abbandonato a favore di una formazione che si presupporrebbe essere più “solida”. Non c’è nulla di più solido, di più profondo, di più sicuro, di più consistente e di più saggio di tale annuncio. Tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma che va facendosi carne sempre più e sempre meglio, che mai smette di illuminare l’impegno catechistico, e che permette di comprendere adeguatamente il significato di qualunque tema che si sviluppa nella catechesi. È l’annuncio che risponde all’anelito d’infinito che c’è in ogni cuore umano. La centralità del kerygma richiede alcune caratteristiche dell’annuncio che oggi sono necessarie in ogni luogo: che esprima l’amore salvifico di Dio previo all’obbligazione morale e religiosa, che non imponga la verità e che faccia appello alla libertà, che possieda qualche nota di gioia, stimolo, vitalità, ed un’armoniosa completezza che non riduca la predicazione a poche dottrine a volte più filosofiche che evangeliche»[85].


[74] Francesco, Esort. ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), n. 164: AAS 105 (2013), 1088-1089.

[80] Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est (25 dicembre 2005), n. 31: AAS 98 (2006), 245.

[81] Agostino, Confessionum libri tredecim, XII, 16, 23: PL 32, 834.

[85] Francesco, Esort. ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), n. 165: AAS 105 (2013), 1089.

Venite ad me. Considerazioni sulla trasmissione della fede nel cambiamento d’epoca (22 ottobre 2026)


Nessun commento:

Posta un commento